There and back again – a tale by Tandi Ri

Buongiorno.

Cioè, volevo dire buon pomeriggio. È che a pranzo ho mangiato un piattone enorme di riso e tonno che mi ha un attimo destabilizzato la percezione degli orari. Però sto bene, suppongo, e visto che qui sono accadute parecchie cose ho intenzione di trascorrere le prossime due ore a scrivere (e a mettermi uno smalto perché è da tre giorni che ho le unghie nature e non ne posso più), almeno finché dura la labile connessione che il mio telefono, sempre sia lodato, mi sta gentilmente sparaflashando attraverso il tetheringaggio-qualcosa.

Allora.

Dobbiamo sgomberare la Stamberga entro le 11 di sabato mattina. È Ufficiale&Definitivo. Si conclude così una Vicenda Veramente Strappalacrime che si è drammaticamente trascinata per più di due settimane.

Visto che mi sento buona e che mi si deve asciugare la base trasparente ve la riassumo:

  • 13 novembre: “Haiiiii ggggaìs, I’ve gòt bèd niiiiiuuuuuuus”. Con queste parole la M.R. ci informa cortesemente del fatto che il suo contratto col Landlord Primario AKA Nano Malefico è in via di scadenza e che il Landlord, cattivone che non è altro, vuole fare partire al più presto dei lavori di ristrutturazione sbattendoci tutti fuori al freddo e al gelo (e chi se ne importa del Natale alle porte). Dobbiamo, dunque, smammare entro l’uno dicembre, A MENO CHE non chiediamo gentilmente ad Angelo (questo l’ossimorico nome del L.P. AKA N.M.) di farci rimanere in casa fino a gennaio. No, non possiamo contattarlo adesso, meglio attendere sabato, giorno in cui verrà a casa portandosi dietro vari elettricisti ed idraulici per fare il punto della situazione abitativa (a’ nano, te lo posso fare direttamente io il punto: questa casa FA SCHIFO).
  • 17 novembre (il sabato dopo Il Fattaccio): dal colloquio con il Nano Malefico Ma In Fondo Non Così Tanto Dai, Poverino emerge una simpatica novità. La M.R. era da tempo a conoscenza del triste destino che pendeva sopra gli inquilini della Stamberga. Almeno da quando ce l’ha subaffittata per poi sparire in un vortice di “Haiiii gggggaaaaais” e “You are uàn uìk lèit with the reeeeeent”. Altra cosa: Possiamo rimanere fino a gennaio, ma questo non dipende dal Landlord Primario, bensì dalla volontà della M.R. di agire come intermediaria ancora per un mesetto.
  • Ricontattiamo la M.R. “Yes gaaaais, I can let you stay until January, but you all have to stay in the house until the same dayyyy, and you have to give me the money of the dèposit, and there will be a lòt of problèèèèèèms, and you will have to pay a lot of money…”. Ok, ce ne andiamo via a dicembre, và.
  • Bene. Siamo ufficialmente sotto sfratto pesante. Iniziamo a cercare casa tornando alle formazioni originarie (Andrew e Gabriello singoli, Trop&Mela twin room e Marta&me idem). Umore sotto le scarpe e disagio persistente, combo resa ancora più fastidiosa dall’improvvisa dipartita del Wi-Fi di casa.
  • 22 novembre: La M.R. inizia a metterci addosso una pressure negativa riguardo allo Sgombero dell’Uno Dicembre. Non dobbiamo solamente farle trovare la casa pulita e splendente (quando lei ce l’ha lasciata in condizioni disumane), ma anche tosare il prato – NO, MA DICO, STIAMO SCHERZANDOOO? L’erba del backyard della Stamberga sta crescendo allo stato brado almeno dal 1066 (al Tenant Originario, presumibilmente, non stava tanto simpatico Guglielmo il Conquistatore e ha lasciato che l’incuria vincesse sullo stato del giardino in segno di lutto: CHI SONO IO PER INTERROMPERE QUESTA GLORIOSA TRADIZIONE?). Anyway, sistemo la situazione con un bellissimo sms passive-aggressive e, almeno sul punto del giardino, la M.R. cede.
  • Internet non torna, ma lo sconforto cede il passo alla positività. Scrocchiamo la connessione in giro, facciamo cose, vediamo case. Rimaniamo favorevolmente impressionate da una magione in zona Hammersmith: non esente da difetti, capiamoci, ma una Vera Reggia se paragonata alla Stamberga.
  • 26 novembre: decidiamo di fermare la casa ad Hammersmith. Il Nuovo Probabile Landlord ci manda il (pignolissimo) contratto per email (sì, il contratto, e sì, sa usare internet, mica come il Nano Malefico che non sa manco usare il telefono cellulare – ho scoperto solo ieri che invece di darmi il suo numero di telefono mi aveva dato il numero di non so chi). Stringiamo una specie di Patto dell’Amicizia: noi paghiamo la caparra mercoledì e lui (Il Nuovo Landlord) non cerca più altri potenziali inquilini. Ok, è quasi fatta, siamo magiche, baci e abbracci. Il momento autocelebrativo dura esattamente dodici ore poiché…
  • Tadan. 27 novembre: il Landlord Primario se ne esce bello bello con un “HO CAMBIATO IDEA, PERCHE’ NON RIMANETE FINO A MARZO?”. Già. Ci propone di silurare la M.R. e di stipulare un contratto diretto. Panico. Innumerevoli liste di pro e contro dopo, decidiamo di declinare l’offerta (anche perché scopriamo dalla – per una volta provvidenziale – M.R. che il 90% dei mobili prenderanno il largo l’uno dicembre. Abbello, ma che ci vuoi affittare una casa vuota?).
  • 28 novembre: “Ah, avete deciso di andare via comunque a dicembre? Bene, perché avevo cambiato idea di nuovo”. NO COMMENT.

