Cavalli e conflitti

Bene.

Allora.

Mio fratello ha detto che in questo blog non parlo mai di cose serie.

IO.

NON PARLO DI COSE SERIE.

Chiariamoci, è vero eh.

Sono sconvolta solamente perché questa osservazione è stata fatta da LUI.

MIO FRATELLO.

MIO FRATELLO HA DETTO.

MIO FRATELLO.

LUI:

Sì, il cavallo è mio fratello. Gemello.

Sì, in famiglia non stiamo tanto bene e sì, io rappresento la parte più seria e posata della progenie.

IO.

“PARLI SOLO DI CAZZATE” LO DICI A YOUR SISTER, CAPITO?

 

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Una graziosa accozzaglia di CAZZATE

Oggi, 26 gennaio 2013, a Londra ha fatto comparsa per la prima volta dopo -credo- secoli IL SOLE.

Mi sembra ovvio che, quando c’è il sole, SI ESCE DI CASA.

(Stacco drammatico su QUPP, allungata sul divano mentre guarda la televisione. Questo da stamattina alle 11, quando è tornata a casa reduce da una delle sue notti folli delle quali forse non mi interessa conoscere i dettagli)

Insomma: a meno che tu non sia QUPP, esci di casa.

Precisamente quello che abbiamo fatto io e Corgi.

Siamo andate ad Hampstead.

Ma: Hampstead è praticamente un BOSCO ed è situata su un’altura, ergo lì le temperature sono leggermente più fredde rispetto al resto di Londra.

Nel parco di Hampstead c’è ancora la neve.

Ma cosa dico “neve”.

Melma acquosa mista a ghiaccio mista a fango.

A ciò si aggiunga: stivali dalla suola liscia & scarsa predisposizione all’equilibrio.

Credo che ora sia cristallino come quella di recarsi ad Hampstead oggi, 26 gennaio 2013, sia pienamente inseribile nel grande libro delle IDEE DI MERDA.

Vabbè, comunque sono viva.

I miei stivali un po’ meno, ma nel complesso stiamo bene.

Altre notizie sparse:

  • Marta è andata a Milano per quattro giorni. La Scatola è vuota senza di lei. I commessi del Sainsbury’s in fondo alla via piangono la sua assenza, perché vederla arrivare triofante in leggins a righe bianche nere e Ugg tarocchi&zebrati dava gioia un po’ a tutti.
  • Domani, 27 gennaio 2013, È IL COMPLEANNO DI MIA MAMMAAAAAAAAAAA AUGURIIIIIIIIIII
  • Domani, 27 gennaio 2013, forse vado a Cambridge con il resto del Pollaio.
  • Tra pochi giorni, 31 gennaio 2013, Martina farà la CAZZATA di lasciare questi verdi pascoli per tornare a casa. L’unico lato positivo è che (forse) non andremo più al karaoke. Il problema è che Marina (vi giuro che non me li invento tutti questi nomi così ridicolmente simili: conosco veramente diecimila Marte, una Martina e una Marina) mi è sembrata parecchio interessata alla Perdita della Dignità sul Palcoscenico, quindi temo che ci torneremo.
  • Ho in testa da cinque giorni la canzone di Sister Act. I WILL FOLLOW HIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIMMMMM FOLLOW HIM WHEREVER HE MAY GOOOOOO
  • Ieri ho cucinato LE LENTICCHIE e sono stata veramente, ma veramente BRAVISSIMA. Ho anche aggiunto un Ingrediente Segreto che non credo vi confiderò, perché Noi Cuochi dobbiamo tenere segreti i nostri Punti di Forza. Am I right, Jamie?
  • Ieri sera c’è stato il Leaving Party di Martina e ho mangiato come UNA BESTIA, ma non una bestia in condizioni normali eh, UNA BESTIA DISPERATA. Abbiamo anche cantato gli One Direction. Ormai stiamo percorrendo una strada oscura che me lo sento, oh, sì che me lo sento, potrebbe condurci alla partecipazione (seppur “con ironia”) di qualche Concerto dei Cinque sgarzoli. NO. Marta, se mi leggi, sappi che NO. Noi manterremo la nostra integrità. NOI ANDREMO SOLO AI CONCERTI DEI BACKSTREET BOYS. Perché non so se lo sapete, ma pare che i Nostri siano pronti a ripartire con un altro emozionante Tour e che KEVIN sia tornato nel gruppo!!! Kevin, non importa se hai cinquant’anni, hai fatto bene!!!
  • So che lo volete sapere. L”Ingrediente Segreto delle mie lenticchie è: mezza lattina di zuppa mixed vegetables della Heinz. Mamma non diseredarmi che ti ho fatto pure gli auguri davanti a TUTTI i miei lettori.
  • I WILL FOLLOW HIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIM FOLLOW HIM WHEREVEEEER HEEEE MAYY GOOO
  • AND NEAR HIM I’LL ALWAYS WILL BEEEEEEEEE
  • Ciao.
  • KEEP ME AWAAAAAAAAAAAAAAY
  • AWAY FROM HIS LOOOOOOOOOVEEEEEEEEEEEE

