C’è malattia fuori e dentro noi

The Black Swan è partito.

E adesso chi mi compra il Toasted wrap da Tossed mentre lavoro al chioschetto?

Ah già, non ho più un lavoro. Phew. Tutto risolto.

No, comunque, dicevo. TBS ha spiccato il volo dal nido e io sono tanto triste. Per fortuna che mi ha lasciato come souvenir un megapacco di Kettle Chips mature cheddar & red onion (sempre per la serie “Il mio alito, il vostro migliore amico”), nel quale prevedo di affogare a breve i miei dispiaceri.

Nel frattempo la mia roomie continua a tossire e a dire cose senza senso.

“Oh, FACCIAMO I – COUGH COUGH – BISCOTTI??”

“HO VOGLIA DI PREPARARE I PASSATELLI IN – COUGH COUGH – BRODO”

“Ma tu non eri rimasta indietro con il blog? Come mai stai parlando di ‘ste – COUGH BLEAURGH – cose?”

“E COMUNQUE IO VOGLIO IMPASTARE LA FARINA”

“COUGH COFF – sto male”.

Sì.

Lo spettro de L’Indisposizione aleggia gravoso sulla Casa Nuova Che Non Ha Ancora Un Nome Ma Ci Stiamo Lavorando. La Pazza (non Marta, eh, dico proprio la coinquilina neozealaustraliana che ho saggiamente rinominato Q.U.P.P.) oggi si è data malata al lavoro e ha passato tutto il pomeriggio stesa sul divano guardando allegramente pessimi programmi televisivi e rantolando a intervalli regolari “Owww, I’m dyingggggggg”.

Aspettate. Questa cosa della Pazza e del Divano va chiarita. La Pazza DORME TUTTE LE NOTTI (e nel 75% del tempo durante i suoi days off) SUL DIVANO. Motivo? Secondo lei il suo letto è “scomodo” e ha deciso che la living room è un ambiente sano e confortevole in cui vivere. No ma va bene.

Ad ogni modo. Marta è raffreddata, la Pazza pure, la Gnocca Confermata è in preda ad un hangover piuttosto potente e ciondola per casa in bragoni extralarge, capelli a nido di piccione e piedi nudi. Come vorrei vederla sempre così. Quasi quasi le scatto una foto a tradimento e poi la nascondo dentro un piccolo ciondolo da aprire nei momenti più bui. Come il boccino di Harry Potter. Ma sto divagando.

Il succo è che qui ci sono tre Persone Che Non Stanno Molto Bene e che minano la mia già tenue positività.

Non so se sono stata sufficientemente chiara, ma ieri ho dovuto sbaraccare il chioschetto insieme alla mia (ormai ex) collega StangaDell’Est. È stato un compito complesso e gravoso, principalmente perché credevo che sarei riuscita ad intascarmi non dico tutto, eh, ma almeno un paio di ombrelli rosa e un cake stand sì, e invece ciccia. NIENTE. Tandi ovvero L’Onestà. Un’onestà veramente triste, se posso permettermi.

Ok, sarò precisa: il grembiulino me lo sono portato a casa. Ma mi sembrava anche il minimo.

E quindi niente, sono le sei e un quarto passate e invece di trascorrere il mio tempo (pagato) dentro Westfield sono dentro alla Scatola con un’inspiegabile voglia di mangiare della PASTINA IN BRODO+FORMAGGINO e con L’Ansia che controlla ogni mia mossa:

“DAI CHE VOGLIO LEGGERE”

“COUGH COUGH”

“Sei in fase di EDITING?”

“Dici che ho la febbre?”

“No vabbé ma si sta staccando dai bronchi [COSA!?], però sto bene”.

Sì Ansia, sono in fase di editing, stay tuned.

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