Marta e altri problemi

Vorrei scrivere un post di quelli che poi mi contattate uno ad uno per dirmi “Oh Tandi, questo è IL MIGLIORE che tu abbia mai scritto”.

Per favore, non soffermiamoci sulla correttezza della frase precedente (le regole, la grammatica, i tempi verbali: GABBIE che imprigionano la nostra creatività). La vita è troppo breve per imbarcarsi in futili questioni di questo calibro. Piuttosto, amiche e amici, intristiamoci tutti moltissimo perché non potrò scriverlo, quel famoso post di quelli che poi eccetera eccetera.

Come mai?

Ve lo dico subito.

MARTA mi obbliga ad andare al pub a vedere MILAN-BARCELLONA.

Quindi dobbiamo uscire di casa alle SEI E MEZZA perché, vi ricordo, qui siamo un’ora indietro rispetto all’Italia e anche perchè è meglio se arriviamo al pub con un pochino di anticipo in modo da trovare posto a sedere.

Il tutto per andare a vedere MILAN-BARCELLONA.

Ve l’ho già detto che il giuoco del calcio mi annoia abbastanza, vero? E ve l’ho già detto che il Milan MI STA AMPIAMENTE SULLE BALLE, vero? E anche che Marta è il segretario del Milan Club di Massalengo e che guardare le partite insieme a lei è una Via Crucis, vero?

Dunque.

So già che stasera ci divertiremo un casino.

Ma non preoccuparti, MARTA, ti vogliamo bene lo stesso.

Anche se l’altro giorno hai deciso di preparare il pollo al curry usando IL MIX DI SPEZIE DOLCI che di solito si usa per cucinare i – appunto – DOLCI.

Vabbè, amiche e amici. Vi lascio perché tra un’ora dobbiamo già uscire e devo assolutamente dedicarmi a qualcosa di importantissimo.

Devo iniziare la ri-lettura di Harry Potter and the Philosopher’s Stone.

Kind regards,

Alex.

E NO, cari i miei esserini maligni. Non guferò. Io sono un Essere Nobile e, per questo, superiore a simili bassezze d’animo.

Anche perché se il Milan perde poi chi la sopporta, MARTA.

Kind regards.

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Amalo, pazzo Shame Team amalo

È da un po’ che non narro le gesta del leggendario Shame Team, nevvero?

Strano, perché stiamo mietendo un successo dopo l’altro.

E con “successo” intendo che ormai gli avventori del fu pub di Ise ci riconoscono e ci indicano ridendo.

Ma noi siamo superiori.

INFATTI LÌ DENTRO NON CI ENTREREMO MAI PIÙ, GNE GNE GNE.

Ovviamente sto scherzando. L’animo Nobile non si offende per lo scherno dimostratogli dal Volgo. È vero che abbiamo – momentaneamente – depennato il suddetto pub dalla Lista dei luoghi prescelti per le nostre performances, ma lo abbiamo fatto seguendo considerazioni mature e ragionevoli. Poi vi spiego. Andiamo con ordine, però.

Eravamo rimasti alla voglia di rivalsa che aveva pervaso i nostri cuori dopo l’ingiusta batosta subita dagli scintillanti Andrew and the Chipmunks, ossia a

QUELLA VOLTA CHE ABBIAMO DOVUTO SALTARE IL TURNO PER CAUSE DI FORZA MAGGIORE

C’est-à-dire che il presentatore del quiz ha avuto un incidente automobilistico (niente di grave, non preoccupatevi) e non abbiamo potuto esplicare la nostra Competenza.

Questo, però, ha avuto dei risvolti postivi:

  • Due pound risparmiati sono due pound guadagnati
  • Abbiamo evitato di assistere all’inserimento di QUPP nel team. Già, perché Marta aveva innocentemente provveduto ad invitarla (e forse non ve l’avevo ancora detto, ma QUPP è pericolosamente interessata alle nostre quiz nights e ci tiene tantissimo a partecipare – cosa che, purtroppo, prima o poi accadrà. Non si può postporre per sempre l’Inevitabile. A questo proposito vi chiedo Aiuto già da adesso). Vabbè, comunque, CHE PECCATO QUPP, il tizio che fa le domande ha avuto un incidente, tu guarda l’ironia della vita, non preoccuparti, sarà per la prossima volta, ok? Ok.
  • Il quiz è stato sostituito dalla Cerimonia di Svuotamento dei Fusti del pub. Ossia: da bere gratis. Ossia: Marta ancora adesso mi lancia sguardi di riprovazione quando si ricorda che io, quella sera, ho bevuto solo una pinta e tre quarti di sidro. Ok. Adesso devo dire due cose che mi faranno perdere una cospicua fetta di consensi. Facciamolo in fretta così sarà meno doloroso, va bene? NONMIPIACELABIRRA e comunque in generale NONBEVOTANTO. Oh. È rimasto qualcuno in linea? Yuu-huuu? MARTA, RIAPRI IL BROWSER, PER LA MISERIA. A mia discolpa posso dire che: A) Non digerisco benissimo il glutine (= mi sfondo di pasta senza registrare problemi di nota – il più delle volte -, ma se bevo un bicchiere di birra il sapore mi si ripropone per le 83 ore seguenti. Quindi anche no, grazie); B) Può non piacermi il sapore della birra? MARTA, NON GUARDARE ME, GUARDA LO SCHERMO E NON FARE QUELLA FACCIA CATTIVA; C) Le mie dimensioni mignon fanno si che, per me, due pinte siano in realtà una quantità del tutto rispettabile di bevanda alcolica; D) Oh, c’ho quasi trent’anni, potrò fare quello che voglio della mia vita? Grazie. [D1: Sia ben chiaro che non ho “Quasi trent’anni” ma ne ho MOLTI di meno]

Passiamo ora ad occuparci

DI QUANDO CORGI HA QUASI STROZZATO IL PRESENTATORE

(No, non quello incidentato, uno diverso).

The Shame Team nell’occasione era composto da: la sottoscritta (gli altri Membri della Squadra si alternano; IO rimango una splendida costante), Corgi, Martina e Lara di ritorno da una gita culturale a Cambridge (= tutte ad inseguire la Cultura mentre Corgi, più prosaicamente, cercava Marito. Dopo quattro ore di escursione ci ha rinunciato, giungendo alla conclusione che gli abitanti di Cambridge si riproducono per gemmazione).

Eravamo cariche di cultura e di monete da due pound.

Potevamo realizzare il nostro Sogno.

Potevamo.

E invece, ovviamente, nisba.

Però siamo diventate famose. Tutto merito del simpatico siparietto comico che il presentatore ha deciso di intavolare ai danni del nostro Team e, soprattutto, ai danni del nostro Faro.

Vi dico solo che, dopo avere visto il nostro punteggio di fine primo round (qualcosa tipo 9/20 o giù di lì) ha detto: “Oh… now I get WHY you are called The Shame Team”.

Ma stava scherzando, stava facendo il brillante, ci sta, sono giovani, si devono divertire. Lasciamoli fare.

Corgi, però, non era d’accordo e gli sguardi via via più insistenti che regalava al Quiz Master erano un poutpourri di emozioni che spaziavano da “BRAVO, VAI AVANTI CHE TI PARCHEGGIO LE MANI IN FACCIA” a “Cribbio, ‘sto qui non sa nemmeno pronunciare METALLURGIC correttamente e viene a dare lezioni di Cultura A ME!”.

Il Quiz Master non ha compreso la gravità della situazione e ha proseguito a rincarare la dose.

Non so come sia sopravvissuto, sinceramente.

Quello che so è che noi ne siamo uscite a testa alta.

Vincitrici.

No. ovviamente non è vero.

Siamo arrivate ultime.

Shhh. Silenzio.

Rivolgiamo invece le nostre menti ai fatti occorsi quella sera gloriosa

QUANDO LO SHAME TEAM È ARRIVATO TERZO

Su tre.

Apriamo una parentesi breve quanto necessaria: DOVETE imprimere A FUOCO nelle vostre menti il seguente concetto –> Partecipare a un quiz studiato per un pubblico britannico è veramente difficile. A ciò si aggiunga che il quiz al pub di Ise è VERAMENTE, ma VERAMENTE complesso.

