Kebab al coriandolo sulla tua uniforme di Grifondoro

L’altro giorno mi stavo dirigendo verso l’Antro delle Uniformi tutta sorridente e con in mano uno smoothie a base di SPINACI, CORIANDOLO, SUCCO DI MELA, ZENZERO, AVOCADO E CETRIOLO (che ho poi bevuto con gusto – i tempi in cui compravo roba simile e poi la gettavo nella spazzatura intonando Il mio nome è MAI PIÙ sono lontani).

Vedete, io ci provo ad iniziare le mie giornate con positività. Io ci provo. Bevo sorridendo robe con il CORIANDOLO dentro, che FYI mi fa schifo. Sono le mie giornate che, slowly but surely, si rivelano essere insostenibili.

Siamo ormai entrati nella Fase Finale della stagione e il Negozio accoglie, suo malgrado, orde di genitori convinti di essere andati a comprare l’uniforme ai propri pargoli con largo anticipo (BREAKING NEWS – LE SCUOLE INIZIANO TRA UNA SETTIMANA. SEI IN RITARDO). Una tizia mi ha puntato contro il dito indice della sua mano destra accusandomi di averle detto, DUE SETTIMANE FA, che avevamo in stock tutti i pullover della scuola Nomeacaso.

Tizia, è vero, ho detto che li avevamo in stock DUE SETTIMANE FA. Non è colpa mia se al mondo esiste una cosa chiamata Gli Altri Clienti del Negozio, e non è colpa mia se nelle ultime DUE SETTIMANE, mentre tu eri chissà dove, gli Altri hanno esaurito le nostre scorte.

Ma cambiamo argomento che altrimenti mi innervosisco.

Parliamo della OVERGROUND.

Anzi no non parliamone che è peggio. Lasciamo perdere, siamo persone mature, siamo persone che si nutrono di coriandolo, siamo persone con la tazza di Corvonero.

A PROPOSITO: Marta ha visto la tazza di Corvonero, ha detto “LA VOGLIO ANCHE IO PERÒ DI GRIFONDORO”, e ha aggiunto “Adesso basta comprare tazze. Buttane un paio. MA NON QUELLE COI CUPCAKES CHE ABBIAMO COMPRATO QUANDO ERAVAMO NELLA STAMBERGA E NEMMENO QUELLA ARANCIONE GRANDE”. Potevamo del resto aspettarci la coerenza da UN GRIFONDORO DEL CAVOLO? No. Proseguiamo.

Sto captando il vostro immane desiderio di capire qualcosa di più su questa storia della Overground. Vi spiego (cori di “NOOO NON DISTURBARTIII VA BENE COSÌÌ” vengono zittiti da un mio sguardo imperioso).

Vi spiego.

L’altroieri, sabato 22 agosto, il treno delle 17.45 per Waterloo era stranamente in orario e, ancora più stranamente, formato da 8 carrozze invece che 4. Sono arrivata a Clapham Junction in tempo per prendere la Overground delle 18.00, cosa che, in quattro mesi, non era MAI successa. MAI.

Ma la vita dà, la vita toglie, ed ecco che, giunta al binario 2, apprendo la dolorosa notizia. La tratta di Overground che serve a me è sospesa da un’ora e NON SI SA quando riprenderà a funzionare. Non voglio, però, tediarvi con la cronaca di come e quanto questo imprevisto abbia rovinato il mio umore, perché sono una persona matura, sono una persona che si nutre di coriandolo, sono una persona con la tazza di Corvonero, sono una persona che ne ha parlato in lungo e in largo su Twitter quindi ora basta così.

Parliamo dunque per un secondo di KEBAB SKILLS.

Sono lieta di annunciarvi che KEBAB SKILLS (per i fan intimi KBSK) non è più un duo, ma un florido gruppo. Ecco la copertina del nostro primo album di successo, nata dal genio creativo di Firesidechats21:

KEBAB SKILLS

Se anche voi mirate a condensare le qualità artistiche di Spitty Cash e Truce Baldazzi in un corpo solo e sapete incrociare le braccia con stile LA PORTA È APERTA, YO.

