Lazzaro come stile di vita

Lo so.

Lo so.

LO SO.

Ho deciso che è il caso di introdurre una nuova linea d’azione, e cioè: quando sparisco per mesi non sono tenuta a giustificarmi e posso partire a gamba tesa a parlarvi dell’argomento odierno.

Ok?

In realtà sono talmente avvilita dalla mia incapacità di dedicarmi con costanza a questo Spazio che sto scrivendo dal nuovo editor di WordPress e no, non lo cambierò, non lo cambierò nemmeno se questo tripudio di azzurrino sta offendendo il mio senso estetico, non lo cambierò, perché chi semina vento raccoglie sberle.

Ma procediamo.

Ho delle cose importanti da narrarvi.

Iniziamo da PAUL.

Come tutti saprete PAUL è, anzi era, un concorrente di The Big British Bake Off (un programma dove c’è della gente che cucina delle robe al forno. Ogni settimana i giudici ne eliminano uno. Di concorrenti, non di forni. Fine). E non un concorrente qualsiasi: IL MIO CONCORRENTE PREDILETTO. Paul era il mio concorrente prediletto ed è stato ingiustamente sbattuto fuori dal programma due mercoledì fa.

CRonaldo

(Ho trascorso venticinque minuti a cercare su internet una gif che immortalasse Cristiano Ronaldo mentre dice QUE VERGÜENZA, ma non l’ho trovata. Ora sto cercando una gif che sia in grado di esprimere il mio disappunto di fronte al fallimento della ricerca e non trovo nemmeno quella)

COMUNQUE.

Lo so che ormai sono passate quasi due settimane e dovrei farmene una ragione, ma non riesco ad accettare questa grave perdita.

Paul è adorabile, essenzialmente per due motivi:

  1. Arrossisce per un nonnulla, come me (in realtà io sono peggio. Recentemente sono arrossita perché dovevo chiedere un’informazione. Al banco informazioni. Ah, e anche perché sono entrata in una cartoleria, ho chiesto “Per caso avete una pinzatrice?” e non ce l’avevano).
  2. Ha preparato una pagnotta a forma di leone.

Paul

Altre news degne di nota;

  • MARTA ha introdotto nel suo vocabolario di tutti i giorni parole come “cibi processati”, “calorie vuote”, “BACCHE GOJI”, “centrifugati di verdura” e la cosa è francamente INQUIETANTE.
  • Anche TBS è entrato nel tunnel nel giardino fiorito e lussureggiante dell’Alimentazione Sana e capirete bene come io sia circondata.
  • Sono esaltatissima perché ho comprato I FUNGHI SHIITAKE ORA NON SO COME CUCINARLI MA DETTAGLI!!! PERCHÉ QUESTO ABUSO DELLE MAIUSCOLE E DEI PUNTI ESCLAMATIVI, CHIEDERETE VOI!!?!! Eh non lo so, scusate se stavo vivendo un momento di sincero entusiasmo. Non accadrà più.
  • In questi giorni sto guardando un sacco di partite di rugby senza peraltro capirci una mazza.
  • Lara è tornata in Inghilterra a fare IL DOTTORATO ed è tornata a vivere nella casa dove c’è il tizio che scrive canzoni e libri motivazionali e la cosa mi esalta NON POCO, ma non esagero coi punti esclamativi perché ve l’ho promesso tre righe fa.
  • Cinque minuti fa TBS mi ha detto “Come sei concentrata”. Ero sul sito di Wasabi che stavo studiando la location della branch più vicina a casa nostra (notare come la lingua italiana, in questo Spazio, venga spesso maltrattata con violenza e sottoposta alla contaminazione con idiomi stranieri).
  • Ho un’altra novità da raccontarvi che riguarda la Mia Persona (dunque molto importante), ma lascio tutto così in sospeso perché 1) L’Arte, 2) Così mi sento più motivata a rispettare il mio buon proposito di tornare a scrivere con regolarità, 3) Grazie yogurt Activia per avere rovinato PER SEMPRE, almeno ai miei occhi, la parola “regolarità”.

