Parliamo della mia notevole expertise in giochi da tavolo

Penso di avervelo già detto da qualche parte, ma ripetiamolo, ripetiamolo con lo sguardo rivolto all’orizzonte, ripetiamolo con la convinzione di chi crede nella necessità di esprimere ciò che sente nel profondo del proprio Animo, ripetiamolo con veemenza e passione: A ME GIOCARE FA UN PO’ SCHIFO.

levisaudience

No, ok, ovviamente la questione è molto più complessa di come l’ho provocatoriamente buttata giù suscitando, ne sono certa, reazioni di shock scomposto, talmente forti che forse l’immagine pubblicata non basta a rappresentarle appieno e che, forse/2, dovrei sostituirla con qualcosa tipo QUESTO:

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Ho perso il filo del discorso.

Dicevo: la questione è molto più complessa, in quanto

  1. Sono una persona dall’interiorità tremendamente sfaccettata

    robben
    E scusa se è poco.
  2. Mi piace imbastire discorsi senza senso.

Quando ero un giovane virgulto passavo molto spesso per quella che non voleva mai giocare con gli altri bambini, per trascurabili inezie quali

  • Avendo un fratello gemello e uno stuolo di cugini sempre in mezzo alle pal vicini mi sentivo abbastanza coperta per quanto riguardava il settore “interazioni coi coetanei” e, generalmente, non ero interessata a fare nuove amicizie
  • I giochi tipo bandiera, palla prigionera, eccetera, ossia attività che richiedono una certa abilità sportiva, ossia attività predilette dal 99.9% degli altri bambini, mi mettevano ansia (quello anche adesso, in realtà)
  • COFF COFF PREFERIVO I LIBRI ALLE PERSONE COFF COFF E A VOLTE ANCHE ADESSO (= magari se lo dico velocemente e tossendo si nota di meno)

Come chiaramente potete vedere da voi, INEZIE.

Adesso che sono una giovane donna di successo (…) e che sono molto più socievole di quanto non fossi una ventina d’anni fa (…) mi capita di intrattenermi in attività ludiche con gli Altri, e a volte mi diverto pure (MA CON MODERAZIONE). In fondo, lo Shame Team ha scritto le pagine più gloriose della storia dei pub quiz (sotto la voce: Sconfitte Orrende), e, sempre in fondo, la gloriosa congrega dei Ravenclaw, al mai dimenticato HP Party a casa della Stefy, ha eletto per acclamazione ME come CHAMPION della squadra (POI ABBIAMO PERSO, ma non importa ai fini della trattazione) (non ho fatto apposta a fare la rima acclamazione/trattazione e non fatemi sentire in colpa per le mie eccezionali language skills).

Bottom line: la situazione è cambiata, ma alcuni giochi si trovano ancora nella mia personale lista di ANCHE NO – MAI NELLA VITA – MA STIAMO SCHERZANDO?! Segue sintetico elenco esplicativo:

  • Racchettoni, Beach Volley, Frisbee, eccetera – in breve, qualsiasi attività da svolgere in spiaggia che non sia “leggo un libro fermandomi ogni tanto per contemplare l’orizzonte/mangiare una fetta di anguria/immergermi con grazia nella vastità degli abissi/spalmarmi un’intera boccetta di protezione 8392”
  • Qualsiasi gioco che comporti sforzo fisico e sfoggio di (inesistenti) abilità atletiche. E sì, in questa categoria rientra anche il BOWLING, quindi, per favore, non invitatemi MAI a giocare a BOWLING, che non saprei che scusa inventarmi (“Non mi va di giocare a bowling”, del tutto inaspettatamente, non funziona) (Non penso che, dopo aver letto questo Spazio, qualcuno di voi possa sentire il desiderio di invitarmi a fare qualsiasi cosa, ma vabbè, era per finzione letteraria). Rientrano in questa categoria anche IL BILIARDINO e IL PING PONG e il MINI GOLF e il GOLF VERO e PALLA PRIGIONIERA e BALLE VARIE. Ma meglio cambiare argomento, sennò inizio ad elencare tutti i giochi che odio e poi stanotte non dormo. Ah, mi stavo dimenticando BANDIERA!!! ORRENDO. Lo so che non ho più sette anni e che le probabilità di essere obbligata dalle maestre a giocare A BANDIERA non sono molto elevate, ma che ansia.
  • RISIKO. Io lo so che Risiko è un gioco bellissimo, ma non lo capisco. E (tanto per cambiare) mi mette ansia. Giocatevi voi. Idem dicasi per
  • QUALSIASI GIOCO DI CARTE.

