Rimasugli di chioschetto

Già.

This is Me Che Mi Rimetto Alla Pari Con Gli Eventi.

Nel frattempo ho provveduto ad arginare il Flusso di Novità con risultati eccellenti, visto che ho trascorso il pomeriggio a guardare 2 Broke Girls e Pretty Little Liars e, quindi, non ho fatto una mazza.

Alt però.

Questo breve e tutto sommato trascurabile momento di accidia è assolutamente giustificato dal fatto che:

  1. Negli ultimi tre giorni ho lavorato, ma non gasatevi perché è stata una cosa temporanea che poi vi spiegherò. E don’t worry, non sto prestando i miei servigi al kebabbaro. Anche se ne ho uno a tre metri da casa. Quasi quasi. Comunque, tornando a bomba, ho lavorato ergo sono stanca.
  2. Oggi le graziose occupanti della Scatola erano tenute a rispettare il loro turno-pulizie. Cosa che, ça va sans dire, abbiamo fatto MAGISTRALMENTE. E dunque sono stanca.

Ma smettiamola con queste peraltro nobilissime giustificazioni e occupiamoci di questioni più pregnanti.

Ho visto l’ultima puntata di Pretty Little Liars.

No, non intendevo lasciare passare la cosa in un silenzio imbarazzato. IO intendo SBANDIERARE CON LIETO MENEFREGHISMO la mia bimbominkiaggine latente. Ed è quindi a pieni polmoni che esprimo il mio disappunto:

Aria.

ARIA, MA CHI TI VESTE, PER LA MISERIA?

LUCY HALE, SHAY MITCHELL, ASHLEY BENSON

Capirete bene la Sofferenza causata dall’accostamento leopardo/giacchetta a righe/braccialazzo/cinturazza/maglietta arancione con ulteriori inserti leopardati.

Comunque.

Sarà il caso di iniziare ad affrontare l’Argomento Base di questo post, ossia la seconda (ed ultima) parte della godibilissima sfilza di CAZZATE dette dagli adorabili clienti del chioschetto.

Visto che ho deciso di essere ancora più user-friendly del dovuto, qui trovate la prima parte della Saga.

Mamma, devi cliccare sul “qui” scritto in grassetto. Ciao ciao baci ti voglio bene ciao.

Letto?

Bene.

Proseguiamo.

  • Scusa eh, come mai non vendete questo piatto fucsia che è fotografato nel catalogo?
    • Ehm, signora, quello lì non è un piatto, si tratta semplicemente di una tazza da tè dotata di saucer (per i profani: il piattino coordinato).
  • Ma non è possibile! Questa non è una tazza, è un piatto!
    • Ecco, vede… invece sono proprio tazza e piattino, fotografati DALL’ALTO.
  • Ah.
  • Scusa, a che piano siamo?
  • Scusa, come faccio ad uscire da questo posto?
  • Compro questi due portachiavi, grazie.
    • Va bene, sono 14 pound.
  • EH NO! Posso darle massimo 12 pound! (Eh si certo, perché qui siamo al mercato del baratto).
  • Scusa, cos’è questo? (Indicando una luggage tag con su scritto, appunto, “luggage tag”)
  • Scusa, cos’è questo? (Indicando un gancio)
  • Scusaci (NB. gentilissima coppia di ragazzi asiatici), scusaci tanto, ma vedi, ci stavamo chiedendo… Non è che potresti venderci DEL TESTOSTERONE?
    • IO?
  • Sì, sì, lo so che può sembrare bizzarro, ma la mia ragazza fa Judo e ne ha bisogno…
    • No ragazzi, guardate (apro le braccia a raggiera a mostrare la merce del Chioschetto: portachiavi, braccialetti, ombrelli con i volant, cose rosa, cose scintillanti, cose a pois), insomma, come dire, non vendo il testosterone, mi dispiace.
  • Ma come? NON È UNA FARMACIA, QUESTA?

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Ciao e buonanotte.

