Il Ritorno del Re

lotr3-movie-screencaps.com-1067

Di solito scrivo le mie tre cazzate, le rileggo con un occhio aperto e l’altro chiuso, giusto per dire che le ho controllate, ma senza controllarle veramente perché se una le controlla veramente poi subentra la decenza/dignità e la decenza/dignità farebbe (farebbero?) cancellare tutto –  E DOPO procedo ad affibbiare un titolo alla mia Creazione.

Questa volta sta funzionando un po’ al contrario, ossia mi sono messa al computer con solo una cosa già decisa: il titolo. Il resto, mi sono detta, arriverà da solo. E infatti guarda come stiamo andando filati, ho già scritto sette righe parlando DEL NULLA, sono molto compiaciuta.

Voglio però chiarire immediatamente una cosa: anche se il titolo lascia intuire che, visto che si sta parlando di un ritorno, e la persona che sta tornando sono io su questo Spazio, allora IL RE sono io. Sembra, dunque, che io stia dicendo: “Ebbene sì, sono Aragorn”. Voglio essere molto chiara su questo punto, reader (piccola parentesi: sto leggendo Jane Eyre, poi ne parliamo con calma se volete, anzi, anche se non volete): io non credo di essere Aragorn. Penso che il massimo a cui posso puntare è un miscuglio tra Frodo (NESSUNO PUÒ CAPIRMI, MI PORTO DIETRO UN ENORME FARDELLO, QUESTA È UNA MISSIONE ALLA QUALE PARTECIPO DA SOLO, IO, IO CHE NON HO VOGLIA DI FARE L’EROE MA SO CHE LO DEVO FARE COMUNQUE, e ok, anche Sam ma non parliamo di lui parliamo di ME e del mio SACRIFICIO e della mia vita da EROE DEI NOSTRI TEMPI UN PO’ MALEDETTO UN PO’ CHE NON VOLEVA QUESTO PESO), Barbalbero (per la velocità dei movimenti) e lo hobbit medio che vive in una deliziosa casetta tonda e che si spacca di seconde colazioni.

Anzi, ora vado su google a cercare un quiz del tipo Che Personaggio del Signore degli Anelli Sei e vedo se la mia sensazione è quella giusta. Torno subito.

Schermata 2020-03-10 alle 11.10.30
ECCALLÀ

Va bene.

Tutto quello che ho scritto fino ad adesso si può riassumere in:

  1. Non sono certamente Aragorn
  2. Però sono tornata.
  3. (Di nuovo)
  4. (A presto)
  5. (Stavolta sul serio)

CIAO

 

Andare a vedere case a tre metri di distanza dalla tua

Sì raga questo spazio è diventato uno spazio dove si parla di case in maniera ossessiva.

conspiracy map
Io

Buongiorno.

Oggi parleremo del Sogno, illustreremo una linea di condotta che tutti almeno una volta nella vita devono provare, descriveremo uno scenario che regala a chiunque l’idea di avere (quasi) tutto (più o meno) sotto controllo:

Sto parlando di

Andare a vedere case a tre metri di distanza dalla tua

(come dice anche il titolo, del resto)

Raga: è BELLISSIMO. Partiamo dall’ovvio: nel caso la ricerca vada a buon fine, e tu finisca effettivamente ad abitare a tre metri da dove abiti adesso, faresti il trasloco più facile e ridicolo della storia (CHE È QUELLO A CUI AMBISCO). Durante il trasloco tu puoi posizionarti nella casa nuova, il tuo partner rimanere in quella vecchia e farvi ciao con la manina (o costruire una specie di funivia (?) rudimentale sulla quale far passare gli scatoloni, non so non me ne intendo di queste cose io ho un animo artistico).

Ma lasciamo da parte l’idea del trasloco: anche la semplice ricerca ci regala emozioni positive.

