As long as you CHE NOIA

Sto lavorando come un mulo

Voi siete tutti al mare

Un giorno capiremo il senso di tutto questo

Nel frattempo vi odio.

Hola. Mi sto lamentando ininterrottamente da 58 ore and I like it. A voi farò un simpatico riassunto: Sono stanca che palle uffa mi fanno male le gambe non faccio altro che far provare maglioni e blazer a bambini più o meno fastidiosi e correre qua e là e TESCO VENDE LE UNIFORMI SCOLASTICHE A UN POUND. PERCHÉ LA FOLLA SI OSTINA AD INFESTARE IL MIO NEGOZIO?

Per la qualità, dite?

Eh ma che palle.

Vabbè.

By the way ieri, in un raro momento di calma, ho provato un blazer della scuola Lady Margaret (prezzo: £89) e mi sta un amore.

E comunque sto bene.

La mattinata è stata molto produttiva: ho pulito tutti e due i bagni (Alex, making your house cleaner since September 2012) e ho elaborato un simpatico grafico delle emozioni di Marta (un giorno forse ve lo propongo, ma sappiate che non vi state perdendo nulla. È molto elementare. Giusto per farvi capire il livello di complessità psicologica, le categorie principali sono due: A) Sono felice e B) Sono infastidita).

Vorrei creare un grafico delle mie emozioni, ma sarebbe un lavoro lungo e tedioso e, sinceramente, non c’ho sbatti (lasciando per un momento perdere il fatto che non interesserebbe A NESSUNO).

(Come il 98% delle cose di cui parlo)

(Ad esempio, Marta mi ha confidato che a NESSUNO interessa il dibattito sul ruolo del gallo nella fecondazione delle uova e sulla differenza tra pollo/gallo/gallina)

(MA COME È POSSIBILE QUESTO? Si tratta pur sempre della Natura. Del grande mistero del cerchio della vita. Della creazione. Dello schema delle Cose)

(Nasci pulcino, ma chi lo decide se diventi pollo o gallo? E la gallina come si colloca in tutto questo? E il tacchino? Come si chiamano i cuccioli di tacchino? E i fagiani?)

(Ma non soffermiamoci su queste cose che, come dice MARTA, non vi interessano)

Volevo dirvi una cosa molto seria.

Dopo attenta analisi del profilo Twitter di Brian Littrell (per i non attenti: il tizio basso dei Backstreet Boys) sono giunta alla conclusione che il ragazzo in questione ha la personalità a dir poco, come dice la beneamata Corgi, sotto le scarpe.

  • Al posto di dire “tweet” dice “chirp” E GIÀ NON FA RIDERE. In più lo ripete ogni due per tre.
  • Chirp.
  • Vi cito la sua bio: “Husband / Father /  Backstreet boy / Christian Artist / Believer” NO MA SERIAMENTE? E proseguiamo con la posizione: “Some where over the rainbow :)” KILL IT WITH FIRE!!!!!!!!!!!!!!!!
  • Proseguiamo con qualche estratto dai suoi tweets, scusate, chirps: “I should be asleep!! Good Night…”; “Amazing lunch at Cravings with the family…”; “Ready to work. Hurry up and wait”; “Ok I have to go ChirpVille!!! Love you all *emoticon raffigurante un pulcino*”. ChirpVille. CHIRPVILLE?
  • Si riferisce a Twitter come “ChirpVille”.
  • CHIRPVILLE.

BRIAN IO TI AMAVO.

BRIAN, DOVEVI DIRMELO PRIMA CHE ERI CARISMATICO PIÙ O MENO COME UN MERLUZZO SOTTO SALE.

Ah ragazzi, abbiamo un piccolo problema. Prima ho digitato sulla barra di ricerca di Youtube “Brian Littrell” perché volevo proporvi qualche simpatico (e breve) video Brian-related a mo’ di conclusione.

Invece ho trovato QUESTO: Brian Littrell Wedding – Documentário do casamento de Brian e Leighanne Littrell. E adesso ce lo guardiamo TUTTO.

 

  • Capite che questo ha incontrato l’amore della sua vita sul set di As Long As You Love Me? Era la mia canzone preferita. Leigh Anne TI ODIO.
  • Scherzo, sono passati almeno tredici anni, l’ho superata.
  • Ma il cappotto di pelle che indossa lui al minuto 1:50?
  • Minuto 2:42 CHE PACCHIANATA DI INVITO È?
  • Minuto 5:12 Che carini però :’) SI AMANO!!!!1!
  • Minuto 5:26 Unique groom’s cake with edible cigars? EH?
  • 6:28 Brian ha scritto una ballad apposta per l’evento! Che romanticooooo
  • Si vabbè però che noia.

7 minuti e 46 secondi della mia vita che nessuno mi restituirà. MAI.

Ciao.

Sopportazione is in the air

Ciao piccoli bulbi timidamente nascentNON DETESTO PIÙ BARRY.

Ecco. L’ho detto.

Non sento più il bisogno di spaccargli la faccia / strangolarlo con la manica di un blazer / prenderlo a sberle con l’ausilio del deumidificatore tutte le volte che compare nel mio campo visivo.

