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Turismo senza gente: Hill Garden and Pergola/2

(Prima di proseguire con la lettura andate a studiarvi l’imprescindibile introduzione storico-sociologica da me composta. Grazie).

Ah! Volevo anche dirvi che da oggi noi Avventurieri del Bello, noi Turisti senza Gente, noi Vagabondi Urbani, noi Raminghi per Scelta, noi P.I.R.L.A.* insomma, NOI ora abbiamo una playlist gentilmente regalataci dalla mente superiore di Bratinez. Dico “Mente superiore” perché 1) L’ha chiamata VagaTanding, 2) Vi ha inserito componimenti che si adattano perfettamente a ognuna delle emozioni che un P.I.R.L.A.* prova nel corso delle sue avventure, 3) Ha capito come si creano le playlist su Spotify.

In realtà VagaTanding sarebbe mia ma siccome sono buona la condivido con voi tutti: toh.

*Con P.I.R.L.A., acrostico creato così su due piedi perché, ma guarda, sono un’artista, si intende:

Pedone

Irriducibilmente

Rifuggente

L’

Altro

Con “Altro” si intende, ovvio, LA GENTE.

Notiamo dunque come ora lo “Stay pirla” assuma tutto un altro significato.

Sorridiamo con compiacimento interno e andiamo oltre, liberi come allodole felici.

Il Luogo di cui parliamo oggi (e di cui parlavamo anche un paio di settimane fa, giorno più giorno meno. MA NON PERDIAMOCI IN CHIACCHIERE), ossia Hill Garden and Pergola, è situato in mezzo al null ad Hampstead Heath, tra le stazioni della metropolitana di (appunto) Hampstead e Golders Green, sulla Nothern Line.

Quando sono andata ad esplorare questa HIDDEN GEM non avevo tanta voglia di scarpinare (forse per la prima volta nella mia vita); ho quindi preso la Tube fino ad Hampstead e da lì sono zompata sull’autobus 268 destinazione Golders Green. Durata del tragitto in autobus: 1 minuto e mezzo. Età media dei passeggeri: 87 anni.

Tutto considerato la strada potete farla tranquillamente a piedi.

Informazione nel caso decideste di prendere il gioioso 268: il nome della vostra fermata è INVERFORTH HOUSE.

“Ma come?!” si chiederanno i più attenti tra voi.

(Ossia NON MIO FRATELLO, il quale ha candidamente ammesso che quando parlo di cose leggermente più impegnative di “Odio la gente” non riesce a leggere con attenzione)

Alcuni tra voi, insomma, domanderanno rivolgendosi con aria interrogativa al cielo: “E Lord Leverhulme? E WILLIAM?”

Eh. Praticamente Andrew Weir, AKA IL BARONE DI INVERFORTH (Non è un nome bellissimo? Un po’ tipo GANDALF IL GRIGIO. Oppure IL BARONE DI MÜNCHHAUSEN. O ancora Antonio Coimbra de la Coronilla y Azevedo. Ma stiamo divagando), è il tizio che si è comprato la casa (completa di giardino e pergola, cosa ve lo dico a fare) di Lord Leverhulme dopo il passaggio a miglior vita di quest’ultimo e ha deciso prepotentemente di cambiarle nome.

E l’ha chiamata, appunto, Inverforth House. Da qui l’appellativo della fermata del bus.

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Ciao sono il barone di Inverforth e sono un birbone

Bene.

Siete scesi alla fermata (o siete arrivati in loco a piedi, fatti vostri). Siete vicinissimi alla Meta.

Se arrivate da Hampstead non dovete nemmeno attraversare la strada (in caso contrario, e mi pare anche ovvio, attraversatela). Proseguite per circa dieci metri. Davanti a voi troverete l’Ingresso: una specie di cancello in legno. Chiuso. NON LASCIATEVI INTIMORIRE e seguite, se non il vostro cuore, il cartello posizionato pochi passi più a destra dell’apparente via sbarrata. Avventuratevi dunque lungo il pedestrian access, ossia una misera striscia di terriccio posta alla destra del cancello.

Vi troverete in quello che sembra paurosamente il viale privato di una casa, ma niente paura: dopo pochi passi noterete un sentiero sulla destra. Imboccatelo con decisione. Congratulatevi con voi stessi per avere seguito il vostro istinto esplorativo. Dopo mezzo minuto iniziate a sentirvi in ansia perché la stradina è deserta. O, perlomeno, questo è quello che è capitato a me in un anonimo mercoledì mattina: è abbastanza probabile che di domenica pomeriggio l’area sia leggermente più popolata.

