Monete e grandi successi

Oggi avrei voluto scrivere un post in cui sfottevo Marta per la sua nuova passione (LA NUMISMATICA), ma ieri ho visto la sua collezione e forse voglio intraprendere questa emozionante Scelta di Esistenza pure io.

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Nuovo modello di vita

Fino a ieri spendere dieci pound per un pound mi sembrava un’azione irragionevole, ma adesso ho visto la luce e ho capito che dieci pound non sono niente se ti permettono di possedere L’ULTIMO POUND ROTONDO NELLA STORIA DELLA GRAN BRETAGNA. A breve, infatti, verrà introdotta una nuova moneta con dodici lati, (dicono) praticamente impossibile da falsificare.

  1. Sono contenta di sapere che introdurranno una nuova moneta? Ovviamente no.
  2. Sono in grado di accettare serenamente dei cambiamenti che toccheranno la mia esistenza in modo anche solo marginale? Ovviamente no.
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Ultimo pound rotondo io ti custodirò amorevolmente

Ora che ci siamo chiariti possiamo passare al secondo argomento che mi preme affrontare oggi e che si collega armonicamente con il discorso sulle monete, in quanto si tratta sempre di un hobby da giovani.

Ora posso dunque dirvi che il nostro sogno di vincere una QUIZ NIGHT si sta avvicinando a grandi passi: ieri sera siamo arrivati ben SETTIMI (e due settimane fa siamo arrivati quintultimi dopo esserci detti “DAI RAGAZZI STASERA PUNTIAMO AD ARRIVARE QUINTULTIMI”). Il podio incombe. Il successo è dietro l’angolo. La gloria ci chiama. Finalmente tutti quei pound (rotondi) investiti troveranno una loro ragione d’essere. Finalmente The Shame Team gioca PER VINCERE, anche se, ed è con una punta di malinconia che ve lo comunico (vedi punto 2 illustrato più sopra), non ci chiamiamo più The Shame Team, bensì cambiamo nome ogni volta perché non riusciamo a trovare quello giusto (Marta continua a proporre “QUIZ IN MY HAIR”, ma glielo bocciamo sempre perché la nostra classe innata ci impedisce di essere volgari).

A questo punto dovrei spiegare il gioco di parole presente in QUIZ IN MY HAIR, invece vi posto una foto che ritrae cinque cuccioli di Labrador, così, per confondere le acque.

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Sono io o hanno lo sguardo triste?

Se avete in mente un nome adatto per una squadra che ha lo sguardo ostinatamente rivolto verso la Vittoria fatemelo sapere. Ciao.

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Lazzaro come stile di vita

Lo so.

Lo so.

LO SO.

Ho deciso che è il caso di introdurre una nuova linea d’azione, e cioè: quando sparisco per mesi non sono tenuta a giustificarmi e posso partire a gamba tesa a parlarvi dell’argomento odierno.

Ok?

In realtà sono talmente avvilita dalla mia incapacità di dedicarmi con costanza a questo Spazio che sto scrivendo dal nuovo editor di WordPress e no, non lo cambierò, non lo cambierò nemmeno se questo tripudio di azzurrino sta offendendo il mio senso estetico, non lo cambierò, perché chi semina vento raccoglie sberle.

Ma procediamo.

Ho delle cose importanti da narrarvi.

Iniziamo da PAUL.

Come tutti saprete PAUL è, anzi era, un concorrente di The Big British Bake Off (un programma dove c’è della gente che cucina delle robe al forno. Ogni settimana i giudici ne eliminano uno. Di concorrenti, non di forni. Fine). E non un concorrente qualsiasi: IL MIO CONCORRENTE PREDILETTO. Paul era il mio concorrente prediletto ed è stato ingiustamente sbattuto fuori dal programma due mercoledì fa.

CRonaldo

(Ho trascorso venticinque minuti a cercare su internet una gif che immortalasse Cristiano Ronaldo mentre dice QUE VERGÜENZA, ma non l’ho trovata. Ora sto cercando una gif che sia in grado di esprimere il mio disappunto di fronte al fallimento della ricerca e non trovo nemmeno quella)

COMUNQUE.

