Progetto Howie: Everybody (Backstreet’s Back)

COS’È PROGETTO HOWIE + RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI 

Oggi è un grande giorno, perché oggi Progetto Howie torna ad allietare i nostri cuori e le nostre orecchie con la sua consueta carica di grande musica, talento esuberante e travolgenti emozioni.

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Lettura alternativa per i disinteressati: Quell’alpaca al guinzaglio: “La porto in auto e in paese”, la simpatica storia di un agricoltore di Montespertoli e dei suoi allegri alpaca chiamati Cristina, Marta, Duccio, Angela, Caterina e Antonio. Lorenzo (specifico: Lorenzo non è un alpaca, è mio fratello), visto che al momento ti trovi in Toscana potresti anche andarli a trovare (per chi non lo sapesse: mio fratello sta facendo il giro d’Italia in motorino, al momento è appunto in Toscana anche se le ultime news dicono che si è perso in una città che non riesce ad identificare).

MA TORNIAMO A NOI (E AD HOWIE).

La canzone di oggi è Everybody (Backstreet’s Back), il primo singolo tratto dall’album Backstreet’s Back, un album di ritorni, un album di conferme, un album di video musicali che, presi singolarmente, sono costati di più di tutti i video precedenti messi insieme.

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1997. Che nervoso quando la copertina del singolo non c’entra nulla con il video (cioè SEMPRE) ma anche maglioni molto belli, catenazze idem e, devo dire, pure le espressioni da “BEH COME LA METTIAMO?”

Ho scritto che la copertina del video non c’entra niente con il video perché, se la foto che abbiamo appena visionato ritrae cinque ragazzotti con il broncio vestiti da terriccio, il video che stiamo per analizzare è decisamente di ispirazione HORROR.

La trama è abbastanza semplice: i cinque stanno tornando a casa (DA DOVE? Ma non iniziamo a porci queste domande perché ho appena detto che la trama è abbastanza semplice e se individuiamo tutti i punti oscuri poi mi contraddico da sola e non mi va), dicevo, i Nostri stanno tornando a casa, l’autobus si rompe, trovano quindi rifugio in un castello abbandonato e, del tutto logicamente, si trasformano in mostri e fanno anche un balletto molto bello – balletto che vorrei imparare bene perché penso che possa sempre servire nella vita.

Howie ci fa sognare già dalla prima scena, dove indossa una deliziosa salopette e prova, senza successo, a fare una telefonata (mia riflessione: è lo stesso cellulare che gli vediamo in As Long As You Love Me? Perché è sempre Howie a fare le telefonate? Indagherò).

Le scene in cui Howie fa la parte del vampiro sono poche ma culturalmente elevate:

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Quello che ci (mi) interessa di più in questa sede è, però, IL BALLETTO. Ho scritto prima che questa danza può sempre servire nella vita, e infatti si rivela molto utile 1) Ai matrimoni; 2) Quando si torna a fare la spesa al proprio supermercato preferito dopo mesi di spese in posti inferiori; 3) Quando si torna a casa la sera.

Ora che ho ben sessanta minuti di pilates all’attivo sono diventata, com’è facilmente intuibile, una grande esperta di Movimento armonico/aerobico e Danza e ho quindi generosamente deciso di suddividere per voi la routine in tre mosse molto semplici e dai nomi evocativi:

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  2. Questa non riesco a caricarla in nessun modo, comunque si tratta del movimento sapiente di spalle e mani, si chiama Pura Arte perché è, appunto, Pura Arte e si può trovare seguendo questo link.
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Riassunto finale

Che Howie fosse un grande attore l’avevamo già capito, ma le sue doti in ambito danzereccio si sono dispiegate a noi in tutta la loro vastità solo grazie a questo video. Bravo Howie, SEI UN GRANDE (“Sei un grande” va detto col tono di mia mamma quando vede De André alla tele) (ora che ci penso questa affermazione non potrà essere compresa appieno dalla maggioranza dei miei lettori, ma la vita, d’altronde, è spesso ingiusta).