Ora mi rivolgo a Voi, cari e dolci amici che avete il mio stesso problema, e che magari siete approdati su questo Scritto grondante saggezza digitando su Google cose tipo “Non mi piace giocare con gli altri, sono normale?” oppure “Scuse convincenti per evitare di giocare a bowling” o anche “Quando il gioco si fa duro, i duri SI ECLISSANO perché sono duri, mica deficienti”.

Mi rivolgo a Voi ma, prima, due premesse fondamentali:

  1. SÌ, SIETE PERFETTAMENTE NORMALI. Come me. EHM. Procediamo.
  2. Se trovate delle scuse veloci per evitare una partita di bowling scrivetemele nei commenti.

Miei cari e dolci amici antiludici, durante le scorse vacanze natalizie ho sperimentato per voi diversi giochi da tavolo, individuando in ognuno di essi l’ELEMENTO ANSIA e delineando al tempo stesso, con notevole expertise (thank you), delle strategie efficaci per poter AGGIRARE questo ELEMENTO ANSIA, in modo da rendervi abili di vivere piacevoli minuti di gioco coi vostri simili umani.

Poi a una certa basta, che fanno Il diario di Bridget Jones 2 alla tele.

Miei cari e dolci amici antiludici, quest’oggi vi parlerò di due giochi che sicuramente conoscete (o forse no, vista la vostra strana MA COMUNQUE RISPETTABILE tendenza antigioco). Quest’oggi vi parlerò di Pictionary e Jenga, attività ludiche nelle quali mi sono intrattenuta durante la notte di Capodanno trascorsa a casa della mia amica Vale. Più consorte. Più gatto. Più tante altre persone perché sono socievole. A volte.

Non starò qua a spiegarvi quali siano le regole di questi due giochi, in quanto 1) Questo post sta assumendo dimensioni imbarazzanti, 2) Le regole dei giochi mi mettono ansia, 3) Esiste Google e comunque immagino che le conosciate già, come enunciato nel paragrafo precendente, 4) Dai, ve le linko: qua e qua. Prego.

PICTIONARY

Molto in breve: attività ludica dove, a turno, un giocatore deve far indovinare ai suoi compagni di squadra una parola (o un concetto, o un trattato di fisica quantistica) attraverso dei disegni.

  • ELEMENTO-ANSIA: Pictionary è, detta brevemente, un gioco crudele. L’idea di fare i disegnini è anche carina, ma vogliamo parlare dell’enorme numero di SFIDE atte ad aumentare la (già forte) rivalità tra le squadre? E la categoria “difficoltà” (COME SE LE ALTRE FOSSERO UNA PASSEGGIATA)? E l’obbligo di rappresentare cose tipo “INFLAZIONE”, “ATTACCABOTTONE”, “DOVE”?
  • SOLUZIONE: Fate come ho fatto io. Circondatevi di GENI, geni che riusciranno a capire senza troppi problemi i vostri disegnini deliranti. Una delle ragazze nella mia squadra è riuscita a indovinare “STRUMENTO MUSICALE” da una mia creazione molto simile a questa. Sarà poi anche utile concordare con i vostri compagni di squadra alcuni simboli che vi permetteranno di SCAVALCARE QUEI PERDENTI DEGLI AVVERSARI con grazia e naturalezza. Chessò, qualcosa per rappresentare l’Europa (che tanto il mappamondo 9 volte su 10 vi tocca disegnarlo). Come dite? Si potrebbe disegnare direttamente l’EUROPA, tanto non è difficile? OK.