QUPP ci sta inseguendo per tutta la casa brandendo bottiglie di vino rosso scadente, ma non preoccupatevi per noi, sopravviveremo. Ora come ora siamo barricate nella Scatola facendo finta di non esistere.

Shh.

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Cambiamento is in the air

Gentili amiche, gentili amici.

Sono tornata.

Vi sto scrivendo dalla Casa Nuova. Più precisamente: vi sto scrivendo dalla living room della Casa Nuova, che è dotata di DUE tavoli e di… una, due, tre, quatt- SETTE sedie. Not to mention i due divani e le tre poltrone a sacco.

I bagni sono due, entrambi dotati di toilet.

Il Wi-Fi funziona.

Le finestre sono finestre vere e non pezzi di vetro assemblati in qualche modo wannabe-artistico.

I caloriferi funzionano.

Il landlord ci ha fatto il contratto ed è pignolo fino allo sfinimento, ma dopo la Bastardaggine Approssimativa Vi-Lascio-A-Voi-Stessi-Chemmefrega-A-Me della M.R. è un sollievo.

Abbiamo due tavoli, ve l’ho già detto?

Stiamo bene.

Poi, va beh, c’è la nostra Cameretta, per gli amici La Scatola. Un buco, fondamentalmente, ma carino e col parquet. Poi ieri abbiamo avuto la geniale idea di spostare la cassettiera liberando uno spazio di due centimetri quadrati sul pavimento che rende tutto l’ensemble più arioso.

E poi, chissenefrega dello spazio in camera quando abbiamo DUE TAVOLI.

Unica nota dolente, i coinquilini.

Dopo due giorni che conoscevamo Trop, Mela e Gabriello stavamo già organizzando una festa a sorpresa per il compleanno di quest’ultimo.

Ecco: abitiamo qui da sabato sera e solamente ieri ho imparato i nomi degli altri flatmates.

Ma non preoccupatevi amici, ce la faremo. Ad esempio, non che voglia vantarmi dei progressi raggiunti, eh, ma ieri abbiamo fatto una lunga e appagante chiacchierata (= scambio di parole durato dieci minuti al massimo) con una delle neozelandesi e stamattina abbiamo fatto la conoscenza della metà femminile della coppia di spagnoli.

E, con mio grande sollievo, le gnocche che credevo di avere visto durante il trasloco si sono rivelate essere delle ragazze abbastanza nella norma (ma con le gambe magre, porca miseria). Escludendo, ovviamente, la Gnocca Confermata.

Ma forse non sto introducendo i nuovi personaggi in modo chiaro.

Dunque.

Siamo in otto: sette ragazze e un ragazzo. Due adorabili ragazze italiane (…), la coppia di spagnoli sopra menzionata, due tizie neozelandesi e due tizie australiane (ma non ho ancora capito quali siano neozelandesi e quali australiane. È già tanto se ho capito i nomi).

A parte le carismatiche ed effervescenti Alex e Martha (sì, La Gente qui ci chiama così e non mi lamento affatto) sotto il tetto de La Casa Nuova vivono:

  • La Gnocca Confermata (G.C.), ossia una tizia carina, gradevole, bla bla coi boccoli biondi (più boccoli dei miei e più biondi dei miei, sacrilegio), gli occhioni dolci e le gambe lunghe (e io non arrivo al ripiano più alto della nostra credenza). Mi piace. Beh, piacerebbe a tutti, credo.
  • Quella Un Po’ Pazza (Q.U.P.P.), ossia Colei Che Ha Una Bottiglia di Vodka Sul Comodino. Ho detto tutto.
  • Cosa, una ragazza che ho incrociato solo mezza volta. Spero di affibbiarle un nome più caratterizzante, prima o poi.
  • La Capetta, ossia Quella Che Ha In Mano L’Organizzazione della Magione. Sembra carina. Forse.
  • La Cosetta, ossia la ragazza spagnola, ossia l’unica persona con la quale abbiamo avuto una conversazione più lunga di dieci minuti. È simpatica ed è più bassa di me. Approvata.
  • L’Unico Maschio (U.M.), ossia il fidanzato della Cosetta. Non molto pervenuto.