Bonus

Everybody (Backstreet’s Back) è una canzone che l’autrice di questo Spazio non esita a definire ICONICA ed è stata spesso omaggiata in vari ambiti. Sottopongo quindi alla vostra cortese attenzione questa recente e gloriosa pubblicità di Just Eat:

CIAO.

Thornton’s Creek S1E02 – George Wandesford e il Karma

Cos’è Thornton’s Creek + riassunto delle puntate precedenti (che in questo caso è solamente una – ma non andiamo per il sottile dai) + bibliografia

Il 15 dicembre 1651 Alice Wandesford sposa William Thornton.

Alice, in realtà, non aveva per niente voglia di sposarsi. Arrivata a venticinque anni aveva già rifiutato due pretendenti e aveva deciso di passare una vita tranquilla da single grazie all’eredità ricevuta dai suoi genitori.

Perché quindi Alice ha sposato William? Perché era il 1651 e perché legarsi ai Thornton significava risolvere un bel po’ di problemi ai Wandesford. “Quali problemi?” chiederete voi, e io risponderò che beh, innanzitutto in quegli anni in Inghilterra c’era la guerra civile, e i Wandesford, che simpatizzavano per la monarchia, si trovavano circondati dallo schieramento opposto. Da qui i problemi, che possiamo sintetizzare con: minacce di espropriazioni di terreni (nello specifico: George Wandesford, il fratello di Alice, si era visto soffiare i suoi diritti ereditari sulle terre di Kirklington) (bel nome “Kirklington”, vero?), minacce di rovina economica, minacce generiche, eccetera.

È qui che entrano in scena William Thornton e la prospettiva del matrimonio.

William Thornton aveva un paio d’anni in più di Alice ed era il nipote di Richard Darley. Richard Darley ricopriva un ruolo molto importante all’interno di un comitato che si occupava, tra le altre cose, di espropriazioni.

Richard Darley voleva trovare una buona moglie a William Thornton.

William Wandesford era lo zio di Alice. William Wandesford voleva risolvere la situazione spinosa in cui si trovava la sua famiglia e ridare Kirklington a George.

William Wandesford e Richard Darley si mettono quindi d’accordo: io ti do mia nipote, tu mi dai Kirklington.

Come abbiamo già detto, Alice non sentiva il desiderio di sposarsi. Viene però convinta a compiere questo passo dalla congrega dei Wandesford, i quali, “con una spada in una mano e un complimento nell’altra”, insistono così tanto che, ci racconta Alice, “una libera scelta mi venne negata”.♠

Se a questo punto vi sentire ribollire nelle vene un combattivo sentimento di Indignazione sappiate che: 1) NON SIETE SOLI; 2) Siamo stati parzialmente vendicati dal Destino: infatti George Wandesford, il fratello di Alice, è morto praticamente cinque secondi dopo la messa a punto degli accordi tra William Wandesford e Richard Darley. George, infatti, è annegato nel fiume Swale, fiume che stava attraversando per recarsi a casa di suo zio e scrivere insieme a lui una lettera di ringraziamento a Richard Darley.

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Il fiume Swale. Immagino che la dipartita di George sia avvenuta in un punto più profondo di questo.

Ora lascio raccontare lo svolgimento degli eventi ad Alice. Racchiusi tra parentesi quadre trovate i miei fondamentali commenti e interpolazioni.

