Progetto Howie: As Long As You Love Me (di nuovo)

COS’È PROGETTO HOWIE + RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI 

Cari (insomma) detrattori di Progetto Howie (voi chiederete “Ma chi si permette di criticare questo Progetto?”, io risponderò che queste persone esistono e sono capeggiate da mia mamma), ciao, come va? Tutto a posto? La lettura alternativa che vi propongo oggi è COSE CHE NON PENSAVI SI POTESSERO FARE CON L’AVOCADO. Vi saluto & tante buone cose.

Care amiche e cari amici amanti dell’Arte e del Bello in generale, oggi parleremo ancora una volta di As Long As You Love Me (qui il link alla prima toccante analisi, se interessa). Parleremo ancora una volta di As Long As You Love Me perché sento che questa pregevole Opera d’Arte offre parecchi spunti di discussione (in realtà perché ho voglia di produrre due o tre gif a tema).

Procedo.

Il video/pregevole Opera d’Arte:

Due o tre gif (le quali, incidentalmente, sono molto versatili e adatte a buona parte delle complesse e multisfaccettate interazioni che costellano le nostre vite):

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AS LONG AS 3

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AGGIUNTA DEL GIORNO DOPO:

Mi sono accorta che questo è il primo video in cui compare il celebre OCCHIOLINO, la mossa che diventerà un po’ il marchio di fabbrica del nostro Howie! Non siete contenti di avere assistito al dipanarsi della Storia? Io sì, molto.

Saluti:

CIAO e w Howie ma anche w i Backstreet Boys tutti.

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Tre cose che mi aiutano a vivere una vita di successo (per finta)

  1. L’AGENDA. Non scrivo sulla mia agenda 2017 dalla seconda settimana di gennaio e ho smesso di portarmela in giro (e anche di aprirla, se dobbiamo proprio essere del tutto onesti) da fine marzo MA l’idea di possedere un’agenda, da qualche parte (non ricordo bene dove, ma insomma, da qualche parte), mi conforta, mi fa sentire bene, mi infonde pace, mi scalda il cuore. IO HO UN’AGENDA (da qualche parte). Io non sono una di quelle persone disorganizzate che annotano i loro impegni su foglietti volanti e poi perdono i foglietti e poi se ne dimenticano: io annoto i miei impegni su foglietti volanti e poi perdo i foglietti e poi me ne dimentico, MA lo faccio sapendo che IO HO (da qualche parte) UN’AGENDA. Inoltre: l’agenda (o, per quanto mi riguarda, un quadernino a caso, visto che come ho già detto la mia agenda l’ho persa a marzo) è molto utile anche perché mentre sono sull’autobus/al ristorante/al bar/eccetera posso annotare cose apparentemente importanti con aria assorta, atteggiamento che fa invariabilmente pensare alle altre persone “Ah questa giovane donna com’è impegnata ma anche organizzata, e come si vede che ha tutto sotto controllo” (in realtà nove volte su dieci sto disegnando dei fiorellini e/o dei funghetti oppure scrivendo “Alessandra” e “Che palle”).
  2. QUALCOSA DA OFFRIRE AGLI OSPITI. Per me è molto importante avere in casa robe tipo il Crodino, o delle patatine, o delle caramelle, o dei superalcolici, che ne so, insomma cibi e/o bevande che posso tirare fuori quando viene qualcuno a trovarmi senza preavviso e che mi permettono quindi di fare la figura della persona impegnata (ma anche organizzata) che ha tutto sotto controllo. Non sto nemmeno a specificare che, nella maggior parte dei casi, questi cibi e/o bevande vengono consumati anche se gli ospiti non sono fisicamente presenti, perché quello che conta è l’intenzione primaria che ha guidato il loro acquisto, non quello che poi effettivamente succede.
  3. PULIRE I VETRI ESTERNI. Pulire i vetri è un’attività che mi fa schifo, soprattutto se si tratta dei vetri esterni. Perché si formano gli aloni anche se seguo attentamente tutte le regole e ho pure comprato un sacco di pannetti in microfibra quelli apposta per i vetri? Ad ogni modo, anche se il risultato finale fa invariabilmente pena, pulire i vetri (esterni) e possedere parecchi pannetti in microfibra mi fa sentire tantissimo una persona impegnata (ma anche organizzata) che eccetera, una che riesce con successo a incastrare attività tediose, tipo pulire i vetri, nella vita di tutti i giorni. Inoltre nel mio palazzo NESSUNO pulisce i vetri esterni MAI, quindi, per la legge del contrasto, quando lo faccio le nostre finestre diventano automaticamente gioielli splendenti di pulizia e bellezza, anche se fanno schifo.