Magari tra tipo due mesi riusciremo a fare amicizia con qualcuno.

Sì dai, oggi mi sento un sacco Positiva e Raggiante anche perché stasera arriva Lui: THE BLACK SWAN in persona. Andrò a prenderlo a Stansted e, come l’altra volta, sarò circondata da uomini dell’Europa dell’Est brandenti mazzi di fiori per omaggiare le loro dolci metà in visita – mentre io avrò in mano una confezione di biscotti Digestive al cioccolato fondente. La classe è tutto.

Ma, care amiche, cari amici, non posso tenervi ancora per troppo tempo all’oscuro delle novità infauste degli ultimi giorni:

  1. La M.R. ha commesso un altro dei suoi Tiri Malefici, forse peggiore di tutti quelli precedenti messi assieme. Ve lo racconterò quando mi passerà la rabbia. In primavera, magari.
  2. Domenica prossima il chioschetto sbaracca le tende. Sì.

Adesso ammirate tutti insieme l’atteggiamento di Compostezza&Dignità da me mostrato anche in questa Situazione Precaria.

Sto bene, non preoccupatevi.

No, non ho bisogno di un bonifico, no.

Posso farcela.

Dignità.

Non fiori, ma opere di bene.

Che tanto dopodomani mi arriva lo stipendio.

E stasera TBS mi porta la PASTA, lo ZAFFERANO e il PANETTONE.

E se nemmeno voi capite una mazza come la mia roomie (“Oh ma a me il panettone non piace perché ci sono i canditi”), beh, che vita triste la vostra. Panettone, pandoro: la vita è breve ed entrambi sono ottimi. E con questo Insegnamento di Vita vi lascio. Per adesso.

Nel frattempo Cosetta è tornata a casa e ci stiamo facendo i discorsoni.

Va benissimo, eh, però io c’avrei anche un post da pubblicare.

Narrami, o musa

Stasera c’ho qualche problema con l’ispirazione letteraria.

Sapete com’è quando ti misuri con l’opera di qualche Genio che ti ha preceduto e non puoi fare a meno di pensare: “Perché disturbarmi ad esternare le mie sensazioni quando esiste Qualcuno che ha già espresso Ogni Cosa in modo perfetto?”.

Ecco.

Marta&io abbiamo appena finito di ascoltare tutto l’album Millennium dei Backstreet Boys, per poi proseguire con capolavori sparsi presi da Backstreet’s back e dal Greatest hits. Ora siamo ammutolite di fronte a tanta Arte.

Per lei, però, la vita continua ad essere semplice. Lei non ha un blog con ben cinque followers che necessitano di essere regolarmente foraggiati di Bellezza e di Arguzia.

Un interrogativo mi scava dentro l’anima: come posso io competere con pezzi grondanti Poesia quali, ad esempio, Don’t wanna lose you now e As long as you love me?

Non posso.

Quindi vi racconterò di quello che ho fatto ieri sera.

Ieri sera mi sentivo ganza inside. Stavo andando alla grande con la Cerimonia di Chiusura e perfino la Copertura mi era uscita fuori un amore (si, devo drappeggiare più o meno con eleganza vari enormi panni colorati sopra la merce – ed è un compito difficile, specialmente per me che ho la grazia innata di Gattuso).

Ho guardato con aria di sfida le ragazze dello stand degli smalti Models own: va beh, se n’erano andate via già da un pezzo (e ripensandoci, loro sono in tre a fare il lavoro che io devo sbrigare da sola, ci mancherebbe altro).

Ho dunque osservato con compatimento i camerieri di Tapas Revolution che erano ancora in alto mare. Ah-ah, sfigati.

Ho afferrato il contenitore degli charms per spostarlo più in là con un unico gesto elastico.

VRAM.

E fu così che smontai mezzo chioschetto.