Quindi per cortesia gelate sul nascere eventuali considerazioni del tipo “Ahahaha, ma che simpatiche SCHIAPPE” e proseguite nell’ammirarci e nel temerci IN SILENZIO.

La squadra: Io (…), Marta, Lara, Alessandra (trattasi di omonima e non della sottoscritta che parla in terza persona) e Cecilia from Brighton.

Gli avversari: Quattro gatti. Ossia altre tre squadre. Una di queste, però, ha deciso di ritirarsi dopo il primo round spaventata dalla complessità del Gioco (AVETE VISTO?). Noi invece no. Noi invece siamo Rimaste.

Noi non abbiamo paura di NIENTE.

Nemmeno del Presentatore (lo stesso disgraziato della volta prima) che ci ha riconosciuto, si è avvicinato sornione al nostro tavolo e ci ha detto “Vi ammiro perché almeno ci riprovate”.

Ma cosa ce ne frega a noi.

Intanto nella domanda “Indovina i personaggi” abbiamo risposto che la parte maschile del collage era THE QUIZ MASTER.

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Perché noi siamo Giovani. Perché noi siamo Audaci. Perché noi sovvertiamo le regole.

E poi è vero che siamo arrivate ultime (anche se, teoricamente, eravamo penultime: non dimentichiamo il gruppetto di SFIGATI che ha abbandonato il campo) con il punteggio oltremodo scioccante di tredici punti e mezzo su quaranta; è vero.

Ma è anche vero che il tizio che aveva il compito di correggerci l’Elaborato ha riconosciuto la nostra Superiorità Culturale dicendoci che l’aveva trovato “VERY FUN TO GRADE”.

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FUN, capito?

Noi facciamo divertire La Gente.

Cosa ce ne frega della vostra pecunia.

No, va bene, ce ne frega. Ma siamo ugualmente un gradino sopra. Tiè.

La narrazione delle nostre Gesta mi sta duramente provando ma raccolgo ciò che resta della mia energia creativa per prendere in esame

LA VOLTA IN CUI ABBIAMO CAPITO LA VIA DA SEGUIRE

Ossia: dobbiamo partecipare al quiz dell’ex pub di Marta.

Tanto per iniziare, le domande sono decisamente più umane da quelle proposte nell’ormai ex pub di Ise.

E poi è gratis.

E il presentatore non ci prende in giro.

Ed è gratis.

Giovedì scorso io e Lara (per l’occasione The Shame Duo) siamo andate in avanscoperta E ABBIAMO SPACCATO. No, non siamo arrivate prime. Nemmeno seconde. Nemmeno terze, anche se c’eravamo vicine. Terzultime. Signore e signori, terzultime con 25 punti su 40. Un risultato di tutto rispetto.

Ma possiamo migliorare.

Se abbiamo ottenuto questo amazing risultato con la collaborazione di due sole menti (e, ok, ammettiamolo, dell’aiuto di Baby per tre/quattro domande e dei fondamentali suggerimenti ad opera delle due sciure sedute al tavolo dietro al nostro), cosa faremo quando seduti al tavolo insieme a noi ci saranno altri Esemplari Intellettuali di tutto rispetto?

E non sto parlando di QUPP.

LA GLORIA, amici, LA GLORIA è vicina. Me lo sento.

Bene.

Basta.

Ora non vorrei scadere nel sentimentale, ma questo è il mio centesimo post e non so perché ma ci ho messo DUE ORE a scriverlo. Probabilmente perché A) I fatti da narrare dovevano essere suddivisi in due parti; B) Sono logorroica.

Ad ogni modo.

Baci baci vi voglio bene cento di questi Elaborati ciao ciao.

Lusso e fastidio

Oggi mi sono svegliata un po’ infastidita dal Mondo in generale.

Poi mi sono ricordata che oggi, 17 febbraio, è l’anniversario della morte di Giordano Bruno. Dunque il mio pessimismo cosmico, perlomeno oggi, ha un senso.

GIORDANO BRUNO.

Non il fatto che ieri abbiamo trascorso CINQUE ore in una specie di festival artistico-musicale molto trendy&giovane e le mie orecchie hanno fischiato in senso di protesta per le ventidue ore seguenti.

GIORDANO BRUNO.

