PCRD, ADD, PO

Buongiorno.

Oggi parleremo di PARKINSON COWAN RENOWN.

Parkinson Cowan Renown non è un’evoluzione della tristemente celebre malattia.

Parkinson Cowan Renown non è una tipologia di lana simile ai filati Rowan.

Parkinson Cowan Renown non è nemmeno un distaccamento dei cavalieri di Rohan.

(Potrei andare avanti fino a stasera ma mi fermo. La maturità. La forza di dire BASTA. Il fatto che trovare altri giochini di parole con Parkinson Cowan Renown mi risulti in questo momento molto complesso)

Parkinson Cowan Renown DELUXE (sorry, avevo dimenticato la parte finale del nome) è un modello di cucina a gas risalente al Concordato di Worms del 1122.

Parkinson Cowan Renown Deluxe (PCRD per gli amici), come avrete già immaginato, è la cucina che ci ritroviamo nel Cocoon e FA CAGARE.

cucina

A parte il fatto che avevo appena iniziato a prendere confidenza con il forno della Comune (un bel forno affidabile, elettrico, carino, moderno, affettuoso) e che ora dovrò rimuovere tutta la Competenza assorbita per quanto riguarda la preparazione di biscotti, torte e moltissime altre cose (TRE) che ho imparato a cucinare ma che ora non saprei elencarvi, dicevo, a parte questo, un paio di riflessioni si impongono prepotentemente:

  1. Come posso usare questo Attrezzo del Demonio? Non si può nemmeno regolare la temperatura. E la fiamma è viva, non è nascosta da qualche parte dietro un comodo pannello in vetro, LA VEDO, la vedo e mi incute timore.
  2. Perché spendere cumuli di soldi per tinteggiare l’appartamento, renderlo figo, eliminare ogni traccia di moquette e rifare completamente il bagno quando poi uno entra in cucina a scaldarsi una pizza e si ritrova face to face con il Medioevo?
  3. Perché io?

Ma, del resto:

  1. Il piano cottura in alto (quello coi cosetti fornelli) lo padroneggio egregiamente.
  2. Ho trovato online il libretto di istruzioni della nostra cara PCRD aka ADD (Attrezzo Del Demonio). È scritto in sanscrito, ma ci sono le illustrazioni. Solo che è spiazzante: ad esempio, le istruzioni per cuocere una torta non sono “Cuocere per X minuti a Y gradi” bensì “Iniziare cottura nel ripiano in alto, dopo X minuti spostare in ripiano in basso e controllare di volta in volta, quando assume un colore Y e consistenza Z allora è pronta” (ALLORA È PRONTA?)
  3. Un po’ di Scomodità la posso accettare (o forse NO, non posso, che palle).
  4. Un po’ di Scomodità è salutare per il livello artistico di questo Spazio.
  5. Potrei approfittare di questa situazione per imboccare la strada del veganismo raw. Potrei, ma anche no, perché in fondo PCRD/ADD le pizze le scalda benissimo e il procedimento è abbastanza lineare: A) Posizionare la prima pizza sul ripiano più in alto e l’altra in quello in basso. B) Dopo X minuti, quando la pietanza in alto sarà cotta e quella in basso sarà ancora fondamentalmente cruda, togliere la prima pizza dal forno e mettere la seconda al suo posto. C) Dividere a metà la pizza cotta mentre si aspetta che l’altra sia pronta. Oppure andare nella pizzeria sotto casa.

Vabbè.

Continuiamo a solcare i turbolenti mari dell’Arte Culinaria parlando di un nuovo acquisto di cui vado particolarmente fiera. Come ben saprete io sono uno Spirito dei Gusti Nuovi, un Ramingo dei Sapori, io non cado nei tranelli della Ka$ta, io quando vedo qualcosa di diverso dal Solito lo devo provare, io l’altro giorno ho comprato Questo:

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Pâteolè è una specie di patè di acqua, lievito (credo), funghi, patate e tofu, presentato in un packaging giovane e al passo coi tempi. Pâteolè sembra essere dotato di forma salsiccioidale, ma in realtà è una crema spalmabile. Un patè, insomma. Lo dice anche il nome. Olè!

So cosa sta solcando nelle vostre giovani menti: un misto tra WTF / PERCHÉ? / MAI NELLA VITA.

Io invece vi dico che possiamo dare una chance a Pâteolè, io vi dico che possiamo trovargli una funzione nel ricettario della Donna Moderna – una posizione collocata strategicamente tra la pasta con hummus e il risotto mantecato con il formaggino – , io vi dico che possiamo espandere i nostri orizzonti, io vi dico che magari è buono. O passabile. Da quello che ho letto online esiste una vera e propria Setta di adoratori del Pâteolè. Lo mettono nella pizza (?), lo mescolano al pesto per creare una pasta sauce sbarazzina, lo spalmano senza ritegno sul pane, lo danno da mangiare ai gatti (?), ci fanno i funghi ripieni.

wat

Vi saprò dire. Se sopravvivo.

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11 pensieri su “PCRD, ADD, PO

  1. A parte il fatto che scrivi in un modo adorabile, ti invito a non demordere davanti all’ADD dicendoti con fare da vecchio “ai miei tempi c’era solo la stufa! E avevamo poco da cuocerci dentro!”, anche se non so perchè a 24 anni suonati dovrei dire certe stronzate. Mistero. Comunque quel Patèolè mi ispira pochissimo. Senza offesa per l’imballaggio ggiovane.

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    • A parte il fatto che grazie mille :), con ADD sto cercando di adottare quello che potremmo chiamare “approccio nonno”, ma la minaccia della fiamma viva è troppo forte. Per ora. Per fortuna che o imparo a usare il forno o devo gettarmi su Pateolè (comunque ho dei progetti, tipo servirlo a degli ospiti a loro insaputa. Magari sbattendolo in un apparentemente innocuo risotto ai funghi. Tutto questo per studiare le loro reazioni, non per banale cattiveria eh)

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      • Vedo già i titoli dei giornali (immaginali che girano vorticosamente come nei film anni ’60): “Giovane ragazza avvelena convitati. Il sindaco: non permetteremo più Pateolè nella nostra città”.

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