Insomma, sintetizzando: cambiamo casa.

Nelle prossime 36 ore dobbiamo comprimere tutta la nostra roba nei bagagli (ed è un problema, anche perché non intendo separarmi da pezzi d’arredamento fondamentali quali l’alzatina in cartone rotta che ho recuperato dal chioschetto) e pulire la Stamberga.

Yes, we can.

Nel frattempo Marta fa il pisolino pomeridiano e io sono qui da un’ora e mezza. Però adesso, perlomeno, ho delle fantastiche unghie color Viola Quaresima.

The Massacre of Braybrook street reloaded

Care amiche, cari amici,

era troppo strano.

Potevo io trovare una casa (semi)accogliente, un lavoro a due fermate di Tube e vivere tranquilla e gaia per qualche tempo?

NO.

Ingiusto, nevvero? Beh, ditelo a quella persona orribile che è la M.R. Altro che il Nano Malefico (che poi tanto Malefico non è, solamente un pochettino irritante), la vera Mente Malvagia che si cela dietro a tutto questo piano disdicevole è LEI!

Va bene, non si capisce niente di quello che sto dicendo. Ricapitoliamo i punti salienti del discorso, giusto per fare un po’ di chiarezza.

Personaggi ed interpreti de The Massacre of Braybrook street reloaded – commedia breve in mezzo atto:

  • Noi, ossia sei adorabili ed innocenti flatmates, AKA giovani piccole fiammiferaie
  • La M.R., vale a dire l’orripilante creatura senza scrupoli che ci subaffitta la Stamberga. Il vero boss della situazione, però, è:
  • Il Landlord Primario (AKA Nano Malefico), essere quasi mitologico che abbiamo avuto l’onore di incontrare solamente un paio di volte. Ed io che ero convinta che fosse lui il Bad Boy! Che fosse tutta colpa sua. E invece no. La colpa è della M.R.

Ma sto nuovamente divagando. Se c’è una cosa che Marta mi ha insegnato è il valore del dono della sintesi, quindi per le prossime due righe adotterò lo stile letterario/conversativo della mia roomie.

Ciao.

Ci sfrattano.

Sì, carissimi. Dobbiamo levare le tende. L’uno dicembre (per gli amici “sabato prossimo”) goodbye, adiós, ti saluto e sono.

No more Stamberga.

Il Landlord Primario vuole iniziare dei lavori il prima possibile per trasformarla in un Luogo Accettabile.

Ciò vuol dire che da una settimana a questa parte trovarselo per casa di prima mattina e accompagnato da un codazzo di elettricisti è diventata una gradevole abitudine della quale sentiamo già preventivamente la mancanza.

Però stiamo bene, abbiamo ripreso in mano le nostre vite a brandelli e ne abbiamo creato un nuovo patchwork allegro, ottimista e colorato (no, Marta, con “colorato” non intendo “nero con una punta di verde scuro”), anche grazie al fondamentale intervento del nostro Faro (sì, Corgi) che dal Loculo ci indica la Via.

E adesso stiamo molto simpaticamente fregando la connessione da Caffè Nero mentre cerchiamo una nuova twin room. O un pilone libero al London Bridge.

