Una breve quanto commovente denuncia

Allora.

È il terzo Halloween che trascorro a Londra.

È il terzo Halloween che mi reco nei supermercati più di qualità del circondario (POUNDLAND E POUNDWORLD – DOVE TUTTO COSTA UN POUND) a fare scorta di caramelle e dolciumi vari.

È il terzo Halloween che NESSUN BAMBINO SI DEGNA DI VENIRE A BUSSARE ALLA PORTA DI CASA MIA.

(A dire il vero il primo Halloween Marta ed io, dopo aver atteso per ORE, ci siamo ritrovate a dover fronteggiare una piccola folla formatasi davanti all’ingresso della Stamberga e a distribuire allegramente caramelle a destra e a sinistra – mica tanto allegramente, perché ormai ci eravamo convinte che i trick-or-treaters ci avessero tirato il pacco e stavamo valutando l’eventualità di dividerci equamente il bottino – per poi accorgerci, MOLTO DOPO, che la stragrande maggioranza dei “bambini” questuanti aveva 14 anni circa. E la maggior parte di loro non era nemmeno in costume. Ma non parliamone, perché è una ferita ancora aperta)

Nel caso la situazione non fosse abbastanza chiara, ecco a voi delle immagini esemplificative:

IL RESTO DELLA CITTÀ

Trick or treaters on the porchTrickOrTreatHalloween-Parade-2012

CASA MIA

foto0706280721252279

IO

candy

Ma vabbè, non fa niente.

Non preoccupatevi per me.

Non ci tenevo poi così tanto.

Sto bene.

Ciao.

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Rivelazioni

Il titolo di questo Elaborato potrebbe fare riferimento a un riassunto delle ultime due settimane.

In breve, LA GENTE. Il Cocoon ha visto susseguirsi ospiti di grandissimo rilievo internazionale (Letizia + consorte e Lara), insieme ai quali TBS ed io ci siamo dilettati in raffinati esperimenti di cucina macrobiotica (ossia biscotti Digestive al cioccolato con su spalmati due chili di Nutella e l’accoppiata sempre valida sushi e pizza).

Sabato sera inoltre sono andata a un meraviglioso party a tema Harry Potter (grazie Stefy per aver accolto Marta&me nella grande e potente casa dei Black – TOUJOURS PUR), party che mi ha fatto comprendere svariate cose:

  • Gilderoy Lockhart era un Corvonero (e qua parte spontanea la domanda MA COME? QUEL DEFICIENTE?)
  • L’elfa amica di Dobby si chiama Winky e non BLINKY (Mea culpa)
  • Se mangi un dolce dorato rappresentante il Boccino non usare le mani durante l’atto e, se proprio non riesci ad evitarlo, CERCA ALMENO DI NON SFREGARTI LE MANI IN FACCIA, ALESSANDRA.

Il titolo di questo Elaborato potrebbe PERÒ anche fare riferimento a ciò che è accaduto venerdì scorso intorno alle 13.24 (minuto più minuto meno), e cioè: Matthew Macfadyen (o il suo sosia) è passato davanti al negozio dove lavoro.

I nostri sguardi si sono incrociati (più o meno: io guardavo lui, lui guardava la vetrina della farmacia di fianco a me).

Matthew Macfadyen. Che ho appena scoperto chiamarsi NON Macfayden ma, appunto, Macfadyen.

MR DARCY.

Lui.

mrdarcy
Ciao sono Matthew Macfadyen e questo è il mio abbigliamento da shopping farmaceutico

No ok, adesso vi metto una foto che lo rappresenti più realisticamente.

matthew-macfadyen-uk-premiere-anna-karenina-03
Ciao sono Matthew Macfadyen e forse il rosa salmone non è molto il mio colore

Detto questo, essendo io una persona MOLTO matura, ho reagito con uno straordinario dispiego di compostezza interiore ed esteriore (mandare sms deliranti al 50% delle donne presenti nella mia rubrica telefonica, mia mamma inclusa, non conta).

Dicevamo.

Il titolo di questo Elaborato potrebbe, infine, fare riferimento a un Interrogativo Esistenziale che, finalmente, ha ricevuto Risposta: il Dubbio Primario di una donna che si trova costretta a prendere ogni giorno la District Line per recarsi al lavoro.

La District Line. Quella linea della metropolitana che funziona un giorno sì e due no. Quella linea della metropolitana che, mentre tutte le altre vantano un “good service”, ha un “kind of a good service” (cit. testuale da un tizio dello staff della stazione di West Ken). Quella linea della metropolitana che una mattina su tre soffre di “severe delays” per colpa di un “signal failure”. Quella linea della metropolitana, insomma.

E IO MI SONO SEMPRE CHIESTA:

Ma cos’è ‘sto signal failure? (Qua, ma anche qua, una spiegazione esaustiva e commovente del significato profondo di questo flagello)

Come si inserisce nel Grande Schema delle Cose?

Perché mai dovrebbe essere in grado di bloccare tutta la circolazione dei treni da Turnham green a Richmond?

PERCHÉ?

L’altro giorno (pre-incontro con Mcfadyen) ho avuto la Risposta, proprio quando il mio treno (già partito in ritardo di sei minuti, ma vabbè, dettagli) si è fermato di botto a circa settecento metri dalla stazione di Turnham green.

