Noi che vogliamo bene al Margravine Cemetery

Non so voi ma io, come del resto tutte le persone scanzonate e pimpanti, apprezzo molto i cimiteri. Sebbene io abbia accennato qualche volta a questa mia simpatica passione non ho mai dichiarato quali sono i miei Cimiteri del Cuore a Londra. Potevo non colmare questa grave lacuna?

N

O

Oggi quindi ci dedichiamo al Margravine Cemetery (anche conosciuto come Hammersmith Cemetery), il quale non fa di certo parte dei Magnifici Sette londinesi (poi un giorno parleremo anche di questi OK?) (vi capita mai di fermarvi a pensare a quanto siano utili le parentesi? A me sì, molto spesso), ma è il cimitero al quale sono più legata affettivamente.

Il Margravine Cemetery si trova proprio dietro la fermata di Barons Court (dove passano le linee District e Piccadilly) e funge da scorciatoia molto pratica tra la suddetta fermata e il Charing Cross Hospital. Chi mi segue dagli inizi (TBS e Marta) a questo punto avrà collegato che vi sto parlando di un posto che ho scoperto quando abitavo ad Hammersmith. Riassumerò quel periodo intenso in cinque righe: era il 2013. Vivevo con Marta in una stanza di un metro per due, affettuosamente soprannominata “Scatola”, e condividevamo la casa con sei neozelaustraliane (notare la classe di questo neologismo). Martina abitava nella via dietro la nostra e a volte scappavamo da lei. Ero solita dedicarmi ad attività da giovane, tipo andare a passeggiare in tutti i cimiteri del quartiere. Fine.

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Breve ma molto breve anzi praticamente telegrafica storia del Margravine Cemetery

Avviato nel 1869. Bombardato per ben tre volte nel 1940 (“This must have been a most unpleasant experience for those living nearby”, annota con delicatezza tale Trevor su questa pagina del sito del cimitero – è vero che il sito ve l’ho messo prima, ma lo linko pure adesso e, se mi va, anche dopo). Smantellato in gran parte nel 1951, quando molte tombe sono state rimosse per ordine dell’Hammersmith Council.

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http://margravinecemetery.org.uk/margravine-cemetery-from-the-air/

Ricapitolando: il Margravine Cemetery non è uno dei cimiteri oggettivamente più belli di Londra e nemmeno uno dei più grandi. Ho veramente così tanta faccia tosta da parlarvene solo perché quattro anni fa ci abitavo vicino?

C

H

I

A

R

O

A mia discolpa, però, posso dire che il Margravine è degno di nota anche per altri motivi:

  • Questo cimitero ospita più di trecento alberi, un sacco di fiori selvatici, scoiattoli, pennuti di vario genere e ben DUE specie di pipistrello. Il Margravine si è infatti aggiudicato una valutazione di OUTSTANDING (che è inglese per “AMMAZZA”) ai London Bloom Awards del 2016; il merito di questo risultato va ricondotto all’associazione Friends of Margravine Cemetery, che da anni si occupa del cimitero.
  • Visto che stiamo parlando di un camposanto spendiamo un paio di parole sulle sue tombe, anzi non spendiamole e andiamo a guardare queste foto. Carina anche la cappella che si trova presso l’entrata di Margravine Road.
  • FATTORE SIMPATIA, che verrà esplicato attraverso due fotografie che ho recentemente rinvenuto dalle nebbie del mio disco fisso esterno.
margravine2
CARINISSIMO IL PUPAZZO DI NEVE DAI
margravine
Prendere il sole al cimitero sembra un gesto un po’ estremo anche a me, anche se almeno in questo modo si evitano varie rotture di palle tipo le persone che giocano a racchettoni sul bagnasciuga.

Link scottanti

Sito del Margravine Cemetery (che ho già messo ma, come esplicato prima, dettagli)

Profilo Twitter del cimitero (che ho ovviamente followato S U B I T O)

Dettagli sui cimiteri nel borough di Hammersmith and Fulham (con mappa del Margravine e orari)

Un elenco di cimiteri e chiese londinesi più o meno abbandonati (anche il resto del sito mi pare molto intrigante)

Find a Grave (uno dei miei siti preferiti)

Guida audio per il cimitero di West Norwood (mi è stata segnalata da Marta mesi fa. Dobbiamo fare un tour al più presto)

Cemetery Travel: Adventures in Graveyard around the World (ho cliccato su “segui sito” appena ho letto il titolo)

London Cemeteries (bellissimo blog che però non viene aggiornato dal 2011)

Vado. Ciao.

