Lusso e fastidio

Oggi mi sono svegliata un po’ infastidita dal Mondo in generale.

Poi mi sono ricordata che oggi, 17 febbraio, è l’anniversario della morte di Giordano Bruno. Dunque il mio pessimismo cosmico, perlomeno oggi, ha un senso.

GIORDANO BRUNO.

Non il fatto che ieri abbiamo trascorso CINQUE ore in una specie di festival artistico-musicale molto trendy&giovane e le mie orecchie hanno fischiato in senso di protesta per le ventidue ore seguenti.

GIORDANO BRUNO.

Poi, vabbè, sono anche un genio perché per farmi venire l’ispirazione ascolto Il testamento di Tito di De Andrè. Con il risultato che mi viene voglia di appendere la (metaforica) penna al chiodo e di dedicarmi alla pastorizia, perché in confronto a De Andrè (diciamocelo, non mi offendo) faccio abbastanza schifo.

Anche se forse la pastorizia non è la mia strada.

No, ok, mi impegno.

Allora.

Oggi io, Marta e Corgi siamo andate a Brick Lane con Gabriello e il suo coinquilino IvodaPotenza.

Io ho dei problemi con Brick Lane.

Cioè, chiariamoci, bello il mood non-me-ne-frega-una-mazza-siamo-giovani eh, bello il cibo multietnico, bella la Vita, bella la Musica, bella la Gente – NO, mi correggo. Bella la gente NO. LA GENTE MI FA SCHIFO. LA CALCA IO LA ABORRO. Sogno spazi vasti e liberi dal contatto umano, sogno di poter camminare indisturbata in tutti i modi in tutti i luoghi e in tutti i laghi, sogno un deserto dal clima temperato e con il Wi-Fi.

Dicevo.

Bella Brick Lane, ma magari solamente per ventisette minuti e mezzo, va’, giusto per vivere il brivido dell’avventura, tra una paella fatta coi sassi e un negozio vintage (= puzzolente).

A me un pomeriggio a Brick Lane fa immediatamente venire voglia di:

  • Annusare un recipiente fino all’orlo di tè verde (attenzione, verde, non nero) al bergamotto – per noi addetti al settore Earl Green
  • Avvolgermi in una vestaglia di seta
  • Fare il bagno nel latte di riso
  • Accarezzare del tessuto damascato
  • Fare lo scrub con lo zafferano
  • Buttarmi con eleganza su una chaise longue
  • Eccetera.

Ci siamo capiti, vero?

Ma probabilmente questo vale solamente per me, che sono (citando Mia Madre) “una borghese del cavolo”.

Voi siete diversi; voi siete Giovani. Io ho settantacinque anni inside e una lieve ma tenace inclinazione verso il Benessere.

Ci tengo a precisare, arrivata a questo punto, che mi accontento anche di poco.

Infatti ora come ora attendo come la manna dal cielo il prossimo payday per…

… PER ANDARE A FARE UNA BELLA SPESA DAL SAINSBURY’S GRANDE AD HAMMERSMITH.

La captate la morigerata Razionalità di questo Desiderio?

Sentite la vena di Tristezza che non viene sbattuta in faccia al Lettore giusto per non scadere nel populismo più becero e banale?

Non chiedo molto.

Voglio scegliere i prodotti in base, appunto, alla loro Essenza di Prodotto (es. visto che so che molti di voi non mi staranno seguendo: “Ahhh le mele, le compro perché mi piacciono le mele”) e NON in base al loro Prezzo (es. “Ahhhhhhh ma ‘sta roba costa solo un pound e venti, comprare-comprare-comprare”).

Lo so, lo so.

La nobiltà con la quale tiro avanti nonostante LA SOFFERENZA che permea molti aspetti della mia vita è ammirevole.

Lo so.Ora scusate, vado a cenare con non-mi-ricordo-cosa-ma-mi-ricordo-il-prezzo.

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5 pensieri su “Lusso e fastidio

  1. Di quello che segue dopo la parola “schifo” ho potuto solo intuire qualcosa (molto poco), ma penso non sia nulla di male…:)
    A quello che precede, invece, pensavo stasera mentre guardavo un film su roghi di presunte streghe, cioè “Dies irae” di Dreyer.

    Mi piace

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