Poi, vabbè, sono anche un genio perché per farmi venire l’ispirazione ascolto Il testamento di Tito di De Andrè. Con il risultato che mi viene voglia di appendere la (metaforica) penna al chiodo e di dedicarmi alla pastorizia, perché in confronto a De Andrè (diciamocelo, non mi offendo) faccio abbastanza schifo.

Anche se forse la pastorizia non è la mia strada.

No, ok, mi impegno.

Allora.

Oggi io, Marta e Corgi siamo andate a Brick Lane con Gabriello e il suo coinquilino IvodaPotenza.

Io ho dei problemi con Brick Lane.

Cioè, chiariamoci, bello il mood non-me-ne-frega-una-mazza-siamo-giovani eh, bello il cibo multietnico, bella la Vita, bella la Musica, bella la Gente – NO, mi correggo. Bella la gente NO. LA GENTE MI FA SCHIFO. LA CALCA IO LA ABORRO. Sogno spazi vasti e liberi dal contatto umano, sogno di poter camminare indisturbata in tutti i modi in tutti i luoghi e in tutti i laghi, sogno un deserto dal clima temperato e con il Wi-Fi.

Dicevo.

Bella Brick Lane, ma magari solamente per ventisette minuti e mezzo, va’, giusto per vivere il brivido dell’avventura, tra una paella fatta coi sassi e un negozio vintage (= puzzolente).

A me un pomeriggio a Brick Lane fa immediatamente venire voglia di:

  • Annusare un recipiente fino all’orlo di tè verde (attenzione, verde, non nero) al bergamotto – per noi addetti al settore Earl Green
  • Avvolgermi in una vestaglia di seta
  • Fare il bagno nel latte di riso
  • Accarezzare del tessuto damascato
  • Fare lo scrub con lo zafferano
  • Buttarmi con eleganza su una chaise longue
  • Eccetera.

Ci siamo capiti, vero?

Ma probabilmente questo vale solamente per me, che sono (citando Mia Madre) “una borghese del cavolo”.

Voi siete diversi; voi siete Giovani. Io ho settantacinque anni inside e una lieve ma tenace inclinazione verso il Benessere.

Ci tengo a precisare, arrivata a questo punto, che mi accontento anche di poco.

Infatti ora come ora attendo come la manna dal cielo il prossimo payday per…

… PER ANDARE A FARE UNA BELLA SPESA DAL SAINSBURY’S GRANDE AD HAMMERSMITH.

La captate la morigerata Razionalità di questo Desiderio?

Sentite la vena di Tristezza che non viene sbattuta in faccia al Lettore giusto per non scadere nel populismo più becero e banale?

Non chiedo molto.

Voglio scegliere i prodotti in base, appunto, alla loro Essenza di Prodotto (es. visto che so che molti di voi non mi staranno seguendo: “Ahhh le mele, le compro perché mi piacciono le mele”) e NON in base al loro Prezzo (es. “Ahhhhhhh ma ‘sta roba costa solo un pound e venti, comprare-comprare-comprare”).

Lo so, lo so.

La nobiltà con la quale tiro avanti nonostante LA SOFFERENZA che permea molti aspetti della mia vita è ammirevole.

Lo so.Ora scusate, vado a cenare con non-mi-ricordo-cosa-ma-mi-ricordo-il-prezzo.

Aggiornescion inutile ma che dovevo fare perché altrimenti avreste sofferto troppo senza di me

Stavamo aspettando tutti questo momento da secoli.

Giornate lunghe, buie e tristi in attesa di un Segnale.

In attesa di un suo cenno di vita.

In attesa di BABY.

Sì.

BABY IS BACK.

Sta bene, è in salute, gli hanno sostituito non-ho-capito-bene-cosa al prezzo modico di GRATIS. Sono una donna felice. Ora posso anche smettere di ascoltare Back for good dei Take That. Ora posso anche asciugarmi le lacrime. Ora posso anche tornare a vivere.

Ora posso anche uscire di casa senza il timore di perdermi e di dover così interagire con La Gente.

Il sollievo. La felicità. L’appagamento.

Scusate, cosa state dicendo? Volete ascoltare Back for good anche se ormai non si addice più al nostro mood di Sofferenza e Privazione?

Prego.

