PONZIO PILATES

Voglio subito rassicurarvi: questo Spazio NON parlerà mai in tono compiaciuto di sport e, in generale, di esercizio fisico. MAI. Lo sport e, in generale, l’esercizio fisico sono delle cose sicuramente molto belle molto sane e molto utili ma questo blog non è il posto per loro (sono escluse da questo discorso le seguenti attività sportive: vagare in mezzo alle tombe, vagare in mezzo ai parchi, vagare in riva ai fiumi, vagare in mezzo ai fiori, vagare in mezzo alla città perché ti sei persa, Google maps non funziona e col cazzo che chiedi la strada alle persone che ti camminano accanto).

Come forse ho avuto modo di annunciare qualche volta (sessantacinque volte) alle persone che mi conoscono, SABATO SCORSO HO FATTO LA MIA PRIMA LEZIONE DI PILATES (o, come ho deciso arbitrariamente di chiamare questa attività nel riuscito tentativo di renderla più appetibile, PONZIO PILATES).

Il mondo è grande e ogni volta che mi sembra di avere avuto un’idea geniale poi scopro che ci sono altri diecimila che hanno pensato la stessa cosa prima di me. Ponzio Pilates non fa di certo eccezione a questo assioma: ho infatti appena fatto la conoscenza di una band che si chiama, appunto, Ponzio Pilates e che nel dubbio vi linko.

Comunque: sabato scorso. Ponzio Pilates (per gli amici PP). Prima lezione. Io.

Ho deciso di iniziare PP per due motivi molto validi che c’entrano solo marginalmente con il benessere del mio giovane corpo:

  1. Lo faceva già Marta.
  2. Sentivo il bisogno di percorrere strade nuove per ricevere stimoli nuovi e poi dare nuova linfa vitale alla mia Arte nuova.

Quello che nessuno, nemmeno Marta, mi aveva mai detto del pilates è che si tratta di uno sport ALTAMENTE COMPETITIVO.

Io ero convinta di partire in vantaggio perché, grazie ad Adriene, avevo già sentito dire frasi tipo “Tuck your pelvis” (sentito dire è una cosa, sapere esattamente cosa ciò significhi è un’altra) e invece sono arrivata alla mia prima lezione di PP totalmente impreparata.

Vi faccio un esempio pratico perché so che a questo punto sarete perplessi.

A un certo punto l’insegnante ha detto: “Assumete la posizione Sailcazzo”.  Io non sapevo cosa fosse la posizione Sailcazzo ma mi sono persa la dimostrazione perché troppo impegnata a pensare “Oddio io mica lo so cos’è questa posizione Sailcazzo”.

Ho deciso di copiare quello che stava facendo il signore alla mia destra. Stava praticamente dormendo con la testa poggiata sul tappetino.

Mi sono quindi girata verso la tizia alla mia sinistra e ho imitato le sue movenze, salvo scoprire che stava sbagliando. Come l’ho scoperto? L’insegnante ha ripreso ME e NON LEI e NEMMENO IL SIGNORE CHE DORMIVA.

Penso che sia chiaro a tutti, ora, dove si trova il seme della competitività che darà vita, spero, a una rigogliosa piantina di Successo e Vendetta: IO ALLA PROSSIMA LEZIONE DI PONZIO PILATES DEVO ANDARCI SAPENDO TUTTO.

TUTTO.

evilChicken
T U T T O.

CIAO.

Shalala

L’altra sera ero in un pub con degli amici (sì, sembra incredibile, ma anche io ho degli amici, o quantomeno delle persone che mi hanno accolto bonariamente nella loro cricca). Nel pub c’erano un paio di televisori accesi. Uno alla mia sinistra, l’altro alla mia destra. Questi televisori erano accesi ad altissimo volume e proprio sopra al nostro tavolo, ma questo dettaglio insignificante non è assolutamente al centro di questo aneddoto e non voglio fare quella che si lamenta. Chi si sta lamentando? Ah, io no di certo MA TORNIAMO A NOI e cioè: Io. Pub. Amici o persone quantomeno benevolenti. Televisori accesi. Clangore infernale e tormento cacofonico. Io che non mi lamento. A un certo punto uno sconosciuto si avvicina al nostro tavolo, indica il televisore posto alla mia sinistra, esclama rivolto un po’ a tutti e un po’ a nessuno “QUELLO LÌ NELLA TELEVISIONE SONO IO” e poi se ne va.