Cercare casa (in affitto) a Londra / 6a

Tell-Me-Why-Aint-Nothin-But-A-Mistake-Backstreet-Boys-Gif Ovvero

Io che vi racconto gli ultimi sviluppi della Quest Ricerca Casa con una sintesi tale che immagino si renderà necessario dover suddividere l’elaborato in due o più parti

Ovvero

Che culo.

Bene. Procediamo. ANZI, prima di tutto: GRAZIE henrrydelavega.tumblr per aver regalato al Mondo questa gif che credo userò fino alla fine dei tempi. Procediamo. Bene.

Abbiamo dunque abbandonato la civiltà Londra ovest per andare ad insediarci in altri lidi. Come mai questa scelta, chiederete voi? I motivi sono molteplici, vi risponderò io mentre scruto l’orizzonte e i riflessi aranciati del sole morente si riflettono con garbo nei miei occhi cerulei.

Ossia: Punto uno

RAPPORTO PREZZI/QUALITÀ CASE riassumibile con un NO. Sto pensando soprattutto all’area dove abitavamo noi (Hammersmith/Shepherd’s Bush); teoricamente a Londra ovest (senza andare in zona 57 della metropolitana) ci sono zone più economiche come, boh, Acton o Ravenscourt Park. Quello che posso dire è che probabilmente gennaio-marzo 2015 è stato un periodo nero per il mercato immobiliare nell’area del Grande Cerchio, visto che TUTTE le case che ho visionato in questa zona facevano SCHIFO e costavano PARECCHIO. Ricordiamo con affetto soprattutto una casa a West Kensington che, oltre ad essere veramente orrenda, aveva una planimetria a dir poco singolare. Ve la disegno? Ve la disegno.

No ok, non ci riesco. Ve la descrivo a parole. Chiudete gli occhi e immaginate. Cioè: aprite gli occhi, leggete il seguente affresco verbale, chiudete gli occhi e immaginate.

La porta di ingresso dà su un’anticamera stretta e buia. Alla fine di quest’anticamera c’è la cucina. La cucina è il cuore dell’abitazione, visto che da qui si accede, tramite due porte, al bagno e alla camera da letto. Devi andare a dormire? Passa dalla cucina. Devi andare in bagno? Passa dalla cucina. E vabbè. Ma non è tutto, perché per andare in sala devi obbligatoriamente passare dalla camera da letto. WTF?

Il fatto simpatico è che ESISTE una porta che, teoricamente, permetterebbe di passare dalla sala all’anticamera e viceversa, MA è stata murata e non potrà essere ripristinata “perché il landlord non vuole”.

Ah. Ok, bene, si è fatto tardi e noi dovremmo andare, le faremo sapere, bello questo effetto batik sui muri, AH NO SONO MACCHIE D’UMIDO ok bene cia’ cia’ tante buone cose cia’.

Punto dos

DESIDERIO DI ESPLORARE NUOVI ORIZZONTI. Sono a Londra da settembre 2012 e ho sempre vissuto all’interno del Grande Cerchio. Lo stesso vale per TBS, che è qui da ottobre 2013. SIAMO GIOVANI (più o meno), PIENI DI VITA (più o meno), ABBIAMO SETE DI NOVITÀ, e comunque dobbiamo lasciare la strada vecchia per quella nuova per poi scrivere un post chilometrico di addio ad Hammersmith che ridimensionerà l’addio ai monti di Lucia Mondella E NON DI POCO.

Dopo attenta e ponderata analisi (= diversi attacchi di panico e il consumo compulsivo dell’intera linea di gelati Ben & Jerry’s proposta dal Morrisons di Shepherd’s Bush) abbiamo deciso di orientarci verso due zone, entrambe a sud del fiume: Putney e Canada Water. Ora non sto a spiegarvi il complesso ragionamento che sta dietro a questa scelta. Riassumendo: Putney è carina e non troppo lontana da Hammersmith; anche Canada Water è carina e non è troppo lontana da casa di MARLIE. Poi, come dire, erano gli ultimi giorni di marzo, il 15 aprile ci scadeva il contratto e dal 3 all’8 aprile eravamo entrambi in Italia.

Possiamo dunque definire la nostra strategia nel modo seguente:

LA PRIMA CASA UN PO’ DECENTE CHE CI CAPITA LA PRENDIAMO E PURE AL VOLO.

+++Attenzione SPOILER: siamo finiti a Canada Water+++

Siamo finiti a Canada Water perché la casa che mr Genio ha mostrato a Corgi & me (TBS era a lavoro e Corgi era venuta qui a trovarci), ossia la casa da cui vi scrivo adesso (ULTERIORE SPOILER: viviamo in una casa e non sotto un ponte), era/è più che decente (azzarderei un “molto carina”), nuovissima e addirittura dotata di lavastoviglie.