Mio fratello George pensava che fosse suo dovere ringraziare [Richard Darley] per questo favore […]. Quella notte passò da Hipswell [dove alloggiavano Alice e sua madre] per chiedere consiglio a mia madre […]. Cercando la sua benedizione, le disse che intendeva recarsi a Richmond da mio zio William, dove avrebbe scritto a Richard Darley […]. Mia madre disse che era necessario ringraziare [Darley] per la gentilezza che aveva dimostrato in tutta la faccenda, cosa che avrebbe fatto lei per iscritto, se solo non fosse stata occupata […] a preoccuparsi per me, che ero stata colta da un dolore acutissimo nella parte destra del mio collo […]; mia madre non aveva idea di quale potesse essere la causa, e mi aveva fatto un massaggio con l’acqua di rose […]. Queste furono le circostanze di questo strano dolore, che mi attanagliò ancora per mezz’ora, ossia fino all’ora esatta dell’annegamento di mio fratello. Ma procediamo con il racconto di quello che è capitato a lui [non so Alice, ci stai raccontando della morte di tuo fratello e per ora ci hai parlato di più del tuo collo che di altro, però fai pure cara, sei il nostro mito e ti capiamo e probabilmente il tuo dolore aveva origini psicosomatiche – come darti torto] [salto il pezzo del saluto tra George e Alice, che è stato affettuoso, perché lei era una persona superiore e gli voleva bene, o così sembrerebbe. Insomma: George saluta sua sorella e sua madre, salta in sella al suo cavallo e va verso il fiume. Per strada vede delle persone e chiede loro se il fiume poteva essere guadato senza problemi. Questi rispondono di sì. Il fiume, però, è molto pericoloso, perché soggetto a improvvise e forti inondazioni. Ma passiamo di nuovo la parola ad Alice]. [Della pericolosità del fiume] posso testimoniare io stessa, visto che sono stata molto vicina a morire in quelle acque, una o due volte, ma sono stata risparmiata (ringraziando Dio). [Io, Tandi, personalmente qui ci leggo: Dio ha salvato me e non George, gne gne gne]. Ma per tornare al triste racconto di quello che è successo a mio fratello […] alcune persone […] corsero subito verso lo Swale, ma videro solamente il cavallo uscire dal fiume dove George era caduto […]. Cercarono mio fratello in lungo e in largo, senza riuscire a trovarlo.♣

Care amiche, cari amici, care vecchiette del Devon che aspettavano con pazienza la nuova puntata di Thornton’s Creek da più di un mese, se siete arrivati fino a qui vi ringrazio commossa. Alla prossima. Ossequi.


♠ MS2 (se siete curiosi di scoprire il significato di questa sigla esoterica controllate la molto professionale bibliografia di Thornton’s Creek), p. 40. Traduzione mia e di chi se no visto che Alice l’abbiamo studiata in due.

♣ Anselmo (sigla esoterica pure questa), pp. 65-67. Traduzione sempre mia.

PONZIO PILATES

Voglio subito rassicurarvi: questo Spazio NON parlerà mai in tono compiaciuto di sport e, in generale, di esercizio fisico. MAI. Lo sport e, in generale, l’esercizio fisico sono delle cose sicuramente molto belle molto sane e molto utili ma questo blog non è il posto per loro (sono escluse da questo discorso le seguenti attività sportive: vagare in mezzo alle tombe, vagare in mezzo ai parchi, vagare in riva ai fiumi, vagare in mezzo ai fiori, vagare in mezzo alla città perché ti sei persa, Google maps non funziona e col cazzo che chiedi la strada alle persone che ti camminano accanto).

Come forse ho avuto modo di annunciare qualche volta (sessantacinque volte) alle persone che mi conoscono, SABATO SCORSO HO FATTO LA MIA PRIMA LEZIONE DI PILATES (o, come ho deciso arbitrariamente di chiamare questa attività nel riuscito tentativo di renderla più appetibile, PONZIO PILATES).

Il mondo è grande e ogni volta che mi sembra di avere avuto un’idea geniale poi scopro che ci sono altri diecimila che hanno pensato la stessa cosa prima di me. Ponzio Pilates non fa di certo eccezione a questo assioma: ho infatti appena fatto la conoscenza di una band che si chiama, appunto, Ponzio Pilates e che nel dubbio vi linko.

Comunque: sabato scorso. Ponzio Pilates (per gli amici PP). Prima lezione. Io.

