Noi (cioè io) che facciamo i finti disinvolti al gate

Al gate dell’aeroporto si possono trovare due tipi di persone: quelli che si mettono in fila sei ore prima del dovuto e quelli che rimangono comodamente seduti mentre si guardano intorno con disprezzo e aria di superiorità.

Poi ci sono quelli che comprano il posto e l’imbarco prioritario – ma oggi non parleremo di loro.

Poi ci sono quelli che rimangono seduti fino all’ultimo e alla fine saltano la fila perché evidentemente loro sono super svegli e gli altri sono tutti scemi – ma oggi non parleremo di loro – anche se la tentazione di inveire per altri sei paragrafi è forte.

E POI CI SONO IO O COMUNQUE QUELLI COME ME – e oggi parleremo di loro, perché se non parliamo di me nel mio Spazio non so dove possiamo farlo.

Io, o comunque quelli come me, insomma noi, vorremmo molto correre a piazzarci in fila nel preciso istante in cui arriviamo al gate, in quanto

  1. È risaputo che se il volo è pieno (come il 99.9% dei voli Easyjet da Milano Malpensa a Londra Gatwick) i bagagli a mano dei passeggeri che si imbarcano per ultimi vengono messi in stiva e noi non vogliamo mettere il nostro bagaglio in stiva perché l’idea di mettere il bagaglio in stiva stringe i nostri teneri cuori in una morsa di terrore cieco quanto deciso e rappresentato in maniera suggestiva da queste sei righe quasi totalmente prive di punteggiatura e caratterizzate dalla ripetizione ossessiva dei termini BAGAGLIO e STIVA.
  2. BAGAGLIO
  3. STIVA
  4. È risaputo che se i passeggeri che si imbarcano per ultimi riescono a portarsi dietro il bagaglio poi fanno comunque una fatica immonda a trovare uno spazio libero nelle cappelliere (APRO PARENTESI: QUESTO NON PER COLPA MIA visto che A) Tendo ad occupare il minimo spazio possibile e metto sempre cappotto e borsetta aggiuntiva/sacchetto del duty free sotto il sedile davanti a me B) Sono imbecille ma anche adorabile).
  5. BAGAGLIO
  6. È risaputo che se ti agiti per un nonnulla ti agiti pure a rimanere fermo mentre i tuoi compagni di volo si imbarcano allegramente.
  7. STIVA

Va anche detto però che io, insomma noi, non osiamo metterci in fila nel preciso istante in cui arriviamo al gate perché, diciamocelo, si tratta di un gesto un po’ da sfigati (specialmente se mancano novantadue minuti all’imbarco) e noi temiamo un sacco il giudizio dei tizi cool che rimangono seduti mentre intorno a loro si dispiega il caos.

 RICAPITOLANDO

Io, cioè noi, invidiamo con forza sia lo schieramento Cazzo me ne frega 1 (Cazzo me ne frega se mi imbarcano il bagaglio o se non trovo posto nelle cappelliere, io non ho nessuna intenzione di stare in piedi per due ore) sia la squadra Cazzo me ne frega 2 (Cazzo me ne frega se sembro uno sfigato, io non ho nessuna intenzione di rimanere seduto per due ore mentre quelli che si imbarcano prima di me occupano tutto lo spazio disponibile sull’aereo).

Io, cioè noi (forse però adesso potrei anche lasciar perdere il plurale, visto che non credo che esistano altre persone ridotte così male) arriviamo al gate e ci sediamo ostentando tranquillità. Allo stesso tempo, però, studiamo attentamente i movimenti di quelli che si mettono in coda, scuotendo ripetutamente la testa e alzando le sopracciglia con aria interrogativa (atteggiamento che significa “Ma tu guarda questi scemi” e anche “Come vorrei essere una di loro”). Io, cioè noi, cioè io, rimango seduta a portare avanti questo teatrino fino al Punto di Non Ritorno (di solito quando la fila diventa troppo lunga per continuare ad essere ignorata), Punto di Non Ritorno in cui mi alzo lentamente e vado a mettermi in fondo alla fila (PERCHÉ IO LE FILE NON LE SALTO OK? NON LE SALTO. IO), cercando comunque di mantenere la dignità e compostezza che sempre mi contraddistinguono.

plane-anxiety

Cosa c’entra questa foto con quanto scritto fino ad adesso? NIENTE (se escludiamo il fatto che il mio comportamento al gate tradisce una certa inclinazione all’ansia). Per dare una parvenza di senso a questa scelta decorativa ora citerò quello che una persona molto saggia (me) ha scritto tempo fa sull’argomento Paura di Volare.