“Sì buonasera sono il vostro conducente , mi dispiace tantissimo, ma pare che siamo incappati in un signal failure. Vi terrò aggiornati sugli sviluppi della situazione”

Due minuti dopo:

“Sì buonasera sono sempre il vostro conducente, sono veramente costernato ma dobbiamo aspettare ancora qualche minuto perché lo staff deve controllare il signal”

Tre minuti dopo:

“Sì buonasera sono sempre io, il vostro conducente. Volevo dirvi che la situazione potrebbe sbloccarsi a breve, dico potrebbe, anche se sembra abbastanza probabile che… sì”

Cinque minuti dopo:

“Sì buonasera sono il vostro conducente, volevo comunicarvi che adesso proveremo a muovere il treno per dieci metri NEL VERSO OPPOSTO, quindi non allarmatevi se ci sposteremo NEL SENSO OPPOSTO A QUELLO DI MARCIA, è solo per un test, riprenderemo la circolazione normale il prima possibile. RIPETO, ci muoveremo al contrario per qualche metro, poi ci fermeremo e riprenderemo il senso di marcia consueto”.

Il treno arretra. Una coppia di turisti italiani inizia a guardarsi in giro allarmata e a chiedere genericamente al Cielo “OH MA COME MAI ADESSO STIAMO TORNANDO INDIETRO?”

Un minuto dopo:

“Sì buonasera è il vostro conducente che vi parla, pare che sia tutto ok, però purtroppo ora dovremmo procedere verso la prossima stazione con estrema lentezza, mi dispiace, è la prassi per la sicurezza”.

Solamente diciassette minuti dopo:

“TURNHAM GREEN STATION MIND THE GAP PLEASE THIS IS TURNHAM GREEN STAND CLEAR OF THE CLOSING DOORS, MIND THE DOORS PLEASE”.

Possiamo dunque concludere dicendo che:
A) Un semplice signal failure è in grado di dar vita a un Effetto Domino di proporzioni catastrofiche
B) La District Line farà anche pena, ma i conducenti che ci lavorano sono di una gentilezza squisita.

Bene.

Adesso mi manca solamente di capire cosa dica la voce registrata all’ingresso del Waitrose di Shepherd’s Bush per essere felice.

Marta: un ulteriore affresco

Scommetto che sono mesi che non dormite aspettando ragguagli su MARTA.

Scommetto che di notte vi rigirate nei vostri giacigli invocando un sonno ristoratore che non arriva, mentre le vostre menti non cessano di elaborare vari e sempre più fantasiosi scenari catastrofici che raffigurano, appunto, MARTA (Marta che cade da uno dei leoni di Trafalgar Square e, oltre a farsi parecchio male, sfascia i suoi occhiali da vista e si smaglia pure le calze; Marta che si ustiona brandendo con la mano una spugna sulla quale aveva precedentemente scolato l’acqua della pasta; Marta che rimane bloccata a Calais perché le autorità portuali non vogliono farla entrare in Uk – AH NO, scusate, tutta questa roba è successa veramente).

A questo punto io dovrei rassicurarvi e ricordarvi che Marta adesso è una persona seria, una persona che CONVIVE (Marlie is still real!1!), che non ha ancora dato fuoco alla sua casa nuova, che non fa più i bagels da un bel pezzo (per il dispiacere di tutta Hammersmith) ma che lavora in uno dei negozi di cartoleria più belli dell’UniversoMondo conosciuto, che ha smesso di fumare, che si è pure trovata il GP (il medico, non una macchina per fare le gare di Formula 1), insomma, IO dovrei dirvi di stare tranquilli.

State tranquilli.

Purtroppo, però, è mio dovere di Cronachista informarvi di alcuni recenti avvenimenti:

(SIGLA)

  • Marta e Charlie, invitati a un matrimonio, non sono riusciti a unirsi ai festeggiamenti perché si sono persi nelle campagne inglesi. E Google maps, direte voi? E una mappa cartacea? E un villico a cui chiedere informazioni? E il senso dell’orientamento? MARTA E CHARLIE, rispondo io.
  • Questo duro colpo infertole della Vita non ha frenato l’ottimismo e la gioia di vivere di Marta, la quale, trovandosi al mare per una rara settimana di relax, è scesa in spiaggia lasciando il telefonino in bella vista sul comodino e la finestra aperta. Le hanno rubato il telefonino. Il candore brutalmente preso a sberle. La fiducia nel prossimo schiaffeggiata con veemenza. Ma la nostra eroina non si è lasciata scomporre e ne ha tosto comprato un altro, che costa la metà dei soldi e fa le stesse cose. Non credo però che sia bello come il mio, Marta (dopo questa come minimo domani mi cade nel water) (il telefono, non MARTA).
  • Poi vabbè, Marta ha condotto sua mamma e i suoi quasi-suoceri a fare un giro a Richmond Park e si è persa. Ma questa è roba di poco conto, dai, ha fatto di peggio.
  • Tipo decidere di andare sul London Eye quando c’è una tempesta in atto.
LondonEye_marked
Grazie Marta per questa preziosa documentazione fotografica

Marta mi ha detto che il London Eye fa paura perché è più alto di quando sembra, ergo adesso sono un po’ indecisa sul da farsi. In realtà non sono indecisa, in realtà sto ancora aspettando che qualcuno mi doni il cash necessario per il biglietto in modo che io possa andarci e scriverci sopra un post denso di significati.

Comunque ragazzi, state tranquilli che Marta sta più o meno bene. E poi c’ha ancora l’assicurazione sugli infortuni della Barclays. Credo.

Un caro saluto dal vostro Goffredo di Monmouth.