Parliamo di cose importanti

Ho capito qual è il punto debole della mia Narrazione degli Eventi di quella mirabolante giostra che è la mia Vita (iniziamo già alla grandissima ripetendo due volte l’aggettivo “mia” nella stessa riga).

Non so comunicare le notizie, ossia gli Eventi, ossia le cose che mi succedono.

Questo ci pone di fronte a due non trascurabili Problemi:

  1. Come fa questa ad essere una Narrazione di Eventi se non sono in grado di Narrare gli Eventi?
  2. La finiamo con queste Lettere Maiuscole messe Alla Cazzo?

Il problema 1., inoltre, si collega con leggiadria ad un altro j’accuse spinoso che viene molto spesso rivolto alla mia persona, e cioè “NON TI SAI VENDEREEEEEE CIOÈ INTENDO CHE NON TI VALORIZZIIII QUANDO PARLIII CHE SEI SEMPRE LÌ A BUTTARE GIÙ QUELLO CHE FAAAAAI”.

Ragazzi.

Lo penso solo io o le persone che sanno vendersi, che si valorizzano quando parlano, che riescono a presentare nella giusta luce ogni cosa che fanno NON sono persone gradevoli?

Eh?

Lo penso solo io?

Dunque.

Passiamo agli aggiornamenti di dovere, ed è con timida letizia, nonché con un delicato invito a ricordare la mia inabilità a Narrare gli Eventi e la mia risposta al j’accuse ad essa collegato che vi comunico che SBAM sono tornata studentessa.

In realtà il verbo “tornare” non è particolarmente calzante, in quanto supporrebbe l’esistenza di un’esperienza identica o simile a quella che sto vivendo adesso, e quella che ho già vissuto NON è assolutamente ma proprio MAI nella vita lontanamente paragonabile a quella in cui mi trovo ora.

Siccome a rileggere le ultime tre righe prodotte mi viene voglia di tirarmi un ceffone da sola LA FACCIO BREVE.

(Prendere nota: se non sapete se usare o meno una virgola ALTERNATE MINUSCOLO E MAIUSCOLO CON NONCHALANCE e il lettore capirà che in quel punto del discorso CI VA UNA PAUSA anche se non marcata come quella contrassegnata APPUNTO da una virgola)

Allora dunque praticamente sto frequentando un MA, che è tipo una nostra laurea magistrale in discipline umanistiche, in un’università qui a Londra (fun fact: la stessa università frequentata da Corgi nel 2013 e che all’epoca avevamo goliardicamente definito come Hogwarts, levati – ma non lo stesso MA, altrimenti l’effetto Neurone Unico* avrebbe rasentato il patetico). Studio un misto tra letteratura inglese-storia della stampa-biblioteconomia, che ai più suscita l’effetto Sguardo di terrore misto ossimoricamente a noia + “AH BEH! Se piace a te allora ok” (CERTO CHE MI PIACE IMBECILLE, SE AVESSI DECISO DI FARE QUALCOSA CHE NON MI PIACE TI AVREI CHIESTO DI ANDARE A CONVIVERE), ma che, fidatevi, è molto bello.

Non vi sentite meglio ora che questa Notizia è stata disvelata e che d’ora in poi potrò aggiornarvi su quello che mi accade quando sono in università senza dovervi prima spiegare del PERCHÉ io sia in università?

So che adesso volete che vi racconti dei miei 14 compagni di corso, coi quali, ve lo dico incidentalmente perché è un po’ come dare un calcio in culo a tutte le persone che nel corso degli anni mi hanno bollato come “Poverina fa fatica a relazionarsi con gli altri”, non ho avuto problemi a fare amicizia. Questo se escludiamo i primi terrificanti 16 minuti del giorno 1, in cui sono entrata in classe dopo avere passato una notte insonne a pianificare un outfit che trasmettesse le seguenti sensazioni: A) Questa ragazza è veramente simpatica e divertente, B) Ma anche parecchio intelligente (nel caso vi interessasse: jeans e camicia a quadri, AKA un allegro – e intelligente – boscaiolo), insomma, dicevo, sono entrata in classe e mi sono resa conto che UNDICI persone su quindici INDOSSAVANO ROBE A QUADRETTI.

So che adesso volete che vi racconti dei miei 14 compagni di corso, ed è per questo che concluderemo il post odierno occupandoci di GEORGE ABBOT (1562-1633), arcivescovo di Canterbury dal 1611 al 1633, anno in cui è APPUNTO morto.

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Hey it’s me, George.

Nel 1621 Abbot stava cacciando con degli amici in allegria, quando per sbaglio, ops, uccide il guardacaccia (o guardiacaccia). In seguito a questo sfortunato incidente Abbot viene via via sempre più isolato dal Giro di Quelli che Contano, i quali però AVEVANO CAPITO che l’ammazzatina effettuata da Abby era involontaria.

