Pane, amore e mattoni

Sono finalmente riuscita a parlare con mio fratello. In questo mondo di tecnologia sempre più pervasiva non dovrebbe essere complicato riuscire a comunicare con una persona anche se questa persona è lontana: questo ragionamento, però, non è valido se la persona con la quale state cercando di comunicare è mio fratello.

Mio fratello non ha uno smartphone, quindi Whatsapp e simili sono fuori discussione. Al momento lui è in Italia e io in Inghilterra, quindi una telefonata modalità classica potrebbe essere un’opzione troppo costosa. Mio fratello in teoria usa Skype, in pratica al momento ha un computer talmente vecchio che quando ha provato ad aggiornare Skype alla nuova versione il browser si è incazzato e ha voluto essere aggiornato pure lui alla nuova versione, e allora Skype si è accorto che dopotutto c’era una versione ancora più recente e allora eccetera.

Taglio corto: siamo riusciti a chiamarci tramite FACEBOOK. Questa è una grandissima rivincita per Facebook e uno schiaffo morale bello forte rivolto alla parte più profonda della mia anima, perché è da anni che me la meno dicendo che io non uso più Facebook, che non mi piace, che bla bla bla e invece oggi Facebook mi ha salvato il culo. NON DIMENTICHERÒ IL TUO PREZIOSO AIUTO DI OGGI SOLDATO FACEBOOK. NON LO DIMENTICHERÒ.

Comunque: sono riuscita a parlare con mio fratello, che al momento si trova da solo e passerà da solo, in quieta riflessione, il prossimo periodo (Sto girando intorno al tema X di queste settimane come gli struzzi ballerini di Fantasia con il fiocco blu giravano intorno allo struzzo con il fiocco rosa. Non ne parlo esplicitamente per varie ragioni – una delle quali è che non mi va).

Come spesso capita di fronte alle difficoltà che la vita ci pone davanti le nostre modalità di comportamento sono opposte. Io, nonostante lo stile pacato che trapela dalle righe che sto scrivendo in questo momento, costruisco mattone su mattone e smantello a fatica, sempre mattone dopo mattone, scenari apocalittici da quando ho iniziato a interrogarmi sul senso della vita (quindi da quando avevo più o meno sei anni). Mio fratello invece avrebbe potuto fare “Ci preoccuperemo quando sarà il momento” di secondo nome, se non fosse stato così lungo.

Cosa intende fare in questo periodo Lorenzo Ci preoccuperemo quando sarà il momento MioCognome?

IL PANE.

penguin

Lorenzo Ci preoccuperemo quando sarà il momento MioCognome ha recentemente imparato a fare il pane e dice che è una figata, che a me piacerebbe tantissimo, perché, cito, “È come un bambino piccolo, cioè lo devi lavorare ma poi c’è questa pallina che deve riposare, e ti rilassa, e poi ci puoi mettere i semini o quel cazzo che vuoi, però ATTENZIONE devi essere nella giusta disposizione d’animo perché ad esempio se sei nervoso LORO LO SENTONO e non va bene”.

“Loro chi?”

“IL LIEVITO! Sono esseri viventi”

“Chi?!”

“IL L I E V I T O!”.

Sono tentata di imitarlo, anche se il mio ultimo esperimento culinario mi guarda con aria derelitta dalla cucina e mi sta chiedendo “Sei sicura?” in un linguaggio che solo noi due capiamo (il linguaggio del Senso di Colpa).

Il mio ultimo esperimento culinario è una torta al cioccolato che ho fatto (= ho provato a fare) ieri sera. Di solito sono abbastanza brava con le torte, se seguo le ricette – e se seguo solo ricette etichettate come SEMPLICE, o VERAMENTE FACILISSIMO, o ancora POTETE FARVI AIUTARE DAI BAMBINI o FRANCAMENTE IMBARAZZANTE, oppure, ancora meglio, A PROVA DI SCEMO. Ieri sera però mi sentivo giovane, impetuosa, mi sentivo del tipo si vive una volta sola, mi sentivo che potevo aprire le ali e volare via nel cielo mentre intorno a me risuonavano le note di We Are the Champions: ho improvvisato.

È uscito fuori un mattone.

TBSw ne ha mangiato un pezzo, ha detto con falsità commovente “BUONA” e subito dopo ha rischiato di strozzarsi perché il malloppo gli si era incastrato nell’esofago.

Finché non la finiamo non posso provare a buttarmi nella panificazione. Ci vediamo quindi nel 2021, pane. E un saluto anche a voi, LIEVITO.

Ciao.

 

6 pensieri su “Pane, amore e mattoni

  1. Mia mamma ha il lievito madre e tutte le volte che deve andare in vacanza o via per qualche giorno deve mollarlo a qualche amica per accudirlo E HO DETTO TUTTO.
    La mia dolce metá invece si sta specializzando con la pizza ma ha problemi con la lievitazione – cioè l’impasto lievita tipo esplosione le prime due ore poi basta si rilassa e ciao anche se lo lanci dalla finestra non cresce…sará il lievito olandese! O la farina olandese! O l’aria olandese!

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