Lo so che ormai sono passate quasi due settimane e dovrei farmene una ragione, ma non riesco ad accettare questa grave perdita.

Paul è adorabile, essenzialmente per due motivi:

  1. Arrossisce per un nonnulla, come me (in realtà io sono peggio. Recentemente sono arrossita perché dovevo chiedere un’informazione. Al banco informazioni. Ah, e anche perché sono entrata in una cartoleria, ho chiesto “Per caso avete una pinzatrice?” e non ce l’avevano).
  2. Ha preparato una pagnotta a forma di leone.

Paul

Altre news degne di nota;

  • MARTA ha introdotto nel suo vocabolario di tutti i giorni parole come “cibi processati”, “calorie vuote”, “BACCHE GOJI”, “centrifugati di verdura” e la cosa è francamente INQUIETANTE.
  • Anche TBS è entrato nel tunnel nel giardino fiorito e lussureggiante dell’Alimentazione Sana e capirete bene come io sia circondata.
  • Sono esaltatissima perché ho comprato I FUNGHI SHIITAKE ORA NON SO COME CUCINARLI MA DETTAGLI!!! PERCHÉ QUESTO ABUSO DELLE MAIUSCOLE E DEI PUNTI ESCLAMATIVI, CHIEDERETE VOI!!?!! Eh non lo so, scusate se stavo vivendo un momento di sincero entusiasmo. Non accadrà più.
  • In questi giorni sto guardando un sacco di partite di rugby senza peraltro capirci una mazza.
  • Lara è tornata in Inghilterra a fare IL DOTTORATO ed è tornata a vivere nella casa dove c’è il tizio che scrive canzoni e libri motivazionali e la cosa mi esalta NON POCO, ma non esagero coi punti esclamativi perché ve l’ho promesso tre righe fa.
  • Cinque minuti fa TBS mi ha detto “Come sei concentrata”. Ero sul sito di Wasabi che stavo studiando la location della branch più vicina a casa nostra (notare come la lingua italiana, in questo Spazio, venga spesso maltrattata con violenza e sottoposta alla contaminazione con idiomi stranieri).
  • Ho un’altra novità da raccontarvi che riguarda la Mia Persona (dunque molto importante), ma lascio tutto così in sospeso perché 1) L’Arte, 2) Così mi sento più motivata a rispettare il mio buon proposito di tornare a scrivere con regolarità, 3) Grazie yogurt Activia per avere rovinato PER SEMPRE, almeno ai miei occhi, la parola “regolarità”.

Ciao petunie del mio cuore.

VVB.

Kebab al coriandolo sulla tua uniforme di Grifondoro

L’altro giorno mi stavo dirigendo verso l’Antro delle Uniformi tutta sorridente e con in mano uno smoothie a base di SPINACI, CORIANDOLO, SUCCO DI MELA, ZENZERO, AVOCADO E CETRIOLO (che ho poi bevuto con gusto – i tempi in cui compravo roba simile e poi la gettavo nella spazzatura intonando Il mio nome è MAI PIÙ sono lontani).

Vedete, io ci provo ad iniziare le mie giornate con positività. Io ci provo. Bevo sorridendo robe con il CORIANDOLO dentro, che FYI mi fa schifo. Sono le mie giornate che, slowly but surely, si rivelano essere insostenibili.

Siamo ormai entrati nella Fase Finale della stagione e il Negozio accoglie, suo malgrado, orde di genitori convinti di essere andati a comprare l’uniforme ai propri pargoli con largo anticipo (BREAKING NEWS – LE SCUOLE INIZIANO TRA UNA SETTIMANA. SEI IN RITARDO). Una tizia mi ha puntato contro il dito indice della sua mano destra accusandomi di averle detto, DUE SETTIMANE FA, che avevamo in stock tutti i pullover della scuola Nomeacaso.

Tizia, è vero, ho detto che li avevamo in stock DUE SETTIMANE FA. Non è colpa mia se al mondo esiste una cosa chiamata Gli Altri Clienti del Negozio, e non è colpa mia se nelle ultime DUE SETTIMANE, mentre tu eri chissà dove, gli Altri hanno esaurito le nostre scorte.

