Un aggiornamento sulla lavatrice + il prezioso contributo tecnico di mio fratello

Allora, (ciao), ieri EWX La Lavatrice non si accendeva, oggi ho tentato giusto perché ormai è diventata un’abitudine del mattino come i biscotti e SI È ACCESA. Il problema adesso è che non abbiamo quasi niente da lavare perché l’abbiamo fatta andare l’altro giorno (specifico: TBSw l’ha fatta andare, non so cosa abbia schiacciato e/o detto anche se ero di fianco a lui – è stato un momento in cui il Tutto confluisce nell’Istante, un momento di luce confusa), solo che DEVO farla andare perché oggi funziona ma domani chi lo sa voi per caso sì io no di certo. Ma andiamo a capo.

Ciao.

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Ho parlato con mio fratello di EWX La Lavatrice e lui mi ha espresso le sue posizioni in merito all’argomento Lavatrici, posizioni che già conoscevo e che quindi posso permettermi di esporre nella loro interezza a voi adorabili disgraziati che leggete. Tra parentesi troverete i commenti del redattore cioè io.

“Ahahahahaha ma in fondo la lavatrice non serve poi così tanto, io ho fatto un esperimento e non ho lavato i miei vestiti per un mese perché mi stavo preparando per un viaggio con poco bagaglio (non chiedete approfondimenti, meglio non sapere), cioè no in realtà li lavavo ma li lavavo CON ME DENTRO: facevo la doccia vestito e mentre lavavo me stesso lavavo i vestiti (effettivamente non fa una piega) e alla fine ero pulito, o almeno così mi sembrava (così infatti sembrava A TE), e dunque posso dire che ho scoperto che si può benissimo viaggiare con 1) una maglietta, 2) un paio di pantaloni E 3) IL SAPONE”.

Mi raccomando prendete appunti per il vostro prossimo viaggio. Se avete bisogno di lavare qualche vestito lanciatemelo perché devo azionare la lavatrice e devo fare numero. Un saluto.

Evdoppiaics io credo in te

Buongiorno. O buon pomeriggio. Insomma, saluti.

Sto scrivendo questo post con un occhio al computer e un occhio alla nostra lavatrice, Evdoppiaics (in realtà il nome completo è Ewx147410w, che trovo un po’ impersonale anche se indubbiamente d’effetto). Evdoppiaics (abbreviamolo in EWX perché l’ho già scritto sbagliato per tre volte) al momento è spenta quindi questo mio tentativo di canalizzare la Forza verso di lei potrebbe apparire doppiamente inutile, e in realtà forse lo è, ma non importa, canalizziamo, crediamoci, teniamo accesi i fuochi di Gondor, teniamo accesa la Speranza.

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EWX sta cercando di farci capire da qualche giorno che, come dire, sì è rotta le palle.

Quando la accendiamo non si accende.

Se la spegniamo e riaccendiamo di nuovo, però, a volte ci accoglie con il display illuminato ma bianco e con tutti gli altri pulsanti spenti (della serie: CI SONO MA NON VOGLIO AVERE A CHE FARE CON TE).

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A questo punto tutto potrebbe succedere, perché ci troviamo a navigare a vista in un vasto mare di possibilità: A) EWX potrebbe iniziare a funzionare così di botto senza senso, oppure B) iniziare a funzionare dopo che giriamo la rotellina parlandole per cinque minuti, oppure C) potrebbe anche rifiutarsi di funzionare del tutto, oppure D) non funziona per ore poi ti arrendi la spegni POI IN REALTÀ LA TUA ERA UNA FINTA e allora PEM la accendi e quindi lei presa alla sprovvista FUNZIONA!

Insomma non si capisce un cazzo (a volte mi sento in colpa perché dico troppe parolacce, altre volte mi dico che se togli le parolacce cosa rimane di bello nella vita) (apro un’altra parentesi per il punto di domanda: ?).

Al momento mi trovo nella situazione D), ossia ho spento EWX e sto aspettando il momento propizio per riaccenderla. Che è questo.

Non è successo: un cazzo.

Una ricerca su internet ci ha fatto capire che probabilmente dovremmo mettere i vestiti sporchi nella lavastoviglie e risolvere così il problema – SCHERZOooo ma ieri sera quando ci ho pensato non mi era sembrata un’opzione così malvagia, comunque, dicevo,  sostituire la PCB (devo fare un’altra ricerca su internet per capire cosa sia) e, molto probabilmente, chiamare un tecnico. Per ragioni che non staremo a rimarcare, però, vorrei che EWX tenesse duro ancora per un po’. Ti prego, amica. Ti prego, sorella. Resisti. Comunica con me col tuo display. Poi ti sistemiamo. Però per adesso resisti.

Vado un attimo a meditare e a parlare con la rotellina, ci sentiamo.

 

Un elenco di cose

TBSw sta impastando in diretta FaceTime insieme a sua mamma (in realtà sua mamma sta preparando gli arancini). In un’altra casa e in un altro Stato, mio fratello sta lavorando nell’orto. In altre case, in altri Stati, tante idee, tanti libri, tante teorie, tanti bulbi, tante pizze, tante cose stanno prendendo forma. Newton ha formulato la legge di gravità mentre era in quarantena per la peste (questa informazione non c’entra molto se consideriamo la linea temporale ma prima l’ho letta e ho rosicato quindi la comunico anche a voi).

