Allerta fiori a Londra

Essendo io una persona molto sagace mi sono accorta solo ieri che la primavera è alle porte (o forse è già arrivata. Dettagli). Penso che concorderemo tutti, dove con tutti intendo la Gente che Conta, nel dire che primavera = FIORI.

A) Capisco qualcosa di fiori? No.

B) Ma alle medie l’ho studiata l’impollinazione? Non sa/non ricorda.

C) Ho paura delle vespe? Sì. In realtà ho paura anche delle api (anche se so che sono brave e ci servono e dobbiamo aiutarle eccetera). In generale la mia regola è questa: se è nero e giallo e ha le ali scappa velocemente.

Sbrigate queste tediose formalità introduttive torniamo a concentrarci su quello che importa veramente: non la mia ignoranza botanica, bensì che PRIMAVERA = FIORI e che, dunque, quando arriva la primavera noi (cioè io) dobbiamo andare in giro per parchi ad ammirare lo spettacolo che la Natura ci offre (stando bene attenti ai cosi neri e gialli con le ali).

C’è, però, un problema: per godere appieno dello spettacolo che la Natura eccetera eccetera bisogna essere molto organizzati ed è per questo che io oggi condividerò la mia lista con voi.

Anche se mi sforzo sempre di ampliare la mia conoscenza il punto A) rimane sempre valido, quindi se avete aggiunte da fare o suggerimenti da darmi (specialmente per quanto riguarda i tempi di fioritura) BEH FATELO.

Io intanto procedo con la mia

Lista di robe fiorite da vedere a Londra questa primavera

Holland Park

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Non potevo non iniziare con quello che è il mio parco preferito di Londra. Holland Park ha tante attrattive (il giardino giapponese, i pavoni, le rose) ma il suo punto di forza sono sicuramente i tulipani. Come sono stata professionale in queste ultime tre righe. Me ne compiaccio.

Quando andare: metà aprile.

P.S. Mi comunicano dalla regia (ciao Patty!) che a Holland Park ci sono anche dei bei ciliegi, ma qui entriamo in un territorio incerto e pieno di pericoli. Quando fioriscono i ciliegi? Adesso, vero? Uno non può andare a vedere i ciliegi e vedere anche i tulipani e già che c’è, le rose? La vita ha un senso? Perché?

Isabella Plantation (Richmond Park)

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Ma è pieno di azalee STO IPERVENTILANDO foto presa da Gardenvisit.com

Non ci sono ancora stata ma capirete bene che una mia visita in questo luogo è DECISAMENTE necessaria.

Quando andare: inizio maggio.

Queen Mary’s Gardens (Regent’s Park)

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http://lugerda.blogspot.co.uk./2013/04/queen-marys-rose-garden-28-june-2008.html

Se amate le rose è il posto più bello del mondo. Se non amate le rose francamente non capisco cosa ci facciate qui. Sono stata un sacco di volte al Queen Mary’s Garden ma ho sempre fatto foto molto molto brutte ergo ci devo tornare.

Quando andare: giugno.

 

St John’s Lodge Garden (Regent’s Park)

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Ne ho già parlato qui quindi non mi dilungo. In breve: è un giardino più o meno segreto dentro Regent’s Park, molto utile per allontanarsi dalle orde di turisti (orde alle quali voi, chiaramente, non appartenete) e stupire piacevolmente i vostri compagni di scorribande bucoliche e/o voi stessi.

Quando andare: forse inizio maggio? Io ci sono andata verso metà maggio e non c’erano molti fiori a parte il glicine (pregasi consultare le foto presenti nel post linkato prima).

Hill Garden and Pergola

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Image by Matt Brown via Flickr

Della Pergola abbiamo (ho) già parlato qui. Ci sono stata in autunno e in estate, ma mai in primavera. Questo sta per cambiare (#primaveraallapergola2017).

Quando andare: NON NE HO IDEA. Mi sono informata e pare ci siano diverse varietà di fiori i quali essendo, appunto, fiori, fioriscono ma lo fanno in periodi diversi. Probabilmente va bene sia aprile che maggio. Aiutatemi.