Ciao petunie del mio cuore.

VVB.

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Magari stavolta non mettiamo “comunicazioni” nel titolo

Ci terrei ad esordire con un’informazione da giovani per i giovani: se scaricate l’app di Busaba Eathai, vi recate in uno dei loro millemila ristoranti in giro per Londra e utilizzate la suddetta app per pagare la vostra bill (lo stiamo notando il linguaggio cosmopolita e sbarazzino? GRAZIE) vi beccate un sempre gradito 50% di sconto. Questo fino alla fine di gennaio.

Ora mi preme puntualizzare due cose:

  1. Il logo di Busaba Eathai rappresenta, chiaramente, un intestino.busaba
  2. Non recatevi da Busaba nel weekend se volete evitare di trovarvi coinvolti in scenari tipo QUESTI -en-img-0001sheeppenguin_1

Bene. Ieri, VENERDÌ SERA, TBS, Marlie ed io abbiamo deciso di andare a cibarci in un Busaba veramente poco centrale (SARCASM): quello a Bond Street. Ci siamo sorbiti TRENTASETTE MINUTI DI CODA, ma non mi lamento, in quanto

  1. Era anche immaginabile, visto che da Busaba c’è casino pure quando non fanno il 50% di sconto
  2. L’idea di andare lì l’ho avuta io e se mi lamento faccio una figura da pirla
  3. Durante l’attesa in mezzo alla Gente Marta si è sfilata il reggiseno da sotto i vestiti, perché “le stava dando fastidio”
  4. IL CIBO MI PIACQUE ASSAI, anche se questo forse non fa testo, in quanto mi mangio pure le tavolette di compensato. Poi, visto che Marta aveva letto da qualche parte che i Thai Calamari erano da provare, beh, li abbiamo provati e apprezzati, però, MARTA, già che c’eri potevi anche leggere questo, fare un video e offrirmi la cena la volta dopo.
  5. Non vi dirò che, quando ho proposto a Marta e Charlie questa amazing experience da Busaba, Marta ha accettato tutta giuliva senza leggere bene il testo della Proposta e, di conseguenza, dopo aver capito che la promozione 50% off fosse stata lanciata dal ristorante indiano sotto casa mia (A PENSARCI BENE SAREBBE UN’IDEA FAVOLOSA)
  6. MARTA.

Sento che devo comunicarvi ancora qualcosa di fondamentale.

AH: l’altro giorno ho ceduto alle pressioni della Ka$ta e ho comprato questo ASPIRAPELUCCHI da Argos. Sì, dai, quei cosi che vanno a pile e che, in teoria, dovrebbero (appunto) togliere i pelucchi dai maglioni.

L’altro giorno ho trascorso 1 ORA E 45 MINUTI a passare CON FOGA il suddetto ASPIRAPELUCCHI su tutto il mio parco maglioni senza ottenere risultati. Cioè, no, qualche pelucco l’ha aspirato, ma dov’è la “NEW LIFE” che avevi promesso ai miei maglioni, DOV’È, ARGOS? A me sembrano vecchi e sofferenti come prima.

Vabbè.

Concludo con una drammatica denuncia.

Forse non ve l’ho mai detto, ma a Londra non si trovano le fette biscottate.

Riformulo: se googlate in preda alla disperazione “DOVE TROVARE FETTE BISCOTTATE LONDRA AIUTO” vedrete che le fette biscottate, in realtà, si possono procacciare in qualche negozietto off licence. BENE. Io voglio, anzi PRETENDO (cit. Raf), nome indirizzo e fermata della metro più vicina a questi fantomatici off licence, che io mi sono girata tutti quelli in zona Sheppo (Shepherd’s Bush per gli amici, Sheps per i giovani) senza mai trovare una mazza.