Probabilmente a Pemberley ci sono tantissimi sacchetti da ripiegare

Notti folli in quel di Hammersmith.

Ieri, ad esempio, il Pollaio al completo si è recato a casa di Martina per condividere una serata in puro stile zitella/gattara pazza:

  • Visione (ma sarebbe meglio ammettere, nel mio caso e in quello di Lara, Corgi e Martina, centomillesima ri-visione) di Pride and Prejudice. La versione del 2005 eh, quella con la mia adorata Keira collolungo.
  • Sandwiches
  • Biscotti
  • Altri biscotti
  • Tisana alla menta
  • Cioccolato
  • Sospiri e tifo da stadio durante le scene topiche del film.

Ah, l’Amore.

Ah, Mr. Darcy.

Ah, Lizzie Bennet.

Ma io posso riempire questo post di gifS sul film in questione e poi andarmene a dormire beata?

No eh?

Non è mica Tumblr, questo (Tac, piccola frecciatina per suscitare le ire di Corgi, la quale, probabilmente, domani mi tirerà un delicato manrovescio. Ora come ora, però, sono felice di correre il rischio, in quanto YOLO).

Vi renderò, dunque, partecipi delle riflessioni che mi ha suscitato la visione di Pemberley (la dimora di Mr. Darcy).

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Dignitoso, no?

Ecco.

QUESTO È CIÒ CHE VOGLIO.

QUESTO È CIÒ CHE MERITO.

E invece no.

E invece vivo in un BUCO.

Va detto, però, che la Scatola è organizzatissima. Nella mia luminosità, infatti, IO ho provveduto a creare diversi Spazi assolutamente necessari, quali, ad esempio:

  • L’ANGOLO CARTOLERIA – ossia un sacchetto di plastica rigido dove teniamo, appunto, tutte le penne, le matite, eccetera, ci siamo capiti.
  • L’ANGOLO DELLE MEDICINE, suddivise in tre astucci secondo criteri molto pratici e razionali
    • Sintomi influenzali/febbre/mal di gola/dolori generici
    • Mal di pancia/stomaco/problemi di digestione
    • Rimedi per cute lesa/altre cose che non mi ricordo ma adesso non c’ho voglia di andare a pescare l’astuccio corrispondente
  • IL SACCHETTO DEI SACCHETTI, contenente uno stock di sacchetti di plastica accuratamente ripiegati dalla sottoscritta in una pratica forma a triangolo
  • L’ALZATINA DEGLI SMALTI, sì signori, un’alzatina la quale, al posto di contenere banali dolci et similia, ha il privilegio di ospitare i pochissimi smalti che possiedo qui in terra di Albione. Saranno appena quindici. Ah, scrivere queste cifre ridotte mi fa un po’ male al cuore.
  • IL BORSONE DELLE LENZUOLA DI RICAMBIO, ossia un borsone dove tengo le lenzuola di ricambio. Ma, forse, si era già capito.