  1. Non devi porti il problema della zona: CONOSCI GIÀ LA ZONA. Non devi chiederti: eh ma chissà se la strada è rumorosa, chissà che supermercati ci sono nei dintorni, chissà se gli autobus sono affidabili – SAI GIÀ TUTTO.
  2. Puoi andare a fare un sopralluogo del palazzo che andrai a vedere ancora PRIMA della visita ufficiale (da fuori intendo. In questo Spazio siamo molto attenti alla legalità e al rispetto degli spazi privati altrui).
  3. La parte più bella però rimane la visita ufficiale con l’agente, visita in cui ti mostrerai progressivamente (risultando quasi inquietante) rigonfio di Conoscenza sul quartiere, la struttura dell’appartamento, la Vita, l’Universo e Tutto Quanto. Ora vado a capo e vi illustro degli esempi pratici, esempi presi dalla vita di una persona a caso (io). Ma prima vi spiego perché sarai a conoscenza ANCHE della struttura dell’appartamento: visto che a Londra gli appartamenti nuovi li stanno costruendo tutti uguali (non scherzo amiche e amici: tutti uguali. Sono fatti più o meno a rettangolo. Tu entri e c’è un’anticamera corta, sulla destra hai il ripostiglio, sulla sinistra il bagno. Vai avanti di due passi e sulla destra hai la cucina/sala in un unico ambiente, sulla sinistra la camera da letto. Le finestre/balcone sono solo da un lato e si aprono su sala e camera dal letto. Il bagno dunque non ha finestre. Poi ovviamente ci sono le eccezioni ma nel 90% dei casi gli appartamenti nuovi, o almeno tutti quelli che ho visto, che sono tanti, sono così). DICEVO. Visto che a Londra gli appartamenti nuovi li stanno costruendo tutti uguali, tu se vivi in un appartamento nuovo e cerchi un appartamento nuovo SAI GIÀ come sarà fatto. Fine.

Ma passiamo agli

Esempi pratici presi dalla vita di una persona a caso (io)

Ieri siamo andati a vedere due case nel nostro quartiere.

Della seconda casa non parliamone perché mi ha fatto soffrire (era un buco ma aveva un balcone con vista su Canary Wharf questo rimpianto me lo porterò dietro nel corso degli anni però era veramente un po’ un buco non si poteva fare).

La prima casa, molto bella, aveva un piccolo problema (affaccia su un cantiere. Anche casa nostra affaccia su un cantiere, seppur in modo meno diretto. Si tratta dello stesso cantiere. Dopo due anni a vivere davanti a un cantiere non ce la possiamo fare), quindi alla fine abbiamo deciso di scartarla.

La cosa divertente (se cercate casa anche voi saprete che dopo un po’ si raggiunge uno stato di esaurimento nervoso tale che si iniziano a trovare divertenti cose a caso) è che c’era una bici in anticamera – questo nonostante avessimo letto che il palazzo è dotato di un parcheggio apposta per le biciclette. Al che TBS ha chiesto con aria innocente del parcheggio delle biciclette, MA IN REALTÀ NOI SAPEVAMO TUTTO. Sapevamo perché abbiamo anche noi lo stesso problema, ossia anche il nostro palazzo ha un parcheggio per le biciclette e anche noi la bicicletta la teniamo in casa. Praticamente: nel nostro quartiere gira una simpatica banda di ladri di biciclette e se lasci la bicicletta fuori dal tuo appartamento non dico che poi il giorno dopo non la ritrovi, ma dico che ci sono forti probabilità che la ritrovi senza ruote. TUTTI si portano la loro bicicletta in casa.

Ora che scrivo a voi mi viene da pormi una domanda: tra cantiere e ladri di biciclette, perché esattamente voglio rimanere in questo quartiere? Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.

Vi lascio con un altro episodio (poi me ne vado lo giuro). Quando abitavo ad Hammersmith con Marta (episodio dunque risalente al 900 a.C.) la via di casa nostra, una traversa di Fulham Palace Road, era abbastanza rumorosa: passavano macchine, c’era un pub a due passi da casa, la domenica mattina passava la polizia A CAVALLO – voi direte: “Mah, mi sembra sempre meno rumoroso di una volante”, e io vi dirò: “VI DIRÒ”. Dopo qualche mese, quando io sono andata a vivere con TBSw e Marta con Charlie, io, non so perché, ero andata a vedere un appartamento proprio in quella via, proprio SOPRA IL PUB. Anzi, lo so perché: al 90% per chiedere all’agente “Questa zona è rumorosa?” e poi rispondere al posto suo. Sì ho una vita per certi versi vuota.