AH: è con gioia che vi comunico che la ricerca del Sostituto Subottimale della Fetta Biscottata prosegue senza sosta. Riassunto delle puntate precedenti: ho provato per voi (un coro di “MA CHI TE L’HA CHIESTO” viene frenato sul nascere dai miei occhi da cerbiatto) i French Toast di Tesco e le Dutch Crispbakes sempre di Tesco. Questa settimana è il turno delle BRITANNIA MILK RUSKS, le quali, devo dire, non sono male, ma sono troppo piccole e spesse (se proprio vi interessa ve le fotografo). Quindi la classifica vede, per ora, in testa sempre le Dutch Crispbakes.

Un paio di settimane fa Giulia mi ha scritto che in Kentish Town road c’è un supermercato internazionale che vende un sacco di roba della Mulino Bianco (e mi ha allegato una foto che mi ha fatto piangere dalla commozione). Io l’altro giorno sono passata da Kentish Town road, trascinandomi dietro Corgi che rallentava la nostra Missione mettendosi a fotografare gatti e graffiti ogni 2 per 3 (è però riuscita a farci arrivare a destinazione visto che io, come al solito, mi ero persa) ma temo di essere finita nel supermercato sbagliato (si chiamava tipo Guzman qualcosa e aveva MILIARDI di spezie molto interessanti ma zero fette biscottate). Mentre correvamo verso la stazione della metro ho visto di sfuggita un “mediterranean supermarket” con dentro UN SACCO e ripeto UN SACCO di robe che sembravano provenire dalla nostra madrepatria. Mi sa che era quello. TORNERÒ.

Corgi mi ha chiesto: “Ma le fette biscottate ti piacciono davvero così tanto?” e io le ho risposto la verità, le ho detto che NO, non mi piacciono così tanto, MA che IO voglio avere la possibilità di mangiare fette biscottate OVUNQUE, SE MI VA, e che le fette biscottate sono ormai diventate un SIMBOLO della nostra lotta e che potranno toglierci la speranza, ma non ci toglieranno MAI la libertà! O era il contrario? Ci siamo comunque capiti.

Vorrei dirvi tante altre cose, ma al momento non mi vengono in mente, quindi ciao.

Forse potrei dirvi che sto cantando da dieci minuti una cover di In da club di 50 cent che recita YOU CAN BUY ME A KEBAB, ma non vorrei rovinare la mia già oltremodo compromessa reputazione, quindi CIAO.

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La verità vi prego sulle uniformi scolastiche

Ossia

Un post di cui non fregherà nulla a nessuno, ma che DOVEVO scrivere

Saluto tutte le gentili Creature del Crepuscolo che approderanno qui digitando su Google robe tipo:

UNIFORMI SCOLASTICHE: PERCHÉ?

QUANDO COMPRARE UNIFORME SCOLASTICA

PINAFORE COSA VUOL DIRE

UNIFORMI SCOLASTICHE SCUOLE LONDRA NON HO IDEA DI COSA FARE A CHI RIVOLGERMI AIUTO

Salve.

Questo post è affettuosamente diretto a Voi.

Nel corso degli ultimi anni ho accumulato una notevole quanto inutile esperienza nel campo della vendita delle uniformi scolastiche a Londra. Lavoro (SPOILER: PER ORA) in un piccolo negozio che vende, APPUNTO, uniformi scolastiche per nurseries, primary schools, secondary schools, eccetera.

Visto che sono una persona tendenzialmente meravigliosa, ho pensato di racchiudere la mia Sapienza in questo Elaborato per trasmetterla a voi, teneri germogli di soia che vi siete appena trasferiti in Inghilterra (o altrove, che ne so io) con figli al seguito e che vi trovate a fare i conti con questa fantastica e luminescente avventura chiamata UNIFORME SCOLASTICA.

Rispondiamo subito alle vostre domande.

UNIFORMI SCOLASTICHE: PERCHÉ?

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PINAFORE COSA VUOL DIRE

Trattasi di una specie di vestitino senza maniche che va indossato con sotto una camicia (una roba del genere).