Altre robe fiorite molto interessanti ma che non sono gratis o che non si trovano esattamente a Londra

  • Li cito anche se hanno il sapore dell’ovvio: Kew Gardens.
  • Il weekend del 17-18 giugno c’è l’Open Garden Squares Weekend 2017, weekend in cui molti giardini privati aprono i battenti. (Ho scritto tre volte “weekend” in una riga. Scusate) I biglietti online costano 13 pound e secondo me ne vale la pena (è anche vero che il mio parere lascia il tempo che trova, ma vabbè).
  • A due ore di macchina da Londra c’è il Lordington Lavender Field (come è facilmente intuibile dal nome, è un campo di lavanda). Visto che stiamo parlando di lavanda non stiamo più parlando di primavera, bensì di luglio, ma magari vi va di fare una gita (a me sì, quindi TBS e Marta è inutile che fate i vaghi).

 

Ciao fiori.

 

Turismo Senza Gente: Due giardini relativamente segreti a Londra

Scrivere questo articolo è stato molto difficile. E per ora ho scritto solo il titolo e una frase e mezza. Quanta sofferenza nella vita, quanta vita nella sofferenza, eccetera eccetera MA NON DIVAGHIAMO. Siccome intendo parlarvi di ben due luoghi in un solo post dovrò necessariamente fare sfoggio delle mie leggendarie abilità di sintesi (…) E DUNQUE confinare in uno scarno elenco puntato qualsiasi premessa alla trattazione dei due giardini abbastanza segreti citati nel titolo.

  • La cosa bizzarra dell’essere sintetici è che quando provi a ridurre tutto all’osso ti rendi conto di non avere veramente nulla da dire.
  • Qual è il senso della vita?
  • Ah ecco -> ho scritto “giardini relativamente segreti” e non “giardini segreti” e basta per due semplici motivi:
    • “Due giardini segreti a Londra” mi sembrava un titolo eccessivamente pretenzioso.
    • Se questi giardini fossero stati veramente SEGRETI e non facilmente rintracciabili tramite Google io non ne sarei mai venuta a conoscenza.

 

St John’s Lodge Garden

A conferma che la scelta di apporre “relativamente” all’aggettivo “segreti” è stata azzeccata va il fatto che il primo dei due giardini che analizziamo oggi è nel bel mezzo di REGENT’S PARK, probabilmente uno dei parchi meno “segreti” della città. MA ATTENZIONE: con questo non intendo screditare Regent’s Park, visto che il Queen Mary’s rose garden, seppur super frequentato da turisti della peggior risma, è uno dei miei posti preferiti al mondo e nel corso degli anni mi ha regalato innumerevoli momenti di grande appagamento estetico.

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Per non dimenticare.

Comunque.

Visto che intendiamo allontanarci dai sentieri battuti dalla Banalità e percorrere le vie del Nuovo, noi oggi non varcheremo il cancello che porta al Rose garden ma gireremo a destra, verso il giardino relativamente segreto oggetto della discussione odierna.

Visto che non si capisce una mazza spiego meglio: entrate nell’Inner Circle percorrendo Chester Road (la vedete? È lì sulla destra). Arrivati nell’Inner Circle, che poi è quella strada a forma di cerchio, girate verso destra e percorrete una roba tipo 100 metri guardando attentamente alla vostra destra, fino a quando vi troverete davanti questo:

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Che è poi l’entrata del St John’s Lodge garden.

La cosa più bella di questo giardino è che è stato costruito espressamente per creare un luogo favorevole alla “meditation” e alla “peaceful relaxation” e che dunque i passatempi amati dal volgo (ossia i giochi con la palla/frisbee/eccetera) sono espressamente VIETATI. Io ci sono andata un lunedì pomeriggio e il posto era quasi vuoto (escludendo una coppia di anziani che fotografava i fiori e un pazzo furioso che, incurante delle regole del luogo, è entrato sfrecciando in bicicletta – ma che per fortuna è andato via dopo due secondi). Tornerò nel weekend e vi farò sapere com’è la situazione.

Kensington Roof Gardens

Il secondo giardino di cui parleremo oggi è talmente segreto che c’ha pure il sito Internet. Va però detto che io non ne avevo mai sentito parlare prima di qualche giorno fa, e che quindi magari scriverne può essere utile (a chi, non lo so).

DUNQUE.

I Kensington Roof Gardens sono dei giardini (appunto) situati sul tetto (appunto) di un palazzo di sei piani che si trova a Kensington (appunto).

