INTRICUS!

Buonasera.

Ancora niente segnali di vita da parte del mio Baby e degli Auror che l’hanno preso in cura.

Non so se si nota, ma qui abbiamo iniziato una maratona coatta di Harry Potter – coatta in quanto sponsorizzata e dittatorialmente IMPOSTA da Marta a me e Corgi.

(E con “maratona” intendo “abbiamo visto un film e mezzo e già iniziamo a manifestare segni di squilibrio”)

(E con “abbiamo visto” intendo “abbiamo lasciato il file AVI aperto mentre ci facevamo i fatti nostri, AKA mangiare pop corn di pessima fattura, guardare gattini su Tumblr e cambiare lo smalto”)

(E con “segni di squilibrio” intendo “nulla di diverso dalla nostra condizione abituale”).

COMUNQUE.

Sono indietro con Le Fila del Discorso.

Martina è partita.

Ise è partito.

Gabriello è in procinto di partire.

Ma non intristiamoci, amici cari.

Non intristiamoci perché vi devo ancora raccontare di LPF (per gli amici La Pazza Furiosa), delle ultime vittorie (…) dello Shame Team, della mia situazione economica, della mia brillante et emozionante Weltanschauung, eccetera.

Ma stasera no.

Stasera il Destino non vuole che io scriva, in quanto:

  1. Sono duramente provata dalla visione di Harry Potter Uno & Due. Che poi sono i film che apprezzo di meno della Saga: il primo è troppo dispersivo (metà è occupata dalla farsa di “scegli una bacchetta, compra la civetta, prendi il treno” e l’altra metà dalla partita di Quidditch più lunga della storia. Poi, all’improvviso, arrivano il troll e il tizio inquietante col turbante. Boh). Il secondo, miei cari, il secondo È INQUIETANTE. Gatti che vengono pietrificati, scritte sui muri fatte con il sangue, bisce che vogliono fissarti in the eyes, il Signore Oscuro che fa Marvolo di secondo nome. MA STIAMO SCHERZANDO?
  2. Devo -finalmente- guardare la prima puntata della terza serie di Miranda.
  3. Il computer ha iniziato a comportarsi in modo strano. Prima non mi mostrava più il puntatore, poi non funzionava più il cosetto che sostituisce il tasto destro del mouse (ci siamo capiti). Pregasi notare l’uso della parola “cosetto” per evitare di ripetere due volte il termine “tasto” nella stessa frase. IL LESSICO, signori, IL LESSICO. LA PROPRIETÀ DI LINGUAGGIO. L’ARTE. LA VITA. IO. Anyway, LODOVICO, sì, caro computer, ti chiamo per nome, NON FACCIAMO SCHERZI. Prima Baby, poi tu: NO. Non lo posso accettare. Mi rifiuto di accettarlo. NO. QUINDI VEDI DI COLLABORARE.
  4. Non so se lo sapete (forse vi ho già accennato qualcosa a riguardo), ma mi è morto il cellulare.
  5. Quello che invece SO con certezza è che almeno il 90% di voi non conosce Miranda. PROVVEDETE.
  6. Non posso sottoporre il mio cervello a uno sforzo eccessivo. Già so che stanotte sognerò di essere Draco Malfoy; non ho voglia di aggiungere QUPP e LPF alla Vicenda. Quindi non scrivo.
  7. Ma io ve l’ho raccontato di quella volta che ho sognato di essere uno Gnomo che vagava in una foresta fatata facendo dei leggeri ma audaci balzelli a rallentatore? Ero bellissimO. Avevo la barba, un cappello rosso e un panciotto verde. E se urlavo forte “INTRICUS!!!” la vegetazione intorno a me si infittiva rendendomi invisibile ai miei nemici! Non che avessi dei nemici, perché, ve l’ho detto, ero adorabile e bellissimo.
  8. Se avevo deciso di non raccontarvelo forse c’era un motivo. Vabbè.
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