L’Apocalissi (o forse sarebbe meglio dire Apocalisse, mi dicono dalla regia)

Comunque siamo sopravvissuti a ST JUDE, nel caso interessasse a qualcuno.

(Già immagino il 99% dei miei lettori – oh, quant’è il 99% di 7? – rispondere garbatamente con un “St. Jude cheeee?” e il restante 1% con un forse meno delicato ma più efficace “Stica”).

St. Jude. Non Judas. Non Jude Law. E nemmeno HEYYYY JUDEEEEE NANANANA NANANA. La ascoltiamo? Ok. Anzi no, stasera sono più nel mood di una roba tipo questa:

COMUNQUE.

Dicevamo.

St Jude. Questa roba qua.

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La leggiadra tempestina/uragano che, un paio di giorni fa, ha attraversato il sud dell’Inghilterra e il nord del Continente.

Premessa: Sono un’assennata ragazza moderna e, di solito, non mi lascio trascinare dalle psicosi collettive causate dal meteo. Di solito. Nel caso di st. Jude, però, diversi fattori hanno contribuito a incrinare la mia corazza di razionalità e buonsenso.

E con “diversi fattori” intendo “le mie colleghe”, che per giorni mi hanno intrattenuto con discorsi leggermente allarmistici (“Io sono a posto, ho comprato TRE torce e un sacco di candele, me lo sento, finiremo senza corrente, che ansia, OMG”) e, contemporaneamente, hanno provveduto a terrorizzare bonariamente la nostra clientela (“Lo sa, questo sarà l’inverno più freddo degli ultimi 2983892 anni e lunedì ci saranno venti uragano-like, è proprio sicurosicuro di non voler comprare questo paio di guanti?”).

NO, non ho comprato una torcia.

Ma, la sera prima dell’Evento, avrei dato la mia alzatina porta-smalti per un cerino.

Nella mia mente, la Tragedia, la Distruzione, l’Apocalisse. Tipo:

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Quando st. Jude ha fatto la sua comparsa, io ero pronta.

Pronta alla Furia Distruttiva della Natura. Pronta alla catarsi. Pronta.

E st. Jude ha superato ogni mia nefasta aspettativa.

Ecco cosa è successo a West Ken lunedì scorso (per gli amici “ieri”):

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LA DEVASTAZIONE. IL TERRORE. QUELLO CHE LA KA$TA NON VUOLE FARVI VEDERE.

Comunque non preoccupatevi, sto bene.

Ciao.

Postilla a prova di pirla

AH! Ovviamente st. Jude ha causato ben più danni di quelli da me goliardicamente presentati. Ovviamente qua si scherza. Ovviamente.

Postilla per mia mamma

Però è vero che dalle mie parti non è successo niente di grave, escludendo mezzi pubblici in ritardo mostruoso (cosa me ne frega, io al lavoro ci vado a piedi) e parchi chiusi per massiccia caduta di alberi (cosa me ne frega/2, io lavoro e non posso andare al parco).

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Stiamo tutti bene

“Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde”.

Oggi la Vita ha risposto:

TESCO ENORME @ WEST CROMWELL ROAD.

Tanta roba. Non potrò mai ringraziare abbastanza TBS per avermi introdotto a questo Mondo di file infinite di tisane, cereali, pasta, qualsiasi tipo di CIBO, pizza, carne, verdure, insomma qualsiasi tipo di CIBO.

Grazie TBS.

Grazie anche per avermi fatto allontanare dallo scaffale delle tisane.

Forse, però, piombare alle mie spalle e urlare con un sorprendentemente veritiero accento britannico “Uòt ar you dùin hééér?!!?” non era uno dei modi più delicati per compiere la bisogna.

Grazie.

Bene. CIAO!

La Comune è ancora senza collegamento internet.

Giorno previsto del Ricongiungimento alla Civiltà: 13 novembre.

Comunque sto bene.