Visitare ‘sti Kensington Roof Gardens è possibile (e gratis), ma molto complicato. Questo perché sono aperti al pubblico solo pochi giorni al mese, segnalati in questa pagina. Noterete che la maggior parte dei giorni sono “open to Babylon guests only”, il che significa che per entrare dovete necessariamente andare a mangiare/bere qualcosa al ristorante contenuto nel complesso che si chiama, appunto, Babylon e che, incidentalmente, è molto bello, ma, temo, non molto economico. I giorni denominati come “club night” sinceramente mi suscitano timore e ribrezzo, e ho controllato cosa sia questo “club” solo per Voi: pare però che per fortun purtroppo si tratti di una cosa esclusiva per soli membri (che però possono portarsi dietro gruppi fino a 20 persone, quindi tanto esclusiva non mi pare MA VABBÈ).

DUNQUE.

Controllate che il giorno che vi interessa i giardini siano “open to the public” e, giusto per essere sicuri, telefonate allo 0044 207 937 7994 per chiedere conferma che siano effettivamente aperti (o, se come me pensate che nel 2016 usare il telefono per TELEFONARE sia una roba da persone incivili, compilate l’enquiry form che potete trovare in fondo alla pagina “contact us”).

L’indirizzo dei giardini è 99, Kensington High Street (ma l’entrata si trova in Derry Street). La fermata della metro più vicina è High Street Kensington. Mi raccomando, portatevi dietro un documento di identità perché vi verrà chiesto all’ingresso.

Sono stata molto professionale in queste ultime righe e la cosa mi ha sfiancato.

Vi lascio con le mie foto (anche se, specialmente se paragonate a quelle che ci sono nel sito che vi ho linkato, fanno schifo).

Ciao.

Turismo senza gente: Dartmouth Park

Tempo fa ho avuto la luminosa idea di fare una scampagnata a Dartmouth Park.

Motivi di questo gesto:

  • Avevo letto da qualche parte che questo luogo offre una vista pregevole sui palazzi della City senza essere troppo frequentato da turisti e famiglie urlanti. E questa mi sembra già una ragione molto valida per dare il via all’Esplorazione.
  • Dartmouth Park  è situato nelle vicinanze (più o meno) di Gospel Oak (fermata della Overground), e io a Gospel Oak all’epoca non ci ero mai stata.

Ehm. Non mi ricordo se ve l’avevo già confessato, ma oltre allo sferruzzamento di sciarpe dalla lunghezza infinita (cose più complesse non sono ancora in grado di produrle) e alle lunghe camminate tonificanti in mezzo a parchi/cimiteri/cose verdi possiedo un altro hobby bizzarro&sbarazzino.

Appesa all’interno del mio armadio c’è una cartina della rete metropolitana londinese, cartina sulla quale evidenzio (chiaramente in rosa) tutte le fermate che ho visitato. Con “visitare” la fermata intendo:

  • Osservare con interesse, altrimenti non vale, la stazione della metropolitana dall’esterno.
  • Compiere una breve ma significativa ispezione in zona per decidere se il quartiere mi aggrada, se si presta ad eventuali esplorazioni più approfondite e se, nel caso dovessi vincere in modo del tutto inaspettato la lotteria (sarebbe decisamente inaspettato, visto che non gioco mai), potrebbe essere preso in considerazione come luogo dove comprare una casa. Per ora ho intenzione di comprare casa nelle vie intorno Abbey road. O in quelle intorno ad Holland Park. Ma anche a Chelsea andrebbe bene. E pure nei pressi di Highgate. E, vi dirò, anche sul lungofiume a Chiswick. Ma stiamo divagando dalla digressione e ciò non va bene.
  • Sapevo già di avere i Problemi, non c’è bisogno di dirmelo.

Ora come ora, inizio settembre 2014, la situazione è questa:

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Notiamo l’eccezionale expertise nel West e le vergognose lacune nelle aree del Nordest. Notiamo anche come io non abbia ancora avuto l’occasione di recarmi a MORDEN (mio sogno proibito ormai da anni).

Comunque.

Stavamo dicendo?

DARTMOUTH PARK.

Dartmouth Park è situato in mezzo alle stazioni della Nothern Line di Archway e Tufnell Park. Noto solamente adesso che pure Upper Holloway è abbastanza vicina, e ad Upper Holloway mica ci sono stata. Avrei potuto far partire da lì il mio Pellegrinaggio, e invece no, Gospel Oak. Perché sono pirla.

