Amalo, pazzo Shame Team amalo

È da un po’ che non narro le gesta del leggendario Shame Team, nevvero?

Strano, perché stiamo mietendo un successo dopo l’altro.

E con “successo” intendo che ormai gli avventori del fu pub di Ise ci riconoscono e ci indicano ridendo.

Ma noi siamo superiori.

INFATTI LÌ DENTRO NON CI ENTREREMO MAI PIÙ, GNE GNE GNE.

Ovviamente sto scherzando. L’animo Nobile non si offende per lo scherno dimostratogli dal Volgo. È vero che abbiamo – momentaneamente – depennato il suddetto pub dalla Lista dei luoghi prescelti per le nostre performances, ma lo abbiamo fatto seguendo considerazioni mature e ragionevoli. Poi vi spiego. Andiamo con ordine, però.

Eravamo rimasti alla voglia di rivalsa che aveva pervaso i nostri cuori dopo l’ingiusta batosta subita dagli scintillanti Andrew and the Chipmunks, ossia a

QUELLA VOLTA CHE ABBIAMO DOVUTO SALTARE IL TURNO PER CAUSE DI FORZA MAGGIORE

C’est-à-dire che il presentatore del quiz ha avuto un incidente automobilistico (niente di grave, non preoccupatevi) e non abbiamo potuto esplicare la nostra Competenza.

Questo, però, ha avuto dei risvolti postivi:

  • Due pound risparmiati sono due pound guadagnati
  • Abbiamo evitato di assistere all’inserimento di QUPP nel team. Già, perché Marta aveva innocentemente provveduto ad invitarla (e forse non ve l’avevo ancora detto, ma QUPP è pericolosamente interessata alle nostre quiz nights e ci tiene tantissimo a partecipare – cosa che, purtroppo, prima o poi accadrà. Non si può postporre per sempre l’Inevitabile. A questo proposito vi chiedo Aiuto già da adesso). Vabbè, comunque, CHE PECCATO QUPP, il tizio che fa le domande ha avuto un incidente, tu guarda l’ironia della vita, non preoccuparti, sarà per la prossima volta, ok? Ok.
  • Il quiz è stato sostituito dalla Cerimonia di Svuotamento dei Fusti del pub. Ossia: da bere gratis. Ossia: Marta ancora adesso mi lancia sguardi di riprovazione quando si ricorda che io, quella sera, ho bevuto solo una pinta e tre quarti di sidro. Ok. Adesso devo dire due cose che mi faranno perdere una cospicua fetta di consensi. Facciamolo in fretta così sarà meno doloroso, va bene? NONMIPIACELABIRRA e comunque in generale NONBEVOTANTO. Oh. È rimasto qualcuno in linea? Yuu-huuu? MARTA, RIAPRI IL BROWSER, PER LA MISERIA. A mia discolpa posso dire che: A) Non digerisco benissimo il glutine (= mi sfondo di pasta senza registrare problemi di nota – il più delle volte -, ma se bevo un bicchiere di birra il sapore mi si ripropone per le 83 ore seguenti. Quindi anche no, grazie); B) Può non piacermi il sapore della birra? MARTA, NON GUARDARE ME, GUARDA LO SCHERMO E NON FARE QUELLA FACCIA CATTIVA; C) Le mie dimensioni mignon fanno si che, per me, due pinte siano in realtà una quantità del tutto rispettabile di bevanda alcolica; D) Oh, c’ho quasi trent’anni, potrò fare quello che voglio della mia vita? Grazie. [D1: Sia ben chiaro che non ho “Quasi trent’anni” ma ne ho MOLTI di meno]

Passiamo ora ad occuparci

DI QUANDO CORGI HA QUASI STROZZATO IL PRESENTATORE

(No, non quello incidentato, uno diverso).

The Shame Team nell’occasione era composto da: la sottoscritta (gli altri Membri della Squadra si alternano; IO rimango una splendida costante), Corgi, Martina e Lara di ritorno da una gita culturale a Cambridge (= tutte ad inseguire la Cultura mentre Corgi, più prosaicamente, cercava Marito. Dopo quattro ore di escursione ci ha rinunciato, giungendo alla conclusione che gli abitanti di Cambridge si riproducono per gemmazione).

Eravamo cariche di cultura e di monete da due pound.

Potevamo realizzare il nostro Sogno.

Potevamo.

E invece, ovviamente, nisba.

Però siamo diventate famose. Tutto merito del simpatico siparietto comico che il presentatore ha deciso di intavolare ai danni del nostro Team e, soprattutto, ai danni del nostro Faro.

Vi dico solo che, dopo avere visto il nostro punteggio di fine primo round (qualcosa tipo 9/20 o giù di lì) ha detto: “Oh… now I get WHY you are called The Shame Team”.

Ma stava scherzando, stava facendo il brillante, ci sta, sono giovani, si devono divertire. Lasciamoli fare.