Dicevo.

Stasera c’è la finale di Sanremo! Ma noi purtroppo ce la perderemo. E no, miei cari, non si tratta di un “purtroppo” grondante ironia. A ME SANREMO PIACE.

Mi spiego meglio. Io ODIO Sanremo. È noioso, interminabile, le canzoni in gara di solito mi deprimono/disgustano/imbarazzano, gli ospiti idem, gli argomenti trattati idem/2. Per non parlare dei vincitori, nel 98% dei casi.

MA.

Ma io DEVO vedere Sanremo.

DEVO, capite? Devo commentare “Oddio ma come si è vestito quello/a”, “E la miseria ma che brutta questa canzone”, “E ma che N.O.I.A.”, “Uuuh com’è invecchiato/a”, eccetera eccetera. Devo.

Per questo nobile motivo la Scatola, grazie alla nobile invenzione dello streaming, nelle ultime tre sere si è trasformata in una specie di distaccamento del Bar Italia a Soho.

Comunque forse è un bene boicottare la finale, stasera, perché è altamente improbabile che Elio e le Storie Tese riescano a vincere. Quindi rischio solamente di farmi il sangue amaro. Come quel lontano febbraio in cui arrivarono ingiustamente secondi (o terzi?) con La terra dei cachi e io avevo tipo nove anni MA LA FERITA È ANCORA APERTA, OK?!

Lasciatemi sola con il mio dolore.

Dolore che si è amplificato a dismisura dopo avere sentito la versione di Perdere l’amore propostaci da tale Maria Nazionale.

PERDERE L’AMORE LA PUÒ CANTARE SOLO MASSIMO, CAPITO?

A tal proposito.

Prego.

L’Arte, la Bravura, la Classe, il Talento. Un po’ come me.

Concludo questo Elaborato privo di senso alcuno con una citazione letteraria di alto livello:

#StayStrongMassimoRanieriFromItalianRaniers.

Che tu possa affogare in una valle di pancakes stantii, M.R.

Oggi è un giorno importante.

È il Pancake Day!

E io me lo sto passando alla grandissima.

E con “alla grandissima” intendo “avvolta nel piumone in preda a una Sofferenza Psicofisica di Tutto Rispetto”.

A questo proposito vorrei rendervi partecipi delle riflessioni che ho partorito negli ultimi 16 minuti:

  • Forse quell’ultimo pancake era di troppo;
  • Stasera digiuno;
  • MAI PIÙ carboidrati, lo giuro;
  • Se stasera Marta porta i bagels a casa mi sparo;
  • Però la Nutella è la Nutella, eh;
  • Scherzavo. La Nutella è IL DEMONIO. Never again.

Però non preoccupatevi, sto bene. Sto benissimo. Un fiore.

DUNQUE.

Una gentile ed attenta Lettrice mi ha fatto notare che non vi ho ancora narrato gli ultimi sviluppi della faccenda-M.R.

È vero.

Dove eravamo rimasti?

Che la nostra ex-subaffittante sia una Creatura Francamente Orrenda ve l’avevo già detto, vero?

E anche che la prenderei volentieri a schiaffi sul cervelletto, giusto?

Questo, ovviamente, se non avessi la forza fisica e l’appeal minaccioso di un cucciolo di Labrador. Facciamo che delego il compito del pestaggio a Marta. Io, invece, mi premurerò di comunicare ai Posteri le Gesta Malvagie di quell’Essere Oscuro e Spregevole.

DUNQUE.

Avevamo già avuto modo di erudirci riguardo a come siamo stati vigliaccamente et ingiustamente SFRATTATI dalla Stamberga.

(Pianti, lacrime rumore di fazzoletti accartocciati e portati via dal vento, sospiri disperati, bandiere a mezz’asta, frullare d’ali di corvi)

Quello che non abbiamo ancora approfondito è, invece,

L’ULTIMO TIRO MANCINO DELLA M.R.

Che potremmo riassumere tranquillamente con

LA M.R. NON CI HA RIDATO TUTTA LA CAPARRA ADDUCENDO MOTIVI POCO PLAUSIBILI

E con

‘STA ZOZZA.

Esatto, amici.