Ora.

È probabile che io, giunti a questo punto, possa sembrarVi una squilibrata mentale ossessionata dall’ordine.

Ehm.

No.

A me piace riordinare le cose inutili. I vestiti, ad esempio, possono pure accumularsi tranquillamente sulla cima della cassettiera, chissenefrega (no, va beh, poi li sistemo, ma non ogni giorno, ecco).

LA VITA È TROPPO BREVE PER FARE QUELLO CHE NON CI PIACE.

A me piace creare cose tipo IL SACCHETTO DEI SACCHETTI.

Problemi?

Ah, e mi piacciono anche le gifs di Pride and Prejudice.

Indi per cui.

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LA PASSIONE, amici, LA VEDETE LA PASSIONE?

L’AMORE CHE CERCA DI FRENARSI E CI RIESCE A MALAPENA.

La TENSIONE.

Il PATHOS.

L’EROS.

E guardate che carini che sono qui:

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L’Attrazione che Si Arrende All’Evidenza.

Le clavicole della Keira.

Gli stucchi di Pemberley.

L’AMORE.

Ok, va bene, basta. Ciao.

Sogni che si avverano. No, scusate, volevo dire INCUBI.

Il 17 dicembre Marta compie gli anni.

Auguri, Marta.

Dicevo.

Il 17 dicembre scorso, in occasione del compleanno di Marta, ci siamo recati in branco a festeggiare in un ristorante/bar/non si capisce bene cosa ma comunque abbastanza di gran classe dove fanno una pizza buonissima. Ma si, cari lettori, pubblicizziamo: si tratta del B-Soho. Ah, ecco, il loro sito descrive meglio di me l’Anima del locale: Cocktail bar & Pizzeria restaurant. Beh dai, si capiva anche con la mia descrizione.

Dicevo.

Anzi, scusatemi. ma fuori e dentro me si sta imponendo prepotentemente la necessità di aprire una graziosa parentesi per comunicarVi che:

  1. Avevo scritto “pubbliciZiamo” con una z.
  2. Se andate a Londra per una vacanza di tre giorni e andate a mangiare la pizza VI PRENDO A SBERLE. La pizza buona la mangiate A CASA VOSTRA. Idem per gli spaghetti al ragù, per la carbonara, per le crespelle ai funghi, per le lasagne, per il risotto alla milanese. Bene. Sono le 17.24 e ho fame. E una dispensa dove rotolano le balle di fieno, ma quella è un’altra storia (Non preoccupatevi, ce le ho le cibarie, è che non sono appetitose come quelle che ho appena elencato e allora mi scende La Tristezza. Poi Capetta 1 è partita per l’Egitto e mi ha affidato delle robe che sembrano delle carote bianche e non so come cucinarle e, a dirla tutta, non c’ho voglia di pelarle).

Dicevo.

Siamo andati in quel Cocktail bar & Pizzeria restaurant che ci piace assai.

Era un lunedì.

Il lunedì, ogni lunedì, al B-Soho c’è la Serata Karaoke.

Lo abbiamo appreso troppo tardi, ossia quando avevamo già varcato la soglia del locale.

Le nostre reazioni sono state abbastanza disomogenee:

Marta, Lara e Martina: “OMGGGGG SÌÌÌÌÌÌ CHE BELLOOOOOO DAI RAGAZZI ISCRIVIAMOCI E SPACCHIAMO TUTTOOOO!!!1!11!!1!”

Trop e Gabriello: “Ma che scherziamo?”

Ise: “NO.

Me:

oh god why

Corgi non era presente, ma sono sicura che la sua reazione sarebbe stata questa:

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Comunque: non abbiamo cantato.

Ma solamente perché quando abbiamo finito di cenare e ci siamo recati al Piano di Sopra pronti a dare Spettacolo il karaoke, beh, stava finendo e non ci si poteva più iscrivere. Oh, no.

Sì, la movida londinese generalmente termina piuttosto presto.

