Shalala

L’altra sera ero in un pub con degli amici (sì, sembra incredibile, ma anche io ho degli amici, o quantomeno delle persone che mi hanno accolto bonariamente nella loro cricca). Nel pub c’erano un paio di televisori accesi. Uno alla mia sinistra, l’altro alla mia destra. Questi televisori erano accesi ad altissimo volume e proprio sopra al nostro tavolo, ma questo dettaglio insignificante non è assolutamente al centro di questo aneddoto e non voglio fare quella che si lamenta. Chi si sta lamentando? Ah, io no di certo MA TORNIAMO A NOI e cioè: Io. Pub. Amici o persone quantomeno benevolenti. Televisori accesi. Clangore infernale e tormento cacofonico. Io che non mi lamento. A un certo punto uno sconosciuto si avvicina al nostro tavolo, indica il televisore posto alla mia sinistra, esclama rivolto un po’ a tutti e un po’ a nessuno “QUELLO LÌ NELLA TELEVISIONE SONO IO” e poi se ne va.

Alla televisione c’era un gufo.

 

Care begonie (voi),

Vi ho raccontato questo delizioso aneddoto per due motivi:

  1. È da ormai tre sere che provo ad aggiornare questo Spazio e non ci riesco. Avevo quindi bisogno di scrivere qualcosa di veloce per superare il timore della pagina vuota, il blocco dello scrittore, l’aridità creativa, eccetera.
  2. Mi ha fatto ridere.

E, ancora sempre mie molto care e dolci begonie (ancora voi),

Visto che questo post ormai è andato in vacca vi posto la mia personale ADULT VERSION della seconda strofa di Rotta Per Casa di Dio degli 883 (ADULT VERSION nel senso che era la versione che la me undicenne giudicava adatta alle orecchie dei miei genitori – perdonami Max Pezzali, non tutti siamo stati ribelli come te)

(Dal minuto 1:46)

Cisco adocchia la cartina e poi dice NO

STIAMO ANDANDO LONTANOOOOO

Shalala

Te l’ho detto dovevamo girare là

Guarda sono sicurooo

Shalala

Lo sapevo che sarebbe finita cosììì

SIAMO TESTE DI CAVOLO NOI

Shalala

Basta uscire più di dieci chilometri

CHE NOI SCEMI CI PERDIAMO

Mi sembra di ricordare che nel ritornello osavo un notevole “ROTTA PER CASA DI ZIO” ma non ne sono tanto sicura.

carini
Ormai questo post è andato così, non posso farci niente ormai.

E a proposito di non poter farci niente:

niente

CIAO.

Progetto Howie: Anywhere For You

COS’È PROGETTO HOWIE + RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI 

Come di consueto iniziamo la puntata dedicando un pensiero agli amici disinteressati alla nostra Arte, pensiero che potrebbe essere “CAZZI VOSTRI” ma non lo sarà in quanto siamo persone nobili e mature.

Cari amici disinteressati alla nostra Arte, o forse dovrei dire cari Nemici, la vostra lettura/passatempo alternativa/o di oggi è gentilmente offerta/o da Ammennicolidipensiero e si tratta di questo entusiasmante sito chiamato The Useless Web. Io, invece, vi propongo questa ricerchina su Google (DISCLAIMER: STO OVVIAMENTE SCHERZANDO SONO UN CUORE DI PANNA E UN PEZZO DI PANE CONTEMPORANEAMENTE).

Bene.

Andiamo avanti:

AnywhereForYou1
1997. Brusca e inquietante virata verso l’astrattismo più selvaggio.

 

Il video di Anywhere For You è un capolavoro di rara bellezza. C’è tutto: il mare, il tramonto, la spensieratezza, il dramma, i gabbiani, le mute da sub, la nudità (leggermente motivata in quanto siamo appunto al mare), i maglioni a collo alto (leggermente meno motivati in quanto siamo appunto al mare). Ancora una volta cantano solamente Nick e Brian, Brian e Nick e, quando avanza tempo, Nick e Brian. Howie ha però dei suoi momenti di rivalsa – tipo l’armonico dipanarsi di questa breve ma intensa storia d’amore:

E inoltre:

anywhere3anywhere4you

Devo però essere sincera: Anywhere For You è talmente ricco di spunti narrativi che limitarci ad Howie non ha senso (voi direte “Progetto Howie senza limitarsi ad Howie non ha senso” io dirò “Non dobbiamo commettere lo stesso errore di chi discriminava Howie negli anni ’90 discriminando a nostra volta gli altri quattro membri della band” e anche “Faccio quello che voglio”).