Ah: l’ho già detto, ma devo ribadirlo, perché è veramente una cosa che cambia la vita: L’ABBIGLIAMENTO SPORTIVO. Ogni tanto (spesso) mi vesto come per andare a fare una corsa, esco e poi non corro: cammino placidamente. O vado a fare la spesa. O a salutare le anatre nel Greenland Dock. La cosa importante è, però, che faccio sempre in modo di atteggiarmi da persona sportiva che ha appena finito di fare appunto sport, facendo finta di essere (un po’) stanca e (molto) compiaciuta. Le altre persone mi osservano con odio misto a rispetto e pensano “Ma tu guarda questa stronza impegnata ma anche organizzata che ha tutto sotto controllo e che alle otto di mattina ha già corso quando tutto quello che ho fatto io è stato mangiare due krapfen”, o magari non pensano nulla, o, più probabilmente, non mi guardano nemmeno, MA quello che conta è pensare che lo pensino mentre mi osservano con odio misto a rispetto e, automaticamente, sentirmi una stronza impegnata ma anche organizzata che ha tutto sotto controllo e che ha un’agenda, è sempre preparata a ricevere graziosamente degli ospiti, lava i vetri e va pure a correre la mattina.

La prossima volta userò meglio la punteggiatura.

CIAO.

Grandi notizie

Non so se avete presente la mia amica Marta, quella che è partita per Londra insieme a Corgi (e insieme a me, chiaro) nel settembre 2012 e che ha conquistato l’affetto di tutti con i suoi modi di fare delicati ed eleganti (qui una sintetica narrazione delle sue gesta).

Dicevo, non so se avete presente, quasi sicuramente no, e allora perché ho esordito con “Grandi notizie” se parliamo di robe legate a fatti che non ricorda nessuno, e insomma che palle, vabbè dai, comunque dicevo che nel giugno 2013 Marta ha iniziato a frequentare un giovanotto inglese. Io, da persona matura, ho subito appoggiato la loro unione e non mi sono mostrata per nulla infastidita dai dolci sentimenti che hanno gradualmente iniziato a pervadere l’aere:

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2 agosto 2013. Noi storici datiamo sempre le nostre fonti.

 

Oggi, 1 settembre 2017, sono qui per dirvi che:

  1. Marlie is (ancora) real
  2. E CHE ANZI: MARLIE SI SPOSA. TRA DUE SETTIMANE.
  3. E IO DEVO FARE UN DISCORSO.
  4. Discorso che non ho ancora preparato.
  5. Se si esclude cercare su Google “Wedding speech fail” e “Worst wedding toast ever”.
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Pensatemi.

CIAO.

Oscar

Ho trovato il mio nuovo spirito guida e il mio nuovo spirito guida è Oscar, conosciuto anche come “Unsinkable Sam”.

(Perché è stato soprannominato “Sam” se si chiamava Oscar? Perché in realtà anche Oscar era un soprannome. Il vero nome di Oscar/Unsinkable Sam non lo conosciamo e, probabilmente, non lo conosceremo mai)

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Oscar/Sam è stato soprannominato “Unsinkable” (l’inaffondabile – traduco perché sono una persona carina) perché è sopravvissuto a tre (THREE) naufragi:

  • Quello della nave da guerra tedesca Bismarck (27 maggio 1941)
  • Quello della nave da guerra britannica HMS Cossack (27 ottobre 1941)
  • Quello della nave da guerra britannica HMS Ark Royal (14 novembre 1941)

Dopo il naufragio della Ark Royal Oscar venne ritrovato mentre si aggrappava a un’asse di legno, “arrabbiato, ma senza un graffio”.

La pittrice Georgina Shaw Baker, come tutti noi del resto, si è lasciata affascinare da questa storia e ha deciso di dipingere un ritratto di Oscar “Unsinkable Sam” mentre, naufrago per la terza volta nel giro di sei mesi, aspetta i soccorsi vivo, vegeto e incazzato nero.

oscar
Forse non l’avevo detto prima: Oscar era un gatto.

Il ritratto di Georgina Shaw Baker è pregevole ma, a mio parere, non coglie le due caratteristiche principali del carattere di Oscar (ossia l’essere CORIACEO e INCAZZATO NERO).

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TIPO COSÌ

Non sono sicura al 100% che il gatto ritratto in questa foto sia Oscar, ma ve l’ho messa lo stesso in quanto A) Rende l’idea; B) Tutti gli articoli che ho trovato su Oscar la linkano, quindi al massimo posso dire che è colpa loro e non mia; C) L’Arte.

Se proprio vogliamo essere puntigliosi al massimo dobbiamo anche ammettere che non  siamo sicuri al 100% che la storia di Oscar sia completamente vera – però la raccontiamo lo stesso (sono passata dal singolare al plurale perché mi identifico come una parte del Tutto), in quanto A) Vogliamo sognare; B) L’Arte.

Il naufragio della Ark Royal ha segnato la fine della carriera navale di Oscar, che è stato prima adottato dal Governatore di Gibilterra e poi mandato in pensione in una Casa per Marinai a Belfast, dove è poi passato a miglior vita nel 1955 per cause naturali.

Possiamo sicuramente trarre vari insegnamenti dalla storia di Oscar, che per amore di brevitas (= non avevo voglia) ho deciso di sintetizzare così: ANDIAMO AVANTI CORIACEI E INCAZZATI NERI.

Voi vi chiederete “Come mai questa sofferenza travestita da spavalderia che trasuda dalle tue parole?”, io vi risponderò che ultimamente ho deciso di prendere delle decisioni interessanti e coraggiose, tipo mettere il pollo nella pasta. Ciao. Scherzo mamma non lo faccio. Per ora. Ciao.