Evitate affermazioni tipo “Eh ma dai è più probabile fare un incidente in macchina che finire in un disastro aereo” o “Eh ma dai è più probabile vincere la lotteria che finire in un disastro aereo”. PUNTO UNO, secondo te io non ho paura di andare in macchina? O in autobus? O in monopattino? CERTO CHE SÌ, TESTA DI CAZZO (scusate il turpiloquio, voialtre anime gentili). PUNTO DUE, vincere la lotteria sarà anche più probabile MA IO NON L’HO VINTA NONOSTANTE ABBIA PURE COMPRATO UN BIGLIETTO (n.b. l’anno scorso mi sono incazzata perché non l’avevo vinta e poi ho realizzato che non avevo nemmeno comprato il biglietto) E MI SIA PURE SCIROPPATA UNA PUNTATA DI AFFARI TUOI CON FLAVIO INSINNA DALLA DURATA DI TRE ORE E MEZZA TRE ORE E MEZZA ma c’erano Mimì Augello e Catarella ad aprire il pacco della Sicilia quindi ok.

Ciao.

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14 pensieri su “Noi (cioè io) che facciamo i finti disinvolti al gate

  1. 😂 sono così anche io però mi vado a mettere in fondo alla ormai lunga fila un attimino prima che si raggiunga il punto di non ritorno, con la valigia ben attaccata al mio corpo come per dire “siamo una cosa sola, non la mollo!!!” 😅

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    • Non sono solaaaaa meno male! Dovrebbero creare una fila apposta per quelli come noi un po’ titubanti, un po’ che non vogliono infastidire nessuno, un po’ che non vogliono assolutamente mollare la loro valigia

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  2. Io son di quelli che si mette in fila davanti a tutti con anticipo perché detesto la fila per principio e perché non voglio rotture di scatole per sistemare il bagaglio, più che altro perché quando non entra nella cappelliera corrispondente al tuo posto, mentre tu fai tentativi per incastrarcelo arriva la hostess che te lo strappa di mano e te lo mette in coda all’aereo.

    Una volta, ma ero inesperto ancora di viaggi, mi trovai che le mie cose erano sparse lungo l’aereo. Dallora mai più. E faccio il check in online e mi scelgo i posti corridoio per alzarmi subito e poter prendere le mie cose.

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    • Anche io detesto l’idea di avere le robe sparse per tutto l’aereo e di arrivare al mio posto per trovare la cappelliera invasa dalla roba degli altri, quindi capisco molto di più te che le persone che si mettono in fila per ultime 😀 Poi vabbè, io il posto di solito non lo prendo, però ammetto che quando capito nel posto corridoio prendere la mia roba e fuggire prima degli altri non mi dispiace affatto.

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  3. Anche io sono una passeggera che attende seduta con un occhio e un orecchio teso a controllare la situazione… una volta in piedi inganno tempo leggendo, ma con il tempo sono diventata una di quelle passeggere che si posiziona tra le categorie FALCO IN ATTESA e CAZZO ME NE FREGA 2 quindi attendo in fila SEDUTA PER TERRA (si, LA classe)..

    Una volta il passeggero in fila dietro di me è stato il primo a ricevere la TARGHETTA DELL’INFAMIA “Bagaglio da imbarcare”… non ti dico la goduria.

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    • Mi sta venendo un forte dubbio: non è che tutti quelli che stanno seduti in apparente tranquillità in realtà stanno controllando attentamente la situazione, pronti a balzare appena la fila diventa troppo lunga? (emoticon con mano sul mento)

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