Percorriamo i 50 metri che ci separano dall’inizio del sentiero al vero e proprio ingresso del parco con un filo di preoccupazione, preoccupazione che, nel mio caso, è stata spazzata via da:

  1. Questo cartello di benvenuto passive-aggressive
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  2. L’aver notato, appena entrata nel parco, una coppia di anziani intenta a passeggiare. E una ragazza seduta pacificamente su una panchina. E una mamma con due bambini. Ci terrei a sottolineare: tutte persone molto tranquille e silenziose, non ascrivibili alla categoria “Gente” che stiamo cercando di evitare con caparbietà nelle nostre esplorazioni.

Bene.

Il garden è grazioso, ma niente di incredibile rispetto alle altre 3942942032 aree verdi presenti a Londra. La Pergola è più interessante. Prima di tutto è enorme (io mi aspettavo che fosse un mini porticato di due metri, invece no, è infinita. Cioè, non proprio infinita, ma sicuramente è più grande di due metri). E poi, e poi niente, mi piace ecco. Vi metto qualche foto per darvi un’idea del Luogo. Intanto mi imprimo nella mente la necessità di tornarci in primavera, che il tutto sarà sicuramente ancora più amazing.

Notare la noncuranza con cui faccio mia l’Arte di creare una galleria di immagini su WordPress.

Ma procediamo.

Tutto molto bene, tutto molto bello. Ho solamente una cosa di cui lamentarmi.

Da qualche parte (qui) avevo letto che la Pergola offriva un panorama stupendo, anzi, cito pari pari, “magnificent views of The Heath and surrounding areas”. Inoltre “There is an ornamental fish pond at the heart of the garden and at the far end there is a little alcove with a bench which gives a stunning view of The Heath with London as the backdrop”.

Ora, lungi da me dire che gli alberi non siano una creazione magnifica della Natura, ma tutto ciò che ho visto dalla Pergola è questo.

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Sono anche andata a cercare la panchina vicino al fish pond. QUARANTACINQUE MINUTI per localizzarla e per convincermi che sì, la panchina doveva proprio essere quella. Io, la lieve brezza estiva, la solitudine, i due vecchietti che passeggiano – ANDATE VIA CHE QUA SI STA CONSUMANDO UNA TRAGEDIA -, il sito di WordReference aperto alla voce “backdrop” (che, per la cronaca, significa “scenario”). A casa mia, dunque, la citazione di prima significa che Londra fa da scenario alla vista meravigliosa (O NO? O sono io che sono pirla non nel senso dell’acrostico ma nel senso vero del termine? Aiutatemi).

E invece questo è quello che si vede dalla panchina.

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Che poi non è neanche male, chiariamoci.

Morale:

Gli alberi sono nostri amici ma a volte possono farci soffrire.

Ciao.

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Turismo senza gente: Hill Garden and Pergola/1

CIAO AMICI. Ho trascorso un paio d’ore in preda al Panico Véro dopo essermi resa conto che il post sugli Hill Garden&Pergola parte 1 era misteriosamente sparito da questo Spazio.

Complotto ordito da WordPress? Oppure sono stata io a cancellarlo per sbaglio usando un IPad che non so usare (perdonate la ripetizione ma era per rimarcare il concetto)? Solo il futuro potrà darci risposta.

Nel frattempo ringraziamo tutti in coro TBS che con straordinaria prontezza ha risolto la situazione, il luminoso TBS che si è ricordato di avere tutto il testo del post salvato da qualche parte nel suo account di posta elettronica (perché lui, essendo una persona meravigliosa, è iscritto a questo blog via e-mail).

GRAZIE TBS FOREVER IN OUR HEARTS SEI UN GRANDE (“Sei un grande” da leggersi come lo dice mia mamma quando alla tv fanno vedere Fabrizio De André).

SEI UN GRANDE.

Quindi niente,vi copio-incollo pari pari ciò che avevo scritto il 14 settembre scorso e torno ad occuparmi della Parte Seconda.

Ciao.

(Avviso: mi sono resa conto che il post stava diventando troppo prolisso&tedioso, perfino per gli standard di questo Spazio. Dopo attenta discussione con il mio ufficio editor -TBS – sono giunta alla conclusione che forse è meglio se lo divido a metà. Ci vediamo domani. Ciao. Buona domenica)

Prosegue a grandissima richiesta l’avventurosa saga di Esplorazioni dell’Ignoto che sta appassionando il web.

