Turismo senza gente: Dartmouth Park

Tempo fa ho avuto la luminosa idea di fare una scampagnata a Dartmouth Park.

Motivi di questo gesto:

  • Avevo letto da qualche parte che questo luogo offre una vista pregevole sui palazzi della City senza essere troppo frequentato da turisti e famiglie urlanti. E questa mi sembra già una ragione molto valida per dare il via all’Esplorazione.
  • Dartmouth Park  è situato nelle vicinanze (più o meno) di Gospel Oak (fermata della Overground), e io a Gospel Oak all’epoca non ci ero mai stata.

Ehm. Non mi ricordo se ve l’avevo già confessato, ma oltre allo sferruzzamento di sciarpe dalla lunghezza infinita (cose più complesse non sono ancora in grado di produrle) e alle lunghe camminate tonificanti in mezzo a parchi/cimiteri/cose verdi possiedo un altro hobby bizzarro&sbarazzino.

Appesa all’interno del mio armadio c’è una cartina della rete metropolitana londinese, cartina sulla quale evidenzio (chiaramente in rosa) tutte le fermate che ho visitato. Con “visitare” la fermata intendo:

  • Osservare con interesse, altrimenti non vale, la stazione della metropolitana dall’esterno.
  • Compiere una breve ma significativa ispezione in zona per decidere se il quartiere mi aggrada, se si presta ad eventuali esplorazioni più approfondite e se, nel caso dovessi vincere in modo del tutto inaspettato la lotteria (sarebbe decisamente inaspettato, visto che non gioco mai), potrebbe essere preso in considerazione come luogo dove comprare una casa. Per ora ho intenzione di comprare casa nelle vie intorno Abbey road. O in quelle intorno ad Holland Park. Ma anche a Chelsea andrebbe bene. E pure nei pressi di Highgate. E, vi dirò, anche sul lungofiume a Chiswick. Ma stiamo divagando dalla digressione e ciò non va bene.
  • Sapevo già di avere i Problemi, non c’è bisogno di dirmelo.

Ora come ora, inizio settembre 2014, la situazione è questa:

Cartina_marked

Notiamo l’eccezionale expertise nel West e le vergognose lacune nelle aree del Nordest. Notiamo anche come io non abbia ancora avuto l’occasione di recarmi a MORDEN (mio sogno proibito ormai da anni).

Comunque.

Stavamo dicendo?

DARTMOUTH PARK.

Dartmouth Park è situato in mezzo alle stazioni della Nothern Line di Archway e Tufnell Park. Noto solamente adesso che pure Upper Holloway è abbastanza vicina, e ad Upper Holloway mica ci sono stata. Avrei potuto far partire da lì il mio Pellegrinaggio, e invece no, Gospel Oak. Perché sono pirla.

Ad ogni modo. Se arrivate dalla parte di Junction road (EDIT mi ero dimenticata di aggiungere: partendo dalla stazione di Tufnell Park). Partè tutto più semplice, perché potrete accedere al parco direttamente da Poynings road (stavo per eleggerla via col nome più carino del secolo dopo aver letto distrattamente “PONYnings road”). Alla vostra sinistra ci sarà uno spiazzo sopraelevato con moltissime panchine (cinque): è lì che dovete dirigervi con sicurezza, per poi voltarvi armonicamente verso il Panorama (che sarà alla vostra destra).

(Come spiego bene le cose. Quando una ha il dono della Sintesi)

Se agite così è tutto molto più pratico, ma è anche pur vero che vi perdete l’AVVENTURA, lo SPAESAMENTO, il TIMORE DI AVERE SBAGLIATO STRADA, il BRIVIDO DELL’IMPREVISTO.

Partirete quindi da Dartmouth Park Hill, la strada che costeggia il lato sinistro del parco (EDIT perché, ora che ci faccio caso, non mi so spiegare AFFATTO. Il percorso deve avere come punto di partenza sempre Tufnell Park, o comunque la zona SOTTO Dartmouth Park, altrimenti se partite da sopra arrivate comodamente in due passi e vi perdete lo Spaesamento durante il Costeggiamento dell’Area Verde).

Macinerete metri su metri e i vostri occhi non si poseranno su nulla che possa anche solo vagamente assomigliare ad un ingresso all’area bucolica. Alla vostra sinistra una normalissima strada di semiperiferia, alla vostra destra scenari tipo questo:

L'INFERRIATA

Ho gentilmente rubato l’immagine da questo blog qua (mentre vagavo alla ricerca di un’entrata ero talmente baffled dalle inferriate che non ho pensato a scattare fotografie). Da notare comunque come il tizio che ha scritto l’articolo da me linkato con correttezza&sportività si sia occupato di Dartmouth Park nell’aprile del DUEMILADODICI. Mi cospargo il capo di cenere chiedendo perdono per il mio essere sempre poco sul pezzo, ma ci terrei a precisare due cose:

  1. Mi sono imbattuta nell’articolo del tizio solamente oggi, dopo aver googlato “Dartmouth park fence”
  2. La fotografia posta ad apertura dell’intervento, se posso esprimere il mio parere please thank you very much, non rappresenta appieno la bellezza della vista. Che non è che sia poi così mozzafiato. Ma non è nemmeno così “bah” come ci viene presentata.

Il 98% della superficie del luogo dove vi sto spedendo senza pormi tanti interrogativi al riguardo è occupato da recinzioni in metallo abbastanza inquietanti. In mezzo al parco, poi, c’è una specie di cisterna che non ho capito bene a cosa serva.