Distolgo temporaneamente lo sguardo dal tramonto per rispondere a chi dovesse chiedermi “E IL BIDEEET?” con un “Adesso non allarghiamoci”.

Ora che ci vivo da due mesetti posso affermare con sicurezza che è stata progettata da una persona che non ha idea di come viva la Gente Vera, in quanto:

  • Il piano cottura è di quelli a induzione IN VETRO. Per carità, bellissimo eh, ma va bene solo per le persone che non cucinano, visto che si creano aloni solo a guardarlo, figuriamoci a poggiarci su due pentole. E IO NEMMENO CUCINO SERIAMENTE! L’ironia della sorte. Le ingiustizie della vita. Il fardello dell’esistenza. Qualcuno conosce qualche trucco per togliere ‘sti aloni schifosi? Grazie prego ciao.
  • Il bagno è senza finestra.
  • L’interruttore per accendere la ventola del bagno è nascosto dentro lo sgabuzzino.
  • Gli interruttori per accendere la luce dell’ambiente-cucina sono posizionati di fianco al divano nell’ambiente-sala.
  • Le maniglie si aprono con uno strano sistema a scatto che non ho ancora padroneggiato del tutto.
  • Non c’è il citofono. Cioè, c’è, ma è collegato al telefono. Cioè: se la gente ti citofona suona il telefono. Questo in realtà è anche abbastanza comodo.

Ma non divaghiamo.

Cinque minuti dopo la visione della Casa e in seguito ad una concitata conversazione telefonica con TBS (“VAI! PRENDILA! PROCEDI!”) ho sganciato la caparra a mr Genio e ho iniziato a sentirmi più tranquilla. Corgi, nel frattempo, si era estraniata dagli Eventi poiché la sua mente si stava occupando di questioni più importanti (ossia: quale sarebbe stato il punto migliore della nuova sistemazione abitativa per posizionare delle floride piante grasse?).

COMUNQUE. Dopo aver scelto la casa e lasciato la caparra, cosa farebbe qualsiasi persona sana di mente?

Cancellare il suo account Zoopla mentre ascolta IL MIO NOME È MAI PIÙ di Ligajovapelù?

Lanciare uova contro la vetrina di Foxtons Shepherd’s Bush?

Probabile.

Io invece sono andata a vedere ALTRE CASE.

(Non è colpa mia. L’agente con cui dovevo incontrarmi a Putney nel pomeriggio, e che per comodità chiameremo Olga, è stata irremovibile nel replicare a qualsiasi mio tentativo di cancellare il nostro appuntamento con frasi tipo “Ma io ho qui delle soluzioni perfette per lei” e “Finché non avrà firmato il nuovo contratto nulla sarà certo”. A ciò si aggiunga che mr Genio, dopo avermi detto “Ti richiamo appena sento il landlord”, era sparito. E quindi niente, alle 17 ero a Putney a vedere Olga)

Olga.

Olga è nata in Russia e ha vissuto in Spagna da quando aveva dieci anni fino a qualche mese fa. Sente molto la mancanza della sua sorellina minore. Abita vicino a Richmond e si trova bene, anche se pensa che qui a Londra faccia troppo freddo.

COME MAI SO TUTTE QUESTE COSE SU OLGA?

Perché Olga non ha smesso PER UN SECONDO di parlare di sé. Perché Olga è, probabilmente, l’unico agente immobiliare al mondo che non ti spiega NULLA delle case che sta cercando di appiopparti e preferisce raccontarti la storia della sua breve quanto ricca di avvenimenti vita.

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(True story).

Comunque: Olga aveva individuato tre case. Di queste tre case ne abbiamo vista solo una e ci abbiamo messo, non sto esagerando, più di un’ora e mezza.

17.00 – 17.14 Olga insiste per fare una “chiacchierata conoscitiva” prima di andare a vedere le case

17.14 – 17.27 Andiamo a piedi verso la macchina, che Olga ha giustamete parcheggiato tre strade più in là in quanto yolo

17.27 – 17.31 Olga non riesce a far partire il navigatore

17.31 – 17.42 Tragitto verso la casa allietato dai ricordi di infanzia di Olga

17.42 – 17.50 Ricerca di un parcheggio

17.50 – 17.53 Manovra di parcheggio

17.53 Olga si accorge di aver parcheggiato l’automobile davanti all’edificio sbagliato

17.53 – 17.58 Tragitto, a piedi, verso l’indirizzo corretto

17.58 – 18.06 Olga annuncia seraficamente di non possedere le chiavi che aprono la porta del palazzo. Riusciamo ad entrare grazie all’intervento provvidenziale di un ragazzino che ci apre dall’interno.