QUANDO COMPRARE UNIFORME SCOLASTICA

ADESSO. Dico sul serio. Se avete la certezza che i vostri pargoli andranno in una determinata scuola, e l’uniforme di quella determinata scuola la comprerete in un negozio (e non tramite l’ufficio della scuola o altre modalità di vendita delle quali, francamente, non so una mazza), fatelo ADESSO. Anzi, sarebbe stato meglio procedere già un paio di settimane fa, scusatemi se non ve l’ho fatto sapere a tempo debito.

Voi mi direte:

“Eh ma adesso è presto, ci sono ancora le vacanze in mezzo, e poi devi sapere che Giorgino/Camelia cresce un sacco durante l’estate e quindi mi conviene aspettare, c’è ancora un sacco di tempo, non c’è fretta, non c’ho voglia”

Io vi dirò:

Ma và? TUTTI GLI ALTRI GENITORI STANNO FACENDO IL VOSTRO RAGIONAMENTO.

Non esagero: TUTTI GLI ALTRI.

Ok, forse ho esagerato un pelino: QUASI TUTTI GLI ALTRI. Diciamo che più o meno il 5% dei genitori compra diligentemente l’uniforme per settembre nel periodo che va da giugno a fine luglio. Un altro 20% nelle prime tre settimane di agosto. TUTTI GLI ALTRI si presentano candidamente in negozio l’ultima settimana utile, concentrandosi specialmente nell’ULTIMO SABATO DI AGOSTO. Ossia circa tre giorni prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Ripetiamo il concetto con l’ausilio di potenti mezzi visivi.

Da giugno a fine luglio il negozio di uniformi scolastiche sarà generalmente così

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Riempiendosi poi gradualmente, per arrivare all’ultima settimana di agosto

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L’ultimo weekend di agosto e i primissimi giorni di settembre

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Ci siamo capiti? Inoltre, se andate a comprare l’uniforme da inizio giugno a fine luglio è molto probabile che il negozio avrà a disposizione tutti gli indumenti che cercate. Altrimenti NESSUN PROBLEMA: siete in anticipo, quindi se ordinate qualcosa potete stare tranquilli che la riceverete prima dell’inizio della scuola – a meno che il negozio non abbia avuto gravi problemi con qualcuno dei suoi suppliers, ma in tal caso il/la vostro/a pargolo/a non sarà l’unico/a a recarsi a scuola sprovvisto/a di, poniamo, blazer: tutti gli altri alunni saranno nelle stesse identiche condizioni, quindi NO DRAMA.

RICAPITOLANDO:

  • Inizio giugno/fine luglio: Negozio semivuoto. Staff disponibile e pronto ad aiutarvi. Negozio iper fornito di roba.
  • Fine agosto/inizio settembre: Negozio talmente pieno di gente e invivibile che non mi viene in mente nulla di divertente per creare una similitudine al riguardo. Staff in preda a una crisi isterica e impegnato a destreggiarsi tra voi e altri 76 clienti contemporaneamente. Gli unici indumenti rimasti sono taglia XXXXXXXS o taglia XXXXXXL.

ALTRE COSE SPARSE:

  • Non potete entrare in un negozio di uniformi scolastiche, scegliervi la roba da soli e sbrigarvela in cinque minuti. Se dovete prendere una full uniform (= tutta la roba necessaria) avete BISOGNO dell’aiuto della/o commessa/o, che dovrà guidarvi lungo tutto il processo. Comprare un’uniforme scolastica è un’esperienza che porta via TEMPO. Se vi recate nel negozio con vostro figlio e il suddetto deve provarsi blazer, camicia, pantaloni, cappello, kit da ginnastica eccetera eccetera, METTETEVI L’ANIMO IN PACE e accettate il fatto che ci metterete MINIMO UN’ORA. Non sbuffate. Non guardate fuori dalla vetrina del negozio con aria sofferente. Non tamburellate con le dita sul counter, BENSÌ aiutate/spronate vostro figlio a vestirsi per velocizzare il tutto. Ah: se il negozio chiude alle 17.30, NON PRESENTATEVI alle 17.20 chiedendo una full uniform. NON FATELO MAI.
  • Se comprate in anticipo, prendete roba di una taglia in più del giusto. Ah, e il blazer, anche se lo comprate il giorno prima dell’inizio della scuola, DEVE essere largo. Se vi interessa poi vi spiegherò meglio.
  • Non lamentatevi coi commessi del costo della roba: non sono stati loro a scegliere i prezzi. Siete, invece, stati VOI a scegliere quella scuola e, di conseguenza, quell’uniforme.

