Marta: un affresco

“Cosa mangiamo stasera? Proviamo il peri peri (o “piri piri”? NdA) chicken? … No, dai, anzi, prendo la pizza. Mmm. Ripensandoci, ho voglia di nachos con la salsa. NO! Di GELATO! Oppure di insalata con pomodoro, mais e mozzarella. … Ho deciso: vado da Sainsbury’s e prendo quello che mi ispira”.

Questo non è il trailer di un programma televisivo dedicato ai disturbi alimentari. Questa è Marta, l’altra sera (22 settembre 2013).

E, per la cronaca, è tornata a casa con il famigerato peri peri (o piri piri) chicken.

Che, sempre per la cronaca, mi fa schifo.

Anzi! Non si dice che una pietanza “fa schifo”. È roba da bambini poco educati. E poi “che schifo chi dice che schifo gnegnegne”. Quindi mi correggo: il peri piri peri piri chicken non mi piace tanto. Diciamo che non fa per me. È troppo piccante. E poi mi fa schifo.

Ma non siamo qua per parlare di pollo piccante.

Siamo qua per parlare di Marta.

Marta è quella giovane donna che, quando le chiedi “Che cosa hai fatto questo pomeriggio?” ti risponde, nell’ordine:

  1. “POMERIGGIO?! Ma se ho finito di lavorare alle TRE” (A casa mia dalle tre in poi c’è ancora una bella fetta di pomeriggio disponibile, ma shh)
  2. “La doccia”
  3. “Non ho fatto partire la lavatrice perché non ho avuto tempo”

Marta è quella giovane donna che, siccome non ha più vestiti da mettere perché non ha tempo di fare lavatrici, va in giro con:

  1. Maglietta a righe rosse e bianche
  2. Leggins marroni usati a mo’ di pantaloni
  3. Scarpe nere.

Ma queste cose le sappiamo già tutti, vero?

Quello che forse suonerà come una novità è che

MARLIE

IL SOGNO CONTINUA

Ebbene sì! Marta e Charlie ormai sono una coppia fissa e sono veramente carini insieme (anche se non quanto TBS & me).

Charlie è veramente adorabile e se la cava molto bene alle quiz nights (se non altro perché capisce le domande). L’unico problema è che è la persona più sportiva che abbia mai conosciuto (nominatemi uno sport: lo pratica. Sì, anche lo SQUASH o come si scrive). La cosa non si armonizza bene con l’attività sportiva prediletta da quella giovane donna che è Marta, ossia il lancio su divano seguito da lamenti vari causati da dolore alle giunture. Ma l’Amore non si piega di fronte a questi insignificanti ostacoli!

Sto dunque pensando di lanciare sul mercato una linea di prodotti per la casa (tazze, cuscini, scopini per il water…) con su la scritta “I AM A MARLIE SHIPPER”. Qualcuno è interessato?

Ora però scusatemi, devo copincollare un paragrafo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, a beneficio di mia mamma:

Shipping è il termine inglese, derivato dalla parola relationship (relazione), con cui s’intende il coinvolgimento emotivo e/o intellettuale dei fan nel crescente sviluppo della relazione tra una coppia di personaggi di un’opera fittizia (solitamente nelle saghe letterarie e nelle serie cinematografiche e televisive). Sebbene il termine sia tecnicamente applicabile ad un qualsiasi coinvolgimento, esso si riferisce principalmente a diverse dinamiche sociali osservabili su Internet, ed è raramente utilizzato al di fuori di tale contesto.

Lo shipping comprende praticamente qualsiasi tipo di rapporto, da quelli ben noti e stabiliti, a quelli più ambigui ed in fase di sviluppo, e persino quelli fortemente improbabili e palesemente impossibili. Le persone coinvolte nello shipping (o shipper) affermano che il rapporto tra una coppia di personaggi esiste, si formerà in futuro, o semplicemente che vorrebbero esistesse.

Ahh. Non ci sentiamo tutti un po’ più acculturati, ora?

Vabè, probabilmente ho usato il termine al di fuori del suo contesto principale, ma chissene, mi piaceva.

Concludo con l’immagine che mi si dipinge in mente tutte le volte che mi trovo insieme ai due piccioncini:

marley

Dove:

  1. Marley rappresenta per assonanza, ovviamente, la coppia Marlie
  2. Io sono il cucciolo di cane
  3. Lo so che il film ha un finale tristissimo (SPOILER!) ma qua ci stiamo concentrando sul titolo e non sulla trama, ok?

Bene.

Adesso scusatemi, ma vado a mangiare il risotto agli asparagi preparato da quella giovane donna di Marta.

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2 pensieri su “Marta: un affresco

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