La pacchia è finita

Va bene, ieri era domenica, dovevamo riposarci, c’era il sole e insomma per dirla brevemente non abbiamo fatto una mazza.

Oggi è lunedi, il tempo è stato variabile tutto il giorno (nel senso che ha proposto le combinazioni pioggerellina-vento-nubi in diecimila modalità differenti), un animale non ancora identificato appartenente agli ospiti dell’ostello ha reso inagibile uno dei tre bagni del nostro piano… come dire: mai ritorno alla realtà fu più immediato.

Abbiamo trascorso la giornata a:

– spulciare annunci su Gumtree e Loot

– fare innumerevoli telefonate ai proprietari degli appartamenti più appetibili (quest’ultimo task, a dire il vero, è stato svolto egregiamente da Corinne mentre io e Marta la osservavamo ammirate pensando mestamente alla nostra pronuncia british molto maccheronica)

– vedere case. Anzi, per essere più precisi, direi che abbiamo visionato UNA casa e due loculi. La casa urlava da tutti i pori “Sono il posto perfetto per voi!!!”. Due stanze molto carine, una doppia una singola, un bagno con spazio per girarsi, una cucina/zona giorno…  il tutto, però, sommerso da uno strato coriaceo di disordine e pulizia quantomeno approssimativa. Ma se si riusciva ad andare oltre questi aspetti transitori, l’appartamento era proprio bello! Solo che forse è a un prezzo improponibile. O forse no. Non lo sappiamo. Forse possiamo trovare di meglio. O forse no. Insomma non lo sappiamo.

Passiamo ai due gioiellini del giorno.

1) TRIPLE STUDIO che sarebbe, in sostanza, un monolocale per tre persone. Fin qui tutto ok. Il problema è che lo spazio a disposizione era più che angusto, più che claustrofobico, più che… per dirla senza giri di parole, era un buco fatto e finito. Tre letti, un armadio, un tavolino grande come un quadratino di cracker, un bagnetto microscopico e un cucinino-ino-ino. Lavatrice? Non pervenuta. Scomodo, probabilmente. Ma c’è di peggio. C’è la fantastica…  *drumroll*

2) TRIPLE BEDROOM SHARED BATHROOM! Ancora più piccola del triple studio, presenta una pratica cucina inserita all’interno di un armadio! Deliziosa. Il punto di forza dell’accomodation è sicuramente il bagno, anzi, per essere giusti, tre bagni in condivisione con altri tre appartamenti. E va beh, dai, vediamoli, magari non sono malaccio. E invece viene fuori che sono MOLTO PEGGIO di “malaccio”. In un metro quadrato convivono con armonia water, lavandino e doccia. Specchi? Che frivolezza. Armadietti? Inutili.

Siamo tornate al nostro ostello che, in confronto, è una reggia.

Quasi tutti gli altri ospiti, però, ci odiano (e questo inspiegabilmente, perché siamo un sacco adorabili). Passi il tipo che ti risponde con un mugugno incazzoso quando gli dici “bless you” dopo che ha starnutito, passi la nostra vicina di stanza che non fa altro che lanciarci sguardi inceneritori…

Ma cinque minuti fa, mentre stavamo guardando la televisione nella fantastica area lounge, è spuntato dal nulla un tizio che ha preso il telecomando e ha cambiato canale. Così, per sfregio. È un mondo difficile.

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