Thornton’s Creek S1E02 – George Wandesford e il Karma

Cos’è Thornton’s Creek + riassunto delle puntate precedenti (che in questo caso è solamente una – ma non andiamo per il sottile dai) + bibliografia

Il 15 dicembre 1651 Alice Wandesford sposa William Thornton.

Alice, in realtà, non aveva per niente voglia di sposarsi. Arrivata a venticinque anni aveva già rifiutato due pretendenti e aveva deciso di passare una vita tranquilla da single grazie all’eredità ricevuta dai suoi genitori.

Perché quindi Alice ha sposato William? Perché era il 1651 e perché legarsi ai Thornton significava risolvere un bel po’ di problemi ai Wandesford. “Quali problemi?” chiederete voi, e io risponderò che beh, innanzitutto in quegli anni in Inghilterra c’era la guerra civile, e i Wandesford, che simpatizzavano per la monarchia, si trovavano circondati dallo schieramento opposto. Da qui i problemi, che possiamo sintetizzare con: minacce di espropriazioni di terreni (nello specifico: George Wandesford, il fratello di Alice, si era visto soffiare i suoi diritti ereditari sulle terre di Kirklington) (bel nome “Kirklington”, vero?), minacce di rovina economica, minacce generiche, eccetera.

È qui che entrano in scena William Thornton e la prospettiva del matrimonio.

William Thornton aveva un paio d’anni in più di Alice ed era il nipote di Richard Darley. Richard Darley ricopriva un ruolo molto importante all’interno di un comitato che si occupava, tra le altre cose, di espropriazioni.

Richard Darley voleva trovare una buona moglie a William Thornton.

William Wandesford era lo zio di Alice. William Wandesford voleva risolvere la situazione spinosa in cui si trovava la sua famiglia e ridare Kirklington a George.

William Wandesford e Richard Darley si mettono quindi d’accordo: io ti do mia nipote, tu mi dai Kirklington.

Come abbiamo già detto, Alice non sentiva il desiderio di sposarsi. Viene però convinta a compiere questo passo dalla congrega dei Wandesford, i quali, “con una spada in una mano e un complimento nell’altra”, insistono così tanto che, ci racconta Alice, “una libera scelta mi venne negata”.♠

Se a questo punto vi sentire ribollire nelle vene un combattivo sentimento di Indignazione sappiate che: 1) NON SIETE SOLI; 2) Siamo stati parzialmente vendicati dal Destino: infatti George Wandesford, il fratello di Alice, è morto praticamente cinque secondi dopo la messa a punto degli accordi tra William Wandesford e Richard Darley. George, infatti, è annegato nel fiume Swale, fiume che stava attraversando per recarsi a casa di suo zio e scrivere insieme a lui una lettera di ringraziamento a Richard Darley.

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Il fiume Swale. Immagino che la dipartita di George sia avvenuta in un punto più profondo di questo.

Ora lascio raccontare lo svolgimento degli eventi ad Alice. Racchiusi tra parentesi quadre trovate i miei fondamentali commenti e interpolazioni.

Mio fratello George pensava che fosse suo dovere ringraziare [Richard Darley] per questo favore […]. Quella notte passò da Hipswell [dove alloggiavano Alice e sua madre] per chiedere consiglio a mia madre […]. Cercando la sua benedizione, le disse che intendeva recarsi a Richmond da mio zio William, dove avrebbe scritto a Richard Darley […]. Mia madre disse che era necessario ringraziare [Darley] per la gentilezza che aveva dimostrato in tutta la faccenda, cosa che avrebbe fatto lei per iscritto, se solo non fosse stata occupata […] a preoccuparsi per me, che ero stata colta da un dolore acutissimo nella parte destra del mio collo […]; mia madre non aveva idea di quale potesse essere la causa, e mi aveva fatto un massaggio con l’acqua di rose […]. Queste furono le circostanze di questo strano dolore, che mi attanagliò ancora per mezz’ora, ossia fino all’ora esatta dell’annegamento di mio fratello. Ma procediamo con il racconto di quello che è capitato a lui [non so Alice, ci stai raccontando della morte di tuo fratello e per ora ci hai parlato di più del tuo collo che di altro, però fai pure cara, sei il nostro mito e ti capiamo e probabilmente il tuo dolore aveva origini psicosomatiche – come darti torto] [salto il pezzo del saluto tra George e Alice, che è stato affettuoso, perché lei era una persona superiore e gli voleva bene, o così sembrerebbe. Insomma: George saluta sua sorella e sua madre, salta in sella al suo cavallo e va verso il fiume. Per strada vede delle persone e chiede loro se il fiume poteva essere guadato senza problemi. Questi rispondono di sì. Il fiume, però, è molto pericoloso, perché soggetto a improvvise e forti inondazioni. Ma passiamo di nuovo la parola ad Alice]. [Della pericolosità del fiume] posso testimoniare io stessa, visto che sono stata molto vicina a morire in quelle acque, una o due volte, ma sono stata risparmiata (ringraziando Dio). [Io, Tandi, personalmente qui ci leggo: Dio ha salvato me e non George, gne gne gne]. Ma per tornare al triste racconto di quello che è successo a mio fratello […] alcune persone […] corsero subito verso lo Swale, ma videro solamente il cavallo uscire dal fiume dove George era caduto […]. Cercarono mio fratello in lungo e in largo, senza riuscire a trovarlo.♣

Care amiche, cari amici, care vecchiette del Devon che aspettavano con pazienza la nuova puntata di Thornton’s Creek da più di un mese, se siete arrivati fino a qui vi ringrazio commossa. Alla prossima. Ossequi.


♠ MS2 (se siete curiosi di scoprire il significato di questa sigla esoterica controllate la molto professionale bibliografia di Thornton’s Creek), p. 40. Traduzione mia e di chi se no visto che Alice l’abbiamo studiata in due.

♣ Anselmo (sigla esoterica pure questa), pp. 65-67. Traduzione sempre mia.

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