Dopo attenta riflessione (undici visualizzazioni su Youtube di fila) ho deciso quindi di sottoporre alla vostra cortese attenzione un molto ragionato

ANYWHERE FOR YOU DRINKING GAME

Bevi ogni volta che:

  • Brian solleva le mani in aria con fare drammatico o guarda per terra brian
  • Qualcuno indossa un capo di abbigliamento francamente troppo largo
  • Qualcuno indica la telecamera
  • Howie sorride mentre tutti gli altri hanno espressioni tristi
  • AJ indossa gli occhiali da sole
  • Nick ci sta credendo un po’ troppo e/o indossa una maglietta bianca
  • Vengono inquadrati dei gabbiani
  • Kevin ha l’aria di uno che vorrebbe essere da tutt’altra parte kev
  • Viene detta la parola “baby” (questo diventa particolarmente impegnativo dopo il minuto 2:57)

Riassunto finale

Come ho già detto gli unici interpreti di questa canzone sono Nick e Brian e poi Brian e Nick ma Howie ci regala un’Arte superiore a quella del semplice canto: il canto RECITATO. In Anywhere For You il Nostro alterna sorrisi a esternazioni di sofferenza interiore e momenti di leggerezza e socialità ad attimi di cupa introspezione IL TUTTO indossando un completo da cricket IN SPIAGGIA.

scusaseèpoco

CIAO.

Stressarsi alle terme è facile se sai come farlo

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(Il testo di questo post non è giustificato perché sto scrivendo dall’app di WordPress e l’app di WordPress come sappiamo FA PENA)

COSA PORTARE:

Anche se sai che hai bisogno solo del costume perché tutto il resto te lo daranno in loco TU alle terme dovrai necessariamente portare uno zaino da montagna contenente:

  • DUE COSTUMI, uno intero e uno a due pezzi. Sì lo so alle terme è meglio mettersi il costume intero perché nelle vasche idromassaggio il bikini ti finisce da tutte le parti MA: e se poi tutte hanno il due pezzi e tu sei l’unica che fa la signora col costume intero? Meglio avere un’alternativa e complicarsi la vita inutilmente
  • LA CUFFIA perché tua mamma ti ha detto che forse serve la cuffia e anche se tu non credi che la cuffia sia necessaria e comunque la cuffia la detesti TU la cuffia te la porti lo stesso perché è sempre meglio avere un’alternativa e complicarsi la vita eccetera
  • LE CIABATTE anche se sai benissimo che te le daranno alle terme (perché è sempre meglio avere un’alternativa e complicarsi eccetera)
  • DUE ELASTICI perché sai già che tra cascatelle, idromassaggi, sauna, cazzi e mazzi uno lo perderai sicuramente e comunque sempre meglio avere un’alternativa eccetera
  • LA CREMA IDRATANTE anche se la crema te la daranno alle terme – ma giunti a questo punto anche i sassi avranno capito che è sempre meglio avere eccetera
  • VARIE ED EVENTUALI. L’importante è lasciarsi guidare dalla nostra massima (non so se la conoscete: “È sempre meglio eccetera”)

COSA FARE QUANDO SEI A MOLLO NELLE VASCHE:

  • Andare a sbattere contro i bordi delle vasche
  • Andare a sbattere contro i gradini nelle appunto vasche
  • Andare a sbattere contro le persone nelle, come dicevamo, vasche
  • Inghiottire un po’ di acqua per sbaglio e temere il sopraggiungere 1) Di un attacco di diarrea 2) Della morte 3) Di entrambe le cose in ordine sparso
  • Cadere dalla scaletta
  • Perdere il primo elastico

COSA FARE QUANDO SEI NELLA SAUNA:

  • Fissare insistentemente la porta pensando “Non bloccarti”
  • Fissare insistentemente il pulsante antipanico
  • Fissare insistentemente le persone che escono pensando 1) “Ti invidio fratello” ma anche 2) “HAI DOVUTO CEDERE EH, SFIGATO? FACEVA TROPPO CALDO PER TE, VERO? AHAHAH SONO LA MERAVIGLIOSA REGINA DEL FUOCO” e pure 3) Entrambe le cose
  • Perdere il secondo elastico

COSA FARE QUANDO SEI NELLA SALA RELAX:

Nella sala relax puoi anche non fare nulla MA è importante che ti interroghi su (almeno) due dei seguenti spunti di riflessione:

  • HO FAME
  • HO SETE
  • HO FREDDO
  • HO L’ACCAPPATOIO BAGNATO
  • ECCO LO SAPEVO DOVEVO PORTARMI DIETRO IL TELEFONO ORA NON SO NEMMENO CHE ORE SONO
  • HO SBAGLIATO TUTTO NELLA VITA?
  • TANTO MORIREMO TUTTI. T U T T I

CIAO.