Frasi sconnesse riassumibili con la parola PROBLEMI

Ok, forse ci hanno staccato internet.

Ciò si ricollega al Problema inerente alla Stamberga e del quale non vi ho ancora parlato (anche perché il tema merita un post ordinato e bene allineato, per la miseria).

Ma don’t worry, tanto domani vado a sfruttare spero impunemente il Wi-Fi del pub della Marta, che la connessione ci serve per motivi che esplicherò, appunto, domani (ma quanto sono talentuosa? Marta vi avrebbe già spiattellato tutta la questione-Stamberga già sabato scorso).

Insomma: stay tuned.

Per il resto, io sono viva, ho lavorato tutto il giorno (6 ore e mezza is the new “tutto il giorno”) e ho cenato con un poutpourri di patatine al gusto gamberetti, salsa barbecue e aceto. Ciao mamma, non preoccuparti che le verdure le mangio.

In tutto questo il mio cellulare è bollente per lo sforzo di fornire la connessione via router Wi-Fi all’Enterprise (ossia il fantastico pc della Marta, quello che se lo guardi si emoziona e si spegne), connessione che inspiegabilmente il mio computer portatile si rifiuta di riconoscere, ma va beh. Ci sentiamo domani davanti a una beef and ale pie. E tanta verdura, ovviamente.

Questioni di connettività limitata

Buonasera. Rieccomi.

C’è qualche problema con il Wi-Fi della Stamberga. Che fare, dunque? Lasciare il Mondo a lungo digiuno della mia Arte o produrre un altro Scritto paragraficamente poco accurato (ma pur sempre concettualmente ineccepibile)?

Dunque, dicevo. Rieccomi.

Cosa ho fatto nei tre giorni trascorsi a Milano? HOMMANGIATO. TUTTO. Nominate un piatto. Ce l’ho. Anche la focaccia mangiata DOPO il piattone di pasta al forno e le patatine fritte mangiate DOPO la torta di mele.

Sto bene, comunque. E sono tornata dall’Ovile carica di saggezza e di riflessioni da condividere.

Prima di tutto: atterrare al London City Airport è tanto bello è tanto figo è tanto trendy, ma se poi devi cambiare a Bank, beh, fidati che non ne vale proprio la pena. Fai prima a prendere la navetta della Terravision da Stansted.

Anyway, sono sopravvissuta a innumerevoli code/scale da percorrere con valigiona di venti chili al seguito (eh oh, vado a casa e non mi porto dietro i taralli, il parmigiano e altre quarantacinque amenities indispensabili?) in corridoi prevalentemente curvi e misteriosamente olezzanti di cavolo.

Adesso sono reduce da un’entusiasmante serata al chioschetto e tutto sommato posso definirmi viva, nonostante i Numerosi e Minacciosi Probbblemi che affliggono la casa (casa? Try tenda berbera), che non sono stati ancora presi in esame ma che presto saranno oggetto di una trattazione adeguata.

Sì, però il Wi-Fi deve collaborare.

Scommetto che Leopardi non aveva di questi problemi.

Sono arrivata con tre ore e mezza di anticipo in aeroporto, ergo:

Carissimi.

Vi aggiorno in diretta da Heathrow tramite il mio cellulare spaziale. Questo implica sostanzialmente due cose:

1) Il paragrafo del presente post non sarà allineato e non avete idea di quanto ciò mi dia l’orticaria. Che poi magari l’app di WordPress fornisce l’opzione di giustificare il testo (cosa che dovrebbe rientrare nei diritti, anzi, doveri base di ogni cittadino), ma io non la trovo, nonostante sia portatrice di una mente indubbiamente illuminata.

2) Sto tornando a casa.

Ma don’t worry nel modo più assoluto, che non vado proprio a casa-casa, cioè, sì, ci vado, ma per ricongiungermi con parentado e -ovviamente- TBS e poi ritorno nei verdi pascoli londinesi. Giovedì mattina sono di nuovo qui.

Ho eletto come responsabile temporaneo del Decoro in Casa la mia roomie. Capite ora quanto sia necessario un mio ritorno in tempi brevi.

E quindi niente, ci riaggiorniamo giovedì. Per tenere viva la suspense, però, vi annuncio che l’occhio di Sauron ora più che mai sta scrutando la Stamberga e che la situazione è profondamente disagiata. E non mi sto riferendo all’ultima prodezza del Mela, che ieri sera si è addormentato per terra e abbracciato all’aspirapolvere.