Pulizie di primavera

Sì, carissimi.

Potete anche smetterla di fare battute del tipo “Oh, ma lì ci sono ancora quattro gradi? Qui siamo in maniche corte ohohohoho ahahaha”.

La primavera (FORSE) è arrivata anche in queste lande. Almeno, così pare. Poi magari domani mi sveglio e trovo

a) LA BRINA

b) Marta, che darà la colpa a queste mie affermazioni gaudenti e prive di scaramanzia.

Quindi, retromarcia:

Ultimamente abbiamo registrato un piacevole ma lieve e, con tutta probabilità, passeggero aumento delle temperature. MA non parliamo di questo, perché poi magari domani mi sveglio e trovo i punti a) e b) precedentemente citati.

Parliamo di uno degli aspetti più noiosi primavera-related. LE PULIZIE DI – appunto – PRIMAVERA.

Ieri abbiamo messo in ordine la Scatola.

Non è stato divertente.

Non è stato semplice.

Non è stato gratificante.

NO, perché Marta ed io abbiamo due visioni decisamente ossimoriche del concetto “Mettere In Ordine La Roba”.

Per la mia roomie “Mettere In Ordine La Roba” significa BUTTARE tutto ciò che non le serve più. Ma anche cose che potrebbero risultarle necessarie in un futuro abbastanza prossimo (tipo, non so, tra meno di un anno), come le meravigliose ciabatte Ugg tarocco style che ci hanno scaldato i piedi per tutto l’inverno. Motivazione che accompagna la feroce mietitura dei suoi possedimenti? “Io non mi affeziono alle cose”.

Per me, “Mettere In Ordine La Roba” significa:

  1. Avere una crisi isterica di fronte all’innumerevole quantità di cianfrusaglie accatastate sotto il letto/sopra l’armadio/eccetera.
  2. “MA ADESSO BASTA, ADESSO CI PENSO IO”
  3. “Ooooh, guarda che carino questo, non mi ricordavo più di averlo”
  4. Elargire sguardi e gesti di tenerezza ad ognuno degli oggetti (più sono inutili agli occhi altrui, MEGLIO)
  5. “Va bene, non devo fare piazza pulita totale, devo semplicemente eliminare solo le cose inutili”
  6. Autoconvincersi che OGNI COSA ci servirà, se non oggi o domani, nell’immediato futuro. Ad esempio, non posso buttare quel calzino spaiato (N.B. da novembre) perché sono sicura che il suo doppio salterà fuori, prima o poi.
  7. Affannarsi a trovare una sistemazione alternativa a tutto per evitare di soccombere in un mare di calzini spaiati, magliette scucite e vecchi scontrini (no, dai, scherzo. Gli scontrini di solito li butto. A parte quelli che decido di conservare per motivi affettivi).
  8. Avere una crisi isterica.

Bene.

Avrete già compreso come la mia interpretazione del Mettere In Ordine La Roba si avvicini di più a quella esemplificata nell’immagine sottostante che all’ideale di Tabula Rasa propugnato da Marta.

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Sì, lo so, sono stramba.

Sì, lo so, non è un modus vivendi sano.

No, non voglio ritrovarmi sepolta dagli oggetti.

Però anche buttare via TUTTE le cose semi-inutili non va bene, vero?

Mi spiego.

Marta ha falciato via il nostro bellissimo alberello di Natale mignon con la seguente, futile scusa: “Il prossimo Natale è tra un sacco di tempo e, quando sarà, potremo permetterci un albero più grande”. E SE L’ANNO PROSSIMO SIAMO ANCORA CON LE PEZZE AL CULO? Scaramanzia, vedete. Lungimiranza. Visione d’insieme. Genio.

Ma ho accettato. Ho capito. Ho sofferto, ma ho acconsentito all’eliminazione cruenta di Bruce (l’albero).

Il Problema è sorto nel corso della Valutazione dell’ALZATINA IN CARTONE credo PORTA-CUPCAKE che avevo rimediato ai gloriosi tempi andati del Chioschetto. Marta, ovviamente, la vuole buttare perché “non serve a niente”.

Io.

Io guardo a quell’alzatina e vedo il Futuro. Vedo feste in giardino a tema bucolico-floreale e vedo i cupcakes che, nel frattempo, avrò imparato a preparare (quindi, e mi sembra logico, avrò anche trovato LA VOGLIA di fare ciò), troneggiare su questo meraviglioso Supporto.

Marta no; Marta non vede.

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Voi VEDETE?

Ho anche messo Bruce nella foto così potete anche apprezzare l’Enorme Sacrificio che ho fatto acconsentendo alla sua eliminazione dalla Casa.