Mi dilungherei molto di più su questo tema scottante, ma ho appena realizzato che il 99% dei miei Amati Lettori

  • Vive in Italia
  • Non ha figli
  • Non è, in breve, interessato all’affascinante mondo delle Uniformi Scolastiche
  • Peccato.

Se avete bisogno di consigli sull’argomento, chiedete pure. So QUASI tutto.

Ciao.

Io che stranamente trasmetto un messaggio più o meno positivo

La vita a volte ci riserva delle sorprese. Come quando, per uno di quei turning points del Destino complessi da definire, decidi di iniziare a guardare BUFFY – THE VAMPIRE SLAYER con soli 17 anni di ritardo (17 anni, tra l’altro, trascorsi a chiedere a coetanei/compagni di scuola/passanti “Ma veramente guardate questa roba?”).
E INVECE.
Ma, care amiche, cari amici, quest’oggi non siamo qui riuniti per discorrere di Buffy (anche se sarebbe interessante e un giorno LO FAREMO, dove con LO FAREMO intendo LO FARÒ), ergo mi limiterò a sottoporre alla vostra attenzione quest’immagine che sintetizza la complessità dell’argomento in modo decisamente accurato.

Oggi intendo regalare un sentimento di speranza alle nuove generazioni.

È da un po’ che ci leggiamo e penso che abbiate colto la mia simpatica tendenza a sottolineare il più delle volte SEMPRE il lato ORRENDO della vita.
Se nell’arco di 24 ore mi capitano cinque cose positive e una cosa negativa è molto ma molto probabile che io mi concentri su quella negativa. ANCHE PERCHÉ, diciamocelo, è anche molto ma molto più probabile che accada l’inverso (5 schifezze e 1 gioia).
La mia esistenza, care amiche, cari amici, si è fondamentalmente concretizzata in una discesa verso il baratro da quando, in occasione di una recita all’asilo, mi hanno legato un cuscino sul sedere, DUE sulla pancia e mi hanno obbligato a svolgere il ruolo dell’ELEFANTE.

Ma non parliamone, perché ogni tanto ci penso ancora e chiedo al Cielo perché, PERCHÉ, perché non mi avete lasciato recitare la parte del pappagallo annunciatore dei programmi della televisione?!?

(Vi spiego a grandi linee la trama: un gruppo di animali decideva di partire per un’avventura e di andare alla ricerca di una stella cometa, TUTTI gli animali, tranne questo pappagallo, il quale non faceva altro che starsene in una scatola di cartone a dare le indicazioni metereologiche (edito perché, in un’improvvisa presa di coscienza, mi sono resa conto che si scrive METEOROLOGICHE. Vado a flagellarmi) per tutta la durata della recita. UN RUOLO BELLISSIMO. Un ruolo che avrei saputo svolgere magistralmente. E INVECE NO. Un cuscino qua, due cuscini là e giù in pista a socializzare con gli altri animali)

E poi, perché proprio IO l’ELEFANTE? Ok, non sono mai stata una bambina magrissima, ma c’erano altri alunni dell’asilo MOLTO più in carne di me. Forse le maestre hanno fatto questa scelta scomoda per non offendere la loro sensibilità? E ALLA MIA SENSIBILITÀ CHI CI HA PENSATO?

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(Ma poi, questi famigerati bambini più cicciotti di me, esistevano o me li sono inventati da sola nel maldestro tentativo di lenire la mia Sofferenza?)