Thornton’s Creek S1E01 – Pilot

Thornton’s Creek (sono una persona di parola e rispetto le vostre scelte anche se questo Spazio non è una democrazia) è la serie che narra le appassionanti vicende di Alice Thornton (1626-1707) così come lei le ha raccontate nei suoi diari (o comunque più o meno dai).

Thornton’s Creek non intende spiattellare ai quattro venti le vicende private di Alice. Cioè, sì, MA si tratta di vicende che Alice stessa voleva far sapere al Mondo. Come mai? Lo scopriremo più avanti.

La prima puntata mi sembra invece adatta per fornire al gentile pubblico (voi) una presentazione del personaggio principale che è, appunto, ALICE.

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Dal primo diario di Alice (British Library, Add Ms 88897/1) – Alice Wandesford, la quinta figlia del defunto lord luogotenente d’Irlanda Christopher Wandesford. Nacque a Kirklington, nella contea dello Yorkshire, il tredicesimo giorno di febbraio dell’anno 1626, che era un lunedì, verso le due di pomeriggio. Venne battezzata il giorno successivo. Furono testimoni il signor Lassels, sacerdote di Kirklington, la signora Anne Norton e la signora Best.

Alice Wandesford diventa Thornton nel 1651, anno in cui sposa William – appunto – Thornton. Fosse stato per me l’avrei chiamata tranquillamente con il suo cognome da nubile, ma è lei la prima a firmarsi ovunque così (tranne nella pagina che ho appena messo perché noi storici seri mettiamo in evidenza tutte le fonti, pure quelle che contraddicono la nostra tesi ihihi) (poi vabbè ovvio, non credo che potesse rinnegare il cognome del marito così facilmente) (che tenera io che mi sto già innervosendo per il cognome, cara Tandi you’ve got a big storm coming)

COMUNQUE

Alice intende farci capire subito che non è una persona come le altre ed infatti ci tiene a comunicare subito ai suoi lettori che l’Altissimo l’ha ripetutamente salvata da varie disgrazie e pericoli quali

  • Una brutta caduta (nel 1629)
  • Morbillo (1630)
  • Vaiolo (1631)
  • Un incendio a Londra (1631)
  • Annegamento (6 ottobre 1636)
  • Un’altra brutta caduta (1637)
  • Un altro incendio (1638)
  • Un naufragio (1639)
  • La ribellione in Irlanda (Ottobre 1641)
  • Ancora vaiolo (1642)
  • Indigestione di aragosta (1643)
  • Un altro annegamento (1644)
  • Un pericoloso malessere nel giorno del suo matrimonio con William Thornton, che lei afferma essere accaduto perché “mi ero lavata i piedi in quel periodo dell’anno” (dicembre 1651).
  • Primo parto (1652)
  • Secondo parto (1654)
  • Terzo parto (1655)
  • Quarto parto (1656)
  • Quinto parto (1657)
  • Sesto parto (1660)
  • Una pericolosissima malattia (1661)
  • Settimo parto (1662)
  • Ottavo parto (1665)
  • Un’altra pericolosissima malattia (1666)
  • Nono e ultimo parto (1667). Mi permetto di aggiungere: ultimo solamente perché William Thornton è morto l’anno successivo.

Penso che a questo punto sia ben chiaro a tutti che Alice ha vissuto una vita che, per essere eleganti, potremmo definire “abbastanza difficile”. Penso anche che sia ben chiaro a tutti che la vita nel ‘600 faceva cagare. Se eri una donna, un po’ di più.

Come vedete solo grandi analisi su Thornton’s Creek, che tornerà prossimamente con meno astio e più INTRIGHI.

CIAO.

Progetto Howie: Quit Playing Games (With My Heart)

COS’È PROGETTO HOWIE + RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI 

Letture alternative per i disinteressati: Nomi per animali: come chiamare un cucciolo e Nicolò Franco contro tutti.

PROCEDIAMO.

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L’armonia dei colori, il magnetismo degli sguardi, il silenzio intricato delle sopracciglia. 1996.

Quello di Quit Playing Games è probabilmente il video più imbarazzante dei Nostri. Un video dove i cinque si struggono a rallentatore nel (almeno mi sembra) cortile di una scuola per quattro minuti, poi improvvisamente si mette a piovere e allora ZAN si denudano saltellando in giro perché è così che ci si comporta quando piove e se non lo fai anche tu vuol dire che non sai stare al mondo.

Nel video di Quit Playing Games c’è molto dramma e, allo stesso tempo, non succede una mazza. È un video che non ha bisogno di commenti, è un video che deve essere guardato (e poi dimenticato), è un video che chiede con forza DI ESSERE TRAMUTATO IN GIF, cosa che io ho chiaramente fatto.

Vado?

Vado.

Procediamo:

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