Concentriamoci, però, sull’Alzatina – Coso dei Cupcakes. È, francamente, adorabile (per Marta “terrificante”). L’uccellino rosa sarebbe supposed to be in cima del tutto ma si è staccato. Dettagli, lo posso tranquillamente sistemare con lo scotch.

Vedete le Potenzialità del Coso Cupcake?

No?

Nemmeno se ve lo instagrammo? (Pregasi notare la mia dimestichezza con il linguaggio & gli strumenti dei Giovani)

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Che poi ragazzi, attenzione. SI RIPIEGA. Non è un oggetto prepotente. Sta lì, buono buono, nel suo angolino, per poi ZAC! Comparire meravigliosamente in occasione del tuo floreal-country-chic party.

Ultima cosa: il prezzo.

Aspettate, ve lo instagrammo:

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Capite? Questo Coso Cupcake costa PRATICAMENTE DIECI POUND. E io l’ho avuto GRATIS semplicemente perché l’uccellino è caduto. E anche perché era in esposizione al chioschetto e se lo guardi da vicino si vede che è rovinato, ma magari se lo scrivo così non se ne accorge nessuno.

GRATIS.

Riflettiamo. Riflettete. E, nel mentre, pensate a Bruce giacente nei freddi meandri di una busta della spazzatura.

 

La Fine

MARTA, MA L’ALBERO L’ABBIAMO BUTTATO VERAMENTE?

Posso recuperarlo?

Mi manca.

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Return of the Jedi AKA “Meglio pubblicare qualcosa”

Sono stata contatattata da un numero spaventosamente consistente di adepti (CINQUE), tutti in gravissime condizioni psicofisiche a causa della prolungata astinenza dall’Arte.

Ergo, eccomi.

Solo che ho perso un attimo le fila del discorso.

Non fraintendetemi: non è successa una mazza.

Il Problema è che non so bene da che parte dovrei ricominciare a Narrare.

QUPP?

Marta?

La Casa?

La Vita in Generale?

Il prezzo della travelcard?

Ragioniamo.

Non aggiorno il mio Spazio Artistico da secoli, quindi credo di dover dare la priorità a un argomento che faccia da collante, che renda immediatamente comprensibili gli sviluppi della Vicenda, che agisca da Esempio Luminoso delle Gesta qui narrate.

TASSOROSSO.

Parliamo di TASSOROSSO.

(Lo so che ora che sono anglofona dovrei fare la figa e dire “Hufflepuff”, ma sorvoliamo. Che nobiltà d’animo. Una donna che si rifiuta di abbassarsi ai livelli di Pochezza mediamente raggiunti dai britannici di adozione. Che fascino. Che grandeur. Ma sorvoliamo, ho detto).

Parliamo di questa – finora – ingiustamente sottovalutata Casa di Hogwarts.

Parliamo della STUPIDA convinzione popolare che colloca i Grifondoro, cioè i tizi “brave at heart”, al top della scala di figosità.

NON SONO D’ACCORDO.

Il coraggio NON CI PIACE. Il coraggio NON CI SERVE. Il coraggio lasciamolo a quelli che vogliono crepare facendo gli eroi. Noi, piuttosto, rimaniamocene tranquilli al calduccio bevendo una rinvigorente tisana alla menta e leggendo un buon libro.

I Tassorosso, invece.

I Tassorosso sono quelli CHE LAVORANO SODO, sono quelli che SI IMPEGNANO, sono quelli che MANTENGONO LA PAROLA DATA.

Sono quelli che tutti dovremmo impegnarci ad essere.

Tutti a parte me, ovvio.

Io, con la mia mente superiore, sono chiaramente CORVONERO.

Ma sto divagando (e di parecchio).

Per chi non avesse colto il significato profondo del mio stream of consciousness: stavo parlando di Harry Potter. Sì, quel tizio lì con la cicatrice che combatte contro l’altro tizio senza naso, avete presente?

Lo so, questo Elaborato non è di facile fruibilità.

Però, oh! Fatti vostri.

L’Arte è così. L’Arte non si comanda.

L’Arte non si fa distrarre dal Mondo circostante.

Anche se il Mondo circostante, in questo momento, comprende QUPP che saltella per le scale gridando “I WILL BE SO FUCKING SKINNY YEAAAAAAHHH!”.

Sì, QUPP si è messa a dieta. Questo vuol dire che ha preso la simpatica abitudine di recarsi in palestra alle ore più improbabili del giorno e di sgranocchiare carote crude come snack (SAY NOTHING, PLEASE). Però le tre-quattro sbronze settimanali non si toccano, eh.

Ossequi.

A presto.

VVB.