Shame Team FOR THE WIN! (prima o poi)

Oggi parleremo del Passatempo Ludico che da qualche settimana sta erodendo in modo non trascurabile ciò che resta della nostra Dignità.

LE QUIZ NIGHT.

Vi spiego.

Partecipare a una Quiz Night è semplice:

    1. Ci si reca nel proprio Pub di Fiducia (nel nostro caso sono due: l’ex luogo di lavoro di Marta e l’attuale luogo di lavoro di Andrew/Ise) insieme al proprio Team di fiducia. Importante: verificare, prima di tutto, che quella sera il pub ospiti EFFETTIVAMENTE la seratona quiz. Altrimenti bevetevi un paio di birre/altro e tornate a casa a giocare a Nomi Cose Città.
    2. Il vostro Team deve avere un nome coi controcazzi. Il nostro varia sulla base delle Persone Coinvolte, ma siamo tutti concordi nell’affermare che la denominazione che meglio cattura la sua Essenza è The Shame Team. La squadra della vergogna. Perché, generalmente, facciamo schifo.
    3. Siete seduti diligentemente al vostro tavolo? Siete carichi? Siete concentrati? Bene. Attendete l’arrivo del Conduttore, il quale distribuirà ad ogni Team una penna + foglio dove scrivere le risposte alle domande.
    4. Domande che, appunto, il medesimo Conduttore provvederà a porre con voce stentorea (e generalmente in un accento poco comprensibile ai più).
    5. Ogni partitona si suddivide in due round. Alla fine di ogni round dovrete SCAMBIARE il vostro foglio con quello del team situato più vicino a voi per attuare La Correzione. Quindi, per favore, evitate di corredare il vostro Elaborato con disegnini di persone impiccate – come abbiamo fatto noi durante il nostro, ormai leggendario, Primo Quiz. Alla fine viene proclamato il vincitore (generalmente NON NOI), il quale si accaparra soldi oppure da bere gratis. In ogni caso, not bad.

Per ora lo Shame Team si è battuto (più o meno) dignitosamente per ben quattro volte.

La prima volta è capitata per sbaglio.

Io e Marta siamo andate al nostro vecchio pub di quartiere (quando Marta ci lavorava ancora, ah bei tempi, mi sembra l’altroieri che si è licenziata – Oh wait. Forse perché ERA l’altroieri) per concederci una leggera Beef and Ale Pie e, invece, ci siamo trovate davanti un Simpatico Vecchietto che ci ha molto gentilmente OBBLIGATE a partecipare al giuoco.

Come siamo andate?

Leaving aside l’incidente del foglietto pieno di disegnini inneggianti alla Morte, leaving aside anche il fatto che non avevamo capito la faccenda del dover Scegliere un Nome per il Team, considerando poi la nostra legittima difficoltà nel capire le domande poste dal Conduttore, tenendo, infine, presente che il 90% delle suddette Domande erano pensate per un pubblico britannico…

Uno schifo. Unico.

Ma no problema poiché per il secondo round ci ha raggiunte il poliedrico Gabriello che ha fornito un importante contributo alla Squadra: conosceva la risposta ad una domanda impossibile. Peccato che, quando gli è venuta in mente, si trovava dall’altro capo del pub e ce l’ha suggerita urlandola ai quattro venti.

“WILKINSOOOOOOON!”

L’hanno ringraziato tutti.

Ma non importa, ormai eravamo carichi, ormai ci credevamo. Avevamo pure individuato il Nome da dare al Nostro Team, il Nome che Diventò Leggenda (THE SHAME TEAM – SORRY, WE HAVE NO IDEA WHAT’S GOING ON).

E chi se ne frega se quelle teste di cotone dei MUST TRY HARDER (ma che nome è, poi?!) che ci hanno corretto il secondo round hanno scritto a lato del foglio che il nostro risultato era “terrible”. Terrible tua sorella.

Intanto noi, quella sera, la nostra soddisfazione ce la siamo presa.

No, non è vero, siamo arrivati ultimi con disonore.

E cosa si fa quando si prende una Batosta tale?

Ci si rinchiude in casa evitando il suo ripetersi, giusto?

No.

La settimana dopo CI SI RIPRESENTA nel Luogo del Fattaccio e si Ripete il tutto.

Sì.

Siamo tornate al pub con una squadra rinnovata: Marta, io, Martina e Corgi, AKA The Shame Team 2.0.

Eravamo preparatissime (soprattutto il Nostro Faro).

Brillavamo di luce propria.

Gli altri avventori del pub hanno creduto nel nostro Trionfo. Una signora ci ha suggerito spudoratamente la risposta alla prima domanda (che non conoscevamo perché pensata per il solito pubblico britannico, non a causa di nostre Lacune Culturali). Ma a risollevare le sorti del Team è stato, in particolar modo, Lui.

Il nostro Spirito Guida.

Un vecchietto sbevazzone che ha joinato la nostra squadra per il secondo round (facendoci diventare così The Shame Team 2.1).

Il nostro Spirito Guida ci ha fornito la risposta ad almeno il 30% delle domande. SBAGLIANDOLE TUTTE. Ma non importa, no, non importa perché ci ha dato qualcosa di molto più importante: la Sicurezza delle nostre Azioni.

E infatti tutte le altre risposte, quelle date da noi, erano corrette.

