Come capire se il tuo coinquilino se la sta credendo un po’ troppo

Premesse:

  • Con la parola “coinquilino” faccio riferimento all’idea iperuranica e universale di, appunto, coinquilino. Non stiamo parlando di un (here it comes la quarta ripetizione della stessa parola in poche righe, agghiacciante) coinquilino in particolare, SEBBENE PURTUTTAVIA mi sento di affermare che il contenuto di questo post potrebbe e dico POTREBBE tranquillamente riferirsi a gente del calibro di CITOFONO (e anche, un po’, Sporty Spice). Potrebbe.
  • “Se la sta credendo un po’ troppo” è sinonimo di “si sta allargando”. Insomma, stiamo parlando dell’atteggiamento IPERURANICO di una persona IPERURANICA che sta iniziando (sommessamente ma in modo deciso) a rompere le palle.

Svolgimento:

COME CAPIRE SE IL TUO COINQUILINO SE LA STA CREDENDO UN PO’ TROPPO

Chiariamoci. Avere un coinquilino menefreghista e zozzo (quello che non pulisce la casa, quello che ti ruba il cibo, quello che semina i suoi vestiti sporchi in giro – QUPP, insomma) è una delle cose peggiori che possa capitare.

Esiste, però, un altro esemplare di Piaga Domestica che troppo spesso viene sottovalutato. IL COINQUILINO CHE VUOLE FARE IL CAPETTO.

Attenzione: non stiamo parlando del capetto a tutti gli effetti, ossia dell’anima pia che si prende carico del Benessere Generale della casa, che va a comprare il detersivo, la carta igienica, che mantiene i rapporti col landlord, che svuota il bidone della spazzatura, ecc. ecc. Non stiamo parlando delle compiante Capetta 1 e Capetta 2.Stiamo parlando di quel genere di coinquilino che SI ATTEGGIA a Creatura Superiore, che gironzola per la casa sospirando e dicendo cose che chiaramente sottintendono “Ah, se non ci fossi io questo posto cadrebbe in rovina” SENZA però svolgere tutte le mansioni che il ruolo di Capetto comporta.Non mi sto spiegando bene?

Allora.

Il vostro coinquilino se la sta credendo un po’ troppo se:

  • Appena si libera una credenza in cucina LA OCCUPA senza chiedere il parere di CHI aveva il legittimo diritto di prenderne il possesso (in quanto coinquiline più anziane della Casa, ovviamente me e Marta)
  • COMPRA un nuovo mocio nonostante il vecchio fosse ancora ben funzionante, e assume l’aria da Addolorata ma Eroica pretendendo ringraziamenti commossi e lanci di rose. Anche no.
  • Si prende carico dell’acquisto di un nuovo set di piatti e tazze (con i soldi della cassa) e decide arbitrariamente di buttare tutte le ciotole del vecchio corredo della Casa. Nonché uno scolapasta. Nello specifico, il mio scolapasta preferito.
  • Toglie dal frigorifero i fogli dove tu hai diligentemente scritto a mano i turni delle pulizie e li sostituisce con la stessa roba SCRITTA AL COMPUTER. No, ma io dico, lo spreco della carta, degli alberi, del toner, del TEMPO, della mia pazienza.
  • Si asciuga i capelli alle sette di mattina. Tenendo la porta della propria stanza aperta.
  • Decide di onorare il suo turno-pulizie alle otto di mattina, quando gli altri abitanti della Casa devono usare la cucina e la zona lounge per fare colazione, e si lamenta della loro presenza.
  • Si lagna velatamente del fatto di essere l’unico a comprare la carta igienica. Allora. 1) La carta igienica, così come il detersivo per i piatti, il liquido per lavare i pavimenti, eccetera, la compriamo con i soldi della cassa comune. Ergo non ci rimetti denaro; 2) Sainsbury’s si trova esattamente a 73 passi da casa nostra; 3) Ho trascorso il periodo febbraio-agosto a procurare  sistematicamente la carta igienica per la Casa. L’ho mai fatto notare a qualcuno? (A parte Marta, che però non conta <3); 4) CAZZO COMPRI LA CARTA IGIENICA ANDREX CHE FA SCHIFO E QUANDO CERCHI DI STRAPPARLA SI RIDUCE IN BRANDELLI?! You had one job! Almeno fallo bene.

Vi saluto perché mi sono innervosita. CIAO.

