Frasi ricorrenti nella Stamberga

– Ma guarda che la prigione è carina, cioè, è un edificio con una sua storia architettonica

– Posso spostare questa roba secondo voi o crolla la casa?

– NON APRIRE QUELLA PORTA!

– Qualcuno vuole leggere i libri che reggono il mobiletto?

– Siamo pronti psicologicamente ad aprire per la prima volta questo cassetto?

– È un privilegio stare qui a scambiare germi con voi.

Il bicchiere mezzo pieno

Vivere nella Stamberga non comporta solamente sangue sudore e lacrime (not to mention polvere). I lati positivi non mancano.
Abbiamo un parco di tutto rispetto
praticamente sotto casa.

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E soprammobili veramente all’avanguardia.

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Chiudo con due comunicazioni sparse giusto per:

– Abbiamo scoperto che la pipì del demonio non doveva essere bevuta così, nature, ma diluita con acqua.
– Corgi sta parlando con la televisione. Sorrido e annuisco.
– Marta ha scoperto un gioco da tavolo intitolato “Men are from Mars, women are from Venus”
– MA CI RENDIAMO CONTO CHE HO BEVUTO QUELLA SCHIFEZZA IMMANE SENZA DILUIRLA?

Prison break

Dunque.

Ci siamo trasferite.

Io e Marta abbiamo trovato una doppia ad East Acton; Corgi una singola a Manor House (ma dal primo ottobre, quindi domani torna a casa per un paio di settimane).

La casa, come dire, è una casa. Qualche parete, dei pavimenti, delle scale. Un giardinetto grande come un francobollo con dentro: una costruzione di legno semidiroccata dalla dubbia utilità, una cyclette senza pedali (?), un palloncino mezzo sgonfio and so on. Dal giardinetto si vede in lontananza un elegante edificio di stile edwardiano che no, non è una sala per concerti e no, non è un castello, bensì una sciccosissima prigione. E va beh.

Mettiamola così: vivere qui dentro mi renderà sicuramente una persona creativamente più ricettiva di quanto non sia adesso.

E poi la zona, diciamolo onestamente, è una figata. Quindi ok, forse possiamo sopravvivere. Questo se riesco a trovare un modo non troppo impegnativo per prendere in blocco tutti i mobili di camera nostra e bruciarli in un rogo purificatore cantilenando nenie per allontanare gli spiriti maligni. E fare qualcosa per la moquette. Tipo scioglierla nell’acido.

Gli inquilini precedenti a noi erano abbastanza delle bestie. A titolo esemplificativo, dietro il mio letto ho trovato i seguenti tesori:

– 5 forcine per capelli

– 3 carte di Kinder Shoko-bons

– un numero imprecisato di fazzoletti usati (YUCK)

– una collanina carinissima di Accessorize (quindi non tutto il male viene per nuocere).

Non so come pulire selvaggiamente col Lisoform mobili che non vedono una spugna dal ’54 possa rendermi una persona migliore, ma sono fiduciosa.

In tutto questo ci sono i coinquilini che sono persone a posto. Però italiani! Proprio quello che ci voleva per migliorare il mio inglese.

Ma tutto questo non importa perché in giro ci sono un sacco di persone interessanti con le quali conversare. Come, ad esempio, la tizia che abbiamo incrociato questo pomeriggio al fish and chips: una vera anima gentile e gaia che si specchiava nella card del supermercato e rideva di gusto parlando da sola.

Extreme makeover home edition

Stiamo sistemando la casa (ascoltando i Backstreet boys ma CON IRONIA).
Per ora, a grande richiesta, un’anticipazione sul pezzo forte della nostra camera.

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Rock on!!