Mi viene in mente solamente ora che magari le posso trovare nei negozi/bar che vendono roba italiana. Ma forse negli off licence costano di meno? O costano di più?

ASPETTO LE VOSTRE CONSIDERAZIONI IN MERITO.

Un saluto affettuoso.

Ciao.

Parliamo della mia notevole expertise in giochi da tavolo

Penso di avervelo già detto da qualche parte, ma ripetiamolo, ripetiamolo con lo sguardo rivolto all’orizzonte, ripetiamolo con la convinzione di chi crede nella necessità di esprimere ciò che sente nel profondo del proprio Animo, ripetiamolo con veemenza e passione: A ME GIOCARE FA UN PO’ SCHIFO.

levisaudience

No, ok, ovviamente la questione è molto più complessa di come l’ho provocatoriamente buttata giù suscitando, ne sono certa, reazioni di shock scomposto, talmente forti che forse l’immagine pubblicata non basta a rappresentarle appieno e che, forse/2, dovrei sostituirla con qualcosa tipo QUESTO:

foto0706280721252279

Ho perso il filo del discorso.

Dicevo: la questione è molto più complessa, in quanto

  1. Sono una persona dall’interiorità tremendamente sfaccettata

    robben
    E scusa se è poco.
  2. Mi piace imbastire discorsi senza senso.

Quando ero un giovane virgulto passavo molto spesso per quella che non voleva mai giocare con gli altri bambini, per trascurabili inezie quali

  • Avendo un fratello gemello e uno stuolo di cugini sempre in mezzo alle pal vicini mi sentivo abbastanza coperta per quanto riguardava il settore “interazioni coi coetanei” e, generalmente, non ero interessata a fare nuove amicizie
  • I giochi tipo bandiera, palla prigionera, eccetera, ossia attività che richiedono una certa abilità sportiva, ossia attività predilette dal 99.9% degli altri bambini, mi mettevano ansia (quello anche adesso, in realtà)
  • COFF COFF PREFERIVO I LIBRI ALLE PERSONE COFF COFF E A VOLTE ANCHE ADESSO (= magari se lo dico velocemente e tossendo si nota di meno)

Come chiaramente potete vedere da voi, INEZIE.

Adesso che sono una giovane donna di successo (…) e che sono molto più socievole di quanto non fossi una ventina d’anni fa (…) mi capita di intrattenermi in attività ludiche con gli Altri, e a volte mi diverto pure (MA CON MODERAZIONE). In fondo, lo Shame Team ha scritto le pagine più gloriose della storia dei pub quiz (sotto la voce: Sconfitte Orrende), e, sempre in fondo, la gloriosa congrega dei Ravenclaw, al mai dimenticato HP Party a casa della Stefy, ha eletto per acclamazione ME come CHAMPION della squadra (POI ABBIAMO PERSO, ma non importa ai fini della trattazione) (non ho fatto apposta a fare la rima acclamazione/trattazione e non fatemi sentire in colpa per le mie eccezionali language skills).

Bottom line: la situazione è cambiata, ma alcuni giochi si trovano ancora nella mia personale lista di ANCHE NO – MAI NELLA VITA – MA STIAMO SCHERZANDO?! Segue sintetico elenco esplicativo:

  • Racchettoni, Beach Volley, Frisbee, eccetera – in breve, qualsiasi attività da svolgere in spiaggia che non sia “leggo un libro fermandomi ogni tanto per contemplare l’orizzonte/mangiare una fetta di anguria/immergermi con grazia nella vastità degli abissi/spalmarmi un’intera boccetta di protezione 8392”
  • Qualsiasi gioco che comporti sforzo fisico e sfoggio di (inesistenti) abilità atletiche. E sì, in questa categoria rientra anche il BOWLING, quindi, per favore, non invitatemi MAI a giocare a BOWLING, che non saprei che scusa inventarmi (“Non mi va di giocare a bowling”, del tutto inaspettatamente, non funziona) (Non penso che, dopo aver letto questo Spazio, qualcuno di voi possa sentire il desiderio di invitarmi a fare qualsiasi cosa, ma vabbè, era per finzione letteraria). Rientrano in questa categoria anche IL BILIARDINO e IL PING PONG e il MINI GOLF e il GOLF VERO e PALLA PRIGIONIERA e BALLE VARIE. Ma meglio cambiare argomento, sennò inizio ad elencare tutti i giochi che odio e poi stanotte non dormo. Ah, mi stavo dimenticando BANDIERA!!! ORRENDO. Lo so che non ho più sette anni e che le probabilità di essere obbligata dalle maestre a giocare A BANDIERA non sono molto elevate, ma che ansia.
  • RISIKO. Io lo so che Risiko è un gioco bellissimo, ma non lo capisco. E (tanto per cambiare) mi mette ansia. Giocatevi voi. Idem dicasi per
  • QUALSIASI GIOCO DI CARTE.

Ora mi rivolgo a Voi, cari e dolci amici che avete il mio stesso problema, e che magari siete approdati su questo Scritto grondante saggezza digitando su Google cose tipo “Non mi piace giocare con gli altri, sono normale?” oppure “Scuse convincenti per evitare di giocare a bowling” o anche “Quando il gioco si fa duro, i duri SI ECLISSANO perché sono duri, mica deficienti”.

Mi rivolgo a Voi ma, prima, due premesse fondamentali:

  1. SÌ, SIETE PERFETTAMENTE NORMALI. Come me. EHM. Procediamo.
  2. Se trovate delle scuse veloci per evitare una partita di bowling scrivetemele nei commenti.

Miei cari e dolci amici antiludici, durante le scorse vacanze natalizie ho sperimentato per voi diversi giochi da tavolo, individuando in ognuno di essi l’ELEMENTO ANSIA e delineando al tempo stesso, con notevole expertise (thank you), delle strategie efficaci per poter AGGIRARE questo ELEMENTO ANSIA, in modo da rendervi abili di vivere piacevoli minuti di gioco coi vostri simili umani.

Poi a una certa basta, che fanno Il diario di Bridget Jones 2 alla tele.

Miei cari e dolci amici antiludici, quest’oggi vi parlerò di due giochi che sicuramente conoscete (o forse no, vista la vostra strana MA COMUNQUE RISPETTABILE tendenza antigioco). Quest’oggi vi parlerò di Pictionary e Jenga, attività ludiche nelle quali mi sono intrattenuta durante la notte di Capodanno trascorsa a casa della mia amica Vale. Più consorte. Più gatto. Più tante altre persone perché sono socievole. A volte.

Non starò qua a spiegarvi quali siano le regole di questi due giochi, in quanto 1) Questo post sta assumendo dimensioni imbarazzanti, 2) Le regole dei giochi mi mettono ansia, 3) Esiste Google e comunque immagino che le conosciate già, come enunciato nel paragrafo precendente, 4) Dai, ve le linko: qua e qua. Prego.

PICTIONARY

Molto in breve: attività ludica dove, a turno, un giocatore deve far indovinare ai suoi compagni di squadra una parola (o un concetto, o un trattato di fisica quantistica) attraverso dei disegni.

  • ELEMENTO-ANSIA: Pictionary è, detta brevemente, un gioco crudele. L’idea di fare i disegnini è anche carina, ma vogliamo parlare dell’enorme numero di SFIDE atte ad aumentare la (già forte) rivalità tra le squadre? E la categoria “difficoltà” (COME SE LE ALTRE FOSSERO UNA PASSEGGIATA)? E l’obbligo di rappresentare cose tipo “INFLAZIONE”, “ATTACCABOTTONE”, “DOVE”?
  • SOLUZIONE: Fate come ho fatto io. Circondatevi di GENI, geni che riusciranno a capire senza troppi problemi i vostri disegnini deliranti. Una delle ragazze nella mia squadra è riuscita a indovinare “STRUMENTO MUSICALE” da una mia creazione molto simile a questa. Sarà poi anche utile concordare con i vostri compagni di squadra alcuni simboli che vi permetteranno di SCAVALCARE QUEI PERDENTI DEGLI AVVERSARI con grazia e naturalezza. Chessò, qualcosa per rappresentare l’Europa (che tanto il mappamondo 9 volte su 10 vi tocca disegnarlo). Come dite? Si potrebbe disegnare direttamente l’EUROPA, tanto non è difficile? OK.