Ho deciso di iniziare PP per due motivi molto validi che c’entrano solo marginalmente con il benessere del mio giovane corpo:

  1. Lo faceva già Marta.
  2. Sentivo il bisogno di percorrere strade nuove per ricevere stimoli nuovi e poi dare nuova linfa vitale alla mia Arte nuova.

Quello che nessuno, nemmeno Marta, mi aveva mai detto del pilates è che si tratta di uno sport ALTAMENTE COMPETITIVO.

Io ero convinta di partire in vantaggio perché, grazie ad Adriene, avevo già sentito dire frasi tipo “Tuck your pelvis” (sentito dire è una cosa, sapere esattamente cosa ciò significhi è un’altra) e invece sono arrivata alla mia prima lezione di PP totalmente impreparata.

Vi faccio un esempio pratico perché so che a questo punto sarete perplessi.

A un certo punto l’insegnante ha detto: “Assumete la posizione Sailcazzo”.  Io non sapevo cosa fosse la posizione Sailcazzo ma mi sono persa la dimostrazione perché troppo impegnata a pensare “Oddio io mica lo so cos’è questa posizione Sailcazzo”.

Ho deciso di copiare quello che stava facendo il signore alla mia destra. Stava praticamente dormendo con la testa poggiata sul tappetino.

Mi sono quindi girata verso la tizia alla mia sinistra e ho imitato le sue movenze, salvo scoprire che stava sbagliando. Come l’ho scoperto? L’insegnante ha ripreso ME e NON LEI e NEMMENO IL SIGNORE CHE DORMIVA.

Penso che sia chiaro a tutti, ora, dove si trova il seme della competitività che darà vita, spero, a una rigogliosa piantina di Successo e Vendetta: IO ALLA PROSSIMA LEZIONE DI PONZIO PILATES DEVO ANDARCI SAPENDO TUTTO.

TUTTO.

evilChicken
T U T T O.

CIAO.

Shalala

L’altra sera ero in un pub con degli amici (sì, sembra incredibile, ma anche io ho degli amici, o quantomeno delle persone che mi hanno accolto bonariamente nella loro cricca). Nel pub c’erano un paio di televisori accesi. Uno alla mia sinistra, l’altro alla mia destra. Questi televisori erano accesi ad altissimo volume e proprio sopra al nostro tavolo, ma questo dettaglio insignificante non è assolutamente al centro di questo aneddoto e non voglio fare quella che si lamenta. Chi si sta lamentando? Ah, io no di certo MA TORNIAMO A NOI e cioè: Io. Pub. Amici o persone quantomeno benevolenti. Televisori accesi. Clangore infernale e tormento cacofonico. Io che non mi lamento. A un certo punto uno sconosciuto si avvicina al nostro tavolo, indica il televisore posto alla mia sinistra, esclama rivolto un po’ a tutti e un po’ a nessuno “QUELLO LÌ NELLA TELEVISIONE SONO IO” e poi se ne va.

Alla televisione c’era un gufo.

 

Care begonie (voi),

Vi ho raccontato questo delizioso aneddoto per due motivi:

  1. È da ormai tre sere che provo ad aggiornare questo Spazio e non ci riesco. Avevo quindi bisogno di scrivere qualcosa di veloce per superare il timore della pagina vuota, il blocco dello scrittore, l’aridità creativa, eccetera.
  2. Mi ha fatto ridere.

E, ancora sempre mie molto care e dolci begonie (ancora voi),

Visto che questo post ormai è andato in vacca vi posto la mia personale ADULT VERSION della seconda strofa di Rotta Per Casa di Dio degli 883 (ADULT VERSION nel senso che era la versione che la me undicenne giudicava adatta alle orecchie dei miei genitori – perdonami Max Pezzali, non tutti siamo stati ribelli come te)

(Dal minuto 1:46)

Cisco adocchia la cartina e poi dice NO

STIAMO ANDANDO LONTANOOOOO

Shalala

Te l’ho detto dovevamo girare là

Guarda sono sicurooo

Shalala

Lo sapevo che sarebbe finita cosììì

SIAMO TESTE DI CAVOLO NOI

Shalala

Basta uscire più di dieci chilometri

CHE NOI SCEMI CI PERDIAMO

Mi sembra di ricordare che nel ritornello osavo un notevole “ROTTA PER CASA DI ZIO” ma non ne sono tanto sicura.

carini
Ormai questo post è andato così, non posso farci niente ormai.

