Ci sono ma non ci sono

(Avviso: si tratta della solita roba scritta al volo dal cellulare)

“Allora mamma, il matrimonio è venerdì, arrivo mercoledì sera.. potresti per favore prenotarmi la parrucchiera per giovedì (notare please il tono da donna in carriera perfettamente in grado di gestire la sua vita)?”

“Certo! Ah, e A PROPOSITO (notare please l’A PROPOSITO, che lascia presagire impegni glam e chic tipo, chessò, appuntamenti per manicure e/o massaggi esfolianti coi fanghi d’alga guam), per giovedì ti ho preso l’appuntamento anche per (sìì?) RINNOVARE L’ANTITETANICA”.

Allora.
Punto uno, una vaccinazione non è relazionabile IN ALCUN MODO alla parrucchiera.
Punto due, ma anche le vostre mamme sono così organizzate che tengono traccia delle vaccinazioni in scadenza?  O è la clinica che ti avvisa con un comodo sms?
Punto tre, vorrei dire a tutti i miei lettori tra i cinque e i nove anni (che sono numerosissimi, scommetto) di non confidare troppo nel futuro: al 99% la paura degli aghi e delle punture non vi passerà MAI. E NEMMENO LO FARANNO QUELLE GUANCIOTTE DA CRICETO, se è per questo, ma stiamo divagando.

Non posso tornare su a ricontrollare quello che ho scritto fino ad adesso, perché wordpress mi odia (ma forse c’entra qualcosa il fatto che sono in galleria da qualche parte nelle campagne dopo East Croydon).

Speak to you soon (sì, è una minaccia), ma nel frattempo kindest regards with cherries on top (Corgi, si usa già? Altrimenti l’ho inventata io! Tipo “What the fudge”).

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Non rileggo perché tempus fugit

(PLIN PLON, avviso: questo elaborato è stato prodotto dall’app di wordpress, quindi – ma ormai l’hanno capito anche i sassi – non giustificato. Sono veramente costernata – in realtà non così tanto -, ma quando l’Ispirazione Artistica ti avvolge nelle sue spire le esigenze del paragrafo possono essere accantonate. Credo)

SONO MOLTO ISPIRATA.
Sono seduta al Costa Coffee al Terminal 1 di Heathrow e ho capito che SONO MOLTO ISPIRATA.
Ho anche capito cosa mi ispira più al mondo, cosa mi spinge ogni volta a sprecare il mio e il vostro tempo CREARE, cosa per me svolge la funzione di Musa: il mio profondo odio nei confronti della GENTE.
In realtà le persone, prese singolarmente o a piccoli gruppi di massimo cinque-sei, mi piacciono anche. Il problema è che da “persone” a “GENTE” la transizione è molto semplice, il problema è che, come scrissi (TAC, USO DEL PASSATO REMOTO CON STUDIATA NONCHALANCE) una volta, siamo tutti “la gente” per qualcun altro, il problema è che non mi ricordo mai se in “qualcun altro” ci vada l’apostrofo o meno, il problema è che ho appena mangiato un brownie e mezzo con la scusa “che tanto sono senza glutine e li digerisco meglio” e ora sono arenata a fatica su questa poltroncina che, lo sento, sarà la mia isola di sant’Elena.

Il problema è che un punto ogni tanto va infilato nel discorso.

Bene. Dicevamo.

Mi è appena venuto in mente che forse questo stato di sovrabbondanza creativa può essere dovuto anche al fatto che ho alle spalle un sonno di circa due ore (tutto merito dei nostri vicini che hanno deciso di deliziarci con l’intero repertorio degli Oasis).