JENGA

In pratica c’è una torre fatta di mattoncini di legno e i giocatori, invece di contemplarla in silenzio sorseggiando del tè verde, ne sottraggono un blocchetto a turno, fino a che arriva lo sfigato di turno che la fa cadere. E perde.

  • ELEMENTO-ANSIA: Il TERRORE di far crollare la torre, azione che a) Vi farà sentire prepotentemente dei FALLITI, b) Vi esporrà alla pubblica gogna.
  • SOLUZIONE: Chissenefrega di mettere in difficoltà gli avversari. Non andate a snidare i blocchetti più interessanti, quelli che minacciano l’equilibrio della torre (ma poi, può un blocchetto di legno essere interessante? Parliamone), FIONDATEVI su quelli banali, su quelli che a momenti si tolgono da soli, su quelli che “AHHH, MA COSÌ È TROPPO FACILE, DAIII”. E, nel caso doveste trovarvi in una situazione difficile, fingete un’improvviso bisogno di recarvi alla toilette e chiedete con noncuranza al vostro vicino di posto di giocare questo turno per voi.

Ora dovrei anche smettere di scrivere che si è fatta una certa.

CIAO.

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Io che interagisco con gli altri

Esssendo io ora super-inserita (…) nella fantastica comunità di WordPress ho deciso di OSARE e di lanciarmi nella mia addirittura SECONDA catena/premiazione/gioiosa esperienza di pubblicazione molto social.

Perché interagire con gli altri (ogni tanto, a piccole dosi) (e poi non con tutti, ma solo con pochi sceltissimi – come la carne trita – Altri) è bello. Un po’. A volte.

E CON QUESTA VENTATA DI ENTUSIASMO procediamo ringraziando Pontomedusa (che in quanto a socialità selettiva se ne intende pure lei a palate). Grazie Pontomedusa per avermi nominata al Premio Curiosità.

Funziona così: PUNTO UNO inserire l’immaginetta (o si dice “banner”? Nel dubbio, “coso”) del premio.

FATTO.
FATTO.

PUNTO DUE rispondere a cinque domande. Vado.

1) Preferisci fare le coccole o riceverle?
COCCOLE?

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2) Partecipi ad un raduno di blogger; ti metti nel gruppo dei casinisti, dei tranquilli oppure degli asociali?
ASOCIALI tutta la vita! Ho, tra l’altro, appena avuto un’illuminazione della quale non fregherà nulla a nessuno ma che io vi esporrò ugualmente in quanto A) Questo è il mio Spazio e B) Il nuovo Profuma Ambienti alla Magnolia comprato da TBS mi sta leggermente stordendo e ho bisogno di essere assecondata. Ho deciso che fonderò un partito chiamato ASOCIAL il cui slogan sarà ALONE TOGETHER. O ci ha già pensato qualcun altro? Un po’ come WHAT THE FUDGE?

3) Ricevi un’e-mail d’amore da un/una blogger che non ti attira in quel senso; poco dopo ti risponde che si era trattato di un errore. Come ci rimani?

no-fucks-givenE comunque se è riuscito a risalire alla mia e-mail vuol dire che è uno stalker pro e quindi PAURA.

4) Vi sentite più voi stessi nel reale o nel virtuale?
Le cose coincidono. Penso. L’unica differenza è che nella vita reale non obbligo le persone ad assistere indifese a interminabili comizi (o, perlomeno, non lo faccio spesso)

5) L’ostacolo più grande per una relazione virtuale è…
Che si perde un sacco di tempo parlando al telefono e in sostanza CHE PALLE.