JENGA

In pratica c’è una torre fatta di mattoncini di legno e i giocatori, invece di contemplarla in silenzio sorseggiando del tè verde, ne sottraggono un blocchetto a turno, fino a che arriva lo sfigato di turno che la fa cadere. E perde.

  • ELEMENTO-ANSIA: Il TERRORE di far crollare la torre, azione che a) Vi farà sentire prepotentemente dei FALLITI, b) Vi esporrà alla pubblica gogna.
  • SOLUZIONE: Chissenefrega di mettere in difficoltà gli avversari. Non andate a snidare i blocchetti più interessanti, quelli che minacciano l’equilibrio della torre (ma poi, può un blocchetto di legno essere interessante? Parliamone), FIONDATEVI su quelli banali, su quelli che a momenti si tolgono da soli, su quelli che “AHHH, MA COSÌ È TROPPO FACILE, DAIII”. E, nel caso doveste trovarvi in una situazione difficile, fingete un’improvviso bisogno di recarvi alla toilette e chiedete con noncuranza al vostro vicino di posto di giocare questo turno per voi.

Ora dovrei anche smettere di scrivere che si è fatta una certa.

CIAO.

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20 pensieri su “Parliamo della mia notevole expertise in giochi da tavolo

  1. un ulteriore elemento di ansia: due estati fa, gli amici con cui ero in vacanza hanno una grande idea: giochiamo a jenga musicale!
    non solo bisognava togliere i mattoncini, ma bisognava anche cantare, CANTARE una canzone a turno che iniziasse con una lettera dell’alfabeto diversa. ovviamente non si potevano cantare le stesse canzoni. quante canzoni conosci che inizino per “z”?

    per il resto quoto tutto, anche se conquistare mondi con risiko è uno dei miei passatempi preferiti.

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    • NOOOOOOO IL JENGA MUSICALE NOOOOOO speriamo che nessuno dei miei amici legga questa info altrimenti alla prossima riunione sono fregata!!
      (Comunque conoscendo tutta la discografia dei bsb magari mi salvo)
      Ma Risiko lo so che è bello, però mi mette ansia con la faccenda di elaborare strategie eccetera.. Non sono in grado 😥 ma “quoto tutto” vuol dire che anche te da bambina avevi il terrore di giocare coi tuoi simili a quei giochi tipo BANDIERA? Perché se cosi fosse saresti la prima che incontro!

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      • terrore puro. per non parlare di quando mi hanno quasi uccisa giocando a palla prigioniera colpendomi in faccia. io avevo gli occhiali.
        o il bowling, ho schiacciato più volte le dita dei piedi che i birilli.
        adesso solo qualche gioco da tavola sporadico.
        l’importante è non accettare mai a pasquetta di giocare a pallavolo. mai. per. nessun. motivo.

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  2. Quanto odio bandiera! Poi, probabilmente perché i bambini con cui giocavo erano degli stronzetti, c’era sempre qualcuno che faceva lo sgambetto mentre correvi… I giochi di carte poi! Io so giocare solo a UNO e ad un paio di giochi molto semplici, e quindi al mare, durante i tornei di scopa o scala quaranta, vengo sempre esiliata in un angolino ahaha poi partiamo dal presupposto che 1) non sono per niente competitiva ma soprattutto 2) sono incapace in qualsiasi sport. Bellissimo e divertentissimo post! (p.s. mi hai riportato alla mente quei momenti di ansia in cui sfilavo lentamente il mattoncino dalla torre… brrr)

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    • Mi si sta aprendo un mondo, NON SONO DA SOLA nella mia totale incompetenza/estraneità ludica 😀 anche io vengo esiliata durante i tornei di carte (tranne quando mi obbligano a giocare, e non ho ancora capito quale scenario mi stia più sulle palle)

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  3. ED IO CHE PENSAVO DI ESSERE UNA REIETTA.