Alla televisione c’era un gufo.

 

Care begonie (voi),

Vi ho raccontato questo delizioso aneddoto per due motivi:

  1. È da ormai tre sere che provo ad aggiornare questo Spazio e non ci riesco. Avevo quindi bisogno di scrivere qualcosa di veloce per superare il timore della pagina vuota, il blocco dello scrittore, l’aridità creativa, eccetera.
  2. Mi ha fatto ridere.

E, ancora sempre mie molto care e dolci begonie (ancora voi),

Visto che questo post ormai è andato in vacca vi posto la mia personale ADULT VERSION della seconda strofa di Rotta Per Casa di Dio degli 883 (ADULT VERSION nel senso che era la versione che la me undicenne giudicava adatta alle orecchie dei miei genitori – perdonami Max Pezzali, non tutti siamo stati ribelli come te)

(Dal minuto 1:46)

Cisco adocchia la cartina e poi dice NO

STIAMO ANDANDO LONTANOOOOO

Shalala

Te l’ho detto dovevamo girare là

Guarda sono sicurooo

Shalala

Lo sapevo che sarebbe finita cosììì

SIAMO TESTE DI CAVOLO NOI

Shalala

Basta uscire più di dieci chilometri

CHE NOI SCEMI CI PERDIAMO

Mi sembra di ricordare che nel ritornello osavo un notevole “ROTTA PER CASA DI ZIO” ma non ne sono tanto sicura.

carini
Ormai questo post è andato così, non posso farci niente ormai.

E a proposito di non poter farci niente:

niente

CIAO.

Progetto Howie: Anywhere For You

COS’È PROGETTO HOWIE + RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI 

Come di consueto iniziamo la puntata dedicando un pensiero agli amici disinteressati alla nostra Arte, pensiero che potrebbe essere “CAZZI VOSTRI” ma non lo sarà in quanto siamo persone nobili e mature.

Cari amici disinteressati alla nostra Arte, o forse dovrei dire cari Nemici, la vostra lettura/passatempo alternativa/o di oggi è gentilmente offerta/o da Ammennicolidipensiero e si tratta di questo entusiasmante sito chiamato The Useless Web. Io, invece, vi propongo questa ricerchina su Google (DISCLAIMER: STO OVVIAMENTE SCHERZANDO SONO UN CUORE DI PANNA E UN PEZZO DI PANE CONTEMPORANEAMENTE).

Bene.

Andiamo avanti:

AnywhereForYou1
1997. Brusca e inquietante virata verso l’astrattismo più selvaggio.

 

Il video di Anywhere For You è un capolavoro di rara bellezza. C’è tutto: il mare, il tramonto, la spensieratezza, il dramma, i gabbiani, le mute da sub, la nudità (leggermente motivata in quanto siamo appunto al mare), i maglioni a collo alto (leggermente meno motivati in quanto siamo appunto al mare). Ancora una volta cantano solamente Nick e Brian, Brian e Nick e, quando avanza tempo, Nick e Brian. Howie ha però dei suoi momenti di rivalsa – tipo l’armonico dipanarsi di questa breve ma intensa storia d’amore:

E inoltre:

anywhere3anywhere4you

Devo però essere sincera: Anywhere For You è talmente ricco di spunti narrativi che limitarci ad Howie non ha senso (voi direte “Progetto Howie senza limitarsi ad Howie non ha senso” io dirò “Non dobbiamo commettere lo stesso errore di chi discriminava Howie negli anni ’90 discriminando a nostra volta gli altri quattro membri della band” e anche “Faccio quello che voglio”).

