Landlord e Sofferenza

Avevo assunto la mia tipica Posizione da Scrittura (che per ragioni di licenza poetica descriverò così: seduta al mio scrittoio, la testa pensosamente inclinata, lo sguardo rivolto all’orizzonte, una mano sul mento, l’altra adagiata elegantemente sulla tastiera del computer) (=sul divano, con le gambe accavallate in una posizione che è stata spesso definita come “MA COME FAI A STARE COMODA IN QUESTO MODO”).

Avevo assunto la mia tipica Posizione da Scrittura perché sentivo la necessità di scrivere un comizio contro il nostro attuale landlord (ora sono cresciuta e mi sono resa conto che inserire parole a caso in inglese in un post scritto in -più o meno- italiano fa un po’ tamarro, ma “landlord” conferisce al discorso quel tocco drammatico stile Guerra delle due Rose che “padrone di casa” non riesce assolutamente a dare).

Il nostro attuale landlord vive nel palazzo dietro al nostro ma si è palesato a noi solamente due volte in due anni. Voi direte “Vabbè, l’importante è sapere che potete comunicarci comodamente in caso di bisogno”, io assumerò un’espressione benigna e vagamente paternalistica ripensando a tutte le volte che ho provato a chiamarlo nell’ultimo mese per sapere se intendeva rinnovare il contratto o no (alla fine ce l’ha rinnovato. Il contratto scadeva venerdì scorso e abbiamo avuto la conferma due giorni fa. A posto, dai).

Avevo assunto la mia tipica Posizione da Scrittura perché sentivo la necessità di scrivere un comizio contro il mio attuale landlord, ma poi mi sono presto resa conto che negli ultimi quattro anni e mezzo ho avuto a che fare con individui ben peggiori.

Non sto pensando al landlord della Casa ad Hammersmith, che è sempre stato gentile e disponibile e una volta che si era rotta la porta di casa si è precipitato in loco con una scala ed è entrato dalla finestrella basculante del bagno al secondo piano per garantirci l’accesso.

Non sto pensando alla landlady del Cocoon a Shepherd’s Bush, anche se era abbastanza strana e una volta, quando le ho detto che la porta di casa stava iniziando a rompersi (giuro: non vado in giro a scassare porte, è stato il Destino), ha 1) Insinuato che l’avessimo fatto apposta 2) Cercato di ripararla lei stessa, rompendola poi del tutto.

Non sto pensando all’agente che gestiva la Comune senza la Gente a West Ken per conto di un landlord fantasma, anche se la nostra permanenza in quel luogo è stata, per dirla con un termine elegante, problematica (non vi ho ancora parlato dell’incendio perché ai tempi non volevo farvi preoccupare, ma c’è stato un incendio) (da questa lista sta emergendo un ritratto poco lusinghiero di me come inquilina, quindi per chiarezza aggiungo che il suddetto incendio è avvenuto nell’appartamento sotto al nostro) (non ci siamo fatti male, grazie per l’interessamento), insomma, dicevo, è stata problematica e l’atteggiamento strafottente dell’agente del fantasma non ha aiutato ma proprio per un cazzo. Quando ce ne siamo andati l’agente del landlord fantasma ci ha restituito il deposito in contanti. Specifico: in pezzi da 10, 20 e 50 pound e no, non sto scherzando. TBS se hai ancora la foto mandamela perché IL MONDO (=voi) DEVE SAPERE.

Sto pensando al Duo delle Meraviglie: IL NANO MALEFICO E LA M.R. I nomi altamente offensivi sono dovuti al fatto che A) Ero giovane e indelicata B) Erano due bastardi (Edit: ho censurato il nome di lei perché era veramente troppo).

Come i fedelissimi (= Marta e TBS) si ricorderanno, la M.R. ci subaffittava la Stamberga di East Acton per conto del Nano Malefico. Esporre tutti gli eventi è impossibile (se ci tenete basta digitare “M.R.” o “Stamberga” nella barra di ricerca del blog), quindi per comodità mi limiterò ad esporre solo i punti salienti:

  • La Stamberga, come il nome lascia del resto intuire, FACEVA SCHIFO. Situata di fronte ad una prigione, in una via famosa per un massacro avvenuto nel 1966, vecchia, sporca, disordinata, fredda. Però Marta ed io eravamo giovani e ingenue (= sceme) e le volevamo bene.
  • La M.R. ha subaffittato la Stamberga a settembre, SAPENDO GIÀ che il contratto scadeva a dicembre e che il landlord non aveva intenzione di rinnovarlo perché voleva fare dei (decisamente necessari) lavori di ristrutturazione.
  • La M.R. ci ha comunicato che dovevamo sloggiare solo due settimane prima della scadenza del contratto e, non paga, si è trattenuta gran parte della caparra dicendo, tra le altre cose, che avevamo lasciato la casa SPORCA.
  • Come ho già detto prima, ora non posso raccontare tutti gli Eventi, ma vi basti sapere che, quando ne abbiamo preso possesso, la Stamberga era talmente sporca che abbiamo passato due settimane a pulirla prima di (non solo metaforicamente) gettare la spugna.
  • Sono passati più di quattro anni ma mi è salito il nervoso quindi ora lo sfogherò sbraitando cose apparentemente a caso, ma che in realtà sono connesse da un filo rosso di Dolore che ora non ho tempo/voglia di dipanare e quindi AAAAAAAAAAAAAH ERBA ALTA NEL CORTILEEEE MORDOOOR RAGNIIII MATERASSI IN GIROOO SCHIFEZZEEEEEEEEEEEEE TERRAAAAAAA AAAAAAAAAAAH E TU HAI DETTO A NOI CHE LA CASA ERA SPORCAAAAAAAAAHHHHHH

Ciao.

Ma anche: AAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH

vendettavera_o_GIFSoup.com

stamberga
Capanno shabby chic nel cortile della Stamberga.
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