Il che è un bene, perché DORMIRE Ê IMPORTANTE.

Insomma.

Non abbiamo cantato.

Il Dispiacere e il Senso di Perdita si sono impossessati di Marta, Martina e Lara. Almeno fino a ieri sera. Perché ieri sera LE SCELLERATE sono riuscite a trascinare Me e una riluttante Corgi nell’Antro della Dignità Mancante.

Bene, altra premessa necessaria:

Ieri sera non ero del mio consueto umore stellare. Non so se l’avete notato, ma il mio silenzio su qualsiasi Questione Lavorativa è abbastanza eloquente e cela una Situazione di Stallo della quale ora non posso rendervi partecipi. Vi basti sapere che la Situazione sopra accennata a volte mi getta in Stati di Angoscia. Ma IO sono IO, non una pusillanime come il Giovane Werther, ergo IO, il più delle volte, spacco.

A parte ieri sera.

Ieri sera ero più una palla al piede, o, come a volte amano definirmi QUELLE STRONZE di Marta e Corgi, una Pigna nel Culo.

Sia ben chiaro che nessuno può chiamarmi Pigna nel Culo. MAI.

A dirla tutta, nessuno può insultarmi. MAI.

Dicevo.

Ieri non era serata.

A ciò si aggiunga che siamo capitate nell’unico lunedì dei Fenomeni da Karaoke.

Beh, non è che provenissero tutti da Britain’s got Talent (SOLAMENTE UNA – non sto scherzando: la sera che noi decidiamo di Debuttare al Karaoke immediatamente dopo di noi canta una tizia che ha partecipato al suddetto programma. L’ironia della vita. Il desiderio di sprofondare), molti ogni tanto steccavano, qualcuno non andava tanto d’accordo con la pronuncia dell’inglese, eccetera.

Ma rimane il fatto che gli altri performers erano tutti notevolmente DIGNITOSI.

Molto sopra la media karaokesca, ecco.

A questo punto vorrei ringraziare DI CUORE, ma veramente TANTERRIMO la coppia di Giovani che si è dilettata in Iris dei Goo Goo Dolls senza imbroccare neanche una nota. Grazie fratelli, vi voglio bene.

Dunque, riassumendo:

Pigna nel Culo mode: ON + altri cantanti fenomeni = NON CE L’HO FATTA A CANTARE.

Cioè, sì, ho cantato, ma solamente quando la Serata ha iniziato a declinare, il 70% dei partecipanti se n’è andato e siamo rimaste solamente noi, le Pazze Ragazze Probabilmente dell’Est, quella di Britain’s got Talent e un altro fenomeno.

A mia discolpa posso dire che anche Corgi ha agito nel medesimo (saggio) modo e che Lara ha joinato THE SHAME TEAM alla terza esibizione, non subito.

Perché per unirsi a Marta&Martina ci voleva proprio una notevole quantità di guts. O di faccia come il culo, come preferite.

Le due hanno esordito con un grande classico dell’Acchiappo, ossia Wonderwall degli Oasis, riuscendo a mantenere la dignità pressoché intatta perché:

  • Martina MINCHIA SE CANTA BENE. Marti, io te lo dico, nel campo del karaoke sei per Noi ciò che Corgi è durante le Quiz Nights. Non che torneremo mai al karaoke. Non in questa vita. Ma comunque sei brava. Bene.
  • Il microfono di Marta non funzionava.

Everything went better than expected, dunque.

Ma poi è arrivata La Seconda Esibizione.

Nella quale le Nostre hanno cantato WHAT MAKES YOU BEAUTIFUL degli ONE DIRECTION.

Non potete capire.

Cioè, sì, se conoscete il Gruppo in questione sì.

Per voi Non Edotti (già mi immagino mia mamma che si gira verso mio fratello e gli chiede “E adesso chi sono ‘sti qui?”), gli One Direction sono un gruppo di ragazzetti che piace alle ragazzine di oggi. Un po’ come i Backstreet Boys per noi. Anche se, NON SCHERZIAMO, i Gloriosi BsB erano MOLTO MEGLIO di questi sbarbati.