Abby, inoltre, pagò ogni anno 20 pound alla vedova del guardacaccia (o guardiaeccetera) e la incluse pure nel suo testamento. E digiunò una volta al mese in segno di penitenza. Fino alla sua morte.

Oggi non ci soffermiamo sulla labile concordanza tra i tempi verbali da me usati, bensì dedichiamo i nostri pensieri a tutti coloro che, come Abby, vivono la propria vita con impegno per poi essere ricordati, 400 anni dopo, come “Dopo Richard Bancroft → G. Abbot, uccide il gamekeeper per sbaglio → sfigato → viene isolato” (dai miei appunti di giovedì scorso).

E dedichiamo i nostri pensieri anche a Peter Hawkins, guardacaccia (o guardiacaccia) freddato erroneamente da George Abbot, “L’unico arcivescovo di Canterbury ad avere ucciso una persona” (cit. Wikipedia) nel 1621.

Ma scopro solo ora che Abbot è sepolto a GUILDFORD!!!! LARA MI CI DEVI PORTARE DEVI ASSOLUTAMENTE!!!

*Neurone Unico: sindrome che ha portato Corgi, Marta, Marta B, Cami e Me stessa a frequentare gli stessi identici corsi durante la laurea triennale, prima di scoprire che “Eh ma ci vanno le mie amiche” non è l’unico criterio valido di scelta dei corsi da seguire.

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20 pensieri su “Parliamo di cose importanti

  1. Comunque brava perchè non ho mai trovato il tempo per lavorare e andare all’università (sono troppo schiava dei miei hobby, checcevuoifà), quindi COMPLIMENTONI e buono studio, adesso diventerò sempre più acculturata grazie ai tuoi FUN FACTS sulla storia inglese. ❤

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    • Ecco vedi il “brava” NON me lo merito assolutamente: ho (ehm) tralasciato di menzionare che ho dovuto lasciare il lavoro alle uniformi perché non ce la facevo a fare entrambe le cose (ho scelto di fare il corso full time, un anno, e non part time). Quindi adesso cerco un qualcosa part time giusto per raggranellare un po’ di ca$h

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  2. Ma che plot twist! (si dice così, dalle tue parti?)
    Latandi passa dal lavoro in un negozio di uniformi allo studio di letteratura inglese- storia della stampa- non ho ben capito di che si tratta e si ritrova in una stanza a quadri con gente in camicia, o con gente a quadri in camicia, o con una stanza a quadri su gente o LA SMETTO (visto che ora so usare le maiuscole? Ci ho preso gusto, grazie a te, e non ho dovuto punteggiare perché era uno stacco piuttosto chiaro… NON COME QUESTO!)
    Ok, oltre ad imitarti farò di più: ti chiederò di espormi in poche, semplici parole come mai hai deciso di farlo, ma senza mettere in crisi i tuoi nuovi ideali.
    Sono infine lieto di aver udito la, ahimè, non molto lieta ma altresì avvincente novella del povero arcivescovo di Canterbury e delle sue disavventure. Che curiosa sventura!

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    • EH! IL MAIUSCOLO È MOLTO BELLO ok basta. Ma sai, ho studiato storia fino a 3 anni fa e poi dopo la magistrale ho mollato, un po’ perché totalmente sfiduciata riguardo al FUTURO, un po’ perché studiare gente morta accentua tantissimo lati del mio carattere che mi spaventano (asocialità / ossessività per storie tipo quella della buonanima dell’arcivescovo). Però adesso mi è tornata voglia, e infatti ora sono avvolta in un plaid mentre faccio forsennate ricerche su una profetessa che nel ‘600 ha predetto la morte di suo marito e poi l’ha (penso) ucciso. Il mio futuro è luminoso CIOÈ BUIO.

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  3. OMG. Cioè, Tandi, ma le coincidenze!? Torno a studiare anch’io. Cioè, troooooppo assurdo! – scusa, la notiza di BSB e Spice insieme mi ha momentaneamente traslato in una serie tv per adolescenti del ’99.
    Siccome capisco il tipo di reazione di fronte alla dichiarazione del corso di studi seguito (sono geografa. … minuto di silenzio), ti do un cinque alto seguito da un abbraccio con patpat sulle spalle.
    Non vedo l’ora di scoprire nuove mirabolanti avventure di tutti quei tizi inglesi morti e ricordati per gli unici errori commessi in vita loro.

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      • Sono in fase entusiasmo, quindi in fase “studio matto e disperatissimo”. Per non far tramortire l’entusiasmo mi sono buttata subito su antropologia sociale e geografia economica e politica, poi quando passerò a topografia e cartografia digitale ne riparliamo.
        Ma che scrivere? Devo studiare! E traslocare! E lavorare (che altrimenti il frigo piange e poi piango anch’io). Ho bisogno di un assistente.

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