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Sono giunta a conoscenza del locus amoenus oggetto della trattazione odierna un po’ per caso, un po’ per destino, un po’ grazie a Time Out London che l’ha inserito in un articolo dedicato ai SECRET GARDENS più IN di Londra.

Voi direte “Così non vale”, io vi rispondo “In guerra e nel turismo senza gente tutto è permesso”. Inoltre quelli di Time Out hanno inserito nell’elenco i Kyoto Gardens di Holland Park che a me tanto secret non sembrano, ma vabbè, dettagli (NB. Mi sa che ve l’ho già detto ma HOLLAND PARK è bellissimo. Andateci. Se volete posso fare finta che si adatti al format Turismo Senza Gente e posso comporre un post chilometrico al riguardo. No? Ok no)

E inoltre/2, non è che quelli di Time Out si siano sprecati con le indicazioni su questo Hill Garden e su ‘sta Pergola.

Copio e incollo dal loro articolo:

Stroll through the Pergola in the Hill Garden at Hampstead Heath and you’ll feel as though you’re a million miles away from the city. The beautiful Pergola was constructed between 1906 and 1925 and is covered in fragrant flowers including jasmine, honeysuckle and lavender. To get to it, head west over the meadows from Golders Hill and look for a spiral staircase through the gate in the railings.

Basta. Tutto qui. Concorderete con me che c’è bisogno di approfondimenti. C’è bisogno di SAPERNE DI PIÙ.

Ed è qui che intervengo io.

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(VOI NON CAPITE QUANTE VOLTE USERÒ QUESTA GIF ORA CHE L’HO TROVATA)

(Per mia mamma: la tizia è Miranda Hart, il mio idolo, e sta dicendo “Thank you”)

Ma procediamo. Trovare informazioni online sulla storia degli Hill Garden and Pergola è abbastanza semplice (qua le più dettagliate che sono riuscita a trovare). E, adesso che ci faccio caso, un paio di persone ne hanno già parlato, come questo tizio e questa tizia. Il secondo blog me lo salvo nei preferiti, perché anche se l’autrice ha smesso di scrivere nel settembre 2012 (proprio quando io mi sono trasferita qua. Non credo sia una coincidenza. Credo che sia più tipo un passaggio del testimone. NON TI DELUDERÒ, LAURA), dicevo, anche se l’autrice ha smesso di scrivere da un po’, ci sono delle cose interessanti (tipo un accenno a un giardino segreto dentro Regent’s Park e TOH, proprio oggi vado a Regents Park con Lara, vi terrò aggiornati).

[AGGIORNAMENTO: Ci siamo sedute in riva al laghetto, abbiamo spazzolato l’intero assortimento di cibo take-away proposto da Wasabi, poi si è messo a piovere e, insomma, siamo dovute correre nel bar più vicino a mangiarci una torta. La prossima volta, dai]

Va da sé che nessuno abbia ancora parlato del Luogo in Esame in lingua (più o meno) italiana e con il mio charme. E riuscendo ad evitare definizioni tipo “hidden gem” e “hidden treasure”. E con tale capacità di non perdersi a cincischiare in cazzate e passare velocemente al Punto (ehm).

Proseguiamo al trotto con una breve ma esaustiva introduzione storica.

Il tutto è nato da un’idea di William Lever AKA Lord Leverhulme (1851-1925).

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Ciao sono William Lever

Il caro Will nel 1904 si compra una casa ad Hampstead Heath e il terreno che la circonda. Affida quindi  all’architetto Thomas Mawson (1861-1933) il compito di abbellire il Luogo.

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Ciao sono Thomas Mawson. Non ti deluderò William, TVTB

L’impegno di Thomas si concretizza soprattutto nella costruzione della fantomatica pergola. Detto in soldoni, la pergola è una specie di colonnato coperto decorato da piante rampicanti. Si può camminare sia sul “tetto” del tunnel sia “dentro”. Ok, da come la descrivo fa abbastanza schifo.

Aspettate che mi approprio del vocabolario dei siti internet che ho visitato.

EDWARDIAN EXTRAVAGANCE. GEORGIAN BUILDING. MAGNIFICENT. Meglio?

I lavori, complicatissimi, si estendono per anni.

Terminano nel 1925.

Poco dopo William muore.

FINE.

(Vi abbiamo presentato: LA SINTESI)

Per oggi concludo qua perché è domenica, mi sento buona e ho pietà di voi. Domani vi prometto che andremo ad esplorare ‘sta Pergola maledetta senza perderci in chiacchiere.

STAY TUNED ma soprattutto STAY PIRLA.

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