Marta mi ha appena apostrofato con un “Petrarca di ‘sta minchia, stai scrivendo?” (scusate la volgarità, è colpa sua, non mia).

È dunque con assoluta certezza che posso comunicarvi che Marta sta bene e che qua alla comune ce la spacchiamo di brutto, mentre il ricordo di CITOFONO svanisce soave nel vento dell’Oblio. Charlie sta iniziando a masticare qualche parola di italiano e sentirlo declamare espressioni di indubba utilità sociale tipo “Paracülo” e “Cheschiffo” è ormai diventata una costante della Situazione Abitativa.

Comunque.

Ho un sacco di cose da dire.

Da dove inizio?

Iniziamo da BARRY.

Secondo l’accurata analisi di Amelia (una delle mie colleghe), Barry è totalmente incapace di rapportarsi con le persone e di interpretare correttamente i codici sociali. Fondamentalmente un modo carino per dire che è una testa di minchia. E io approvo energicamente, anche perché NON POTETE CAPIRE quanto quella creatura sia in grado di essere SGRADEVOLE, a volte.

Ad esempio:

Mentre stavo tentando di spiegare ad Amelia e Brigitta il funzionamento del computer del negozio (giusto per farvi capire il livello del duo: Brigitta era convinta che la scatola sotto lo schermo del computer, insomma, quella roba là dove sta il VERO computer, il, come si dice, l’hardware -?-, fosse un VIDEOREGISTRATORE; Amelia non riusciva a comprendere la funzione della X rossa), dicevo, mentre gesticolavo in direzione delle mie attonite coworkers cercando di infondere in loro un minimo di Computer Science, IL PIRLA si piazza davanti a noi fresco come un quarto di pollo, si schiarisce la voce e annuncia:

“Stavo pensando… Sembrate una barzelletta”

?!?

“Sì, una di quelle battute tipo Quante commesse ci vogliono per far funzionare un computer?”

ALLORA, BARRY, FORSE NON CI SIAMO CAPITI.

Passi per Brigitta e Amelia (che comunque sono due signore adorabili e molto competenti in aspetti della Vita che trovo di fondamentale importanza, tipo la preparazione di conserve e lo knitting), ma IO sono UN PICCOLO DRAGO del computer. Conosco pure la funzione della scatola lì sotto. E so usare benissimo Paint. No, così, per dire.

Get off your high horse e già che ci sei fanculo.

Lista della spesa intelligente cercasi (e altro)

Nascondo un orribile segreto.

Sono diventata una che va da Waitrose.

A PARTE CHE se usufruisci degli sconti della MyWaitroseCard non è poi così caro.

A PARTE CHE offre un’interessante selezione di prodotti e un packaging sbarazzino.

A PARTE CHE si adatta al tenore di vita di noi gente di West Ken.

A PARTE CHE saranno anche caz fatti miei.

Abbracciata senza vergogna la mia nuova condizione di imborghesita wannabe-aristocratica, rimane la consapevolezza di non essere assolutamente in grado di fare la spesa. NON SO COSA COMPRARE. Nemmeno dal Waitrose enorme in High Street Kensington. Io ci entro tutta galvanizzata, ma poi mi perdo tra un pacco di crostini aromatizzati allo zenzero e una confezione di patate novelle al vapore (esistono?), tra una scatola di cioccolatini natalizi (perché qua è già Natale) e un vasetto di Korma sauce, insomma, ci siamo capiti, è il delirio, fino a che arraffo quello che mi capita a tiro, arranco fino alla cassa più vicina e lì, solo lì, mi rendo conto che ho, ancora una volta, seguito il mio solito SCHEMA DELLA NOIA.

