Come eravamo: Deptford High Street

Quelli che seguono questo Spazio da più tempo (cioè TBS, Marta, Corgi ed io) si ricorderanno di PEDRO.

Riformulo: almeno un quarto delle persone che seguono questo Spazio da più tempo si ricorderanno di PEDRO, ossia di quella volta in cui Marta ed io, impegnate nella ricerca del nostro primo alloggio a Londra, siamo capitate in una zona super malfamata (o almeno, nella mia spocchia innocenza, così mi sembrava) della città.

La vicenda di PEDRO è narrata in uno dei miei primi post: FIFTY SHADES OF PEDRO (già da qui si poteva intuire il mio talento esuberante nella scelta dei titoli). All’epoca scrivevo in maniera molto più sintetica di adesso, quindi è probabile che il riassunto del post che sto per proporvi sarà più lungo del post stesso: problemi vostri.

FIFTY SHADES OF PEDRO: UN TENTATIVO DI RIASSUNTO MA ANCHE DI ARRICCHIMENTO

La vicenda di Pedro si è svolta immediatamente dopo la nostra visita alla Stamberga di East Acton (che sarebbe diventata la nostra casa fino a dicembre). Dopo aver visto la Stamberga io non ero convinta (PERCHÉ FACEVA SCHIFO E AVEVO RAGIONE); Marta (e pure Corgi, in qualità di consigliera/life coach) hanno esercitato delle becere pressioni su di me dicendomi “Ma guarda che a Londra le case sono tutte così, la Stamberga non è così male” (E AVEVANO TORTO). Alla fine il compromesso è stato raggiunto: saremmo andate a vedere una casa in una zona diversa della città. La casa in questione era la Casa di Pedro vicino New Cross.

La Casa di Pedro era talmente offensiva alle norme di igiene, gravità, senso comune e decenza umana che appena uscite abbiamo deciso che la Stamberga era la Risposta, e che New Cross era una zona da evitare per sempre (poi siamo finite a vivere in una catapecchia con vista sulla prigione Wormwood Scrubs, ma questo non è il momento di perderci in chiacchiere nostalgiche).

Torniamo a noi

Oggi, novembre 2016, io abito vicino a Canada Water e Marta abita vicino a Greenwich, entrambe a dieci minuti da New Cross. Sono andata un paio di volte in pellegrinaggio a New Cross e a New Cross Gate nel tentativo di capire quale fosse la zona che mi aveva traumatizzato così tanto all’epoca. Mesi fa, l’illuminazione: la Casa di Pedro si trova(va) in DEPTFORD HIGH STREET.

Deptford High Street non è il luogo più attraente di Londra, ma non è nemmeno il buco di caos e perdizione che mi era sembrato quattro anni fa. Sono cambiata io? È cambiata la zona? Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma?

Deptford High Street è uno di quei posti che le guide turistiche amano definire come “lively”, “authentic”, “unique” (ho già detto che nella maggior parte dei casi questo significa SCAPPARE VELOCEMENTE). Nella lunghissima ricerca su Google (3 minuti) che ha preceduto la stesura di questo post ho trovato due articoli di roba interessante da fare/vedere in questa via (1 e 2). Siccome sono una bestia non ho ancora provato nessuno dei localini consigliati e non sento il fascino del tanto decantato mercatino delle pulci, ma ci devo tornare, anche perché ho appena letto che Christopher Marlowe è sepolto lì vicino (prossima idea per una gita socioculturale da sottoporre, ossia imporre, a TBS, Marta e Charlie).

Cosa scrivi a fare un post su Deptford High Street se non sai una mazza della zona?

Per due motivi:

  1. Per dire che credo (ma non sono sicura) che la casa di Pedro si trovi al numero 219, sopra ad uno Star Jerk Hut. Non si tratta di un kebabbaro come – probabilmente per  pigrizia letteraria o licenza poetica – avevo scritto nel 2012, ma tutto il resto coincide.
  2. E per dirvi che, quando andrete a Deptford High Street a vedere Christopher Marlowe o il mercatino delle pulci e i localini che io, essendo appunto una bestia, non ho ancora avuto modo di apprezzare, dovete prestare attenzione alla cosa più interessante della via (a parte la casa di Pedro), ossia questo murale molto bello che si trova all’incrocio con Giffin Street:
img_20160420_155941
His and Hers mural (Artmongers, 2002). Foto di qualche mese fa – ovviamente nel 2012 non ci avevo fatto caso.

Ciao e prego.

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4 pensieri su “Come eravamo: Deptford High Street

  1. E un bel murale.
    Forse nel 2012 faceva pena davvero la zona. Poi si sa come vanno queste cose, basta un migliaio di fissati per la fotografia, per il vintage e per i baffi incolti ed ecco che i quartieri malfamati delle periferie diventano “lively”, “authentic” e “unique”. Scommetto che è andata esattamente così!

    Piace a 1 persona

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