Non saprei che titolo mettere, quindi: ciao.

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Ciao, dolci pinoli. Sono tornata. Per, credo, la quarantaduesima volta in tre mesi.

Ma cosa sono i numeri, cosa sono i meri calcoli da salumiere di fronte allo struggente autoperpetuarsi dell’Arte?

NULLA. NIENTE. NIET. JAEGERSCHNITZEL (vocabolo che, tra l’altro, ho scritto correttamente al primo tentativo, ma lasciamo correre, perché chi si loda da solo non vale un fagiolo).

Dicevamo: ciao.

E ciao di nuovo, perché tra poco inizia la partita. C’ho un po’ di pressure negativa addosso, pressure che sto sentendo dallo scorso inverno quando hanno fatto il sorteggio, pressure la cui origine non va a collocarsi in un mio forte interesse nei confronti del giuoco del calcio, bensì nell’avere a che fare con gli inglesi e con la telecronaca di BBC1 (seppur arricchita dal prezioso commento tecnico di FABIO CANNAVARO, il quale, vi dirò, parla inglese abbastanza male ma pur sempre molto meglio del previsto. BRAVO).

Sappiate, comunque, che ho fatto voto solenne di mantenere vivo questo Spazio sacrificando il tempo che di solito utilizzo per attività meno importanti.

Tipo lavarmi.

Nel tempo libero, infatti, sto leggendo una biografia di Churchill (così, per diletto) e, per aggiungere saccenteria a saccenteria, come segnalibro uso un depliant di Waitrose con su una ricetta di un dolce dairy free low fat sa il cazz (così nel frattempo amplio i miei orizzonti culinari). SIETE LIBERI DI DETESTARMI, ma prima sappiate che sono arrivata alla terza riga della ricetta e, di fronte alle istruzioni di cottura, mi sono arenata in preda allo sconforto. Come posso regolare il forno a 220 gradi se Parkinson Cowan Renown (per i non aggiornati: forno a gas che la nostra landlady ha ereditato dal nonno paterno di Churchill) ha solamente due opzioni di cottura, ossia fiamma quasi invisibile e TEMIBILE FIAMMA DELL’INFERNO?

Ciao.

Vado.

Ciao.

 

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7 pensieri su “Non saprei che titolo mettere, quindi: ciao.

  1. Sono sempre stato un fiero sostenitore che il tempo passato a lavarsi sia tempo perso. Per esempio sto ospitando una Filippina in casa e si fa 2 docce al giorno di 40 minuti l’una, poi uno si chiede come mai gli asiatici siano privi di senso.

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      • Ora le faccio la ramanzina, tra l’altro ho visto che in una settimana ha usato mezzo contenitore di detersivo per piatti (di solito uno mi dura 6 mesi) e si ostina a lavare con l’acqua fredda altrimenti si sciupa le mani…
        Non è per essere cattivo ma semplicemente i cinesi qua sono abituati a costruire case senza cucina, e qualcuno prima o poi dovrà insegnargli!

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      • Una volta per la doccia bastavano 5 minuti, poi sono cresciuti i peli e i capelli mi hanno dato brutti segnali del tipo “se non vuoi diventare pelato a 30 anni forse dovresti evitare di darci il bagnoschiuma invece di uno shampoo decente e un balsamo”, e così i tempi son raddoppiati 🙂

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  2. Quegli stupidi sassoni della BBC che se la ridono in spiaggia prima di ogni partita mi fanno davvero rodere; riesco a percepire che si sono infilati la maglietta un attimo prima della messa in onda e ruttano in silenzio le trentordici birre che si son scolati dalle dieci del mattino…

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    • Sì ma poi convintissimi, tutti a dire “Oh oh oh vinciamo noi 5-0, sfigati” e POI dopo la sconfitta “Ah, vabbè fa niente, è solo una partita, non ci tenevamo nemmeno”. Almeno la coerenza ragazzi. 😀

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