Comunque. Torniamo al tema principe della trattazione e cioè LA GENTE che commette azioni degne di biasimo.
Oggi a lavoro e nel breve seppur estenuante tragitto da Richmond a Heathrow ho avuto la fortuna di incrociare il mio cammino con persone, pardon, gente che:

– Sta ferma sulla parte sinistra della scala mobile (un grande classico che non stanca mai)
– Ti chiede con aria scocciata: “Ma davvero siete chiusi sia domani che lunedì?” ALLORA, amore bello, domani è domenica e lunedì è bank holiday; ringrazia il cielo che io sia qui oggi, ndr SABATO, a provvedere ai bisogni (non solo metaforici) di Georgina.
– Si compra le valigie a quattro rotelle e non è in grado di gestirle, ergo ne perde il controllo e le fa rotolare ovunque. Soprattutto sui miei piedi.
– Decide di far del proprio cul – silenziosa ma letale – trombetta dentro un affollatissimo vagone della Piccadilly Line. Con una temperatura media di 30 gradi.
– Fa molte altre cose che ora non posso comunicarvi perché sono arrivati i miei compagni di viaggio e dobbiamo andare nel soleggiato Galles quindi CIAO.

Riflessioni di una certa importanza (e con “di una certa importanza” intendo “inutili”)

Buon pomeriggio.

La vita è breve, dunque non perdiamoci in inutili convenevoli e passiamo subito ad analizzare questioni di singolare importanza quali

I MIEI PROBLEMI

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Per essere onesti (mica posso raccontarvi tutta l’epopea dei Miei Problemi, che è iniziata all’incirca durante il primo anno di asilo, quando mi sono accorta che A) Il “giocare con gli altri bambini” era una roba ampiamente sopravvalutata; B) Il pisolino pomeridiano era una pratica da barbari; C) Quel cretino di Marcellino Pavroni – nome di fantasia per tutelarne la privacy, anche se non se lo meriterebbe – nutriva il singolare hobby di lanciare lombrichi (vivi e/o morti) addosso alle bambine. Mi piacerebbe farvi notare che qua ci ricolleghiamo elegantemente con il punto A), ma non cederò alla tentazione perché, come già detto, la vita è breve, e questa seppur interessantissima parentesi deve finire), DICEVO, per essere onesti, il titolo dovrebbe recitare

I PROBLEMI CHE MI AFFLIGGONO IN QUESTO PERIODO

Ripensandoci ancora una volta,

ALCUNI DEI PROBLEMI CHE MI AFFLIGGONO IN QUESTO PERIODO

 

  • La Gente pensa che io sia FRANCESE. Con La Gente intendo il 78% dei clienti del negozio (il restante 22% si divide così: 10% non ne ha la più pallida idea e mi chiede “Scusa, ma tu da dove vieni?”, 5% ci azzecca, 6% non dimostra interesse riguardo alle mie enigmatiche origini, e poi abbiamo una tizia che pensava fossi INGLESE, bless her). La Gente pensa che io sia FRANCESE e la cosa mi disturba un po’, devo ammetterlo, perché questo significa che nonostante tutto l’impegno che ci metto per esprimermi come il cast dei film di Harry Potter (escludendo Hagrid, GRAZIE) , quando apro bocca tutto quello che loro captano è una roba tipo questa:
  • La Sofferenza.
  • I clienti del negozio si concentrano su quel mistero che sono le mie radici e non si filano di pezza le loro creature, che mentre loro cercano di indovinare la mia provenienza si intrattengono in attività simpatiche riassumibili in “radere al suolo lo shop floor” e “urlare”.
  • Poi, io dico: se tuo figlio cinquenne ha bisogno del water, PER LA MISERIA non limitarti a chiedermi “Puoi kindly mostrare a Georgina where the toilet is?” MA VAI A CONTROLLARE che Georgina non faccia casini. Sarà anche vero che i bambini british sono generalmente creature autonome, ma vi assicuro che 9 volte su 10 i pargoli che usufruiscono della toilet del negozio non riescono a localizzare la maniglia dello scarico e a tirarla.
  • Sono finalmente riuscita a notificare il council del nostro cambio di indirizzo e la cosa mi sta gratificando in maniera preoccupante.
  • Mi sono ferita tagliando un avocado (a mia discolpa posso dire che ERA ACERBO)
  • Non abbiamo ANCORA finito di spostare la nostra roba dalla Comune al Cocoon.
  • Visto che siamo organizzatissimi e abbiamo finito con successo di traslocare (…), questo weekend andiamo a fare una gita fuoriporta. Nel Galles. Dove La Gente parla in questo modo:

Così almeno posso migliorare il mio accento.