Ad ogni modo. Se arrivate dalla parte di Junction road (EDIT mi ero dimenticata di aggiungere: partendo dalla stazione di Tufnell Park). Partè tutto più semplice, perché potrete accedere al parco direttamente da Poynings road (stavo per eleggerla via col nome più carino del secolo dopo aver letto distrattamente “PONYnings road”). Alla vostra sinistra ci sarà uno spiazzo sopraelevato con moltissime panchine (cinque): è lì che dovete dirigervi con sicurezza, per poi voltarvi armonicamente verso il Panorama (che sarà alla vostra destra).

(Come spiego bene le cose. Quando una ha il dono della Sintesi)

Se agite così è tutto molto più pratico, ma è anche pur vero che vi perdete l’AVVENTURA, lo SPAESAMENTO, il TIMORE DI AVERE SBAGLIATO STRADA, il BRIVIDO DELL’IMPREVISTO.

Partirete quindi da Dartmouth Park Hill, la strada che costeggia il lato sinistro del parco (EDIT perché, ora che ci faccio caso, non mi so spiegare AFFATTO. Il percorso deve avere come punto di partenza sempre Tufnell Park, o comunque la zona SOTTO Dartmouth Park, altrimenti se partite da sopra arrivate comodamente in due passi e vi perdete lo Spaesamento durante il Costeggiamento dell’Area Verde).

Macinerete metri su metri e i vostri occhi non si poseranno su nulla che possa anche solo vagamente assomigliare ad un ingresso all’area bucolica. Alla vostra sinistra una normalissima strada di semiperiferia, alla vostra destra scenari tipo questo:

L'INFERRIATA

Ho gentilmente rubato l’immagine da questo blog qua (mentre vagavo alla ricerca di un’entrata ero talmente baffled dalle inferriate che non ho pensato a scattare fotografie). Da notare comunque come il tizio che ha scritto l’articolo da me linkato con correttezza&sportività si sia occupato di Dartmouth Park nell’aprile del DUEMILADODICI. Mi cospargo il capo di cenere chiedendo perdono per il mio essere sempre poco sul pezzo, ma ci terrei a precisare due cose:

  1. Mi sono imbattuta nell’articolo del tizio solamente oggi, dopo aver googlato “Dartmouth park fence”
  2. La fotografia posta ad apertura dell’intervento, se posso esprimere il mio parere please thank you very much, non rappresenta appieno la bellezza della vista. Che non è che sia poi così mozzafiato. Ma non è nemmeno così “bah” come ci viene presentata.

Il 98% della superficie del luogo dove vi sto spedendo senza pormi tanti interrogativi al riguardo è occupato da recinzioni in metallo abbastanza inquietanti. In mezzo al parco, poi, c’è una specie di cisterna che non ho capito bene a cosa serva.

Nel caso non l’aveste ancora capito, Dartmouth Park non possiede nulla di paragonabile all’emozionante tripudio di rose dei Queen Mary’s gardens a Regents Park, e nemmeno, se è per questo, a quell’armonico succedersi di tulipani, pavoni e Bellezza che è Holland Park nei mesi tra aprile e giugno.

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Io molto felice a Regents Park
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Io sempre molto felice ad Holland Park

Dartmouth Park fa un po’ schifo, ma regala comunque emozioni.

Come quando compri un’orata da Tesco Hammersmith aspettandoti la Mestizia e, invece, scopri che è buona quasi come quelle appena pescate in Salento (fatto accaduto ieri a TBS) (il “quasi” me l’ha fatto aggiungere lui, in segno di rispetto alla sua Patria).

Ecco i pensieri che hanno attraversato la mia mente mentre percorrevo Dartmouth Hill:

  1. DOVE. CAZZO. SONO. FINITA.
  2. Ecco lo sapevo, hanno chiuso il parco per ristrutturarlo (?) e ho fatto tutta questa strada per niente
  3. Almeno la zona è molto carina, però (soprattutto le viette tra Gospel Oak e Dartmouth Hill)
  4. ODDIO MA ‘STO PARCO È TUTTO BARRICATO, non è che è diventato una caserma militare nel frattempo? E se entro e mi arrestano?
  5. Ma seriamente non c’è un ingresso?

Voi non preoccupatevi, l’ingresso c’è.