    FANCULO I GIOCHI DI SOCIETà.

    Oddio, mi sento più leggera.

    Per la cosa della spiaggia, poi. D’ACCORDO SU TUTTA LA LINEA.
    Già fa un caldo tremendo, in più sei in un ambiente ostile dove prevale la sabbia, che tutti e dico tutti trovano irritante. Possibile che non riesci a stare sul tuo benedetto lettino tranquillo?
    FA CALDO.
    SMETTILA DI CORRERE QUI E Lì.
    RILASSATI, AMICO.
    ALTRIMENTI I RACCHETTONI SO IO DOVE INFILARTELI.

    NON RIESCO A SMETTERE DI SCRIVERE COL CAPS QUESTO COMMENTO PERCHé TIGGIURO CHE è QUELLO CHE PENSO DA UNA VITA.

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    • IO CREDEVO DI ESSERE DA SOLA
      PER 28 LUNGHISSIMI ANNI MI HANNO FATTO SENTIRE COME, APPUNTO, UNA REIETTA
      E INVECE BASTAVA FARE OUTING PER INCONTRARE I MIEI SIMILIIIIII
      Ok basta maiuscolo.
      A me la cosa che dà fastidio è il dover FARE per forza qualcosa; io dico, siamo in spiaggia, ci stiamo rilassando, ma bisogna per forza GIOCARE a qualcosa per divertirsi? E invece ci sarà sempre IL PIRLA che propone “partitina?” e la cosa triste è che LUI non passerà per rompipalle, bensì TU che non vuoi giocare e uccidi il mood!
      E la cosa triste è che credevo che passati i 10 anni nessuno mi avrebbe più obbligato a giocare, E INVECE 😀

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  4. Giocare non fa sempre schifo, per me. Tipo, in spiaggia tendenzialmente sì (anche perché ruba tempo alla lettura sotto l’ombrellone con la crema protezione 8392). Le carte mi annoiano, Risiko non ne parliamo neanche, Monopoly è il gioco del capitalismo e mi mette ansia. Però, ammetto, ho scoperto che ci sono alcuni giochi carini, tipo Carcassonne, Quattro e tendenzialmente tutti quelli che si trovano alla Città del Sole.
    Ah: “al bowling non ci vado perché è pieno di tamarri e c’è la musica demmerda”. Però io sono snob e, oltre a darti della rompipalle, ti diranno anche questo. Ma anche chissenefrega 😀

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    • Carcassonne e Quattro non li avevo mai sentiti, anzi Quattro non riesco nemmeno a trovarlo su google, è un gioco in scatola? O stiamo parlando di Forza Quattro e sto facendo una figura barbina? 😀 a me piace molto un gioco (si, alcuni giochi piacciono anche a me) che si chiama WALTER (mi piace anche il nome), è tipo Dixit ma con le parole. Non so se mi spiego.
      Testerò la scusa al prossimo invito a bowling! Al massimo si offendono e non mi rivolgono più la parola, CHE PECCATO

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  5. Mi includo senza indugio tra i “dolci amici antiludici” (terrore di giocare a bandiera: ce l’ho). Mi diverto come una pazza a fare il sudoku killer, a cui, come è risaputo, si gioca in rigorosa solitudine. Tu e gli autori dei precedenti commenti: vi adoro. 😀

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    • MA SIAMO UN ESERCITO! Io qua nei commenti ne conto già quattro-quattro e mezzo (poi va beh. ognuno si trova a un grado diverso di rifiuto del gioco, quello che conta è RIFIUTARE). Vorrei solo poter tornare indietro nel tempo e scuotere con veemenza la me seienne e dirle NON SEI SOLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA ZIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA! Creandole un trauma non da poco ma ne varrebbe la pena.

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