Vabbè.
Ma non è di cuscini legati in vita che siamo qui riuniti a discorrere oggi.
Oggi, come è già stato detto, abbiamo in mente di regalare la Speranza alle nuove generazioni.
Oggi parleremo della mia giornata lavorativa di sabato scorso, ed eviterò di raccontarvi della cliente che ha marciato verso il mio desk con aria combattiva e mi ha comunicato: “Voglio fare un formal complaint riguardo alla qualità di questo maglione. L’ho comprato SOLO due anni fa e si stanno GIÀ iniziando a formare dei buchi”.
Cioè, vediamo se ho capito bene. Questa manda suo figlio a scuola 5 giorni alla settimana, tutte le settimane, con su LO STESSO maglione (pagato 17 pound, non 700) da DUE ANNI e si sente comunque in diritto di fare lamentele sulla qualità. Vorrei trovare chi ha inventato la massima “Il cliente ha sempre ragione” per schiaffeggiarlo ripetutamente con una lontra (chiedo scusa alle lontre, ma mi piaceva il suono della parola).
E non vi racconterò nemmeno della tizia che per chiedere a che punto è il suo ordine non telefona al numero CHIARAMENTE INDICATO sull’e-mail di conferma che ha ricevuto appena il suo ordine è stato inviato, no, lei chiama ME.

No.

Vi racconterò invece di una cliente che ha avuto qualche difficoltà a ordinare un paio di gonne misura speciale (difficoltà chiaramente create da GIUDA e poi risolte da me, ma non stiamo qua a sottilizzare) e che è entrata in negozio con una scatola di cioccolatini per me, per ringraziarmi dell’aiuto e della mia gentilezza/disponibilità (qua dovrebbe scattare l’applauso, il lancio di rose, la detersione di lacrime e urla sparse tipo “SEI UNA PERSONA MEGLIO!”, con io che reagisco imitando Robbie Williams nel non mi ricordo più che premiazione in non mi ricordo più che anno, ossia urlando al pubblico “DAMN RIGHT!”)

Tralasciando il fatto che, di questo passo, io la dieta non riuscirò MAI ad iniziarla (e poi è un attimo che mi fanno fare di nuovo l’elefante alla recita) e che se S2 viene a sapere di questa cosa come minimo mi obbliga a correre fino a Brighton e a tornare indietro sempre di corsa, tralasciando questo aspetto (di peraltro non risibile importanza), non è stata carinissima?

Ed è questo che mi ha ricordato il mio Motto Base (insieme a “Che palle la vita”) e (“Odiare con criterio, odiare tutti”) ossia
ANCHE NELLA MERDA, FAI LA DIFFERENZA
(Scusa mamma lo so che non sei stata tu a inculcarmi questo lessico, è l’Arte che, a volte, lo richiede)
Ossia: dai il meglio di te anche se non sei soddisfatto di quello che ti circonda, anche se vorresti dell’Emmenthal e tutto quello che ti ritrovi è un qualsiasi altro formaggio di simile consistenza a cui qualcuno ha fatto dei buchi, anche se stai facendo fatica a trovare la tua strada, anche se ti obbligano a fare l’elefante quando tu ti senti più pappagallo asocial inside, anche se hai come l’impressione che ti meriti di meglio, perché se non ti impegni a fare la differenza, allora tanto vale restare dove sei. Se dai il meglio di te stesso, giorno dopo giorno (tranne i giorni in cui scrivi sul tuo blog WordPress invece di fare il tuo lavoro. Dettagli), beh questo ti aiuterà a riconoscere occasioni migliori e a gettartici dentro a pesce, o a lontra, quando arriveranno. Se arriveranno. Altrimenti vi do il permesso di rifarvi agli altri miei due Motti Base.

Alcune considerazioni finali:
~ Lara mettimi in contatto con il tuo ex landlord che gradirei consigli su come intraprendere la carriera di scrittore di libri motivazionali.
~ Tutto ‘sto Libro Cuore per una scatola di cioccolatini. Pensate se la cliente mi avesse portato un Panettone.
~ Vorrei parlarvi della tizia che ieri sera sull’autobus mi è passata sui polpacci con il carrellino della spesa, ma non lo farò. See? Persona meglio.

Cose che succedono quando una prova a vivere in modo young wild and free

Episodio 1

Richmond, nove meno qualcosa di mattina. Ha appena smesso di piovere. Sono quasi arrivata a lavoro e sono parecchio in anticipo. INVECE di sprecare tempo ed energie sentendomi di malumore per la mezz’ora di sonno sprecata decido di mostrarmi PROATTIVA nei confronti del Mondo, ossia di scendere dall’autobus prima del solito e di godermi una sana passeggiata rigenerante verso il negozio.