Va detto, tuttavia, che la canzoncina precedentemente citata è orecchiabile. Gradevole, ecco.

Ok, ogni tanto la ascoltiamo.

E con “ogni tanto” intendo “spesso”.

E con “ascoltiamo” intendo “cantiamo a squarciagola”.

MA NELLA PRIVACY DELLA NOSTRA SCATOLA!

Anche se, ultimamente, Marta e Martina hanno sviluppato la preoccupante tendenza a gorgheggiare “AND THAT’S WHAT MAKES YOU BEAUTIFUUUULLLL OOOHOHOH NANANANA” in mezzo a Fulham Palace Road.

Per loro due, quindi, esibirsi in questo Pezzo davanti a una Platea Stupefatta è stata una naturale evoluzione.

Ah, mi ero dimenticata di sottolinearlo: quasi tutti gli altri performers cantavano brani della Streisand, di Michael Jackson, cose così, insomma.

Comunque l’hanno cantato.

E sono ancora vive.

Quindi ok.

La Terza Esibizione, Everything I Do del grande Bryan Adams, è stata qualitativamente più Avanzata, anche perché il Duo è diventato un Trio grazie al gradevole apporto di Lara.

La Quarta Esibizione è avvenuta nelle circostanze che vi anticipavo sopra: locale semivuoto e dignità ormai gettata alle ortiche. Torn di Natalie Imbruglia.

Vabbè dai, potevamo scegliere di peggio.

Potevamo scegliere CALL ME MAYBE.

Cosa che, alla fine, abbiamo fatto. Per la nostra Quinta Esibizione.

Vabbè dai, non c’era quasi nessuno (a parte quella di Britain’s Got Talent, la Fenomena che ha cantato That’s not my name e altre venti persone).

Vabbè dai, siamo Giovani.

E devo anche ammettere che in fondo, ma in fondo in fondo in fondo in fondo in fondo in fondo, è stato divertente.

Però NO MARTA. NON CI TORNEREMO. MAI PIÙ. MAI, MAI PIÙ.

Let it sNO.

Sta nevicando ininterrottamente da tre giorni.

Le strade, le automobili, le case, tutto, tutto è coperto da un soffice e candido manto di SCHIFEZZA.

A NOI LA NEVE CI FA SCHIFO.

A NOI LA NEVE NON PIACE.

“Noi”, sia chiaro, è una Licenza Poetica usata dall’Autrice per dire “io”.

Sono, ancora una volta, circondata da INCOMPETENTI.

“UUUUUUUH che bello nevicaaaaaa”

“Sìììììì troppo carini i fiocchi di neveeee”

“Loooook OMG it’s snowiiiiiing”

“Let it snow let it snow let it snoooooow”.

ALLORA.

Punto primo:

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Punto secondo:

Neve = disagio deambulatorio e psicofisico.

Neve = c’è il ghiaccio e si scivola.

Neve = i treni e le metropolitane fanno servizio ridottissimo.

Neve = freddo.

Neve = fiocchi di neve IN THE FACE.

Quante volte ve lo devo dire che LA NEVE è un grosso NO.

Che poi: posso concedervi che sia bella da guardare. Ma quando si è chiusi in casa (magari in una casa pulita e priva di QUPP), avvolti in un plaid a quadrettoni e impegnati a sorseggiare una cioccolata calda. Così sì.

NON QUANDO SI CAMMINA IN MEZZO ALLA BUFERA.

Toh, proprio quello che le Ragazze mi hanno COSTRETTO a fare ieri.

Quattro ore a Greenwich.

Quattro ore in condizioni di profonda scomodità fisica e morale.

Quattro ore nel ghiaccio.

Quattro ore nella melma nevosa.

Quattro ore.

Ah, ma io sono intelligente. Ma io non mi faccio fregare più. OGGI SI STA AL CHIUSO.

Infatti andiamo ad Hyde Park a fare pupazzi di neve.

Ve lo dico sinceramente, aiuto.