Ciao a tutti.

La voglia di vivere della domenica mattina

È domenica mattina, il sole inizia ad affacciarsi pigramente nel cielo, questo fine settimana non lavoro: avrei potuto rilassarmi, o provare a fare yoga, o ascoltare una playlist con i versi delle balene e il rumore dei caloriferi, ma ovviamente NO, ovviamente ho deciso di stressarmi volgendo i miei pensieri in due direzioni:

  1. Il mio compleanno si avvicina e quest’anno non voglio fare gli anni (voglio chiaramente continuare a vivere però. Non possiamo semplicemente saltarlo? Stare fermi un giro? Ah però i regali e i bigliettini vorrei riceverli. Non possiamo semplicemente saltarlo e stare fermi un giro PERÒ allo stesso tempo facendomi avere i regali e i bigliettini? Grazie).
  2. Collegata in qualche modo al mio compleanno c’è la Faccenda Casa, che non è ancora stata risolta. Voi vi chiederete in che modo le due Faccende siano collegate e, care amiche, cari amici, io vi risponderò che è semplice: il nostro contratto d’affitto scade a fine marzo, il mio compleanno è a fine marzo. Trascorrerò il mio compleanno se va bene traslocando, se va male incatenata alla porta di casa mentre mi rifiuto di abbandonare lo spazio che negli ultimi quattro anni mi ha visto crescere (= invecchiare).
article-0-0CC4955A00000578-846_634x509
Io nella MIA casa (ok è la casa del mio proprietario non MIA ma sottigliezze)

Il problema con la Faccenda Casa è che io la ricerca me la ricordavo diversa. AI MIEI TEMPI, ossia l’ultima volta in cui TBSw e io abbiamo dovuto cercare casa in questa città, ossia nel 2015, era DIVERSO. UNA VOLTA ERA TUTTA CAMPAGNA. Vi spiego. Faceva ovviamente schifo, non fraintendiamoci, e forse per certi versi la situazione era pure peggio di quella in cui ci troviamo oggi, febbraio 2019. Chiudiamo gli occhi e torniamo indietro nel tempo.

Visualizziamo.

Le case a disposizione erano tantissime. Spuntavano come funghi nel bosco (i funghi nel bosco spuntano velocemente, vero?) e tendevano a sparire altrettanto velocemente. Se andavi a vedere una casa e ti piaceva dovevi lasciare la caparra più veloce della velocità stessa perché “eh questa poi va via”, E NON ERANO BALLE! Se ti prendevi qualche ora per riflettere e provavi a ricontattare l’agenzia più tardi LA CASA ERA ANDATA VIA SUL SERIO. Se vedevi un annuncio interessante online SAPEVI GIÀ che la casa ritratta era già andata via, figurati se rimaneva sul mercato il tempo di fare tre foto e scrivere due righe. “Sta tutto”, come mi aveva detto un agente con fare cospiratorio, “nel farsi inserire NEL SISTEMA, voi chiamate l’agenzia e l’agenzia vi tiene in considerazione per le case che escono e NEL MOMENTO in cui escono vi chiama, voi le vedete prima che vengano scattate le foto e trac, una volta che l’annuncio è uscito online voi l’avete già visionata e, nel migliore dei casi, presa in affitto” (citazione liberamente rielaborata visto che sono passati 75 anni e va bene che ho una buona memoria ma non così buona).