Ok, non proprio, dai. Precisiamo che non ho rotto nulla di valore e che ho fatto solamente cadere un paio di travi (che si reggevano su per miracolo, NB) per terra. Il problema è che questo piccolo incidente ha prodotto un rumore notevole, attirando l’attenzione altrui fino alla Food Hall, temo.

Ma io sono riuscita ad acquattarmi per terra e trascorrere sette minuti sette a sistemare il casino mantenendo comunque un’aria di superiorità. Come se avessi programmato tutto.

Poi beh, sono tornata a casa e ho trovato i flatmates intenti nella visione di un programma televisivo che parlava di alieni, mangbetu ed egizi.

C’è da dire, però, che il Profondo Disagio di ieri è stato egregiamente cancellato dall’ Estrema Positività di oggi, causata da una fortunata nonché inedita combinazione di day off e sole. E quindi siamo andate a vedere i cervi nell’immenso Richmond Park.

Il problema dei parchi di Londra è che ogni volta che ne vedo uno questo diventa automaticamente il mio preferito.

Richmond Park è il mio preferito perché è semi deserto, è di una grandezza spropositata e poi, beh, ci sono i cervi che se la girano in libertà. Mi sembra un motivo più che ragionevole.

Poi c’è Hampstead heath, che è il mio preferito perché è un bosco ed è a un quarto d’ora dal centro della città. E poi c’è Parliament Hill, che da sola vale la visita.

Ma il mio preferito è Holland Park, che è piccolino eppure ha tutto, pure un meraviglioso giardino in stile giapponese con aironi e carpe giganti.

E non ho ancora visto Greenwich e i Royal Botanic Gardens di Kew.

(Hyde Park, Kensington gardens e Regent’s park non li cito che sono troppo mainstream).

Ma sono conscia di come tutto questo non possa competere con le alte vette di Espressione Artistica menzionate a inizio post, quindi:

Senza parole

Caro diario,

ieri il cielo invece di essere così

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(Actual photo scattata oggi in quel di East Acton)

Era così

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(Actual photo scattata ieri sempre nella magnifica East Acton)

 

E Westfield invece di essere così

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Era così

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No, veramente, gente, io non so più cosa dire.

A parte, forse:

Tamarreide

Tu, genitrice trafelata che hai raggiunto a lievi balzelli il tragitto che ti separava da Hollister al chioschetto trascinandoti dietro un paio di bambinetti che avranno avuto 11 anni in due.

Tu, che invece di interessarti (come sarebbe stato più che normale) al prezzo degli charms o dei portachiavi a forma di muffin, hai scelto di rivolgerti direttamente a me chiedendomi “Scusa eh. È vero che domani ci sarà Kim Kardashian al centro commerciale?”

Tu, che quando hai sentito la mia risposta rassegnata accompagnata da un lieve sospiro esprimente disapprovazione nei confronti del fenomeno-Kardashian in sé (“Ebbene sì, ci saranno tutte le sorelle…”) hai dato di gomito al maggiore dei tuoi figli (attenzione eh, avrà avuto al massimo otto anni) dicendogli: “HAI VISTO?! E TU CHE NON CI CREDEVI!!!”.

Tu, che quando hai visto gli occhi della tua prole illminarsi di una luce che, a quella verde età, dovrebbe essere unicamente riservata all’arrivo di Babbo Natale e/o della Befana (o al massimo di Harry Potter) NON sei stata pervasa da un brivido di ribrezzo ma, anzi, hai proseguito a crogiolarti nel tuo ingiustificato autocompiacimento di madre moderna in grado di istruire i minori sulle cose importanti della vita.

TU.

Senti il mio disprezzo.

Anche se è difficile da trasmettere indossando un grembiulino fucsia.

Comunque, sì, dopo il concerto esclusivo di Taylor Swift la zona eventi di Westfield avrà l’onore di ospitare -today- le fantastiche sorelle Kardashian. Forse oggi non voglio andare a lavorare.

Per chiudere con una nota positiva, ho trovato posto al pomello! E tutto da sola! Ben fatto.

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