Non dico che il ragazzo sia diventato improvvisamente gradevole, o che io mi sia tramutata in una novella Madre Teresa di Calcutta. Dico, semplicemente, che siamo coesistendo senza troppi problemi.

Anche perché, dopo aver commesso un paio di sbagli, il nostro caro Barry ha abbassato un po’ la cresta e ha smesso di avere perennemente quell’aria da “Potrei gestire questo posto da solo e ottenere comunque un risultato migliore di voi tre rincoglionite messe insieme”.

CHIARIAMOCI: rimane, comunque, saccente e fastidiosamente iperattivo.

CHIARIAMOCI/2: probabilmente lo otterrebbe. Il risultato migliore, dico.

Ma mi sono messa l’animo in pace. È un sales assistant migliore di me. E allora? È lui, non io, il Faro Luminoso che ridarà lustro ai venditori di divise scolastiche della Gran Bretagna intera. E allora? È la sua foto, non la mia, che Nonna Papera farà incorniciare ed esporrà in bella vista sul caminetto, proprio sotto alla scritta “Best dipendente ed erede ever”. E allora? (Ma devo ammettere che questo punto mi fa un po’ soffrire).  Brigitta continua a stravedere per lui. E allora? Tanto Miss Paperett lo odia (ma forse odia anche me, per quello che ne so).

E ALLORA?

Io ho voi, cari lettori, voi avete me (questo è il punto in cui vi commuovete), Barry può anche scavarsi un nido nelle summer polo shirts della NomeDiScuola1 e rimanere lì dentro a vita che a noi CAZZO CE NE FREGA.

Anche perché, ve lo confido, ogni giorno al lavoro sta diventando più impegnativo del precedente e la necessità di poter contare su dei colleghi in gamba supera qualsiasi voglia di essere la gallina più produttiva del pollaio. Non che lo sia mai stata. Ma comunque.

TUTTO QUESTO PER DIRVI CHE abbiamo un nuovo collega. Ed è un cretino indolente. Chiamiamolo Gonzo.

Gonzo riesce, magicamente, a fregarsene di tutto. Non trova la roba in magazzino? Eh, vabbè, il mondo va avanti lo stesso. Le ragazze della NomeDiScuola2 quando fanno educazione fisica devono indossare i pantaloncini di nylon e non quelli cotton? Non è un problema suo. Non sa che cosa fare? Gira per il negozio fischiettando.

Ma forse non avete capito bene e state provando un accenno di empatia nei confronti di quella simpatica canaglia di Gonzo. NEIN!!! Vi faccio un esempio pratico.

“Gonzo, ci sono pochi maglioni rossi taglia 26, non è che potresti fare un po’ di filling in?”

Gonzo NON SA dove andare a pescare i fantomatici maglioni rossi, ma dice comunque “CERTO!”. E fin qua ok. L’ho fatto anche io qualche volta, perché A) Non volevo fare la figura dell’idiota; B) Sono, effettivamente, idiota; C) Speravo, in qualche modo, di riuscire a trovarli da sola; D) Non avevo capito la richiesta e il “CERTO!” mi era uscito come riflesso automatico.

Il problema è che, quando Gonzo non riesce a trovare i maglioni, non si reca da Nonna Papera/Barry/Me (notare l’umiltà del second in command che si mette in posizione inferiore a quella dei leaders) a chiedere lumi sulla loro ubicazione. Gonzo riprende a bighellonare per il negozio e aspetta che qualche altro cretino si occupi della questione.

Un po’ come faccio io con le felpe della scuola NomeDiScuola3, ma, capitemi, proprio non riesco a trovarle. E poi è una cosa totalmente diversa.

Converrete quindi con me che è meglio canalizzare il mio Odio verso le persone che non mi sono utili. MERRY YOU’RE NEXT. Barry, tu puoi restare. Ma con moderazione.

Protetto: Ottime notizie

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Giusto un paio di annunci anzi uno

Magno cum super gaudio salgo sul Pulpito dei Comizi per comunicarvi che ci sono DUE cose che ancora non sapete.

(TRE, se contiamo il Senso dell’Esistenza e dell’Universo, ma dettagli).

La prima è questa:

Marta sta uscendo insieme ad un ragazzo. Il giovane uomo in questione esiste, è inglese, si chiama Charles, abbreviato in Charlie (CAN YOU FEEL THE CARLO-FEVER???), è molto carino e ha preso l’azzardata decisione di iniziare a frequentare Marta mentre era nel pieno delle sue facoltà mentali (che, comunque, non possono essere troppo consistenti, visto che sta uscendo con lei – AH AH, si scherza).

Insomma: il romanticismo è nell’aria, anche se la mia roomie si rifiuta di ammetterlo (salvo avere un sorrisino irritante per il 98% del tempo).

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MARLIE (o preferiamo Marles?) IS REAL!

La seconda cosa non ve la posso ancora dire. Questa nobile reticenza mi è imposta da un complesso miscuglio di scaramanzia e amore per la suspence. Posso, però, comunicarvi di che cosa NON si tratta:

  • Marlie non sta per convolare a nozze
  • Marlie non sta per avere un Royal Baby
  • MARLIE.
  • No, scusate, ‘sta roba del nome di coppia mi diverte.
  • Barry non ha improvvisamente deciso di tornare in Polonia (anche se sarebbe ora)

HASTA LUEGO.