Nel caso non l’aveste ancora capito, Dartmouth Park non possiede nulla di paragonabile all’emozionante tripudio di rose dei Queen Mary’s gardens a Regents Park, e nemmeno, se è per questo, a quell’armonico succedersi di tulipani, pavoni e Bellezza che è Holland Park nei mesi tra aprile e giugno.

RegentsPark_marked
Io molto felice a Regents Park
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Io sempre molto felice ad Holland Park

Dartmouth Park fa un po’ schifo, ma regala comunque emozioni.

Come quando compri un’orata da Tesco Hammersmith aspettandoti la Mestizia e, invece, scopri che è buona quasi come quelle appena pescate in Salento (fatto accaduto ieri a TBS) (il “quasi” me l’ha fatto aggiungere lui, in segno di rispetto alla sua Patria).

Ecco i pensieri che hanno attraversato la mia mente mentre percorrevo Dartmouth Hill:

  1. DOVE. CAZZO. SONO. FINITA.
  2. Ecco lo sapevo, hanno chiuso il parco per ristrutturarlo (?) e ho fatto tutta questa strada per niente
  3. Almeno la zona è molto carina, però (soprattutto le viette tra Gospel Oak e Dartmouth Hill)
  4. ODDIO MA ‘STO PARCO È TUTTO BARRICATO, non è che è diventato una caserma militare nel frattempo? E se entro e mi arrestano?
  5. Ma seriamente non c’è un ingresso?

Voi non preoccupatevi, l’ingresso c’è.

Quando finalmente l’ho trovato sono rimasta lì ferma per mezzo minuto a interrogarmi sulla safety del gesto che stavo per compiere. La Gente sarà anche chiassosa e molesta ma, devo ammettere lasciando per un attimo da parte il mio orgoglio, regala quel non so che di sicurezza che a una ragazza previdente fa sempre piacere.

Poi una tizia in completo aderente da jogging color arancio ha imboccato di buon passo il sentiero. Seguita subito dopo da una mamma con marmocchio in dotazione. Ho tirato un sospiro di sollievo, pensato “AH BEH, ALLORA” e sono entrata nella tana del Bianconiglio.

Seguite quindi il sentiero. Vi troverete davanti a un’area giochi per bambini dall’aria alquanto triste. A questo punto vi dirigerete alla vostra destra, salendo agilmente (credo) verso l’area panoramica (ovviamente contornata da deliziose sbarre di metallo).

There you are.

Darthmouth park_marked

Sì ok, i palazzi che dominano il primo piano sono esteticamente discutibili, ma ammetterete che lo Skyline (notare la padronanza del linguaggio tecnico – che ho appena digitato su Google “Si dice lo skyline o la skyline” non devo certo andare a spiattellarlo a voi) c’è tutto. E si vede anche il London Eye all’estrema destra.

E sì, ok, qui non c’è il dolce pendio di Primrose Hill, o la sconvolgente poesia che domina Richmond Hill, o la deliziosa cornice di alberi e aquiloni svolazzanti che si può ammirare a Parliament Hill.

Ma non ci sono Clementina che fa i capricci perché non vuole mangiare la mela offertale dalla mamma, Chardonnay che tira la palla in faccia ad Augustus e non ci sono nemmeno Pegaso e Marzia che litigano perché non riescono a trovare la giusta angolazione per un autoscatto che contenga i loro musi e il Gerkin.

(Notare l’elegante e commovente rifiuto categorico della parola “selfie”).

Ci siete solo voi. Voi e un paio di bambini che giocano nel playground senza fare troppo rumore, le loro madri e poi, nell’Area panoramica, una tizia probabilmente homeless accasciata su una panchina con una lattina di Foster’s in una mano, una sigaretta spenta nell’altra e un sorriso serafico rivolto all’orizzonte.

E improvvisamente i palazzi in primo piano diventano belli (un po’ come il complesso del Barbican, che io trovo orrendo e meraviglioso al tempo stesso – c’è anche da dire che sto all’architettura come Aria di Pretty Little Liars sta agli abbinamenti tra abiti e accessori), le recinzioni in metallo acquistano un fascino tutto loro, il mondo diventa un posto migliore.

Sorridete.

Poi la tizia homeless si volta verso di voi e mugugna qualcosa di incomprensibile.

Vi allontanate a passo deciso verso l’uscita del parco.

Per oggi basta così.

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12 pensieri su “Turismo senza gente: Dartmouth Park

  1. Vivessi a Londra farei anche io il giro di tutte le stazione, haha.
    Per il momento ho deciso che voglio casa a Highgate, ma ho tempo per cambiare idea… E comunque è probabile che non mi basti il tempo di una vita per trovare il cash per comprarla.

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    • Sto captando del desiderio di partecipare alla prossima spedizione di contatto Uomo/Natura. E COMUNQUE di solito le fa carine le faccine default, non so perché la tua sia uscita così. Forse ha captato la tua anima fondamentalmente malvagia.

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  2. Cavolo mi hai dato un’ ideona con sto storio di mappa!

    Vedo che non sei mai approdata nel mio hood, sistah… Leyton, central Line, in quel posto chiamato East? Non é malaccio, abbiamo anche una mezza skyline (per me é femminile) lungo il romanticissimo cavalcavia davanti alla stazione! 😀

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