Bene.

PUNTO TRE nominare cinque malcapitati che ti odieranno tiepidamente.

Vi prego di prestare attenzione perché è la prima volta nella mia vita che partecipo ad una catena, Di solito le interrompo sempre perché ho paura di dare fastidio alla Gente, ma ho passato i 13 anni ormai da un pezzo, siamo nel 2014, i prati sono in fiore (ah no, è quel maledetto air freshener, me n’ero dimenticata), i tizi dell’appartamento di sopra stanno facendo credo un rave, insomma VIVIAMO.

Ed è con grande entusiasmo (YEEEEE! YOOOOO! No scusate, è il rave di quelli di sopra) che nomino Stefy, Fannes, Pakap, Bratinez e Firesidechats.

Visto che sono una francamente adorabile spingitrice di Creatività chiedo ai miei Malcapitati di rispondere a cinque domande a scelta tra quelle scritte più sopra, quelle che avevo composto in occasione del Liebster Award (ve le copio subito non fremete) e altre che formulerò apposta per l’occasione (perché fondamentalmente non ho una vita) (NO SCHERZO. Solo un po’).

Bene.

  1. Esponici il tuo abbigliamento-tipo di quando avevi 14 anni
  2. Qual è il modo più stupido in cui ti sei fatta/o male? (Io, per esempio, graffiandomi con la crosta del pane. Very sad)
  3. Qual è la tua canzone preferita de Lo zecchino d’oro?
  4. Hai qualche qualità eccezionale che nessuno sembra apprezzare (IDIOTI!)? Raccontaci. (La Stefi fa la punta al rotolo di carta igenica e la cosa mi ha colpito un sacco)
  5. In quale principessa Disney ti identifichi maggiormente e perché (vale anche per i maschi)?
  6. Hai qualche abitudine alimentare che gli altri ritengono nauseante/bizzarra e tu non capisci perché? O, al contrario, c’è qualche tua/o amica/o che ha qualche abitudine alimentare che tu ritieni nauseante/bizzarra e lei/lui non capisce perché? Apriti a noi. Salutiamo tutti insieme Corgi e le sue colazioni a base di crema spalmabile al baccalà.
  7. A che mese i bambini iniziano a mettere su i denti da latte?
  8. A che età hai imparato ad usare la lavatrice? E anche tu confondi “lavatrice” con “lavastoviglie” o sono solo io?
  9. Consigliaci un libro che noi siamo gente acculturata (avevo scritto giente accoltorata ma vabbè).
  10. Descrivici il tuo comfort food per eccellenza, ossia, per la rubrica “Speak as you eat”, cosa mangi per tirarti su di morale? Sono gradite ricette (livello di difficoltà non superiore alle due stelline, o cucchiai, o mestoli, grazie).

A ciò si aggiunga:

  1. La serie tv che nonostante sei conscia/o che FACCIA CAGARE guardi con commovente zelo mentre la tua mente ti comunica “dai, magari la prossima puntata sarà meglio” (spoiler: non sarà MAI meglio). Io guardo Pretty Little Liars, per dire.
  2. Cosa ne pensi del nuovo APPLE WATCH? Trac, ecco come ti strizzo l’occhio al pubblico tecnosapiens. Io ne penso che una roba che si mette al polso, la porti sempre con te, ti comunica l’orario e si chiama “orologio” mi ricorda qualcosa ma vabbè.
  3. Marca di carta igienica preferita? (Cerco suggerimenti)
  4. Il gruppo musicale/film/libro che il Mondo idolatra e che tu non riesci ad apprezzare nemmeno impegnandoti? Io, ad esempio, ho dei seri problemi con Siddharta.
  5. Il sogno più interessante che tu abbia mai fatto? Io una volta ho sognato di essere uno gnomo dotato di barba con il superpotere di sparire dietro un groviglio di rami (che riuscivo a creare urlando a pieni polmoni la parola magica INTRICUS!). Ma ve l’ho già raccontato.
  6. Anche tu credevi che Bocelli cantasse “NON AMARMI PERCHÉ VIVO A LONDRA”? (Dalla regia mi comunicano che NON era Bocelli ma ALEANDRO BALDI + FRANCESCA ALOTTA. Sorry)

Può bastare ciao.