Quando finalmente l’ho trovato sono rimasta lì ferma per mezzo minuto a interrogarmi sulla safety del gesto che stavo per compiere. La Gente sarà anche chiassosa e molesta ma, devo ammettere lasciando per un attimo da parte il mio orgoglio, regala quel non so che di sicurezza che a una ragazza previdente fa sempre piacere.

Poi una tizia in completo aderente da jogging color arancio ha imboccato di buon passo il sentiero. Seguita subito dopo da una mamma con marmocchio in dotazione. Ho tirato un sospiro di sollievo, pensato “AH BEH, ALLORA” e sono entrata nella tana del Bianconiglio.

Seguite quindi il sentiero. Vi troverete davanti a un’area giochi per bambini dall’aria alquanto triste. A questo punto vi dirigerete alla vostra destra, salendo agilmente (credo) verso l’area panoramica (ovviamente contornata da deliziose sbarre di metallo).

There you are.

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Sì ok, i palazzi che dominano il primo piano sono esteticamente discutibili, ma ammetterete che lo Skyline (notare la padronanza del linguaggio tecnico – che ho appena digitato su Google “Si dice lo skyline o la skyline” non devo certo andare a spiattellarlo a voi) c’è tutto. E si vede anche il London Eye all’estrema destra.

E sì, ok, qui non c’è il dolce pendio di Primrose Hill, o la sconvolgente poesia che domina Richmond Hill, o la deliziosa cornice di alberi e aquiloni svolazzanti che si può ammirare a Parliament Hill.

Ma non ci sono Clementina che fa i capricci perché non vuole mangiare la mela offertale dalla mamma, Chardonnay che tira la palla in faccia ad Augustus e non ci sono nemmeno Pegaso e Marzia che litigano perché non riescono a trovare la giusta angolazione per un autoscatto che contenga i loro musi e il Gerkin.

(Notare l’elegante e commovente rifiuto categorico della parola “selfie”).

Ci siete solo voi. Voi e un paio di bambini che giocano nel playground senza fare troppo rumore, le loro madri e poi, nell’Area panoramica, una tizia probabilmente homeless accasciata su una panchina con una lattina di Foster’s in una mano, una sigaretta spenta nell’altra e un sorriso serafico rivolto all’orizzonte.

E improvvisamente i palazzi in primo piano diventano belli (un po’ come il complesso del Barbican, che io trovo orrendo e meraviglioso al tempo stesso – c’è anche da dire che sto all’architettura come Aria di Pretty Little Liars sta agli abbinamenti tra abiti e accessori), le recinzioni in metallo acquistano un fascino tutto loro, il mondo diventa un posto migliore.

Sorridete.

Poi la tizia homeless si volta verso di voi e mugugna qualcosa di incomprensibile.

Vi allontanate a passo deciso verso l’uscita del parco.

Per oggi basta così.

Riassunto

Corinne (anzi, chiamiamola con il suo soprannome ufficiale, chissenefrega se è leggermente cacofonico) – dicevo, Corgi (voglimi ancora bene mio dolce Faro ♥) in questi ultimi due giorni è stata parecchio impegnata al King’s (MICA PIZZA E FICHI EH). Il nostro trio, quindi, è diventato un duo (cit. colta). Private della nostra Punta di Diamante Anglofona, io e Marta abbiamo cercato di darci un tono e di visitare un museo.

Il museo di storia naturale.

Con tutti i giochini sulla memoria e sulla percezione e l’area per i bambini con i dinosauri finti che ti fanno ciao con la coda.

Poi, cos’altro? Ah si! Siamo entrate nel fantastico mondo delle banche. Prima abbiamo fatto un deposit, mettendoci circa due ore (tre minuti per l’operazione in sé, 1 ora e 57 minuti per cercare la filiale della Halifax a Kilburn). Poi siamo andate alla Barclays per aprire i nostri conti (li facciamo lì perché è veloce e gratis e non serve la proof of residence – come riassume efficacemente il tipello che ci ha dato informazioni, “I know, you Italians don’t want to pay for anything, right?” – right).

E poi abbiamo camminato come due invasate facendo su e giù per Hyde Park e Regent’s Park. Mi sento già più tonica. I pantaloni mi vanno larghi. Ma forse c’entra qualcosa anche il fatto che non li cambio da cinque giorni.