Ma cambiamo argomento che altrimenti mi innervosisco.

Parliamo della OVERGROUND.

Anzi no non parliamone che è peggio. Lasciamo perdere, siamo persone mature, siamo persone che si nutrono di coriandolo, siamo persone con la tazza di Corvonero.

A PROPOSITO: Marta ha visto la tazza di Corvonero, ha detto “LA VOGLIO ANCHE IO PERÒ DI GRIFONDORO”, e ha aggiunto “Adesso basta comprare tazze. Buttane un paio. MA NON QUELLE COI CUPCAKES CHE ABBIAMO COMPRATO QUANDO ERAVAMO NELLA STAMBERGA E NEMMENO QUELLA ARANCIONE GRANDE”. Potevamo del resto aspettarci la coerenza da UN GRIFONDORO DEL CAVOLO? No. Proseguiamo.

Sto captando il vostro immane desiderio di capire qualcosa di più su questa storia della Overground. Vi spiego (cori di “NOOO NON DISTURBARTIII VA BENE COSÌÌ” vengono zittiti da un mio sguardo imperioso).

Vi spiego.

L’altroieri, sabato 22 agosto, il treno delle 17.45 per Waterloo era stranamente in orario e, ancora più stranamente, formato da 8 carrozze invece che 4. Sono arrivata a Clapham Junction in tempo per prendere la Overground delle 18.00, cosa che, in quattro mesi, non era MAI successa. MAI.

Ma la vita dà, la vita toglie, ed ecco che, giunta al binario 2, apprendo la dolorosa notizia. La tratta di Overground che serve a me è sospesa da un’ora e NON SI SA quando riprenderà a funzionare. Non voglio, però, tediarvi con la cronaca di come e quanto questo imprevisto abbia rovinato il mio umore, perché sono una persona matura, sono una persona che si nutre di coriandolo, sono una persona con la tazza di Corvonero, sono una persona che ne ha parlato in lungo e in largo su Twitter quindi ora basta così.

Parliamo dunque per un secondo di KEBAB SKILLS.

Sono lieta di annunciarvi che KEBAB SKILLS (per i fan intimi KBSK) non è più un duo, ma un florido gruppo. Ecco la copertina del nostro primo album di successo, nata dal genio creativo di Firesidechats21:

KEBAB SKILLS

Se anche voi mirate a condensare le qualità artistiche di Spitty Cash e Truce Baldazzi in un corpo solo e sapete incrociare le braccia con stile LA PORTA È APERTA, YO.

AH: è con gioia che vi comunico che la ricerca del Sostituto Subottimale della Fetta Biscottata prosegue senza sosta. Riassunto delle puntate precedenti: ho provato per voi (un coro di “MA CHI TE L’HA CHIESTO” viene frenato sul nascere dai miei occhi da cerbiatto) i French Toast di Tesco e le Dutch Crispbakes sempre di Tesco. Questa settimana è il turno delle BRITANNIA MILK RUSKS, le quali, devo dire, non sono male, ma sono troppo piccole e spesse (se proprio vi interessa ve le fotografo). Quindi la classifica vede, per ora, in testa sempre le Dutch Crispbakes.

Un paio di settimane fa Giulia mi ha scritto che in Kentish Town road c’è un supermercato internazionale che vende un sacco di roba della Mulino Bianco (e mi ha allegato una foto che mi ha fatto piangere dalla commozione). Io l’altro giorno sono passata da Kentish Town road, trascinandomi dietro Corgi che rallentava la nostra Missione mettendosi a fotografare gatti e graffiti ogni 2 per 3 (è però riuscita a farci arrivare a destinazione visto che io, come al solito, mi ero persa) ma temo di essere finita nel supermercato sbagliato (si chiamava tipo Guzman qualcosa e aveva MILIARDI di spezie molto interessanti ma zero fette biscottate). Mentre correvamo verso la stazione della metro ho visto di sfuggita un “mediterranean supermarket” con dentro UN SACCO e ripeto UN SACCO di robe che sembravano provenire dalla nostra madrepatria. Mi sa che era quello. TORNERÒ.