Mi piacerebbe dire che in questo momento che ci invita all’introspezione io sto reagendo con l’Opera Definitiva. Mi piacerebbe, ma mentirei.

Cose Degne di Nota Che Sto Facendo:

  • Sto tenendo un quaderno dei pensieri da far leggere in futuro a 1) Me stessa; 2) I miei eventuali nipoti (eventualità un po’ remota e/o ottimista); 3) IL MONDO (eventualità megalomane). A volte mi dimentico di compilarlo, il che è comprensibile visto che le mie giornate sono molto piene e dense di avvenimenti e cose da fare tra divano cucina e finestra. È veramente molto coinvolgente, ben scritto e per niente lagnoso. Vi faccio un riassunto in esclusiva:

     

  • Mi sto appassionando alla PULIZIA DEI PAVIMENTI con IL VAPORETTO. Mi fa sentire parte di una squadra speciale emergenza disinfestazioni. Poi c’è il bonus della pulizia pori grazie all’azione del vapore. Mamma mia che tristezza meglio passare al prossimo punto elenco.
  • Sto guardando Shrek. Il primo film. Tutte le cazzo di sere. Mi rilassa e mi fa sentire al sicuro. Quindi lo guardo per addormentarmi. TUTTE LE CAZZO DI SERE DA *controlla il calendario* DAL QUATTORDICI MARZO. Praticamente è andata così: ero un po’ in ansia a causa dell’Argomento X ed erano un paio di sere che non riuscivo a dormire. A un certo punto mi sono detta: “Vabbè, visto che non devo dormire mi guardo Shrek” e da qualche parte tra la scena delle tre principesse nello specchio e il primo incontro tra Ciuchino e il drago MI SONO ADDORMENTATA! Squadra che vince non si cambia e quindi eccoci qui Shrek & io going strong ancora insieme dopo due settimane. Questa mia situazione solo all’apparenza monotona e lievemente preoccupante in realtà presenta notevoli vantaggi: 1) Potrei scrivere un’Opera di Analisi su Shrek (solo sul primo film, in particolare sui primi venti minuti); 2) Ho la risposta pronta quando qualcuno mi chiede “Cosa stai facendo in questo periodo?” (“Sto guardando Shrek”. BOOM. Drop the mic).
  • Alcuni chiarimenti sul punto precedente per mia mamma: non dormo tutta la notte con la televisione accesa, la spengo appena sento che mi viene sonno, cioè dopo quindici-venti minuti di Shrek. Sto bene tutto ok.
  • Sto giocando a Ticket to Ride insieme a TBSw. In realtà la frase corretta sarebbe sto STRACCIANDO TBSw a Ticket to Ride. Ticket to Ride è un gioco (sì lo so, io odio i giochi! Non so perché questo mi piaccia. Chiaro segno dei tempi che cambiano e della mia delicata situa di questo periodo) dove bisogna creare dei percorsi con i treni e chi riesce a completare i suoi percorsi con successo prima che finiscano i blocchetti che andranno a far parte dei treni e poi ci sono delle carte da pescare cioè in realtà non le peschiamo fisicamente visto che ci giochiamo tramite app ma insomma poi in queste carte puoi trovare la locomotiva che è un jolly insomma molto carino.
  • Sto navigando a tutta birra nel catalogo di Disney+: ieri ho visto per la prima volta Finding Dory ed è un CAPOLAVORO (non guardatelo se siete vulnerabili perché fa piangere per quasi tutto il tempo) (ripensandoci, non guardatelo).
  • Sto bene tutto ok.

Ciao a presto

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Pane, amore e mattoni

Sono finalmente riuscita a parlare con mio fratello. In questo mondo di tecnologia sempre più pervasiva non dovrebbe essere complicato riuscire a comunicare con una persona anche se questa persona è lontana: questo ragionamento, però, non è valido se la persona con la quale state cercando di comunicare è mio fratello.

Mio fratello non ha uno smartphone, quindi Whatsapp e simili sono fuori discussione. Al momento lui è in Italia e io in Inghilterra, quindi una telefonata modalità classica potrebbe essere un’opzione troppo costosa. Mio fratello in teoria usa Skype, in pratica al momento ha un computer talmente vecchio che quando ha provato ad aggiornare Skype alla nuova versione il browser si è incazzato e ha voluto essere aggiornato pure lui alla nuova versione, e allora Skype si è accorto che dopotutto c’era una versione ancora più recente e allora eccetera.

Taglio corto: siamo riusciti a chiamarci tramite FACEBOOK. Questa è una grandissima rivincita per Facebook e uno schiaffo morale bello forte rivolto alla parte più profonda della mia anima, perché è da anni che me la meno dicendo che io non uso più Facebook, che non mi piace, che bla bla bla e invece oggi Facebook mi ha salvato il culo. NON DIMENTICHERÒ IL TUO PREZIOSO AIUTO DI OGGI SOLDATO FACEBOOK. NON LO DIMENTICHERÒ.