EDIT DEL GIORNO DOPO:

TBS mi ha fatto notare che non ho spiegato come mai Oscar è passato con scioltezza dalla Kriegsmarine alla Royal Navy, quindi rimedio ora: subito dopo il naufragio della Bismarck è stato salvato dai membri dell’equipaggio della britannica HMS Cossack (gli stessi che, incidentalmente, gli hanno conferito il nome Oscar) (Il soprannome Unsinkable Sam è subentrato dopo il secondo naufragio). Passo e chiudo ciao.

Se vi interessa sapere di più su Oscar:

La sua pagina Wikipedia

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Adorabile

Articolo su Zmescience (da dove ho preso le foto)

Se invece vi interessa leggere la storia di un altro gatto intrigante:

Hodge, il gatto di Samuel Johnson, raccontato da una mente luminosa

 

Lista dei posti dove devo fare l’afternoon tea prima di schiattare

 

Siccome le sale da tè sono un argomento che mi agita (DEVO PROVARLE TUTTE. DEVO. TUTTE. PROVARLE. DEVO) cercherò di essere breve, sintetica e professionale.

Siccome sono sintetica e professionale spiegherò in modo stringato cos’è l’afternoon tea: è il tè che si beve, appunto, di pomeriggio e si beve accompagnato da cibarie varie (torte, scones e pasticcini, ma anche roba salata tipo tramezzini) (siamo sintetici e professionali quindi non sottolineerò il fatto che ho piazzato due rime in due righe).

PROCEDIAMO:

Lista dei posti dove devo fare il tè che si beve, appunto, di pomeriggio eccetera eccetera prima di schiattare

(In ordine crescente di prezzo)

(Perché siamo persone professionali)

The Orangery At The Fan Museum

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Cioè DAI. Foto presa da questo utilissimo sito: http://www.highteasociety.com

Questo posto meraviglioso si trova a Greenwich. Ha un prezzo più che abbordabile (8 pound per l’afternoon tea + 4 pound di ammissione al museo del ventaglio, che merita una visita per più di un motivo ma ne parlerò in un’altra sede perché altrimenti apro una parentesi troppo lunga) (se avete in programma un viaggio a Londra e volete saperne di più sui ventagli scrivetemi ihihi). So da fonti molto certe che le torte che vengono servite nell’Orangery sono ottime. ALLORA PERCHÉ NON CI SONO ANCORA ANDATA? MA PERCHÉ SONO DEFICIENTE, OVVIO.

Truly Splendid Vintage Tearoom

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http://ourhithergreen.com/2015/06/new-vintage-tearoom-for-catford/

Forse lo shabby chic ha rotto le palle, o forse no, ma non concentriamoci su queste inezie e pensiamo, piuttosto, al quadro d’insieme: devo andare a bere il tè in questo luogo. Truly Splendid è un po’ più scomodo da raggiungere rispetto all’Orangery, visto che si trova a Catford, ma si tratta di un sacrificio che noi (cioè io) siamo disposti a compiere. Prezzo: £12.95.

Victorian Afternoon Tea at The Morris Room, Victoria and Albert Museum

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Ho un debole (come tutti, del resto) per le refreshment rooms del V&A. Ho scoperto solo poco tempo fa che la domenica si può prendere il Victorian afternoon tea nella Morris Room (quella verde). Se l’afternoon tea è vittoriano cosa cambia rispetto a un afternoon tea normale, mi sono chiesta? Beh Tandi, mi sono risposta, cambia che i cibi che accompagnano il tè sono preparati seguendo (più o meno) le ricette che andavano in voga ai tempi della regina Vittoria. Logicamente qui i prezzi iniziano ad alzarsi (e a me inizia a ballare l’occhio sinistro): 30 pound.

The Library Lounge, Marriott Hotel County Hall

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Sarò sincera: voglio andare a bere/mangiare l’afternoon tea qui solamente perché È IN UNA BIBLIOTECA (e, incidentalmente, davanti al Big Ben). Poi possono anche servirmi delle tartine al cartone, per quello che mi riguarda. Prezzo: 36 pound.

The Gallery at Sketch

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Vabbè, qua scivoliamo nell’Ovvio, visto che lo Sketch è veramente molto conosciuto e (scivolo nell’Ovvio ancora una volta) meraviglioso. In realtà un po’ mi inquieta, anche perché da qualche parte nel loro sito ho letto che il dress code è “ART SMART” (COSA VUOL DIRE) (COSA VOLETE DA ME). D’altro canto, però, ho anche visto una foto dei bagni e penso che valga la pena andare allo Sketch anche solo per quel motivo. Siamo arrivati in fondo alla lista quindi, miei cari lettori, non sarete stupiti nell’apprendere che un afternoon tea allo Sketch costa 58 pound.

Nel caso voleste battermi sul tempo e andare in uno di questi posti prima di me ho due messaggi per voi:

  1. Vi odio.
  2. Ricordatevi di prenotare.

CIAO.