Riflessioni di una certa importanza (e con “di una certa importanza” intendo “inutili”)

Buon pomeriggio.

La vita è breve, dunque non perdiamoci in inutili convenevoli e passiamo subito ad analizzare questioni di singolare importanza quali

I MIEI PROBLEMI

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Per essere onesti (mica posso raccontarvi tutta l’epopea dei Miei Problemi, che è iniziata all’incirca durante il primo anno di asilo, quando mi sono accorta che A) Il “giocare con gli altri bambini” era una roba ampiamente sopravvalutata; B) Il pisolino pomeridiano era una pratica da barbari; C) Quel cretino di Marcellino Pavroni – nome di fantasia per tutelarne la privacy, anche se non se lo meriterebbe – nutriva il singolare hobby di lanciare lombrichi (vivi e/o morti) addosso alle bambine. Mi piacerebbe farvi notare che qua ci ricolleghiamo elegantemente con il punto A), ma non cederò alla tentazione perché, come già detto, la vita è breve, e questa seppur interessantissima parentesi deve finire), DICEVO, per essere onesti, il titolo dovrebbe recitare

I PROBLEMI CHE MI AFFLIGGONO IN QUESTO PERIODO

Ripensandoci ancora una volta,

ALCUNI DEI PROBLEMI CHE MI AFFLIGGONO IN QUESTO PERIODO

 

  • La Gente pensa che io sia FRANCESE. Con La Gente intendo il 78% dei clienti del negozio (il restante 22% si divide così: 10% non ne ha la più pallida idea e mi chiede “Scusa, ma tu da dove vieni?”, 5% ci azzecca, 6% non dimostra interesse riguardo alle mie enigmatiche origini, e poi abbiamo una tizia che pensava fossi INGLESE, bless her). La Gente pensa che io sia FRANCESE e la cosa mi disturba un po’, devo ammetterlo, perché questo significa che nonostante tutto l’impegno che ci metto per esprimermi come il cast dei film di Harry Potter (escludendo Hagrid, GRAZIE) , quando apro bocca tutto quello che loro captano è una roba tipo questa:
  • La Sofferenza.
  • I clienti del negozio si concentrano su quel mistero che sono le mie radici e non si filano di pezza le loro creature, che mentre loro cercano di indovinare la mia provenienza si intrattengono in attività simpatiche riassumibili in “radere al suolo lo shop floor” e “urlare”.
  • Poi, io dico: se tuo figlio cinquenne ha bisogno del water, PER LA MISERIA non limitarti a chiedermi “Puoi kindly mostrare a Georgina where the toilet is?” MA VAI A CONTROLLARE che Georgina non faccia casini. Sarà anche vero che i bambini british sono generalmente creature autonome, ma vi assicuro che 9 volte su 10 i pargoli che usufruiscono della toilet del negozio non riescono a localizzare la maniglia dello scarico e a tirarla.
  • Sono finalmente riuscita a notificare il council del nostro cambio di indirizzo e la cosa mi sta gratificando in maniera preoccupante.
  • Mi sono ferita tagliando un avocado (a mia discolpa posso dire che ERA ACERBO)
  • Non abbiamo ANCORA finito di spostare la nostra roba dalla Comune al Cocoon.
  • Visto che siamo organizzatissimi e abbiamo finito con successo di traslocare (…), questo weekend andiamo a fare una gita fuoriporta. Nel Galles. Dove La Gente parla in questo modo:

Così almeno posso migliorare il mio accento.