Che consiste in:

  • Confezione di CAROTE già sbucciate e tagliate a pezzettini
  • Noodles
  • Verdure stir fry
  • Cereali per la colazione
  • Yogurt per la colazione
  • Succo di frutta per la colazione
  • LA VARIABILE, ossia LA CAZZATA INUTILE. Ad esempio: stasera volevo comprare una maschera per Halloween a forma di zucca. Nonostante io detesti A) Halloween; B) Le feste in maschera; C) Le feste; D) Le maschere; E) I bambini che fanno “dolcetto o scherzetto?”; F) Le zucche. No, scherzo, le zucche LE ADORO. Ma (attenzione, momento Jamie Oliver della settimana!) quelle mantovane sono le migliori, capito? Non trinceratevi in un triste mondo di “A me la zucca non piace” se poi non avete provato quella mantovana e, soprattutto, non avete mia mamma che ve la prepara al forno tagliata a cubetti. MA COMUNQUE. Non divaghiamo. TBS mi ha gentilmente fatto notare che l’acquisto della maschera-zucca sarebbe stato una cazzata, ma poi A) Ha cercato di farmi comprare una candela a forma di fantasma; B) Mentre non guardavo è riuscito a piazzare nel carrello due pies, un sacchetto di patatine al cheddar e una bottiglia di indian tonic water.

Vabbè.

Passiamo ad altro.

CI SIAMO TRASFERITI. Questo implica:

  • No more dividere la casa con altre sei anime
  • No more avere a che fare con CITOFONO
  • No more rampe di scale tra la camera da letto, il bagno e la cucina
  • No more coda per usare la lavatrice
  • No more ciotola dei Coco Pops usurpata da altre persone
  • No more bagno allagato
  • No more TEAM

I nostri ex coinquilini l’hanno presa malissimo.

Soprattutto Sporty Spice e CITOFONO. Infatti mi hanno praticamente strappato le chiavi di mano e sono corse a prendere possesso della nostra ex camera urlando “We’ll catch up lateeeeeer!” E temo che veramente ci catcheremo soon, perché le due arpie hanno in programma di organizzare una festa in occasione del nostro trasferimento (!) e della loro presa di possesso della camera padronale (!!).

MA SE NE PENTIRANNO.

SE NE PENTIRANNO AMARAMENTE.

Non so ancora come, quando e perché, MA SE NE PENTIRANNO.

ANATEMA!

Altri aggiornamenti al volo:

  • Lara si è iscritta a un master ed è andata a vivere nelle verdi lande occidentali! Abita insieme a un pischello di credo sette anni e al landlord, un Soggetto che non vedo l’ora di conoscere, il quale svolge la luminosa professione di Artista/compositore di canzoni/scrittore/creatore di DISCORSI MOTIVAZIONALI. Un idolo, un mito, un modello di vita e carriera.
  • Situazione al negozio: sono stata ammessa al magico ed affascinante mondo della CASSA. Voi direte: Capirai. IO vi dico che è un casino. Vi dico anche che è iniziata la corsa ai guanti, sciarpe e cappotti e IO mi chiedo, dal profondo del cuore, ma LA GENTE quando smetterà di comprare roba? Comunque. Barry sta lavorando con noi solo il sabato e me ne rallegro molto. Negli ultimi due giorni siamo state da sole io e Brigitta, visto che Miss Paperett è in vacanza e Nonna Papera si è molto stranamente tenuta fuori dalle palle: UNA PACCHIA. Argomenti di discussione: gatti, modi di cucinare l’agnello, consigli su come gestire al meglio il riscaldamento centralizzato, knitting, calzini comodi da indossare in casa. UNA PACCHIA. L’unico problema è che Brigitta si ostina a tenere spalancata la porta del negozio e, Briggy cara, non so se te ne sei accorta ma inizia a fare un po’ freddino. O è in menopausa o sta cercando un modo gentile per dirmi che puzzo.
  • CASA NUOVA: Ne parleremo meglio a tempo debito. Per ora vi basti sapere che c’è qualche problemino pratico (ma questo era anche ovvio, story of my life), tipo che abbiamo due docce nello stesso bagno (N.B. Il bagno è grande come un francobollo, ergo con “doccia” non intendo l’intera struttura ma solo quella roba lì da cui esce l’acqua, insomma, come si chiama, dai ci siamo capiti) e che una di queste butta solo acqua fredda (riflettendoci magari è per questo che hanno piazzato la seconda doccia), insomma, roba che svanisce davanti al Grande Disegno dell’Universo e davanti al fatto di abitare in un quartiere meraviglioso. Io, la mattina, posso uscire trionfalmente dalla mia casa rosa indossando un cappottino rosso fiammante e, quindi, della doccia anche I.C.C.M.N.F. (Il Cazzo Che Me Ne Frega).
  • MARLIE: Tutto bene. Charlie è ancora tra noi. La situa si sta evolvendo perché il ragazzo ha deciso di abbandonare il Bronx londinese e di diventare uno dei gloriosi esponenti di Noi Gente di West Ken. Ha trovato dunque casa nelle vicinanze. Casa che dovrà condividere con altre nove persone, al che, caro Charlie, qua una pacca sulla spalla e un “contento tu” sono d’obbligo.

