C’è bisogno di aggiustamenti

“Io ogni tanto ci penso a come sarebbero state le nostre vite se ci fossimo trasferite nella casa di Pedro” (Marta).

E invece viviamo in un quartierino tranquillo e pittoresco, con casette basse, strade poco trafficate e uccellini cinguettanti. Certo, come FORSE ho lasciato intendere più volte, alla Stamberga non farebbe male qualche miglioria.

Ad esempio mi piacerebbe asportare TUTTA la moquette e lanciarla fuori dal balcone gridando “QUESTA. È. SPARTA!”.

Per ora, però, sarebbe già un passo notevole riuscire a togliere dalla circolazione le cianfrusaglie che la M.R. ci ha amorevolmente lasciato in eredità (“Don’t uòrri ggais, I’ll cöm’ and take it òll òweey”, sì sì come no). E non parlo di cosine poco ingombranti, bensì di:

  • Lavastoviglie non funzionante posizionata all’ingresso della casa ed elegantemente coperta da un lenzuolo bianco. Nonostante questo ardito tentativo di camouflage, però, si nota benissimo che non è una cassettiera dalle linee moderne e innovative, bensì, appunto, una lavastoviglie;
  • Dietro la già citata wannabe-cassettiera: ammasso di roba complesso da discernere, comprendente Tenda della Decathlon, svariati cuscini e manuali di architettura, più molto altro che non ho la forza di andare a stanare;
  • Albero di natale con lucine annesse (anche se, ripensandoci, potrebbe servire a breve);
  • Una quantità spropositata di surgelati che non abbiamo capito se possiamo consumare o meno. Nel dubbio, ogni tanto facciamo fuori – con discrezione – una busta di qualcosa;
  • L’ARMADIO DEGLI ORRORI. Siamo qui da più di un mese e nessuno ha osato aprirlo. È sigillato da vari pezzi di scotch nero e c’è su appeso un foglietto che recita minacciosamente: “M.R.’s stuff – DO NOT TOUCH”. Cioè, se la roba che c’è in giro per casa possiamo toucharla liberamente… I don’t even… Insomma, chissà che schifezze nasconde quell’antro. Paura!  

E poi niente, tra due giorni arriva THE BLACK SWAN! È da una settimana che faccio gli scongiuri affinché non piova (sì, ho capito, lo so, siamo a Londra, se non piove qui dove deve piovere, bla bla bla), che la città gli piaccia, che non ci siano intoppi coi mezzi pubblici… e ieri sera, logicamente, Andrew è tornato a casa dicendo “Oh, ma l’avete visto il cartello alla stazione? Questo weekend chiudono PRATICAMENTE TUTTE le linee dell’Underground!”.

Si è poi capito che aveva letto la cartina al contrario, interpretando come “closed” le linee segnate in grigio (che invece sono quelle che garantiscono good service). Cara anima semplice.

Un’ultima cosa: il film di ieri sera è stato fe-no-me-na-le. Così fenomenale che ha fatto sold out.

E noi siamo rimaste fuori, ovviamente.

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