Corgi mi ha chiesto: “Ma le fette biscottate ti piacciono davvero così tanto?” e io le ho risposto la verità, le ho detto che NO, non mi piacciono così tanto, MA che IO voglio avere la possibilità di mangiare fette biscottate OVUNQUE, SE MI VA, e che le fette biscottate sono ormai diventate un SIMBOLO della nostra lotta e che potranno toglierci la speranza, ma non ci toglieranno MAI la libertà! O era il contrario? Ci siamo comunque capiti.

Vorrei dirvi tante altre cose, ma al momento non mi vengono in mente, quindi ciao.

Forse potrei dirvi che sto cantando da dieci minuti una cover di In da club di 50 cent che recita YOU CAN BUY ME A KEBAB, ma non vorrei rovinare la mia già oltremodo compromessa reputazione, quindi CIAO.

Magari stavolta non mettiamo “comunicazioni” nel titolo

Ci terrei ad esordire con un’informazione da giovani per i giovani: se scaricate l’app di Busaba Eathai, vi recate in uno dei loro millemila ristoranti in giro per Londra e utilizzate la suddetta app per pagare la vostra bill (lo stiamo notando il linguaggio cosmopolita e sbarazzino? GRAZIE) vi beccate un sempre gradito 50% di sconto. Questo fino alla fine di gennaio.

Ora mi preme puntualizzare due cose:

  1. Il logo di Busaba Eathai rappresenta, chiaramente, un intestino.busaba
  2. Non recatevi da Busaba nel weekend se volete evitare di trovarvi coinvolti in scenari tipo QUESTI -en-img-0001sheeppenguin_1

Bene. Ieri, VENERDÌ SERA, TBS, Marlie ed io abbiamo deciso di andare a cibarci in un Busaba veramente poco centrale (SARCASM): quello a Bond Street. Ci siamo sorbiti TRENTASETTE MINUTI DI CODA, ma non mi lamento, in quanto

  1. Era anche immaginabile, visto che da Busaba c’è casino pure quando non fanno il 50% di sconto
  2. L’idea di andare lì l’ho avuta io e se mi lamento faccio una figura da pirla
  3. Durante l’attesa in mezzo alla Gente Marta si è sfilata il reggiseno da sotto i vestiti, perché “le stava dando fastidio”
  4. IL CIBO MI PIACQUE ASSAI, anche se questo forse non fa testo, in quanto mi mangio pure le tavolette di compensato. Poi, visto che Marta aveva letto da qualche parte che i Thai Calamari erano da provare, beh, li abbiamo provati e apprezzati, però, MARTA, già che c’eri potevi anche leggere questo, fare un video e offrirmi la cena la volta dopo.
  5. Non vi dirò che, quando ho proposto a Marta e Charlie questa amazing experience da Busaba, Marta ha accettato tutta giuliva senza leggere bene il testo della Proposta e, di conseguenza, dopo aver capito che la promozione 50% off fosse stata lanciata dal ristorante indiano sotto casa mia (A PENSARCI BENE SAREBBE UN’IDEA FAVOLOSA)
  6. MARTA.

Sento che devo comunicarvi ancora qualcosa di fondamentale.

AH: l’altro giorno ho ceduto alle pressioni della Ka$ta e ho comprato questo ASPIRAPELUCCHI da Argos. Sì, dai, quei cosi che vanno a pile e che, in teoria, dovrebbero (appunto) togliere i pelucchi dai maglioni.

L’altro giorno ho trascorso 1 ORA E 45 MINUTI a passare CON FOGA il suddetto ASPIRAPELUCCHI su tutto il mio parco maglioni senza ottenere risultati. Cioè, no, qualche pelucco l’ha aspirato, ma dov’è la “NEW LIFE” che avevi promesso ai miei maglioni, DOV’È, ARGOS? A me sembrano vecchi e sofferenti come prima.

Vabbè.

Concludo con una drammatica denuncia.

Forse non ve l’ho mai detto, ma a Londra non si trovano le fette biscottate.