Sana passeggiata rigenerante che avviene lungo una strada

  • Trafficata
  • Dotata di enormi pozzanghere di acqua piovana mista a fango
  • Che sono cretina lo so da me.

Per essere breve: io sono lì che deambulo provando una generica sensazione di positività e specchiandomi con gaiezza nell’ENORME pozza posta alla mia sinistra, quando all’improvviso dietro la curva appare un camioncino. Il camioncino (o, più probabilmente, il guidatore) vede la pozzanghera. Vede me. Il camioncino ACCELERA.

Io arrivo a lavoro interamente ricoperta di fango e di negatività.

Episodio 2

Sabato 8 novembre. Per gli amici “qualche giorno fa”. TBS, io e i nostri friends M, T + pargolo siamo muniti di biglietti per andare a vedere i fuochi d’artificio a Battersea Park. Sabato 8 novembre, per gli amici “qualche giorno fa”, è stata una giornata maledettamente PIOVOSA. Ma noi siamo giovani, noi siamo wild, noi siamo quasi inglesi e non ci lasciamo scoraggiare da due gocce di pioggia. Noi siamo andati ugualmente a Battersea Park.

Sarò sincera e vi dirò che non diluviava. La pioggia torrenziale è cessata verso le cinque, quando ero ancora safe al lavoro, per lasciare posto a una pioggerellina sottile quanto fastidiosa.

Sarò sincera di nuovo: guardare i fuochi d’artificio sotto la pioggia (pioggerellina, vabbè) NON è quello che la Ka$ta vuole farci credere, ossia:


Bensì, specialmente se l’azione viene compiuta all’interno di un parco/bosco/area verde, il risultato è qualcosa di più simile a QUESTO:

Per concludere il discorso: punto uno, i fuochi, comunque, erano belli. Punto due, notiamo come IL FANGO continui a presentarsi negli Eventi.

 

Episodio 3

Sabato scorso, o forse era venerdì, o il sabato prima, MA NON È IMPORTANTE, approfittando di un raro momento di quiete nel negozio e di un non altrettanto raro mio momento di forte improduttività ho avuto la brillante idea di eliminare i Pensieri Negativi con un po’ di sana musica rilassante.

Nel dettaglio QUESTO pezzo, che ho anche provveduto a cantare con trasporto.

La canzone è finita è non è successo niente.

È successo quando stavo per dare inizio alla mia pausa pranzo e nel negozio è entrato un (credo) Hare Krishna. In realtà non è accaduto nulla neanche in quel frangente: mi ha chiesto un’offerta (ora che ci penso non saprei esattamente per che cosa) e mi ha lasciato l’indirizzo di un tempio/negozio/ristorante indiano vegetariano, invitandomi caldamente a fare un giro da quelle parti. Ho tralasciato di dirgli la verità, ossia che quel posto l’avevo già adocchiato in precedenza (= tutte le volte che sono uscita in zona Soho con Marta e gli altri della Stamberga), ma che persone insensibili e incompetenti (=MARTA) si erano opposte alle mie reiterate richieste di andare a provarlo. Ho tralasciato di dire al mio nuovo amico tutto questo perchè troppo impegnata a ringraziare tutte le divinità che mi venivano in mente per averlo fatto entrare nel negozio in quel momento e non un paio d’ore prima, quando stavo ascoltando/cantando GOVINDA HAREEEEEEEEEEEEEEEEE.

Titoli di coda

La conclusione può essere solamente una: vivere young e wild e free porta male. E pure un sacco di fango.

Bene.

Cioè male.

Un’ultima cosa

MA NON VI HO ANCORA FATTO VEDERE IL NUOVO VIDEO DI MIO FRATELLO E DEL SUO AMICO LUCA!

Come dite, non vi interessa?

Non vi sento. Dai, ve lo linko. Dai, che enunciano un sacco di cose intelligenti e ascoltare quello che hanno da dire è un piacere per l’anima.

In realtà non dicono niente. Però sono un sacco young wild and pirla. Cioè free.

Vabbè, io ve lo linko.

Protetto: S2 è una di noi

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