Dopo attenta riflessione (undici visualizzazioni su Youtube di fila) ho deciso quindi di sottoporre alla vostra cortese attenzione un molto ragionato

ANYWHERE FOR YOU DRINKING GAME

Bevi ogni volta che:

  • Brian solleva le mani in aria con fare drammatico o guarda per terra brian
  • Qualcuno indossa un capo di abbigliamento francamente troppo largo
  • Qualcuno indica la telecamera
  • Howie sorride mentre tutti gli altri hanno espressioni tristi
  • AJ indossa gli occhiali da sole
  • Nick ci sta credendo un po’ troppo e/o indossa una maglietta bianca
  • Vengono inquadrati dei gabbiani
  • Kevin ha l’aria di uno che vorrebbe essere da tutt’altra parte kev
  • Viene detta la parola “baby” (questo diventa particolarmente impegnativo dopo il minuto 2:57)

Riassunto finale

Come ho già detto gli unici interpreti di questa canzone sono Nick e Brian e poi Brian e Nick ma Howie ci regala un’Arte superiore a quella del semplice canto: il canto RECITATO. In Anywhere For You il Nostro alterna sorrisi a esternazioni di sofferenza interiore e momenti di leggerezza e socialità ad attimi di cupa introspezione IL TUTTO indossando un completo da cricket IN SPIAGGIA.

scusaseèpoco

CIAO.

Stressarsi alle terme è facile se sai come farlo

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(Il testo di questo post non è giustificato perché sto scrivendo dall’app di WordPress e l’app di WordPress come sappiamo FA PENA)

COSA PORTARE:

Anche se sai che hai bisogno solo del costume perché tutto il resto te lo daranno in loco TU alle terme dovrai necessariamente portare uno zaino da montagna contenente:

  • DUE COSTUMI, uno intero e uno a due pezzi. Sì lo so alle terme è meglio mettersi il costume intero perché nelle vasche idromassaggio il bikini ti finisce da tutte le parti MA: e se poi tutte hanno il due pezzi e tu sei l’unica che fa la signora col costume intero? Meglio avere un’alternativa e complicarsi la vita inutilmente
  • LA CUFFIA perché tua mamma ti ha detto che forse serve la cuffia e anche se tu non credi che la cuffia sia necessaria e comunque la cuffia la detesti TU la cuffia te la porti lo stesso perché è sempre meglio avere un’alternativa e complicarsi la vita eccetera
  • LE CIABATTE anche se sai benissimo che te le daranno alle terme (perché è sempre meglio avere un’alternativa e complicarsi eccetera)
  • DUE ELASTICI perché sai già che tra cascatelle, idromassaggi, sauna, cazzi e mazzi uno lo perderai sicuramente e comunque sempre meglio avere un’alternativa eccetera
  • LA CREMA IDRATANTE anche se la crema te la daranno alle terme – ma giunti a questo punto anche i sassi avranno capito che è sempre meglio avere eccetera
  • VARIE ED EVENTUALI. L’importante è lasciarsi guidare dalla nostra massima (non so se la conoscete: “È sempre meglio eccetera”)

COSA FARE QUANDO SEI A MOLLO NELLE VASCHE:

  • Andare a sbattere contro i bordi delle vasche
  • Andare a sbattere contro i gradini nelle appunto vasche
  • Andare a sbattere contro le persone nelle, come dicevamo, vasche
  • Inghiottire un po’ di acqua per sbaglio e temere il sopraggiungere 1) Di un attacco di diarrea 2) Della morte 3) Di entrambe le cose in ordine sparso
  • Cadere dalla scaletta
  • Perdere il primo elastico

COSA FARE QUANDO SEI NELLA SAUNA:

  • Fissare insistentemente la porta pensando “Non bloccarti”
  • Fissare insistentemente il pulsante antipanico
  • Fissare insistentemente le persone che escono pensando 1) “Ti invidio fratello” ma anche 2) “HAI DOVUTO CEDERE EH, SFIGATO? FACEVA TROPPO CALDO PER TE, VERO? AHAHAH SONO LA MERAVIGLIOSA REGINA DEL FUOCO” e pure 3) Entrambe le cose
  • Perdere il secondo elastico

COSA FARE QUANDO SEI NELLA SALA RELAX:

Nella sala relax puoi anche non fare nulla MA è importante che ti interroghi su (almeno) due dei seguenti spunti di riflessione:

  • HO FAME
  • HO SETE
  • HO FREDDO
  • HO L’ACCAPPATOIO BAGNATO
  • ECCO LO SAPEVO DOVEVO PORTARMI DIETRO IL TELEFONO ORA NON SO NEMMENO CHE ORE SONO
  • HO SBAGLIATO TUTTO NELLA VITA?
  • TANTO MORIREMO TUTTI. T U T T I

CIAO.