Riflessioni pre-preparazione del valigiame

Ci sono cose che non posso più rimandare.

Una di queste è la Preparazione dei Bagagli.

Viaggiare leggera?

Portarmi dietro anche la collezione di tazze da tè e i ferri per lavorare a maglia?

Continuo a dirmi “ci penserò domani”, ma il Momento X è ormai prossimo e il trolley mi occhieggia minaccioso da dietro l’armadio. Ho paura. Sento che finirò per dimenticarmi qualcosa di essenziale, tipo, chessò, le mutande, a vantaggio del pelouche gigante del pesce Nemo (oddio, ora che ci penso, sentirò un sacco la sua mancanza o.O). Temo che la mia lista di medicinali sia piuttosto lunga, anche se in fondo l’elenco conta solamente quattordici voci.

Dovrò fare in modo di operare dei tagli ben orchestrati nella mia lista delle cose da portare. “Comprimere gli spazi” sarà la mia nuova filosofia di vita. “Non guardarsi indietro” idem. No, mio caro June; ti ho amato, ti ho venerato, ma non ti abbini proprio al clima autunnale londinese. Ti lascerò a Milano. Forse.

E comunque qui stiamo a parlare di frivolezze e ok, va bene, ma oggi è l’uno settembre e io tra una settimana parto.