Castori, marmotte e l’ineffabile vulnerabilità della nostra esistenza

L’altro giorno cercavo immagini di castori su Google, così, per diletto. Tra le immagini mi è apparso ciò:

marmotte_cure_dent
Per ovvie ragioni estetiche era necessario che la salvassi

Sono rimasta a cullarmi nello sciabordio della mia beata ignoranza fino a stamattina, quando mi sono svegliata con questo Interrogativo:

E SE INVECE DI ESSERE UN CASTORO SI TRATTASSE DI UNA MARMOTTA?

GOOGLE MI HA MENTITO SAPENDO DI MENTIRE?

CHE SENSO HA LA NOSTRA VITA?

STIAMO VIVENDO VERAMENTE?

IL CASTORO SA DI ESSERE SIMILE ALLA MARMOTTA E, ALLO STESSO TEMPO, MENO CARINO DI LEI?

castoro
CERTO CHE LO SO, IMBECILLE

Queste importanti Riflessioni ci portano alla mente traumi mai del tutto sopiti nei meandri delle nostre coscienze, e sì, mi sto riferendo a quel drammatico momento in cui ho scoperto che il lama e l’alpaca sono due animali diversi.

Ora, come allora, ci rifugiamo nell’unica soluzione possibile e cioè

(notiamo, per favore, come il sapiente passaggio da singolare a plurale coinvolge anche voi in questo Dramma che, prima del sapiente passaggio illustrato nella riga precedente, era solo ed esclusivamente mio)

Soluzione

Accettiamo il fatto che ci troviamo di fronte all’ennesimo Motivo per il Quale ci Sentiamo Particolarmente Vulnerabili (Dove con Vulnerabili Intendo “Scemi”) e andiamo a consultare la Lista dei Rimedi che, mesi fa, ho stilato con la nobile intenzione di combattere questo sentimento di inadeguatezza.

Per chi non si ricordasse la Lista (ossia tutti quanti, me compresa), eccola:

Lista di Rimedi per Quando ti Senti Vulnerabile (e con “Vulnerabile” intendo “Scemo”)

  1. Ascolta la sigla di SuperQuark e fai finta di essere la star di un documentario a te dedicato (e con “star” intendo “animale molto stupido ma anche telegenico in modo bizzarro”).

La lista ha solo una voce perché A) Viviamo in un mondo fondamentalmente ingiusto B) Mi ero scocciata di scrivere – ma, che fortuna, oggi mi sento pronta a rimpinguare il Verbo e dunque proseguiamo con gli

Altri Rimedi per Quando ti Senti Vulnerabile (e con “Vulnerabile” intendo “Scemo”)

  1. Ascolta la sigla di SuperQuark perché, seriamente, era un ottimo consiglio.
  2. Vestiti da sportivo e fai il giro dell’isolato facendo dei movimenti tipo stretching e guardandoti intorno con aria soddisfatta: le persone penseranno che sei reduce da 20km di corsa e ti guarderanno con grande rispetto (questa roba l’avevo già scritta da qualche parte, ma devo riproporla perché è l’idea più luminosa da me partorita in questo Anno Domini 2016. Vi lascio immaginare le altre).
  3. Guarda con sufficienza mista a compassione mista a paternalismo persone che compiono atti discutibili (ma solo quando tu sei perfettamente conscio di essere il primo a compierli). Non mi sono spiegata bene? Non mi sono spiegata bene. AD ESEMPIO: come ormai tutti sanno passo davanti al Greenland Dock mediamente due volte al dì e, 9 volte su 10, non riesco a evitare di scattare una foto. Saranno i palazzi che si riflettono nell’acqua, saranno i pennuti che si riflettono nell’acqua, sarà il cielo che si riflette nei palazzi e nell’acqua, saranno i miei occhi cerulei che si riflettono nel cielo, nei palazzi e nell’acqua, saranno anche cazzi miei  – chiusa che ricorda molto il famoso spot con Raz Degan ma che, ahimè, non è valida per questo discorso, in quanto se io scatto le foto ma poi le posto su Instagram o altro social media i cazzi diventano anche vostri. DICEVO: 9 volte su 10 scatto una foto, mentre la restante volta guardo con sufficienza mista a compassione mista a paternalismo le altre persone che scattano fotografie nello stesso punto.
  4. Trova il senso della tua vita, ma non il Senso vero con la S maiuscola: trova un senso più facilmente gestibile. Il senso della mia vita, ad esempio, è creare una coperta a quadratoni in uncinetto. In realtà non so fare una mazza con l’uncinetto, quindi il senso gestibile della mia vita è, ad essere sinceri, abbastanza ingestibile; questo però mi rassicura, perché significa che la mia vita avrà un senso per i prossimi 54 anni almeno. Quando riesci a compiere l’atto che dà senso (gestibile) alla tua vita, possibilmente trovane un altro e non lasciarti morire come fanno gli elefanti quando vanno non ricordo dove. Grazie.
I Care:  Jerry Dillon
HATERS GONNA HATE
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6 pensieri su “Castori, marmotte e l’ineffabile vulnerabilità della nostra esistenza

      • No no, per l’uncinetto basta un uncinetto, ma io non lo so usare 😦 non so neanche lavorare a maglia 😦 e invece DA ANNI sogno di tessere roba con un telaio ma poi chiedo “e poi che me ne faccio di roba intessuta con un telaio??” e ora ho finalmente trovato LA RISPOSTA

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        • Ci fai IL SENSO DELLA VITA! Grazie per il chiarimento, mi stavo già preoccupando. 😅 io possiedo un uncinetto e mi ricordo che anni fa avevo provato a produrre qualcosa. Risultato: una striscia. (Però molto elegante). Ho più successo con il lavoro a maglia, dove almeno una sciarpa la so fare (ma mi fermo lì). Vorrei anche ricamare scritte passive aggressive, ma ho visto che ora sta andando di moda e la cosa mi turba (in realtà non saprei farlo visto che ho la manualità di una pagoda ma fingiamo che il problema sia quello)

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