E a proposito di non poter farci niente:

niente

CIAO.

Progetto Howie: Anywhere For You

COS’È PROGETTO HOWIE + RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI 

Come di consueto iniziamo la puntata dedicando un pensiero agli amici disinteressati alla nostra Arte, pensiero che potrebbe essere “CAZZI VOSTRI” ma non lo sarà in quanto siamo persone nobili e mature.

Cari amici disinteressati alla nostra Arte, o forse dovrei dire cari Nemici, la vostra lettura/passatempo alternativa/o di oggi è gentilmente offerta/o da Ammennicolidipensiero e si tratta di questo entusiasmante sito chiamato The Useless Web. Io, invece, vi propongo questa ricerchina su Google (DISCLAIMER: STO OVVIAMENTE SCHERZANDO SONO UN CUORE DI PANNA E UN PEZZO DI PANE CONTEMPORANEAMENTE).

Bene.

Andiamo avanti:

AnywhereForYou1
1997. Brusca e inquietante virata verso l’astrattismo più selvaggio.

 

Il video di Anywhere For You è un capolavoro di rara bellezza. C’è tutto: il mare, il tramonto, la spensieratezza, il dramma, i gabbiani, le mute da sub, la nudità (leggermente motivata in quanto siamo appunto al mare), i maglioni a collo alto (leggermente meno motivati in quanto siamo appunto al mare). Ancora una volta cantano solamente Nick e Brian, Brian e Nick e, quando avanza tempo, Nick e Brian. Howie ha però dei suoi momenti di rivalsa – tipo l’armonico dipanarsi di questa breve ma intensa storia d’amore:

E inoltre:

anywhere3anywhere4you

Devo però essere sincera: Anywhere For You è talmente ricco di spunti narrativi che limitarci ad Howie non ha senso (voi direte “Progetto Howie senza limitarsi ad Howie non ha senso” io dirò “Non dobbiamo commettere lo stesso errore di chi discriminava Howie negli anni ’90 discriminando a nostra volta gli altri quattro membri della band” e anche “Faccio quello che voglio”).

Dopo attenta riflessione (undici visualizzazioni su Youtube di fila) ho deciso quindi di sottoporre alla vostra cortese attenzione un molto ragionato

ANYWHERE FOR YOU DRINKING GAME

Bevi ogni volta che:

  • Brian solleva le mani in aria con fare drammatico o guarda per terra brian
  • Qualcuno indossa un capo di abbigliamento francamente troppo largo
  • Qualcuno indica la telecamera
  • Howie sorride mentre tutti gli altri hanno espressioni tristi
  • AJ indossa gli occhiali da sole
  • Nick ci sta credendo un po’ troppo e/o indossa una maglietta bianca
  • Vengono inquadrati dei gabbiani
  • Kevin ha l’aria di uno che vorrebbe essere da tutt’altra parte kev
  • Viene detta la parola “baby” (questo diventa particolarmente impegnativo dopo il minuto 2:57)

Riassunto finale

Come ho già detto gli unici interpreti di questa canzone sono Nick e Brian e poi Brian e Nick ma Howie ci regala un’Arte superiore a quella del semplice canto: il canto RECITATO. In Anywhere For You il Nostro alterna sorrisi a esternazioni di sofferenza interiore e momenti di leggerezza e socialità ad attimi di cupa introspezione IL TUTTO indossando un completo da cricket IN SPIAGGIA.

scusaseèpoco

CIAO.