Riformulo: se googlate in preda alla disperazione “DOVE TROVARE FETTE BISCOTTATE LONDRA AIUTO” vedrete che le fette biscottate, in realtà, si possono procacciare in qualche negozietto off licence. BENE. Io voglio, anzi PRETENDO (cit. Raf), nome indirizzo e fermata della metro più vicina a questi fantomatici off licence, che io mi sono girata tutti quelli in zona Sheppo (Shepherd’s Bush per gli amici, Sheps per i giovani) senza mai trovare una mazza.

Mi viene in mente solamente ora che magari le posso trovare nei negozi/bar che vendono roba italiana. Ma forse negli off licence costano di meno? O costano di più?

ASPETTO LE VOSTRE CONSIDERAZIONI IN MERITO.

Un saluto affettuoso.

Ciao.

Marta: un ulteriore affresco

Scommetto che sono mesi che non dormite aspettando ragguagli su MARTA.

Scommetto che di notte vi rigirate nei vostri giacigli invocando un sonno ristoratore che non arriva, mentre le vostre menti non cessano di elaborare vari e sempre più fantasiosi scenari catastrofici che raffigurano, appunto, MARTA (Marta che cade da uno dei leoni di Trafalgar Square e, oltre a farsi parecchio male, sfascia i suoi occhiali da vista e si smaglia pure le calze; Marta che si ustiona brandendo con la mano una spugna sulla quale aveva precedentemente scolato l’acqua della pasta; Marta che rimane bloccata a Calais perché le autorità portuali non vogliono farla entrare in Uk – AH NO, scusate, tutta questa roba è successa veramente).

A questo punto io dovrei rassicurarvi e ricordarvi che Marta adesso è una persona seria, una persona che CONVIVE (Marlie is still real!1!), che non ha ancora dato fuoco alla sua casa nuova, che non fa più i bagels da un bel pezzo (per il dispiacere di tutta Hammersmith) ma che lavora in uno dei negozi di cartoleria più belli dell’UniversoMondo conosciuto, che ha smesso di fumare, che si è pure trovata il GP (il medico, non una macchina per fare le gare di Formula 1), insomma, IO dovrei dirvi di stare tranquilli.

State tranquilli.

Purtroppo, però, è mio dovere di Cronachista informarvi di alcuni recenti avvenimenti:

(SIGLA)

  • Marta e Charlie, invitati a un matrimonio, non sono riusciti a unirsi ai festeggiamenti perché si sono persi nelle campagne inglesi. E Google maps, direte voi? E una mappa cartacea? E un villico a cui chiedere informazioni? E il senso dell’orientamento? MARTA E CHARLIE, rispondo io.
  • Questo duro colpo infertole della Vita non ha frenato l’ottimismo e la gioia di vivere di Marta, la quale, trovandosi al mare per una rara settimana di relax, è scesa in spiaggia lasciando il telefonino in bella vista sul comodino e la finestra aperta. Le hanno rubato il telefonino. Il candore brutalmente preso a sberle. La fiducia nel prossimo schiaffeggiata con veemenza. Ma la nostra eroina non si è lasciata scomporre e ne ha tosto comprato un altro, che costa la metà dei soldi e fa le stesse cose. Non credo però che sia bello come il mio, Marta (dopo questa come minimo domani mi cade nel water) (il telefono, non MARTA).
  • Poi vabbè, Marta ha condotto sua mamma e i suoi quasi-suoceri a fare un giro a Richmond Park e si è persa. Ma questa è roba di poco conto, dai, ha fatto di peggio.
  • Tipo decidere di andare sul London Eye quando c’è una tempesta in atto.
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Grazie Marta per questa preziosa documentazione fotografica

Marta mi ha detto che il London Eye fa paura perché è più alto di quando sembra, ergo adesso sono un po’ indecisa sul da farsi. In realtà non sono indecisa, in realtà sto ancora aspettando che qualcuno mi doni il cash necessario per il biglietto in modo che io possa andarci e scriverci sopra un post denso di significati.

Comunque ragazzi, state tranquilli che Marta sta più o meno bene. E poi c’ha ancora l’assicurazione sugli infortuni della Barclays. Credo.

Un caro saluto dal vostro Goffredo di Monmouth.