Ma poi è arrivata Lei.

La domanda che decide le sorti del Gioco.

DOVE DEPONGONO LE UOVA GLI ALLIGATORI?

Corgi voleva mettere “sabbia”, ma noi abbiamo messo in dubbio il suo Potere Decisionale votando tutti per l’opzione “acqua”.

E sbagliammo.

Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

Corgi, se puoi, perdonaci ancora per quello sciocco Atto di Insubordinazione. Per quella subdola Defenestrazione di North Pole Road. Non accadrà mai più, I promise.

Comunque.

Per UN punto (ehm) siamo arrivate SECONDE. Anzi, terze, perché i primi erano a pari merito e hanno dovuto fare uno spareggio.

Ma non preoccupatevi, abbiamo superato brillantemente questa Beffa. A parte Corgi che, di notte, sogna ancora alligatori che copulano e successivamente depongono allegramente le uova. Nell’acqua. E poi le uova muoiono.

Vabbè.

Dicevo?

Ah, sì.

Siamo andate a testare il nostro talento anche nel pub di Ise, dove, però, la situazione è more challenging visto che ogni persona è tenuta a versare due pound per partecipare alla Sfida. Sì, amiche e amici, sto parlando di DURO GIOCO D’AZZARDO.

Oh, due pound sossòldi.

Per ora ho perso quattro pound.

La prima volta giocando in squadra insieme a Marta, Gabriello & Martina. Decidendo di omaggiare le (quasi inesistenti) doti da waiter di Ise, avevamo deciso di chiamarci Andrea’s (the waiter) Lovers. Nome che, tra l’altro, ha conquistato l’immediato favore del pubblico.

Ma non è bastato.

Non è bastato, perché siamo arrivati Ultimi. Anzi, dai, penultimi, se consideriamo come Parte Del Gioco anche la squadra che ha abbandonato la sfida verso la metà del secondo round stracciando il proprio foglio e uscendo dal pub a testa bassa. Perlomeno noi siamo rimasti, perlomeno noi abbiamo mantenuto la nostra Dignità. Perlomeno NOI abbiamo risposto correttamente alla domanda “What does POMODORI mean in Italian?”.

Eh oh.

La cultura generale è importante.

E poi, per favore, non dimentichiamoci i contributi Assolutamente Brillanti di Marta&Martina, le quali hanno gloriosamente:

  • Indovinato qual è la novel di Dickens che ha avuto più successo al Mondo (Martina) (per la cronaca, si tratta di A tale of two cities)
  • Riconosciuto Barack Obama SOLAMENTE TRAMITE IL SUO ORECCHIO SINISTRO (Marta)

Ed eccoci, dunque, al tassello (per ora) finale di questa lunga serie di pubbliche umiliazioni.

Due sere fa.

Due sere fa quando, tronfie e baldanzose, io, Lara, Martina e il nostro gradevolissimo Faro Corgi ci siamo recate nel pub di Ise insieme allo stesso Ise che non era di turno. Nome del gruppo, atto a sottolineare la piacevolezza di questa inedita Alleanza, era ANDREW AND THE CHIPMUNKS.

Lo so, lo so, siamo simpaticissimi.

Peccato che abbiamo fatto comunque CAGARE.

Ma era Destino. Lo abbiamo compreso quando è saltato fuori un insidioso interrogativo sugli ALLIGATORI (Nello specifico: “Come si chiamano gli alligatori femmina?”).

(Anche se ho smesso di sottolinearlo, voi ricordatevi che le domande erano difficili e adatte a un pubblico per lo più britannico, mi raccomando).

Anzi, dai, mi correggo: gli altri possono anche aver fatto cagare, IO sono stata SPAZIALE e LUMINOSA come un Astro Nascente.

IO, grazie al contributo del mio Impredibilmente Arzillo Cervello, IO, dicevo, IO ho indovinato una Domanda Assolutamente Complessa.

IO ho indovinato la canzone del 1999 che iniziava con le seguenti parole:

Man it’s a hot one
Like seven inches from the midday sun
Well I hear you whisper and the words melt everyone
But you stay so cold

La quale, per voi Anime Semplici, è Smooth di Santana featuring Un tizio che non mi ricordavo ma che non aveva importanza perché bastava rispondere con il titolo della canzone (per gli amici Rob Thomas).

Inarrivabile, lo so.

Sono un genio, lo so.

Grazie, LO SO.

E poi astoggiro non siamo arrivati nemmeno ultimi, bensì penultimi, quindi ok, ci possiamo lavorare.

In vista della Vittoria.

Che avverrà a Breve, me lo sento.

Perché la prossima settimana vedrà il trionfo dello SHAME TEAM – BACK TO BASICS.

Corgi, tu devi studiarti tutti i film/attori/notizie di spettacolo. E anche i paesi che confinano con il mar Caspio.

Marta, tu tutti i calciatori (perché c’era una domanda sul calcio che ci ha fregato e insomma ci sei mancata un sacco) e i fatti politici dal 1870 ad oggi.

Marti, tu tutti i cantanti/gruppi musicali dal 1565 ad oggi.

Lara, tu tutti gli avvenimenti storico/letterari dal 1435 ad oggi.

Io provvederò a portare Il Genio.

Ah, e, comunque, COW.

L’alligatore femmina, in inglese, si chiama COW.

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