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Marta: un affresco

“Cosa mangiamo stasera? Proviamo il peri peri (o “piri piri”? NdA) chicken? … No, dai, anzi, prendo la pizza. Mmm. Ripensandoci, ho voglia di nachos con la salsa. NO! Di GELATO! Oppure di insalata con pomodoro, mais e mozzarella. … Ho deciso: vado da Sainsbury’s e prendo quello che mi ispira”.

Questo non è il trailer di un programma televisivo dedicato ai disturbi alimentari. Questa è Marta, l’altra sera (22 settembre 2013).

E, per la cronaca, è tornata a casa con il famigerato peri peri (o piri piri) chicken.

Che, sempre per la cronaca, mi fa schifo.

Anzi! Non si dice che una pietanza “fa schifo”. È roba da bambini poco educati. E poi “che schifo chi dice che schifo gnegnegne”. Quindi mi correggo: il peri piri peri piri chicken non mi piace tanto. Diciamo che non fa per me. È troppo piccante. E poi mi fa schifo.

Ma non siamo qua per parlare di pollo piccante.

Siamo qua per parlare di Marta.

Marta è quella giovane donna che, quando le chiedi “Che cosa hai fatto questo pomeriggio?” ti risponde, nell’ordine:

  1. “POMERIGGIO?! Ma se ho finito di lavorare alle TRE” (A casa mia dalle tre in poi c’è ancora una bella fetta di pomeriggio disponibile, ma shh)
  2. “La doccia”
  3. “Non ho fatto partire la lavatrice perché non ho avuto tempo”

Marta è quella giovane donna che, siccome non ha più vestiti da mettere perché non ha tempo di fare lavatrici, va in giro con:

  1. Maglietta a righe rosse e bianche
  2. Leggins marroni usati a mo’ di pantaloni
  3. Scarpe nere.

Ma queste cose le sappiamo già tutti, vero?

Quello che forse suonerà come una novità è che

MARLIE

IL SOGNO CONTINUA

Ebbene sì! Marta e Charlie ormai sono una coppia fissa e sono veramente carini insieme (anche se non quanto TBS & me).

Charlie è veramente adorabile e se la cava molto bene alle quiz nights (se non altro perché capisce le domande). L’unico problema è che è la persona più sportiva che abbia mai conosciuto (nominatemi uno sport: lo pratica. Sì, anche lo SQUASH o come si scrive). La cosa non si armonizza bene con l’attività sportiva prediletta da quella giovane donna che è Marta, ossia il lancio su divano seguito da lamenti vari causati da dolore alle giunture. Ma l’Amore non si piega di fronte a questi insignificanti ostacoli!

Sto dunque pensando di lanciare sul mercato una linea di prodotti per la casa (tazze, cuscini, scopini per il water…) con su la scritta “I AM A MARLIE SHIPPER”. Qualcuno è interessato?

Ora però scusatemi, devo copincollare un paragrafo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, a beneficio di mia mamma:

Shipping è il termine inglese, derivato dalla parola relationship (relazione), con cui s’intende il coinvolgimento emotivo e/o intellettuale dei fan nel crescente sviluppo della relazione tra una coppia di personaggi di un’opera fittizia (solitamente nelle saghe letterarie e nelle serie cinematografiche e televisive). Sebbene il termine sia tecnicamente applicabile ad un qualsiasi coinvolgimento, esso si riferisce principalmente a diverse dinamiche sociali osservabili su Internet, ed è raramente utilizzato al di fuori di tale contesto.

Lo shipping comprende praticamente qualsiasi tipo di rapporto, da quelli ben noti e stabiliti, a quelli più ambigui ed in fase di sviluppo, e persino quelli fortemente improbabili e palesemente impossibili. Le persone coinvolte nello shipping (o shipper) affermano che il rapporto tra una coppia di personaggi esiste, si formerà in futuro, o semplicemente che vorrebbero esistesse.

Ahh. Non ci sentiamo tutti un po’ più acculturati, ora?

Vabè, probabilmente ho usato il termine al di fuori del suo contesto principale, ma chissene, mi piaceva.

Concludo con l’immagine che mi si dipinge in mente tutte le volte che mi trovo insieme ai due piccioncini:

marley

Dove:

  1. Marley rappresenta per assonanza, ovviamente, la coppia Marlie
  2. Io sono il cucciolo di cane
  3. Lo so che il film ha un finale tristissimo (SPOILER!) ma qua ci stiamo concentrando sul titolo e non sulla trama, ok?

Bene.

Adesso scusatemi, ma vado a mangiare il risotto agli asparagi preparato da quella giovane donna di Marta.

Protetto: Orgoglio e prepotenza

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