Cercare casa a Londra nel 2015 era il Far West. Era 2001 Odissea nello spazio. Era homo homini lupus. Era distopia. Ma era anche utopia. Sì sto scrivendo cose a caso.

scusaseèpoco

Cercare casa a Londra nel 2019 è tutte le cose che ho appena scritto MA IN MODO DIVERSO. Vedi un annuncio online, chiami l’agenzia, E LA CASA È ANCORA LÌ. La cosa ti insospettisce, vai a vedere la casa però boh non sei convinto, se è ancora lì dopo una settimana ci sarà sicuramente qualche magagna, facciamo che mi prendo qualche ora per riflettere. Ti prendi qualche ora per riflettere E LA CASA È ANCORA LÌ. Mmmm, ma come fa a essere ancora lì, ma perché, c’è qualcosa di oggettivamente negativo che mi è sfuggito? Facciamo che ci rifletto ancora un paio di giorni E LA CASA RIMANE ANCORA LÌ, almeno fino alla sera del secondo giorno, sera in cui qualche TESTA DI CAZZO te la frega da sotto il naso (no scherzo fratello hai fatto bene. La vita è dei decisi).

La situazione case mi sembra ferma, stagnante, ma se vai sotto la superficie della distesa d’acqua siamo tutti che pedaliamo freneticamente come anatre (cit.). Sembrano un po’ gli acquitrini ai confini di Mordor, che se li vedi da fuori sembra tutto calmo ma poi dentro è l’Oktoberfest.

In realtà forse questo è valido solo per la zona in cui stiamo cercando noi (Londra est ma non troppo est, diciamo con calma, e tendenzialmente sud del fiume, ma anche sopra sarebbe carino – indicativamente non troppo lontano da dove viviamo adesso e non troppo lontano da dove vive Marta), magari a ovest è ancora come il 2015, o magari questi sono gli effetti dell’Affronto Personale (che è il mio termine privato per denominare la Br*xit), NON LO SOOOoooooooo. NON LO SO.

Ho probabilmente scritto troppo. Ci sentiamo più avanti. Se sopravvivo.

RAGAAAAAAAAA

CIAO.

Qualche giorno fa una persona che ammiro molto (Corgi) mi ha detto “Ale, io rivoglio il tuo blog” e io ho risposto “Anche io rivoglio il mio blog” e mi sono incupita nei confronti della vita perché non è giusto che non ci sia più il mio blog, poi mi sono ricordata che c’è ancora ma sono io che non ci scrivo più, quindi insomma sono tornata qui solo per dirvi una cosa importante e cioè:

RAGAAAAAAAAAA CIAO.

Sto bene (più o meno).

È successa una cosa che mi ha fatto più o meno sbloccare la vena creativa: dobbiamo cambiare casa (DI NUOVO).

Avevamo avuto le prime avvisaglie qualche mese fa, quando il nostro landlord ci ha inviato un messaggio alle due di notte con su scritto “Ciao raga (licenza poetica) cm va (altra licenza poetica) stavo pensando di vendere casa”, ma poi è sparito per mesi senza confermare più nulla quindi avevamo, come dire, accantonato il pensiero di rimanere senza un tetto sopra la testa. Invece, dopo mesi e mesi di tranquillità, di colpo il nostro appartamento è diventato un festival aperto a tutti (degli intrusi sono venuti a visionarlo, a fotografarlo, sono addirittura riusciti a portare qui dei potenziali acquirenti DI DOMENICA MATTINA, scritto in maiuscolo per trasmettere l’INDIGNAZIONE che mi suscita questo gesto), quindi immaginiamo che alla fine la scelta di metterlo sul mercato sia stata presa. Ho deciso di prenderla con filosofia, ossia sussurro “Voglio m o r i r e” ma ridendo.

Sto bene.

La troveremo.

Ho anche altre novità ma facciamo una cosa per volta.

Ciao.

 

Aggiornamenti sulla mia vita (sintesi: non succede niente)

Questo post è per Sara e per le altre due persone che mi hanno detto che sarebbero contente se io tornassi a scrivere qui. CIAO. E anche per TBSw che mi ha chiesto: “Cosa stai scrivendo?” e ha poi commentato: “AH ERA ORA DOPO DUE ANNI”. Ciao.

Ciao.

Evitiamo scuse e spiegazioni per la mia assenza e riflessioni su come il mondo non sia più quello di una volta ed elenchi su quale sia la verdura di stagione più buona e andiamo direttamente al sodo: AGGIORNAMENTI SULLA MIA VITA.

Aggiornamenti sulla mia vita

Non ci sono aggiornamenti sulla mia vita.