Comunque: sono riuscita a parlare con mio fratello, che al momento si trova da solo e passerà da solo, in quieta riflessione, il prossimo periodo (Sto girando intorno al tema X di queste settimane come gli struzzi ballerini di Fantasia con il fiocco blu giravano intorno allo struzzo con il fiocco rosa. Non ne parlo esplicitamente per varie ragioni – una delle quali è che non mi va).

Come spesso capita di fronte alle difficoltà che la vita ci pone davanti le nostre modalità di comportamento sono opposte. Io, nonostante lo stile pacato che trapela dalle righe che sto scrivendo in questo momento, costruisco mattone su mattone e smantello a fatica, sempre mattone dopo mattone, scenari apocalittici da quando ho iniziato a interrogarmi sul senso della vita (quindi da quando avevo più o meno sei anni). Mio fratello invece avrebbe potuto fare “Ci preoccuperemo quando sarà il momento” di secondo nome, se non fosse stato così lungo.

Cosa intende fare in questo periodo Lorenzo Ci preoccuperemo quando sarà il momento MioCognome?

IL PANE.

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Lorenzo Ci preoccuperemo quando sarà il momento MioCognome ha recentemente imparato a fare il pane e dice che è una figata, che a me piacerebbe tantissimo, perché, cito, “È come un bambino piccolo, cioè lo devi lavorare ma poi c’è questa pallina che deve riposare, e ti rilassa, e poi ci puoi mettere i semini o quel cazzo che vuoi, però ATTENZIONE devi essere nella giusta disposizione d’animo perché ad esempio se sei nervoso LORO LO SENTONO e non va bene”.

“Loro chi?”

“IL LIEVITO! Sono esseri viventi”

“Chi?!”

“IL L I E V I T O!”.

Sono tentata di imitarlo, anche se il mio ultimo esperimento culinario mi guarda con aria derelitta dalla cucina e mi sta chiedendo “Sei sicura?” in un linguaggio che solo noi due capiamo (il linguaggio del Senso di Colpa).

Il mio ultimo esperimento culinario è una torta al cioccolato che ho fatto (= ho provato a fare) ieri sera. Di solito sono abbastanza brava con le torte, se seguo le ricette – e se seguo solo ricette etichettate come SEMPLICE, o VERAMENTE FACILISSIMO, o ancora POTETE FARVI AIUTARE DAI BAMBINI o FRANCAMENTE IMBARAZZANTE, oppure, ancora meglio, A PROVA DI SCEMO. Ieri sera però mi sentivo giovane, impetuosa, mi sentivo del tipo si vive una volta sola, mi sentivo che potevo aprire le ali e volare via nel cielo mentre intorno a me risuonavano le note di We Are the Champions: ho improvvisato.

È uscito fuori un mattone.

TBSw ne ha mangiato un pezzo, ha detto con falsità commovente “BUONA” e subito dopo ha rischiato di strozzarsi perché il malloppo gli si era incastrato nell’esofago.

Finché non la finiamo non posso provare a buttarmi nella panificazione. Ci vediamo quindi nel 2021, pane. E un saluto anche a voi, LIEVITO.

Ciao.

 

RAGAAAAAAAAA

CIAO.

Qualche giorno fa una persona che ammiro molto (Corgi) mi ha detto “Ale, io rivoglio il tuo blog” e io ho risposto “Anche io rivoglio il mio blog” e mi sono incupita nei confronti della vita perché non è giusto che non ci sia più il mio blog, poi mi sono ricordata che c’è ancora ma sono io che non ci scrivo più, quindi insomma sono tornata qui solo per dirvi una cosa importante e cioè:

RAGAAAAAAAAAA CIAO.

Sto bene (più o meno).

È successa una cosa che mi ha fatto più o meno sbloccare la vena creativa: dobbiamo cambiare casa (DI NUOVO).

Avevamo avuto le prime avvisaglie qualche mese fa, quando il nostro landlord ci ha inviato un messaggio alle due di notte con su scritto “Ciao raga (licenza poetica) cm va (altra licenza poetica) stavo pensando di vendere casa”, ma poi è sparito per mesi senza confermare più nulla quindi avevamo, come dire, accantonato il pensiero di rimanere senza un tetto sopra la testa. Invece, dopo mesi e mesi di tranquillità, di colpo il nostro appartamento è diventato un festival aperto a tutti (degli intrusi sono venuti a visionarlo, a fotografarlo, sono addirittura riusciti a portare qui dei potenziali acquirenti DI DOMENICA MATTINA, scritto in maiuscolo per trasmettere l’INDIGNAZIONE che mi suscita questo gesto), quindi immaginiamo che alla fine la scelta di metterlo sul mercato sia stata presa. Ho deciso di prenderla con filosofia, ossia sussurro “Voglio m o r i r e” ma ridendo.

Sto bene.

La troveremo.

Ho anche altre novità ma facciamo una cosa per volta.

Ciao.