18.06 – 18.10 Visione della casa. Che è un TRILOCALE. E che costa molto di più del nostro budget.

“Olga, guarda che io cercavo un bilocale”

“MA COME??”

“Sì eh”

“…”

“…”

“…Anche le altre case che ho trovato sono trilocali”

“…”

“… Sei sicura che non vuoi andare a vederle?”

“…”

“Non vuoi nemmeno portarti a casa i fogli con su tutte le informazioni?”

18.10 – 18.35 Torniamo verso il centro di Putney. Olga mi spiega come si svolge la sua giornata-tipo a lavoro e mi confida  che l’indomani andrà a vedere, da sola, le altre due case che aveva previsto per stasera “così almeno imparo la strada per quando dovrò mostrarle la prossima volta”.
Olga ha interrotto il suo soliloquio solamente quando ha inchiodato la macchina e ha urlato

“GUARDA!!! C’È UNA VOLPE SUL MARCIAPIEDE!”

Siamo quindi rimaste ferme in macchina per qualche minuto a osservare la volpe e a farle raccomandazioni (“Torna a casa, è pericoloso qui, stai attenta”).

18.35 Olga mi lascia alla stazione di East Putney.

Vi saluto con un quesito. È più scema Olga o sono più scema io, visto che mentre tutto questo accadeva non mi sono innervosita quasi per niente e ridevo da sola pensando a come avrei potuto rendervi partecipi degli Eventi?

Il solito fastidio

Sono le piccole cose a renderti di malumore.

Per esempio

  • Il tuo computer che decide di mettersi a scaricare non so che aggiornamenti proprio nel momento in cui decidi di tornare a dedicarti al rimpinguamento di questo Spazio
  • Aspettare con ansia l’uscita del terzo film de Lo Hobbit, prenotare i biglietti in anticipo di una settimana (processo che ha richiesto svariate ore perché volevo essere sicura di accaparrarmi i posti migliori), svuotare il supermercato adiacente al Cinema Preferito per fare in modo di non rimanere a corto di provviste durante la proiezione (comprare i popcorn al cinema è da loser) per poi ADDORMENTARSI nel bel mezzo della battaglia finale.
  • Comprare come regalo di compleanno a MARTA una cosa che desideri ardentemente per te stessa.
  • Prendere atto che la cosa che desideri ardentemente è una CENTRIFUGA. Quell’affare per fare i succhi. Se fosse il 2012 e se fossimo su Twitter (nonché se sapessi usare Twitter) scriverei con boria un “Vita triste, mi leggi?”.
  • LA SPENSIERATEZZA ALTRUI. Ieri sera, nella District Line, degli allegri ragazzi e ragazze hanno improvvisato un coretto natalizio e tutte le persone presenti nella carrozza hanno reagito sorridendo estatiche, tutte a parte ME, che ho fissato torva il pavimento per tutta la durata della performance pensando PER LA MISERIA SE PROPRIO DOVETE CANTARE CON QUESTA IRRITANTE FELICITÀ FATE ALMENO IN MODO DI IMBROCCARE UN PAIO DI NOTE. Temo che se in questi giorni dovesse capitarmi di incappare in un flash mob (per mia mamma: non sto parlando di chiavette usb, ma di robe tipo questa) (per mio fratello: devi cliccare sul “questa”) (per mio papà: quanta pazienza che ci vuole con questi due) e poi di finire nel filmino dell’evento sarei facilmente riconoscibile, in quanto l’unica tra il pubblico a esibire un’espressione di profondo disgusto. Avete visionato ciò che vi ho linkato? Ecco, mi sento intellettualmente vicina al tizio ripreso nel minuto 0:55 (va però detto che i ragazzi del video sono DIECIMILA VOLTE più bravi di quelli che mi sono dovuta sorbire io).

Disgusted pigeon

Comunque devo dirvi che anche rischiare di ricevere lo sfratto quando mancano otto giorni a Natale funziona abbastanza. A renderti di malumore, dico.

NON ALLARMATEVI.

La situazione si può riassumere con: la nostra landlady, dopo averci fatto girare le palle in vari modi che non sto qua a narrare per non tediarvi (e con “tediarVI” intendo “tediarMI”), ci ha proposto una roba abbastanza (credo) illegale, ossia rinnovare il contratto in anticipo di qualche mese aumentandoci considerevolmente l’affitto. PERCHÉ SIAMO DEFICIENTI.