Vorrei trovare qualcosa di sbarazzino con cui concludere il post, ma siccome sono stanca e si è fatta una certa, CIAO.

Avviso

Dove finisce la scaramanzia e inizia la superstizione?

Dove si collocano gli arretrati del blog, in tutto ciò?

Ve lo dico?

Non ve lo dico?

Ve lo dico?

Ve lo dico.

GIOVEDÌ PROSSIMO semprechevadatuttosecondoipiani CAMBIAMO CASA!

Realizzeremo (forse) “la pretesa borghese di avere una casa tutta per noi” (cit. me stessa, settembre 2012).

In zona West Kensington. Ma sempre molto vicino ad Hammersmith e, soprattutto, sempre nel favoloso HAMMERSMITH & FULHAM – THE LOW TAX BOROUGH. Con la differenza che adesso siamo più vicini ad Holland Park rispetto a prima.

Ma sto divagando: leveremo le tende dalla Casa (probabilmente).

Marta, io……………………. E TBS.

Perché TBS SI È TRASFERITO A LONDRA!!!

(Da tre giorni. E ha già visto 57 partite al pub. Pare che si trovi bene)

Si trova temporaneamente nella Stanza con me e Marta. Il nostro duo, però, non è diventato un trio: è diventato un quartetto.

C’è qua anche Charlie.

No! Gettate i fiori d’arancio! Marlie non sta ancora per compiere il grande passo della convivenza more uxorio. Stiamo semplicemente ospitando Charlie, che poverino ha dovuto lasciare il suo nido a Brixton, fino a che non troverà una nuova sistemazione.

Potete benissimo capire come: stanza doppia trasformata in quadrupla + effetto campeggio + miliardi di valigie in giro + presenza di altre sei persone in casa (una delle quali è CITOFONO) + persistente puzza di pesce nell’abitazione per colpa dei bizzarri gusti culinari dei coinquilini = Lieve senso di claustrofobia.

Ma non preoccupatevi per noi.

Tra pochi giorni (o almeno spero) ti saluto e sono.

Il sogno si avvicina.

Yeah

S.O.S.

Aiutateci.

Qualcuno sta cucinando non-so-che-tipologia-di-pesce ma, vi giuro, in casa c’è una puzza indescrivibile.

Siamo barricate in camera, a tre rampe di distanza dall’Antro del Fetore, ma il tanfo si sta facendo sentire E ANCHE PARECCHIO, aggiungerei.

Ho spruzzato in giro il deodorante. Il disinfettante per ambienti. L’air freshener aromatizzato al lino. Mi mancano solo due gocce di Chanel n. 5 dentro il naso.

AIUTATECI, VI DICO.

Perché la gente cucina cose puzzolenti nella casa dove abito?

Perché la gente cucina cose puzzolenti?

Perché la gente cucina?

Perché la gente?

Perché?