Ottime notizie

Non trascorreremo le nostre prime sette notti londinesi all’addiaccio!!!

Ieri abbiamo finalmente trovato una sistemazione -che almeno sulla carta sembrerebbe- adeguata alle nostre esigenze. Questo non perché siamo tre sprovvedute che si riducono all’ultimo momento (o non solamente, perlomeno), ma perché abbiamo dovuto affrontare una quantità considerevole di imprevisti organizzativi. Con classe.

La nostra punta di diamante è sicuramente Corinne, che ha tirato fuori con nonchalance diversi appartamenti interessanti su Airbnb e poi alla fine è arrivata con la Sistemazione Definitiva, ossia una camera tripla (ma senza bagno privato) in un ostello a Kilburn, ai limiti della zona 2. Intanto io e Marta annaspavamo tra pensioncine ad East Dulwich e ostelli in zona Heathrow. Ah, quanto amo il lavoro di squadra ♥.

Love and chips

“Ale, ma perché nel blog non parli del tuo fantastico fidanzato che in un futuro prossimo potrebbe raggiungerti a Londra?”

“Non preoccuparti, lo farò presto! Devo solo trovarti uno pseudonimo adatto”

“…”

“Vuoi scegliertelo da solo, per caso?”

“Si!! Allora, vediamo…”

“…”

“THE BLACK SWAN.”

“Probabilmente è meglio se mi riferisco a te semplicemente come il mio fidanzato.

” … Cosa ne dici di GOLDFINGER?!”

Il mio uomo non è in grado di scegliersi un soprannome ma lo rispetto e lo ammiro ugualmente.

Questo perché, ad esempio, ieri è riuscito a rimanere calmo e a mantenere il controllo dell’automobile anche dopo che ho rovesciato – per sbaglio – un pacchetto di patatine in zona pedali. E dunque lo stimo. Profondamente.

Due personaggi di spicco

Dentro Corinne convivono con disarmante armonia un notevole spirito di adattamento a qualsiasi condizione vitale e una spiccata propensione ad apprezzare le comodità della vita upper class. Corinne non ha problemi a progammare un pernottamento in ostello (d’altronde nella sua vita ha dormito in luoghi ben più estremi, alberi e mobiletti inclusi), solo che poi chiede con candore: “Ma prendiamo un taxi per arrivarci? O è troppo sborone?”.

Marta vive in un mondo dove l’organizzazione, l’ordine e il rigore sono concetti contemplati in modalità puramente astratta. Marta ha scoperto solo oggi che il suo volo Orio al Serio-Stansed coincide con il mio invece di partire un’ora prima (come era ferma nel sostenere da oltre un mese) e, nonostante questo, riesce a dormire sonni tranquilli. Le sue giornate sono costellate da continue sorprese di questo genere, che le lasciano quindi ben poco tempo per preoccuparsi riguardo a questioni per me di vitale importanza (come, ad esempio, l’eventualità che il tizio dal quale stiamo ponderando di prendere in affitto un appartamento possa essere un truce serial-killer).

Marta e Corinne sono le mie compagne di viaggio.

No, non parto da sola.

Sì, lo so che non è hardcore. Ma, d’altronde, chissenefrega. E per citare Corinne:

“Ragazze, friendly reminder che tra nove giorni prenderemo Londra by storm”.

The paranoia is strong with this one

Fino a poco tempo fa credevo fermamente nell’esistenza di quelle illuminazioni interiori improvvise e provvidenziali capaci di trasformare qualsiasi codardo in un eroe.

Ecco, sbagliato.

Oggi posso affermare con sicurezza che un pusillanime può benissimo rimanere tale anche dopo avere preso una Decisione Importante.

Ho trascorso gli anni (pare) migliori della mia vita consacrandomi con dedizione alla nobile attività dello studio della Storia moderna (Storia moderna? Quindi robe tipo la Seconda guerra mondiale? Ah no? … Ma scusa, a cosa serve conoscere nel dettaglio il Cinquecento italiano? Ma poi cosa farai, dopo?). Ebbene. Cosa faccio, dopo, considerando la quasi totale mancanza di prospettive lavorative dignitose (leggasi: balle di fieno che rotolano spensierate in mezzo a un panorama desertico accompagnate da una deliziosa canzoncina recitante “te l’avevo detto”)? Do una svolta drastica alla mia vita. Oppure, se preferite, faccio una cazzata bella grossa.

Tra dieci giorni parto per Londra. Niente casa, niente lavoro (beh, almeno per ora, spero). Sono perfettamente consapevole di come la mia Decisione Importante non risulti particolarmente avventurosa né originale; quella manfrina introduttiva sulla pusillanimità, però, mica l’ho messa per un motivo a caso. Infatti sono terrorizzata.

No, anzi, peggio. Divido equamente le mie giornate tra panico, preccupazioni (che nella maggior parte dei casi evito di esternare ad alta voce perché più che rasentare il ridicolo ci sguazzano dentro con gaiezza) e picchi di entusiasmo isterico.

Chi mi conosce appieno e, quindi, sa che sto impiegando questi affannosi momenti pre-partenza a lottare contro me stessa per evitare di raggomitolarmi in posizione fetale sul divano cantilenando la sigla delle Winx a mo’ di mantra rassicurante, evita di dirmi frasi tipo “vedrai che i primi tempi saranno difficili ma poi andrà tutto stupendamente”. No. La reazione pressoché universale alla lieta novella del mio imminente salto dal nido è stata: “Ma sì, vai, però stai tranquilla che non ci devi rimanere per forza lì, non stai prendendo un impegno (sì, perché farsi un conto in banca e pagare il primo mese di affitto di una stanza più la caparra non è “prendere un impegno”, dico io)… considerala più come una vacanza… magari tra due settimane torni”.

Ok, vi prendo alla lettera.

Io vado.

Però magari tra due settimane torno.