Abbiamo chiaramente rifiutato l’allettante proposta e, a questo punto, le possibili diramazioni del nostro Destino sono due:

  1. Riceviamo lo sfratto
  2. Ad aprile, quando scade il contratto, ce ne andiamo

In entrambi i casi DOBBIAMO SCHIODARE DAL COCOON.

Sono tristissima.

Non so se troveremo un altro posto distante venti passi da cinema-supermercato-metropolitanE-ristorante indiano-tutto.

E, quel che è peggio, non so se stavolta riusciremo a rimanere all’interno del Grande Cerchio. Stiamo valutando anche altre aree (ma voi lo sapevate che Londra non si limita al distretto di Hammersmith and Fulham? Stupefacente), NON per il desiderio di cambiare (CHI HA VOGLIA DI CAMBIARE?), bensì per una mera questione economica.

Tappate occhi e orecchie ai vostri bambini che devo comunicarvi una cosa orribile.

Potremmo anche trasferirci

a sud del fiume (1)_marked

HO PAURA.

Intervento breve nonché abbastanza pointless

Sono finalmente riuscita ad immortalare la pubblicità della O2.

O2ad

E mi sono anche presa la briga di trascrivere la parte scritta in piccolo:

With our Tu Go app (NON HO LA PIÙ PALLIDA IDEA DI COSA SIA) you can make calls on Wi-Fi even without a signal. We’re the network with more ways to connect, so you’re going to need a better excuse not to stay in touch.

Ok, forse a un primo sguardo mi ero persa la vena ironica dell’Elaborato (EDIT perché TBS dice che non si capisce una mazza di quello che sto dicendo. Mi sto riferendo a questo mio post, che è anche recente, pensavo che un lettore attento come TBS se ne sarebbe ricordato, E INVECE. Comunque: con “vena ironica dell’Elaborato” intendo “vena ironica della pubblicità”, e con “forse a un primo sguardo mi ero persa” intendo “forse quando ho visto per la prima volta il cartellone pubblicitario non ho colto la battuta sul tunnel diretto al centro della Terra, scambiandolo per un qualsiasi tunnel della metropolitana”) . Ammetterete però che:

  • Sulla questione “avrai bisogno di una scusa migliore per evitare il contatto con Gli Altri” ci ho azzeccato in pieno
  • La questione di cui sopra è l’aspetto più inquietante della pubblicità
  • Quella del tunnel diretto al centro della Terra è UN’OTTIMA SCUSA, e io davvero non so cos’altro debba inventarsi una persona per godersi qualche meritato momento di solitudine.

Cos’altro?

Ah, sì, sto invecchiando. Cioè sto crescendo. Me ne sono resa conto l’altroieri, quando sono andata da Primark a comprare dei calzini e sono tornata a casa con degli affari tristissimi NERI TINTA UNITA. Questo perché, improvvisamente, mi sono resa conto che mi vergogno di mostrarmi al Mondo con calze con su disegnati gatti/cupcakes/arcobaleni/unicorni/eccetera, roba che tra l’altro ho indossato senza pormi troppi problemi per COFFCOFF anni.

Per dire, se lo scorso dicembre avete visto ai controlli di sicurezza di Gatwick – quelli dove 99 volte su 100 ti fanno togliere le scarpe – una tizia con degli eleganti calzini natalizi simili a questi

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Grazie Marta per i regali sobri che mi fai.

Beh quella ero io.

Altre cose degne di nota:

  • Ieri era il compleanno di Andrea Camilleri, mio e dunque anche vostro Idolo. AUGURI ♥
  • WordPress ha deciso di adottare una strategia più aggressiva nel tentativo di farmi usare il nuovo (ORRIBILE) editor. Tolto il gentile invito a provare la “new improved posting experience”, ora siamo passati all’aggressione verbale nella mia lingua madre (così il messaggio arriva in modo più diretto): Passa a un’esperienza di pubblicazione migliorata. MA ANCHE NO. La mia esperienza di pubblicazione va bene già così. Grazie.
  • (Mi piacerebbe, però, che aggiungeste i puntini di sospensione che dicono BEEP BEEP BOOP anche all’esperienza di pubblicazione non migliorata. Grazie) (ULTERIORE EDIT SEMPRE A BENEFICIO DI TBS: sto parlando di questo BEEP BEEP BOOP, ok? È una roba che compare quando si sta caricando la pagina. C’è ancora qualcosa che non ti è chiaro? DAI DIMMI)

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  • L’altra sera mi è salito un desiderio devastante di mangiare una pizza con le acciughe. A me la pizza con le acciughe NON PIACE. È grave? (Non il fatto che la pizza con le acciughe non mi piaccia) O fa parte del processo di crescita di cui discorrevamo più sopra?
  • CIAO.