Lo stretto necessario

  • Ombrello (vabè, mi sembra anche ovvio)
  • Sciarpe & sciarpine
  • Cappelli
  • Giacca impermeabile
  • Vari capi di vestiario che non ho ancora definito. Comunque più che altro pantaloni, maglioni e leggings. E un sacco di calze.
  • Scarpe. SCARPE, cavolo! Gli unici stivali decenti che ho sono scamosciati. Credo che si rovinerebbero irrimediabilmente nel giro di una settimana. E le uniche scarpe da ginnastica che non mi fanno l’effetto Piede Gigante sono le Converse di tela. Non può funzionare.
  • Vorrei portarmi il cappotto ma non ci starà MAI in valigia. Quindi no, per ora.
  • Aggeggi tecnologici vari
  • Documenti
  • Oyster card (eredità di un viaggio a Londra di qualche anno fa e gelosamente custodita), tessera studenti (sì, lo so che non sono più una studentessa, ma non si sa mai).
  • Burrocacao. Ma tipo un sacco.
  • (Probabilmente) rotolo di carta igienica. Non si sa mai.
  • Tappi per le orecchie
  • Quadernino & le mie due penne predilette a pois
  • Amazing accappatoio leggerissimo color lampone
  • Ciabatte
  • Maledizione, ho seriamente bisogno di un paio di scarpe.
  • Una quantità spropositata di medicine
  • Capitolo bellezza & igiene personale: spazzolino, dentifricio, deodorante, ecc. ecc. Trucchi: posso cavarmela egregiamente per mesi (ma anche anni, direi) con un mascara e una matita nera. Il mio unico punto debole? Gli smalti. Ma ho deciso che ne porterò MASSIMO cinque. I prescelti saranno… vediamo: base trasparente (anche se, in teoria, dovrebbe appartenere a una categoria a parte e non godere dello status di “smalto”); un rosso scuro (direi Malaga wine di Opi); poi un rosso più chiaro ma non troppo acceso; l’immancabile Particulière; poi boh.. Plumberry della Essie? Meglio un grigio? Meglio che mi preoccupo di cose più importanti tipo troverò mai un lavoro che si accordi un minimo col mio curriculum quindi piantala di pensare a ‘ste cazzate che poi tra un paio di mesi vediamo come si ride, eh? Ok.
  • Silk-épil? Probabilmente no. In fondo andiamo verso la stagione fredda e ogni strato termico in più sarà ben accetto.
  • SCARPE
  • Orecchini e bracciali (ma pochi)
  • Il phon lo porta la Marta
  • Borse: massimo 3. Yes, we can.
  • Un paio di ricettari (roba tipo Verdure for dummies)
  • Cuffia da doccia
  • Pigiama lungo
  • Scarpe.

Insomma, se non hai capito, la vita è bella

“Pronto?”

“UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE CIAOOOOO”

“Ciao…?!”

“Sììì ciaooo sono iooo sono in motorino con Gerraaa siamo al lago e stiamo andando a una festa anche se pioveeee, chissenefrega, la vita è bella, volevo dirti soltanto che la vita è così, a volte vicini a volte lontani, Milano, Londra, Parigi, ma non importa, insomma se non hai capito la vita è bellaaah, va tutto bene, ci vogliamo bene, smack!!! Ciaociaociaocccciao”.

Una decide di non parlare (perlomeno non subito) della sua famiglia (non per altro, ma perché questo comporterebbe troppo tempo e, come forse sarà chiaro ai più, di tempo non ce n’è molto) e poi riceve una telefonata così poetica e densa di significati da Peus che deve essere per forza citata.

Dunque. Sarò breve: Peus è mio fratello (gemello) ed è totalmente fuori di testa. Non lo vedo da più di un mese perché è partito per un viaggio che l’ha portato in vari luoghi imprecisati dell’Europa del nord-est con un budget di circa 3 euro al giorno; è finalmente tornato all’ovile qualche giorno fa con una barba lunga fino alle ginocchia (questo, almeno, a sentire mia madre). Con lui ha fatto ritorno a casa anche lo zaino candidato a fungermi da bagaglio a mano, che gli ho prestato in un momento di scarsa lucidità mentale; sempre a sentire mia madre, però, il suddetto zaino è ancora intero. Forse poco sicuro batteriologicamente parlando, ma integro. Sperèm.