Waiting for Il Peggio

Dunque.

Oggi pomeriggio sono andata A CORRERE.

Io. A correre. Sorvolerei elegantemente sul fatto che più che di “corsa” sarebbe il caso di parlare di “corsetta” e che il tutto sarà durato quattro minuti e mezzo al massimo (ma inframmezzato da lunghe camminate tonificanti e tentativi di stretching nonché movimenti pro-riscaldamento), sorvolerei, dicevo, su tutto questo per concentrarmi sulla parte veramente pregnante della questione.

Ossia: invece di rimanere a poltrire in casa ingozzandomi di biscottini danesi (attività che, peraltro, mi ha piacevolmente occupata per i tre quarti d’ora precedenti alla Decisione Risolutiva ossia alla Svolta) ho deciso di compiere esercizio fisico. O una specie di.

Non mi riconosco più.

A parte questo, tutto nella norma. Le visite alla camera vuota proseguono, per il nostro disgusto emotivo. Finora nessuno dei loschi figuri che ha calcato il sacro suolo della Stamberga si è fatto avanti a pagare il deposit per la stanza, ma siamo consapevoli del fatto che il momento in cui dovremo condividere le nostre povere cose con uno o (even worse) due estranei si sta avvicinando pericolosamente. Il segreto è mantenere un atteggiamento zen e aspettarsi Il Peggio. Già, perché la Manza non si è più fatta viva (e va beh, una perdita facilmente superabile) e nemmeno la nostra Aspirante Coinquilina Preferita, Remi, che ha 24 anni e fino a ieri viveva nell’Upper East Side a Manhattan (sticazzi). Remi è a Londra per frequentare una prestigiosa scuola di cucina e si è rifiutata di risiedere nella Stamberga (e nei nostri cuori) perché vuole trovare “a bigger place to live in”. ABBELLA, guarda che difficilmente troverai di meglio. Forse.

Ergo, aspettiamoci Il Peggio. Ossia uno qualsiasi (o DUE, brr) dei soggettoni che ultimamente hanno provveduto a violare l’intimità della nostra tana.

Chi sarà/saranno il/i Prescelto/i?

– DALLA SVEZIA CON FURORE: Due ragazzotte piene di vita, effervescenti, solari, allegre, insomma due palle al piede fatte e finite. Hanno trovato tutto “lovely”, persino lo scarico del cesso da loro definito come “oh, so old school, ahahaha ohohoho”. Simpatiche. Molto. Però ciccia cara, non puoi, oh, non puoi proprio chiedermi se è “ok to host someone” dopo che ho appena finito di dirti che in sette persone con un solo water si può vivere ma solamente se si è disposti a compiere sacrifici immani. Non ti do il permesso di portarmi qui tutta la Svezia, e che cavolo.

– TIZI TACITURNI E INQUIETANTI: Si sono limitati a osservare la situazione lanciando qualche occasionale mugugno. Uno di loro sembrava Max Pezzali tra 10 anni. Anche no grazie.

– ALTRA COPPIETTA: Lei tedesca lui italiano VI PREGO NO. Un altro italiano NO.

– INDIA LOVERS: Coppia di indiani abbastanza gradevoli tutto sommato. Lei taciturna e timida (e non spiccica una parola d’inglese), lui apparentemente quasi simpatico (non ai nostri livelli, ovviamente). Ha pure fatto una specie di battutina sulla coppia di cui sopra dicendo qualcosa tipo “I hope they don’t like the house”. Dai, forse non li detesto.

– WHEN DOS BECOME UNO: Coso viene dalla Lituania e cerca un nido caldo e accogliente per sé e per la sua compagna (che a breve lo raggiungerà dalla patria natia). Coso, molto ligio al suo dovere di reporter, ha scattato circa 27 foto della magione informandosi non troppo discretamente su quanto paghiamo/cosa facciamo/quanto vogliamo restare/che bagnoschiuma preferiamo.

Ok, io voto per l’India. Ma la ferita inferta da Remi è ancora aperta.

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