“Nice party DOUCHEBAGS!” (cit.)

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Ieri sera alla Stamberga c’è stata una festona, eh. Era il compleanno di uno dei nostri roomies e abbiamo cercato di creare un’atmosfera lounge con materiali di recupero. Pregasi notare:

  • Palloncino beneaugurante (che poi era lo stesso mezzo sgonfio che troneggiava in giardino fino a ieri)
  • Lucine natalizie che fanno parte delle mille carabattole che la nostra landlady francese, per gli amici M.R., ci ha smollato in giro per la casa
  • Lo stesso vale per le candele
  • Btw il materasso dietro il divano non è lì per motivi decorativi ma per qualche ragione oscura che nessuno vuole cercare di comprendere.

Dai, sembra quasi un ambientino carino, né?

C’è disagio in us

Ci sono cicatrici che non vanno via con lo scorrere del tempo.

Ne sa qualcosa il frigorifero che ieri pomeriggio ho cercato (invano) di restituire al suo splendore originario, mentre di fianco a me un’inedita Marta in versione desperate housewife saltellava in giro pulendo mobiletti incrostati e scandendo slogan incoraggianti come “Ma pulire è b e l l i s s i m o!!!”.

Insomma, un pomeriggio amazing.

Ho parlato su Skype con mia mamma:

“Dai su, fammi vedere la casa!”

“No, mamma, non sei pronta psicologicamente, fidati”

“Ma per chi mi hai preso? Guarda che posso reggere!”

“No no, per adesso è meglio di no.. facciamo così, ti mostro cosa si vede dalla finestra di camera nostra”

“ODDIO MA CHE VETRO SPORCO!!!”

“Ecco, appunto.”

Comunque va tutto bene. Oscillo tra momenti di iperattività sfrenata durante i quali pulisco ogni suppellettile che mi capita a tiro e attimi di sconforto che mi portano a vedere la mia vita qui ad East Acton come un documentario deprimente intitolato “Vivere in condizioni di estremo disagio”.

Abbiamo cercato di rendere la casa più accogliente inserendo un tocco femminile qua e là (tovagliette fucsia, carta igienica rosa, strofinacci rosa). I boys sono entusiasti, ovviamente.
Resta il fatto che, inspiegabilmente, quando calano le tenebre e la visione si fa meno precisa la Stamberga assume l’aria di un nido accogliente e caldo (almeno per ora, che poi quando arriva l’inverno vedrai quante risate ci facciamo). Poi ti svegli la mattina dopo, osservi bene ciò che ti circonda e l’unico tuo impulso è quello di gettarti dentro una vasca piena di disifettante e non uscirne più. Ma poi ti alzi dal letto, ti prepari una bella tazza di tè (stando bene attenta a non guardare dentro il bollitore) e sei pronta per un’altra giornata ricca di sfide.

Oggi, ad esempio, Marta&me, insomma noi, ci siamo messe a lucido e siamo andate nel centro commerciale vicino casa. Ciò mi ha depresso alquanto perché

a) Mi ha ricordato moltissimo la parte di Via col Vento dove Rossella O’ Hara deve far colpo su Rhett facendogli credere di essere ricca (mentre invece in realtà è alla canna del gas)

b) Per la prima volta in vita mia sono entrata in un centro commerciale NON per fare shopping BENSÌ per cercare lavoro. E con 6,43 £ in tasca.

Ma tutto questo mi renderà sicuramente una persona meglio, lo so. Quindi persevero. E fa niente se stasera si mangia di nuovo zuppa. Fa niente perché grazie a trascurabili sacrifici di questo calibro le mie spese odierne ammontano a:

– 99p lattina di zuppa carrot&coriander

– 2.99 £ supermega wrap vegetariano con avocado e insalata

– e bona.

Austerity forever.