Corgi, però, non era d’accordo e gli sguardi via via più insistenti che regalava al Quiz Master erano un poutpourri di emozioni che spaziavano da “BRAVO, VAI AVANTI CHE TI PARCHEGGIO LE MANI IN FACCIA” a “Cribbio, ‘sto qui non sa nemmeno pronunciare METALLURGIC correttamente e viene a dare lezioni di Cultura A ME!”.

Il Quiz Master non ha compreso la gravità della situazione e ha proseguito a rincarare la dose.

Non so come sia sopravvissuto, sinceramente.

Quello che so è che noi ne siamo uscite a testa alta.

Vincitrici.

No. ovviamente non è vero.

Siamo arrivate ultime.

Shhh. Silenzio.

Rivolgiamo invece le nostre menti ai fatti occorsi quella sera gloriosa

QUANDO LO SHAME TEAM È ARRIVATO TERZO

Su tre.

Apriamo una parentesi breve quanto necessaria: DOVETE imprimere A FUOCO nelle vostre menti il seguente concetto –> Partecipare a un quiz studiato per un pubblico britannico è veramente difficile. A ciò si aggiunga che il quiz al pub di Ise è VERAMENTE, ma VERAMENTE complesso.

Quindi per cortesia gelate sul nascere eventuali considerazioni del tipo “Ahahaha, ma che simpatiche SCHIAPPE” e proseguite nell’ammirarci e nel temerci IN SILENZIO.

La squadra: Io (…), Marta, Lara, Alessandra (trattasi di omonima e non della sottoscritta che parla in terza persona) e Cecilia from Brighton.

Gli avversari: Quattro gatti. Ossia altre tre squadre. Una di queste, però, ha deciso di ritirarsi dopo il primo round spaventata dalla complessità del Gioco (AVETE VISTO?). Noi invece no. Noi invece siamo Rimaste.

Noi non abbiamo paura di NIENTE.

Nemmeno del Presentatore (lo stesso disgraziato della volta prima) che ci ha riconosciuto, si è avvicinato sornione al nostro tavolo e ci ha detto “Vi ammiro perché almeno ci riprovate”.

Ma cosa ce ne frega a noi.

Intanto nella domanda “Indovina i personaggi” abbiamo risposto che la parte maschile del collage era THE QUIZ MASTER.

20130218_215206

Perché noi siamo Giovani. Perché noi siamo Audaci. Perché noi sovvertiamo le regole.

E poi è vero che siamo arrivate ultime (anche se, teoricamente, eravamo penultime: non dimentichiamo il gruppetto di SFIGATI che ha abbandonato il campo) con il punteggio oltremodo scioccante di tredici punti e mezzo su quaranta; è vero.

Ma è anche vero che il tizio che aveva il compito di correggerci l’Elaborato ha riconosciuto la nostra Superiorità Culturale dicendoci che l’aveva trovato “VERY FUN TO GRADE”.

20130218_220848

FUN, capito?

Noi facciamo divertire La Gente.

Cosa ce ne frega della vostra pecunia.

No, va bene, ce ne frega. Ma siamo ugualmente un gradino sopra. Tiè.

La narrazione delle nostre Gesta mi sta duramente provando ma raccolgo ciò che resta della mia energia creativa per prendere in esame

LA VOLTA IN CUI ABBIAMO CAPITO LA VIA DA SEGUIRE

Ossia: dobbiamo partecipare al quiz dell’ex pub di Marta.

Tanto per iniziare, le domande sono decisamente più umane da quelle proposte nell’ormai ex pub di Ise.

E poi è gratis.

E il presentatore non ci prende in giro.

Ed è gratis.

Giovedì scorso io e Lara (per l’occasione The Shame Duo) siamo andate in avanscoperta E ABBIAMO SPACCATO. No, non siamo arrivate prime. Nemmeno seconde. Nemmeno terze, anche se c’eravamo vicine. Terzultime. Signore e signori, terzultime con 25 punti su 40. Un risultato di tutto rispetto.

Ma possiamo migliorare.

Se abbiamo ottenuto questo amazing risultato con la collaborazione di due sole menti (e, ok, ammettiamolo, dell’aiuto di Baby per tre/quattro domande e dei fondamentali suggerimenti ad opera delle due sciure sedute al tavolo dietro al nostro), cosa faremo quando seduti al tavolo insieme a noi ci saranno altri Esemplari Intellettuali di tutto rispetto?

E non sto parlando di QUPP.

LA GLORIA, amici, LA GLORIA è vicina. Me lo sento.

Bene.

Basta.

Ora non vorrei scadere nel sentimentale, ma questo è il mio centesimo post e non so perché ma ci ho messo DUE ORE a scriverlo. Probabilmente perché A) I fatti da narrare dovevano essere suddivisi in due parti; B) Sono logorroica.

Ad ogni modo.

Baci baci vi voglio bene cento di questi Elaborati ciao ciao.

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