The Day After lo Sgombero noi ex inquilini della Stamberga abbiamo ricevuto un messaggio a reti unificate che diceva pressappoco così: “Hellllllooooo mài littòl frieeendddds, spero tutto bene, baci baci je vous aime BUT purtroppo I can’t give all your mòòònèèèèy back”.

I motivi?

  • I CAVOLO DI TAPPETI – Vi ricordate il tappeto che io e Marta avevamo comprato (e trascinato con caparbia lungo il quartierino) nel tentativo di rendere la nostra stanza leggermente più vivibile? Ecco, tra la foga del “Oddiooddiooddio dobbiamo trovare casa nel giro di quattro giorni” e dello “AAAAARRRGH dobbiamo pulire tutta la Stamberga entro la Data dello Sgombero” ce lo siamo dimenticate, lasciando così alla M.R. un comodo appiglio per multarci. Cerchiamo, please, di non pensare al fatto che a quell’ESSERE ORRENDO la presenza del tappeto non arrecava alcun danno visto che avrebbe dovuto comunque occuparsi dello sgombero di TUTTA la mobilia presente nella casa. Tappeto più tappeto meno, ma cosa te ne frega, sorella? Vabbè. Gliene frega. Consoliamoci pensando a chi è andata peggio, ossia ad Ise, che di tappeti in camera ne aveva DUE.
  • LA VERA NOTA DOLENTE ossia LA PULIZIA. Secondo la M.R. abbiamo lasciato la casa SPORCA. Invece lei ce l’aveva subaffittata PULITA. E, logicamente, si aspettava di riaverla nelle medesime condizioni. Non potete capire quanto sia Doloroso per me affrontare questo argomento. Così Doloroso che adesso vado a capo e abbandono la formattazione a elenco in modo da esternare il mio disagio interiore.

Allora.

M.R. DELLA FAVA, tu non ci hai lasciato una casa pulita. Tu ci hai lasciato UN PORCILE SCHIFOSO.

Abbiamo passato DUE SETTIMANE a pulire tutto.

A scrostare residui di cibo punico dai frigoriferi.

A lustrare mobili che non avevano MAI visto uno straccio in vita loro.

E non parliamo di quando ho avuto l’ardire di sollevare lo scopino del cesso.

E non parliamo di quando Marta ha deciso di lavare il tappetino della doccia.

E non parliamo del serraglio che ho trovato dietro il mio letto.

E non parliamo dei materassi in soggiorno, della lavatrice in anticamera, della moquette antidiluviana, dei vetri, delle TENDE, no, dai, non parliamo delle tende, per favore, altrimenti non finisco più di scrivere.

Ma, soprattutto, non parliamo della giara piena di cicche di sigarette.

E non parliamo di Mordor (come abbiamo simpaticamente battezzato l’area sotto il lavandino della cucina, che era ANCORA PIÙ SCHIFOSA del resto della casa).

Comunque.

La Sordida Serpe, nonostante queste Premesse, ha avuto il Barbaro Coraggio di dire, appunto, che ce n’eravamo andati via lasciando Sporcizia dietro di noi.

E, quando io e Marta le abbiamo fatto notare che A) avevamo passato due giorni a pulire e che B) a settembre non avevamo di certo trovato una reggia asettica, beh, la Cloaca Maxima ci ha risposto che:

  • NON ERA VERO!!1!
  • LEI NON VIVREBBE MAI IN UNA CASA SPORCA!!!1! (“I would never live in a house that isn’t clean”, cit.)
  • SIAMO DISGUSTOSI PERCHÉ ABBIAMO VISSUTO NELLO SCHIFO PER TRE MESI!1!1!!! Ok, non ha proprio detto “disgustosi”, ma trapelava dalle sue parole, fidatevi.

Capite adesso.

Capite adesso la Miseria Umana.

Capite adesso i Problemi e le Beffe che abbiamo dovuto affrontare.

Capite adesso perché abbiamo imparato da questo Errore di Gioventù e non ci fideremo mai, MAI, MAI PIÙ di un Landlord / subaffittante-subaffittario-subaffittcoso / Figura di Potere. Mai. Mai più.

M.R., questo pezzone trasudante Odio is for you, ovunque tu sia. Spero in un posto molto sporco.