La mia vita sta andando a caso, e io con lei. Stanno succedendo delle cose, e io sto facendo delle cose, e sono stata addirittura definita molto recentemente (ieri) come “very proactive in your career” cioè, capito, VERY PROACTIVE.

Ecco, però, le cose più degne di nota che sono accadute nell’ultimo periodo:

  • Sto ripercorrendo le orme di Mendel con, per ora, scarso successo, ossia sono diventata madre di ben quattro germogli di pisello odoroso. I germogli hanno germogliato ma non hanno germogliato del tutto (sentite come mi approprio in modo magistrale del lessico botanico, sentite come suona bene quando una è portata per queste cose), cioè non si vedono ancora fiori, quindi il mio studio non è ancora ufficialmente iniziato. Sono comunque carini e io sono preoccupata per la loro salute, dunque ho deciso che quando andrò via per qualche giorno li lascerò a Marta facendomi 50 minuti di autobus o 14 minuti di Uber (chiedere aiuto ai vicini? Un’ipotesi non percorribile, punto uno perché chi li conosce i miei vicini, sì lo so che è una cosa negativa e non dovrei dirlo con questa boria, punto due perché Marta ha il pollice verde o comunque più verde del mio).
  • MARTA. Marta come tutti sappiamo è very proactive nella sua carriera più di me e da molto più tempo di me, si è sposata, ha appena comprato casa, a breve diventa pure cittadina britannica, MARTA HA UFFICIALMENTE RACCOLTO ANZI STRAPPATO LO SCETTRO DI PERSONA SERIA NEL NOSTRO DUO DALLE MIE MANI. Marta, che nel 2012 andava a fare la spesa in pigiama zebrato e UGG finti mi sembra anch’essi zebrati e che quando siamo andate per la prima volta e cercare di prendere un intero appartamento in affitto (per poi scappare con la coda tra le gambe quando abbiamo realizzato che non avevamo abbastanza soldi per un progetto così ambizioso) ha commentato la disfatta con: “Vabbè non siamo pronte… UUUUUUUH MA QUESTO POSTO VENDE INFRADITO LEOPARDATE”.
  • Marta.
  • Sto per compiere il passo finale, sto per accettare quello che sono diventata e cioè una persona che (forse) sta collezionando monete da cinquanta pence e da due pound. A questo punto tutti i miei lettori avranno chiuso la pagina del blog (nella maggior parte dei casi per chiamarmi e/o scrivermi COSA TI È SUCCESSO MA TUTTO OK?), quindi sono rimasta da sola, quindi posso specchiarmi nel mio Io più profondo e dipanare con cautela i miei Veri Sentimenti. Forse sto collezionando monete. Finché non compro l’album per disporle ordinatamente, però, non sono ufficialmente una che colleziona monete, e il nocciolo della questione è appunto questo: voglio diventare una persona che colleziona monete? Probabilmente no, ma anche sì. Che album compro? Questo è quello ufficiale ma non mi sembra abbastanza elegante per lo scopo, questo (che prenderei in rosso, o in verde, che ne so) d’altra parte mi attrae di più ma non ha le descrizioncine (termine tecnico che ovviamente il vocabolario limitato di questo computer mi segna come errore) per ogni moneta.
  • Ma cambiamo argomento (voi, e con voi intendo io, continuate però a pensare al dilemma degli album. Io, e con io intendo anche voi, propenderei per il secondo). Cambiamo argomento: sto rileggendo On the road di Kerouac. Dean, e del resto anche Sal, mi giudicherebbero malissimo per questa idea di collezionare monete, ma approverebbero l’idea di andare on the road per trasportare quattro germogli di pisello odoroso in un luogo sicuro. Ho anche iniziato a leggere i libri di A song of ice and fire (devo iniziare il secondo) e sono gasatissima, soprattutto perché ora finalmente capisco tutte le citazioni che io stessa ho fatto negli ultimi dieci anni senza capire quello che stessi dicendo.
  • Devo andare a controllare le rose a Regent’s Park.

Penso che per ora possa bastare, un saluto commosso a tutti, vi voglio bene, io e i miei quattro germogli vi baciamo sulla fronte, ciao.